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All’epoca stavo con una ragazza di nome S., castana chiara non tanto alta, il suo punto forte era il culo bello tondo e pronunciato e faceva invidia a tutti.
Io e S. eravamo molto affiatati sotto tutti i punti di vista, l’unica cosa che ogni tanto mi faceva ingelosire era la leggerezza con cui S.parlava di sesso con chiunque senza timore e alle volte con un pizzico di maliziosità.
Avevamo passato l’estate in vacanza con un gruppo di amici e una sera mentre stavamo chiacchierando del più e del meno, ridendo mi disse che doveva raccontarmi una cosa che le era successa mentre eravamo in vacanza.
« Questa te la devo raccontare! non ti ho detto nulla mentre eravamo in vacanza ma una notte mi sono alzata per andare in bagno e passando dal salotto dove dormivano gli altri ho visto una cosa assurda!»
Incuriosito le chiesi cosa aveva visto, sapevo che in salotto dormivano 3 o 4 nostri amici tra cui U. il mio amico di sempre.
Proseguì dicendo « c’era U. che dormiva a pancia in su e aveva addosso solo dei boxer di quelli larghi, non aderenti e gli spuntava qualcosa dalla coscia così mi sono avvicinata leggermente e aveva il cazzo che gli usciva leggermente!»
Io un pò stranito, sapendo dove voleva arrivare le dissi « tutto lì? può capitare hahahah»
Mi rispose «si si certo però sono rimasta allibita dalla dimensione! Fai conto che gli usciva praticamente solo la cappella ed era una cosa enorme! Penso di non aver mai visto un cazzo del genere. Scusa se te lo dico così non vorrei farti ingelosire anche perchè non mi interessa e sono contenta così però volevo raccontartelo »
Un pò ingelosito, sapendo anche effettivamente le dimensioni del cazzo di U. dato che spesso avevamo fatto la doccia insieme, le dissi « hahahah si, so che forse ce l’ha leggermente più grande della media» cercando di sminuire
Mi guardò ridendo e disse «beh dire così è un pò riduttivo! Non era nemmeno duro ma penso che una mia mano non sarebbe bastata per tenergli la cappella!»
In effetti U. aveva una bestia tra le gambe, ero sempre stato un pò geloso e mi faceva ingelosire un sacco l’idea che a S. potesse intrigare quel cazzone.
Il discorso andò a morire e non ne parlammo più.
Qualche settimana dopo, io e S. decidemmo di passare una giornata da lei in piscina dato che aveva casa libera. Dovevamo trovarci dopo pranzo ma in mattinata mi arrivò un messaggio da U. che mi chiedeva se ci vedevamo nel pomeriggio per far qualcosa.
Scrissi così ad S. per chiedere se U. poteva unirsi a noi nel pomeriggio e lei mi rispose che non c’era nessun problema.
Dissi allora ad U. che saremmo andati in piscina da S. e che poteva venire anche lui.
Nel pomeriggio arrivai prima io a casa di S., lei aveva indossato un bel costumino succinto sul davanti e striminzito dietro che metteva in mostra il suo bel culone.
Dopo poco arrivò anche U. così passammo il pomeriggio tra sole piscina e birra.
Chiacchierammo del più e del meno e U. ci raccontò che la ragazza con cui si frequentava lo aveva mollato circa due settimane prima e che da allora spesso si trovava da solo o si annoiava ma che la cosa più brutta era il fatto di non avere più rapporti sessuali. Ci confidò che erano due settimana che non si masturbava nemmeno.
Tra me e me pensai ” avrà due palle grosse come palline da tennis”!
S. cerco di stemperare la situazione dicendogli di non preoccuparsi che sicuramente avrebbe trovato un’altra ragazza da soddisfare.
La guardai un pò stranito perchè avevo capito che si riferiva al fatto che sicuramente con il cazzone che si ritrovava, avrebbe soddisfatto chiunque!
Mi sentii strano, ingelosito ma anche un pizzico eccitato al solo pensiero che ad S. potesse interessare un cazzo grosso.
