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Per primo il culo 2. Vengo col culo.

Forse mi sono innamorato di Gerry.
Vi spiego, lui mi è venuto a cercare, ha saputo che me lo mettono nel culo e siccome è uno sempre arrapato ha pensato bene di usarlo un po’ anche lui.
E’ un gran bel ragazzo e veramente non ritenevo che tirasse anche a culetti come il mio ma che gli interessassero solamente le femmine, ma un buco è un buco e una sborrata è una sborrata, del resto fama del mio culo non è usurpata: ho le chiappette lisce, rotonde e senza un pelo che nulla hanno da invidiare a quelle di una qualsiasi ragazzotta, anzi.
Lo avrà saputo da uno di quelli ai quali lo do o, meglio, che se lo prendono.
Lui non ha mai avuto a che fare col branco, ma gli hanno comunque parlato di Fuffi, della cagnetta.
Mi devo fare inculare da tutti quelli che mi cercano, vorrei selezionare un po’ ma non ci riesco.
E’ obbligatorio farmi coprire quando vuole da Maurizio, il mio padrone e tutta la sua banda, però, poi vengo continuamente scopata anche da altri.
Le cagne in calore non possono tirarsi indietro, lo stimolo è troppo forte.
Oggi, stranamente, non ho ancora fatto nulla, ma è ancora presto.
Gerry si dimostra particolarmente intraprendente, viene addirittura a cercarmi in casa, nel primo pomeriggio, c’è mia madre in cucina, gli va ad aprire il portone.
Dice di essere un mio amico allora lei lo fa entrare, io sono in camera mia, in mutande, a leggere, lo accompagna lì. Sono sorpreso, si che lo conosco, ma non c’è molta confidenza, è più grande e frequenta un giro diverso, non pensavo proprio che venisse a casa mia.
“Vieni con me?”.
“E dove andiamo?” ribatto io.
“In un posto da soli io e te. Mi piacerebbe mettertelo nel culo, ci stai?”. Risponde lui a bassa voce senza perdersi in inutili discorsi.
Non sono sorpreso, che cosa ci viene a fare da me uno che non mi ha mai cagato fino ad oggi? Non ci sono altri motivi oltre a quello relativo alla domanda che mi ha posto.
Gli dico se è matto, ma cosa vuole, faccio un po’ di scena.
“Su, andiamo, dai, lo sanno tutti… beh, si… io vado con le ragazze ma tu sei carino ed hai un culo da favola… un cazzo come il mio dove lo ritrovi… grosso… ti piacerà”.
Gli dico che non mi interessa che ce l’ha grosso, anzi, va a finire che mi fa male. Insiste e dice che non mi farà male, che mi scoperà piano piano, per farmi godere.
“Su… dai…”.
Sorride, è dolce, ovviamente cedo. Lo sapevo che sarebbe finita così, succede sempre, anche con quelli che dolci non lo sono affatto, ma lui mi sembra diverso.
In un attimo mi sfilo le mutande, le appendo al termosifone, mi guarda sorpreso, mentre metto i pantaloni a pelle gli spiego che è per non perderle.
“Mamma, vado con Gerry, torno appena ho fatto”.
Se sapesse cosa vado a fare. Gli dico sempre così, ogni volta che esco per diventare la troia di qualcuno, ho perso il conto.
“Va bene, fai il bravo”.
Si, sarò bravo.
Mentre camminiamo mi dice che allora è vero, che mi piace prenderlo nel culo, io con una smorfia gli rispondo che non lo so se mi piace, ma che se lo faccio probabilmente è così.
E’ vero, tutto ha avuto inizio quando mi hanno dato il cazzo la prima volta, rotto il culo tutti assieme, il resto è venuto di conseguenza.
Quando ti fai scopare dal branco poi sei sputtanato, entri nel giro, diventi una loro proprietà, ti considerano una femmina e ti trattano come tale e poi godi ad esserlo, ti abitui e non puoi più farne a meno. Assuefazione.
