La casa del ferroviere
sorgeva lungo i binari tristi,
dove passavano i treni dei ricordi
e dell’illusione.
Dalle locomotive a vapore saliva
il fumo bianco,
il buon vecchio era tanto, tanto stanco,
le guardava da dietro i vetri appannati
della sua finestra,
mentre i faggi sussurravano alle brume,
che salivano grigie dal vicino fiume.
L’edera avvolgeva i muri un po’ decrepiti,
a volte, s’udiva il canto del merlo,
o forse, della tortora,
qualcosa in me di quei giorni ancora mormora,
i raggi del sole d’autunno
carezzavano le tegole antiche,
presto, oh, sì, tanto, tanto presto
il caro ferroviere sarebbe partito
per un lungo viaggio,
dal quale mai più si fa ritorno.
Due labbra di fuoco
baciano il silenzio,
appartengono alla bella, io lo sento,
mano nella mano
il destino
accompagnerà
l’aurora
nell’universo
dei sensi
perduti
e ritrovati.
E verrà il tempo delle mani d’avorio,
che teneramente sfiorano
forme morbide’




questo è il mio primo racconto sul tema erotismo, mi piacerebbe avere qualche giudizio, così capisco se posso continuare o…
Grazie! Si diciamo che volendo dare un senso temporale ai miei racconti, in alcuni casi possono esserci più situazioni in…
Ciao, quando esce la parte tre che la sto aspettando da mesi?
Ciao Mathilda (bel nome, fra l'altro), il racconto mi è piaciuto molto, davvero ben scritto ed eccitante! forse avrei suddiviso…
Grazie!!! Vedrò di continuare allora! ;)