Ad un certo punto U. disse che doveva andare in bagno visto tutta la birra che aveva bevuto.
Una volta rimasti soli io ed S. lei mi chiese incuriosita:
« Ma non vi fanno male le palle se non vi masturbate per tanto tempo così?»
Le risposi « si dopo un pò fa male anche perchè si gonfiano e senti il bisogno di svuotarle! Non so come faccia U., mi immagino la prossima ragazza che incontrerà, la coprirà dalla testa ai piedi hahahah»
S. mi disse « è vero non ci avevo pensato hahaha beh da un lato sarà fortunata dai! Un cazzone così che spruzza come un idrante non deve essere male»
Dopo un quarto d’ora U. non era ancora tornato, S. disse che sarebbe andata a vedere dov’era e avrebbe preso altre birre.
Una volta entrata, la seguii incuriosito anche io con la testa piena di mille pensieri!
S. andò verso il bagno, la porta era semi aperta così entrò.
Rimase a bocca aperta e fece un sospiro di stupore, c’era U. con le palle di fuori e la zip del costume incastrata, con una mano si copriva il cazzo e con l’altra cercava di scastrare la zip.
Quando vide S. si imbarazzò e le spiegò la situazione. S. si propose di aiutarlo e cercò di tirare giù la zip ma con tutte quelle mani non riusciva a lavorare così disse ad U. di togliere le mani che non vedeva nulla.
Io ero poco fuori dal bagno e li stavo guardando, da un lato volevo entrare per interrompere la situazione prima che prendesse pieghe strane ma dall’altro ero eccitato. C’era la mia ragazza a pochi cm da un cazzone enorme nascosto dalle mani di U.
Quando U. tolse le mani, il suo cazzone floscio cadde verso il basso, S. rimase di stucco quando lo vide, non riusciva a staccargli gli occhi e nemmeno io.
Era veramente grosso nonostante fosse molle, senza accorgermene, mi ero tirato fuori il cazzo e mi stavo segando.
S. esclamò «Madonna U. è enorme!!! come fai a tenerlo nelle mutande?? »
U. sorrise e disse «in effetti alle volte da fastidio, soprattutto quando è da tanto che non..» e si interruppe quasi vergognandosi.
Con mio stupore S. disse « beh ci credo sono belle gonfie » riferendosi alle palle enormi.
Riprese poi a lavorare con la zip e inevitabilmente dovette cercare di spostare quel bestione.
Guardò U. un pò imbarazzata come per avere il consenso di toccarlo per spostarlo.
U. non disse nulla così S. lo prese con la mano e lo sollevò. Vedendo la mano della mia ragazza che teneva quel cazzone mi eccitò a dismisura.
Dopo poco la zip si scastrò ed S. facendo finta di nulla scappellò il cazzo di U., aveva una cappella devastante!
Fece un paio di movimenti come per segarlo ma U. le disse che vista la sua astinenza anche un semplice ed innocente tocco l’avrebbe fatto esplodere!
S. con mio stupore gli disse: «hahah sarei curiosa di vederti esplodere »
A quel punto U. si infilò il cazzo nel costume ringrazio S. e si avviò verso la porta.
A quel punto mi rimisi anche io il cazzo nelle mutande e andai in cuicna per cercare le birre nel frigo.
Dopo poco arrivarono anche loro.
S. mi disse che si era fermata in camera a mettere un pò di crema solare e mi diede un bacio.
Decidemmo di aprire una bottiglia di vino invece della birra. La aprii e la posai sul piano della cucina poi mi girai per prendere i bicchieri ma nel rigirarmi diedi un colpo alla bottiglia e la feci cadere addosso ad umberto sporcandogli tutto il costume di rosso.
« Scusaaa non l’ho fatto apposta!!!» gli dissi.
Mi rispose un pò scazzato dicendo di stare tranquillo!
« Vado su a darmi una lavata al costume prima che resti macchiato»
Nel mentre io ed S. ci mettemmo a pulire il pavimento e dopo poco U. rientrò in cuicna, senza costume con addosso solo un asciugamano per le mani che lo copriva a malapena.
