
Voglio nutrirti
dei fiori di carne
che si aprono,
come rossi garofani
notturni,
sulle mie labbra.
Voglio nutrirti
del latte di mandorla
cedro e cannella
che scorre
per i sottili cammini
del sangue
nei miei capezzoli
scuri.
Voglio nutrirti
del tiepido miele
d’arancia selvatica
che scivola
lungo le cosce
quando il tuo sesso,
delizia e fuoco
del mio ventre
affamato,
esplode
in un lampo violento
e incosciente
di luce purpurea.
Ardono i roghi
della nostra carne
nel buio
vellutato
di questa calda,
lunghissima
notte.




Bellissimo racconto
Assurdo che il capitolo più bello sia anche quello senza commenti. Complimenti Giulia, sai come tenere alta l'attenzione dei lettori.…
La tua penna mi tiene sempre incollata dall'inizio alla fine e mi lascia una soddisfazione narrativa profonda e costante.
Va bene ne sono lieta. Ti lascio la mia mail agavebet@libero.it ma ovviamente ti chiedo di avere pazienza. Lavoro, scrivo…
Cara Agave, sono contento del tuo commento, hai individuato diversi punti critici che dovrò prendere in considerazione. adesso ho in…