Andiamo in una casa lì in paese, i proprietari vivono fuori, mi spiega che sua madre va a pulirla ogni tanto, ha preso le chiavi.
Appena entrati mi appoggia una mano sul culo e con questa mi guida verso la camera da letto.
Succede ogni tanto di farlo in un letto, quando non mi inculano in giro, all’aperto, in qualche anfratto, fondi nascosti, cantine, la capanna dietro la chiesa, robe così.
Spesso quando devo soddisfare qualcuno che vive solo e vado a casa sua.
Mi dice di mettermi comodo, mi fa spogliare, nudo, almeno non ci sono impicci ed è più eccitante. Io sono sempre nudo quando vado con i maschi, le cagne non indossano vestiti.
Sono seduto sulla sponda del letto e Gerry lo tira fuori, fa scivolare giù i pantaloni e le mutande.
Ce l’ha solo balzotto, però e vero che è grosso, già così è un bel cazzo, di sicuro poi arriverà a venti centimetri, forse di più.
Va un attimo in bagno a sciacquarselo, sono contento di questa cosa, così quando mi chiede di farglielo venire duro con la bocca lo faccio più volentieri.
In effetti ha un buon sapore, è profumato, ci prendo gusto e vado avanti per un po’. Mi dice che non pensava che usassi così bene la bocca, io gli rispondo che sto imparando.
Cavolo, sono eccitato, non mi capita spesso, li succhio, mi inculano e non mi viene nemmeno duro, sto lì, ho già raccontato di come me lo ficcano nel culo e pompano, finiscono e sborrano, tutto qua, ma ora il suo cazzo mi sta piacendo.
E’ duro come un piolo, allora smetto, lo voglio dentro, mi lascio andare giù, steso sulla schiena, gli appoggio le gambe sulle spalle, una di qua e una di là, lui si spoglia completamente, se lo bagna ancora con la saliva poi lo punta verso il buco. Il questo modo ci guardiamo in faccia mentre mi scopa.
Quando mi penetra ho una cosa che mi capita raramente, un sussulto di piacere, è grosso, fa un po’ male, ma appena appena, in quella posizione scivola dentro fino in fondo.
Ansimiamo tutti e due, eccitati.
Si muove con un bel ritmo, cavolo, mi sta piacendo veramente, gli accarezzo la pancia e le gambe, lo fa anche lui, viene giù e mi lecca i capezzoli, è bello, delicato, non mi trattano mai così.
Mi sorride, lo tira fuori, ci sputa sopra e lo rimette dentro.
Sento uno strano stimolo, mamma mia, mi sa che sto venendo, così, senza toccarmi il cazzo.
Non mi era mai successo.
Infatti godo, mi schizzo addosso miagolando come un gattino, un orgasmo lungo, quasi doloroso, Gerry è esaltato da questa cosa, è la prima volta che vede uno godere di culo, beh, è anche la prima volta che si fa un ragazzo.
“Cazzo, sei venuto col culo, ma allora è vero, succede!” esclama.
Questa cosa mi fa sentire femmina, dentro di me lo so da sempre, ma il pensiero intimo di esserlo l’ho sempre un po’ rifiutato, frocio e cagna si, mi ci hanno fatto diventare ed io, morettino carino, efemminato, con un bel culetto, che non sa dire di no, sono un sottomesso che guaisce, ma comunque che si fa scopare e basta, che magari col tempo non lo farà più, è quello che mi dicevo, ma oggi non lo so più.
Se quando lo prendo nel culo mi arriva l’orgasmo…
Ho goduto, un languore che mi ha preso il cervello, vorrei baciare Gerry sulla bocca.
Mi faccio coraggio e glielo chiedo: “Ti andrebbe di baciarmi, solo un bacetto… sulla bocca”.