Disse « scusa S. ho messo questo per coprirmi perchè non ho trovato altro e ho dovuto mettere il costume a bagno»
L’asciugamano gli arrivava a metà coscia quindi gli copriva appena quel bastone di carne che si trovava in mezzo alle gambe.
S. gli rispose di star tranquillo che non c’erano problemi. Chissà cosa le stava passando per la testa.
U. si avvicinò per darci una mano ma essendo noi inginocchiati per pulire, si poteva vedere la punta del cazzo da sotto l’asciugamano. Le palle viste da così vicino erano davvero enormi!!
Guardai subito S. per vedere se si era accorta di quel cazzone penzolante e per mia sfortuna lo stava guardando. Mi guardò con una faccia come se avesse raggiunto il culmine della resistenza e mosse una mano verso il pisellone di U..
Afferrò la cappella ancora incappucciata con la mano (effettivamente non bastava una mano per prenderla tutta. U. si girò di colpo e gli cadde l’asciugamano al che S. mi guardò e disse:
«scusami, ma guarda che ben di dio, è un cazzo veramente assurdo, grosso lungo largo e morbido»
Io non sapevo assolutamente cosa dire, a dirla tutta S. aveva ragione però mi infastidiva il fatto che fosse così attratta da quel cazzone. Con me non aveva nemmeno mai voluto farsi sborrare sulla faccia quindi non pensavo diventasse così libera solo per la vista di un cazzo grosso.
S. mi disse «alla fine è colpa tua se U. ha dovuto tirarlo fuori! » e nel mentre passò a toccargli le palle senza staccare lo sguardo da me.
«Sono enormi» esclamò S.
Io infuriato le dissi: « si ok ma ora smettila, non mi sembra il caso! e tu U. copriti per favore»
U. mi ignorò completamente dato che era in estasi nel vedere il suo cazzone e le sue palle tra le manine della mia ragazza.
S. invece mi guardò e sorridendo disse: « dai che sarà mai se lo tocco! Posso masturbarlo? poveraccio hai sentito da quanto non si fa nemmeno una sega»
Io geloso ma eccitato, avevo più che altro paura che una volta giocato con quel bestione, S. perdesse l’interesse per me le dissi:
« ok ma solo un minuto, tanto ormai… poi se vuole va a finire in bagno da solo…. »
Appena finito di dirlo, S. prese il cazzone di U. in mano e lo scappellò, era immenso! Ero attratto come una calamita dalle dimensioni, non riuscivo a staccare gli occhi da quel pezzo di carne.
La cosa che mi fece eccitare di più era il fatto che oltre a toccarglielo, S. gli parlava, lo cominciò a segare lentamente ma quel cazzone non si induriva. Era talmente grosso che rimaneva molle e penzolante. Sembrava un cavallo.
Ad un certo punto S. si leccò il pollice e cominciò a passarlo sulla cappella come per simulare la lingua, U. stava godendo come un maiale.
Capii che la situazione stava degenerando così dissi ad S. di smettere e che U. poteva finire da solo.
S. mi rispose « e se invece provassi a prenderlo in bocca? Non so nemmeno se mi entra ma vorrei provare, tanto vedo che non ti sta dispiacendo la situazione » e abbasso lo sguardo sul mio pacco che in effetti era visibilmente eccitato.
«Dai in bocca no S.» le dissi, ma non appena finii di parlare, S. aprì la bocca tirò fuori la lingua e si infilò la cappella di U. tutta dentro.
U. socchiuse gli occhi per il piacere ed S. cominciò a muovere la lingua vorticosamente attorno alla cappella e a massaggiargli le palle con la mano.
Ero impietrito a guardarla, era la cosa più bella del mondo vedere la mia ragazza che soddisfava un cazzo grosso.
Con la mano libera, con mia sorpresa, S. mi tirò fuori il cazzo dal costume e cominciò a segarlo, era di marmo a differenza di quello di U.!
Nonostante sia soddisfatto delle mie dimensioni, non reggeva minimamente il confronto, la cappella di U. con il cazzo molle, era circa 4 volte la mia.
