Senza fiato… resto, affannoso
il petto; sudore dalla fronte
le guance imperla come lacrime,
ma non di pianto, del godimento
il frutto. Le spalle, il petto,
gli ancora turgidi capezzoli grondano,
stillando rivoli di umori, il caldo
m’incalza e con esso il fallo.
M’investe, il caldo; mi piega e mi fa suo,
il tuo fallo, e io…sudo. Sudo il sangue
che succhi dalle vene mentre mi concupisci.
Le gambe molli si fanno sul disfatto letto,
tremando sbando e m’abbatto prono
al tuo volere, al mio peccato. Ti sento;
sento il tuo peso che piuma mi pare
per il diletto, che mi procuri, intenso.
Affanno, affanno, aria prendo a bocca
aperta, mentre affondi la lama
nella ferita fonda; la muovi, l’agiti,
la scuoti, caroti nelle visceri del mondo.
Oh, quanto, quanto ti ho aspettato…
mio esploratore oculato, mio strenuo,
solerte escavatore, mio bulldozer,
mio amico/nemico, mio tutto e solo
appaltatore dei lavori che in me si fanno!
Prendimi, sfaldami, lastricami, asfaltami,
come vuoi tu trasformami che io serva
al tuo scopo e tu produca in me
la sensazione perfetta di essere da te
costrutto al tuo piacere, al mio piacere
[indissolubilmente stretta e legata.



Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…
dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…
Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…