Ci pensa un attimo poi lo fa, viene giù, socchiudo le labbra e chiudo gli occhi, mi infila la lingua fino in gola, sono felicissimo.
Ora è disteso sopra di me, ho le gambe larghe, penso che sono, mi sento proprio come una ragazza, ci slinguiamo, anche Gerry ora ha gusto, riprende vigore, mi penetra di nuovo e mentre ci baciamo ricomincia a scoparmi.
Mugolo di gioia, lo abbraccio, siamo stretti stretti.
Mi rendo conto che anche lui è sorpreso da questa cosa, di trovarsi coinvolto in questo modo, probabilmente pensava ad una semplice inculata invece stiamo scopando come amanti.
Le lingue si intrecciano ancora, il suo cazzo mi ara le viscere.
Vorrei che non finisse mai, in effetti va avanti parecchio tempo, mi giro, alla pecorina, appoggiato sui gomiti, mi afferra i fianchi, mi torna dentro, sussulto ad ogni colpo, ora appoggio la testa perché mi voglio masturbare, voglio venire di nuovo con lui.
Le sue mani stringono talmente che mi rimarrà il segno, non importa, va benissimo.
Ci mette tantissimo a venire di nuovo, meno male.
Quando sborra urla di piacere, io lo faccio quasi nello stesso momento.
Quando lo tira via mi dispiace, sta per andare in bagno, gli dico di fermarsi di stendersi sul letto, lo lecco tutto, lo succhio, glielo ripulisco devotamente. L’ho fatto altre volte ma sempre un po’ costretto, senza piacere ed un po’ di repulsione, oggi no.
Gerry mi dice che gli piacerebbe rifarlo, passare la notte con me, nessuno si accorgerebbe che siamo lì, gli rispondo che piacerebbe anche a me, ma devo trovare il modo di dormire fuori, una scusa con i miei.
Mentre torno a casa sono interdetto ma anche appagato.
A cena sto zitto, ripenso a questa cosa, mi domandano cosa ho fatto con questo Gerry che mi è venuto a cercare, rispondo che mi ha mostrato dei fumetti, quelli particolari che piacciono a me, mi ha fatto contento.
Però qualcosa è cambiato, il giorno dopo sono stato con Maurizio e due dei suoi, anche con loro è stato diverso, mi sono sentito meglio, mi è piaciuto di più. Poi con gli altri che mi inculano, la stessa cosa.
Alla fine sono venuto di culo anche con loro, si è subito sparsa la voce.
Sono fregato.
Ora anche con Gerry ci vediamo spesso e ce l’ho fatta a dormire con lui, per ora solo due volte, tutti nudi nel letto ci siamo baciati, abbiamo limonato poi ho perso il conto di quante volte mi ha scopato, per tutta la notte, quando pensavamo di avere finito ci svegliavamo e lui me lo rimetteva nel culo, l’ho leccato tutto, gli ho fatto anche i pompini con l’ingoio, la sua sborra è buonissima.
Ogni volta che mi ha inculato ho sborrato senza toccarmi. Come una ragazza.
Gerry mi ha leccato la pancia e il culo, me l’ha preso in mano, mi ha detto che non avrebbe mai pensato di arrivare a fare una cosa del genere, va a finire che me lo bacia!
La seconda volta che sono stato lì con lui ho preso in “prestito” le mutandine di mia sorella, gli sono piaciute tantissimo e non le ho perdute. Mi sono truccato, ha detto che così non si vede proprio che sono un maschio.
Penso che le prenderò anche qualcos’altro, per la prossima volta ho adocchiato un babydoll trasparente di mia madre, con lui sono contentissimo di essere femmina.
Di essere la sua servetta, la cagnetta che gode quando la copre.
Magari appena posso mi travesto, andiamo dove non ci conoscono e usciamo come fidanzati.
Però non dovrò farlo sapere al branco, altrimenti me lo fanno fare anche loro e mi sputtanano.

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