Cominciava pian piano ad ingrandirsi e diventare barzotto, S. iniziò a succhiare quelle palle enormi mettendone in bocca una per volta e succhiandola come a volerla spremere.
Passò poi a leccare il cazzone come se fosse un lecca-lecca con la lingua bella larga.
Voleva farlo sborrare, era ormai chiaro.
Indurendosi, il cazzone di U. era diventato ben più grosso ed S. faticava a tenerlo in bocca, lo segava con due mani ma ne sarebbero servite altre.
U. ad un certo punto prese la testa di S. e cominciò a muoverla su e giù lungo quel tubo.
S. smise di segarmi ma subito cominciai io perchè non mi ero mai sentito così eccitato.
Dopo qualche secondo di su e giù in bocca, U. cominciò a mugulare finché esplose,
S. guidava la situazione, continuava a segarlo e il primo fiotto di sborra densa uscì sulle labbra di S.
Era bianchissima e molto densa, a quella vista non riuscii più a trattenermi e sborrai anche io addosso ad S. sulla pancia e sulle coscie.
U. nel mentre continuava a sborrare sulla bocca di S., la sborra le colava ovunque e nell’impeto della situazione S. indirizzò quell’idrante anche contro di me e uno schizzo mi finì in faccia!
Dopo una decina di schizzi, S. era completamente ricoperta dalla sborra di U.
Il cazzone di U., tutto sporco di sborra era penzolante ed S. si avvicinò a me e cominciò prima a baciarmi e leccarmi, sta stronza voleva farmi sentire tutta la sborra che si era meritata.
Si abbassò poi a pulirmi la cappella e poi mi disse:
« Certo che dopo aver preso in bocca il cazzo di U., il tuo sembra piccolo!!»
U. sorrise e io mi sentii umiliato ma il bello doveva ancora venire.
Rimasi impietrito dopo quelle parole, guardando S. piena di sborra e il cazzone di U. penzolante. Cominciavano ad insinuarsi in me strane idee, tutta quella situazione mi aveva eccitato come non mai.
S. afferrò il cazzo penzolante di U. gli diede una leccata e disse:
« È ora di rianimarlo perchè voglio sentirlo dentro» poi mi guardò e disse
« Tu sei d’accordo X. ? Mi sembra di sì dato che ce l’hai di nuovo in tiro. Ti propongo una cosa, che ne dici di non rimanere solo a guardare?»
Sempre più allibito dissi che mi andava bene, S. prese in mano il cazzone di U. e cominiciò a masturbarlo per farlo rinvigorire.
Cominciai allora a passare un dito tra le chiappe di S. che era ancora accovacciata, le stimolai un po il buchetto del culo ma subito lei mi prese la mano come per fermarmi.
Ci guardammo negli occhi e lei accompagnò la mia mano verso il cazzo di U.
Mi resi conto che io e la mia ragazza stavamo segando lo stesso cazzone! Era grosso e pesante, mai provata una cosa simile.
S. mi disse « dai succhiamolo insieme, sono super eccitata!»
Cominciammo così a leccare quella cappella immensa, ancora sporca di sborra.. Le nostre lingue si incrociavano e si scambiavano la sborra raccolta. U. stava godendo e prese le nostre teste come per dettare il ritmo.
Il suo cazzo si stava indurendo più di prima, a quanto pare gli piaceva avere due lingue che lo stuzzicavano, anche se una era mia.
Ad un certo punto mi fermai e dissi ad S. che prima di farlo sborrare di nuovo volevo vederlo dentro di lei, volevo che godesse come non aveva mai potuto fare. Ero disposto a tutto!
S. sorrise e mi disse: « come vuoi tu, non vedo l’ora! ma prima facciamo in modo che diventi bello duro così mi sfonda!»
Iniziai così a succhiare avidamente il cazzone di U., prima segandolo con due mani e leccandogli tutta la cappella, dopo presi a leccare le palle.
