Cerco la malinconia del tempo andato,
le ciminiere, donde salivano le nuvole nere,
tristi, quanto gli occhi di lei,
che piansero
quando si separarono dal grattacieli della città,
le fabbriche erano grigie,
passava gente senza lacrime,
i volti rugosi, sembravano anime,
ad un tratto, una Vespa
spuntava da dietro un angolo,
non passava un angelo,
erano due giovani amanti,
sorridenti e stanchi
delle nuvole,
del grigiore,
dei palazzi senza cuore.
Una folla senza nome
esce dall’opificio,
chiacchierano, spingono, stridono,
due innamorati si baciano sulla bocca,
io ti chiamo, ma tu più non mi rispondi
perché un altro uomo
ha già sciolto i tuoi bei veli.
Erano le ciminiere della città grigia,
lei portava con sé quella valigia,
una Bugatti rossa, un sospiro, una partenza,
una gonna che carezzava il ginocchio,
ancor ti voglio.




Molto bello e scritto bene complimenti
Stavo pensando no non sei pretenzioso né invadente e mi fa piacere aver trovato uno che come me da tanto…
Ne potremmo parlare per ore e ore delle ragazze viste come sciocche che aprono solo le gambe. Ma per fortuna…
Ti ringrazio, Agavebet, per il commento. Sì, volevo creare un contrasto tra le situazioni erotiche che avvengono tra le braccia…
Non mi fa male il polso, no. Anche perché sono una donna. Comunque mi piace molto il contrasto tra l'evocazione…