La vita sua era triste,
i suoi biondi capelli
svanivano nelle nebbie miste,
la luna, il sole e le stelle
erano innamorati delle sue pupille,
piene, piene di scintille
e di torri, di tetti, di cattedrali giammai viste,
le lunghe sue dita
s’intrecciavano all’edera della vita,
aveva un lungo mantello di porpora,
la voce sua bella ancora mormora
ai recessi azzurri del silenzio,
alle nevi dove si baciavano
gli amanti e più non sento
le allodole amiche del tormento,
che cantavano vicino
al mulino vecchio.
La vita sua era triste,
i suoi biondi capelli
brillavano come i dorati anelli
che ornavano le sue mani bianche,
glieli aveva regalati l’ultimo suo amante,
non dimenticherò mai il volto suo sognante,
innamorato del cielo,
quel giorno stava seduta sulla sedia a dondolo
quando ricevette il bacio e poi quel ciondolo,
suonava forte il violino del destino,
dal tetto era caduto un vecchio spazzacamino,
le sovvenne il presentimento e poi il turchino
stellato degli astri fece volare forte
le parole consolatorie dell’aurora
dove l’addio parla all’addio
e l’amica del mare
sospira alle colombe.
Oh, la vita sua era triste,
i suoi biondi capelli,
il fuoco e quei tormenti,
lei cantava ai merli,
amorosi erano i ritornelli
che incantavano i suoi occhi,
come mille cieli sgombri
pieni di languidi ricordi!



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…