U. mi fece coricare a pancia in su sul tavolo e si mise dietro la mia testa, ficcandomi il pitone in bocca. Avevo le sue palle che mi sbattevano sulla faccia mentre io leccavo e succhiavo.
Nel mentre S. mi sali sopra come per fare un 69 e prese a succhiarmelo, io smisi di leccare il cazzone e cominicai ad inumidire la figa di S. per prepararla.
Una volta pronta, presi con le mani il cazzone e lo puntai verso la figa di S.. U. diede una leggera spinta e fece entrare solamente la cappella togliendo il respiro ad S.
Fece avanti e indietro una decina di volte facendo entrare solamente la cappella finché S. non esplose in un orgasmo devastante cominciando a squirtare sulla mia faccia. Non aveva mai squirtato con me!
Non appena finito, U. glielo rimise dentro ma questa volta affondò di più, S. ormai non era più in sé, godeva come una troia, ansimava e ne voleva sempre di più.
Dopo qualche minuto U. sfilò il cazzo dalla figa fradicia di S. e me lo mise in bocca. Con la lingua giravo intorno a quell’interminabile cappella morbida mentre gli toccavo le palle con le mani.
Sborrai, di colpo in mano ad S. che nel mentre continuava a segarmi. Mi disse: « quanto ti piace succhiare quel cazzone? hai sborrato tantissimo ed è già di nuovo duro! sei proprio un pervertito!» Poi guardò U. e gli disse che lo voleva prendere nel culo.
Io rimasi allibito in quanto con me non se ne era mai parlato, era off limit.
Non tentai nemmeno di dire qualcosa tanto non sarebbe servito a nulla, S. mi disse che però dovevo inumidirle per bene il culetto per prepararlo.
Ci spostammo così in soggiorno, mi coricai sul tappeto e dissi a S. di accovacciarsi sulla mia faccia dando la schiena al mio cazzo.
Lei lo fece, e io incominciai a leccarle il buco del culo, era una sensazione fantastica!
Nel mentre U. si mise in piedi vicino a lei e le porse il cazzone dicendo:
« Succhiamelo bene così diventa bello duro e posso sfondarti.»
Dopo una decina di minuti, S. aveva il culo ormai grondante così si mise a pecora e U. le si posizionò dietro per incularla.
Io mi sdraiai sotto le loro gambe per godermi al meglio la situazione.
Vedevo quel cazzo mostruoso che puntava il buco del culo della mia ragazza, la mia eccitazione continuava ad aumentare! Mai avrei pensato di eccitarmi anche al solo pensiero che la mia ragazza pensasse al cazzo di qualcuno, figuriamoci prendere nel culo quella bestia!
Inutile dire che S. piangeva sia dal male che dal godimento, io nel frattempo leccavo le palle di U. che mi sbattevano in faccia, erano cariche come delle bombe. Continuavo a segarmi e sborrare, avevo ormai perso il conto delle volte!
Ora l’unico mio pensiero era veder sborrare U. sulla mia faccia, leccavo avidamente le palle finché dopo un quarto d’ora di scopata nel culo, era giunto il momento, il cazzone di U. si gonfiò ancora di più, uscì dal culo di s: e comincio a sborrarle sul culo per farmelo colare in faccia.
Uscì una quantità di sborra devastante! Me lo puntò in faccia e continuò a sborrarmi sulla bocca e sul viso. Avevo la faccia letteralmente ricoperta di sborra, mi colava ovunque e lui non smetteva di sborrare, lo presi quindi in bocca per dargli il piacere massimo.
Nel mentre sborrai di nuovo anche io ma in confronto mi uscì un decimo di quello che uscì ad U.
S. si girò e cominciò a baciarmi e leccarmi tutta la sborra, ci stavamo scambiando la sborrata del cazzone del mio amico, era una sensazione fantastica.
Intanto U. ce lo sbatteva in faccia, era molle ma pur sempre enorme…
Il pomeriggio finì lì ma quella non fu l’ultima volta che io ed S. condividemmo un cazzone.

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Autore Pubblicato il: 24 Novembre 2021Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Gay, Trio0 Commenti

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