Leggi qui tutti i racconti erotici di: Alexhole

La mia famiglia era molto all’antica e il sesso è sempre stato un argomento taboo.
Io diventavo uomo, e nessuno mi faceva nemmeno un accenno a questo universo che era per me totalmente sconosciuto.
I miei “amici”, capendo che non sapevo nulla
in quegli anni di scuola superiore, mi avevano escluso dai loro discorsi e io ero finito per chiudermi in me stesso.
Negli anni 80, era più difficile cercare informazioni o a avere accesso alla pornografia come nell’epoca di internet.
Molte cose erano legate a mio cugino, che dopo un paio di anni all’estero come cuoco era rientrato in Italia per valutare proposte lavorative.
Prima che lui partisse erano successe alcune cose che ricordo benissimo anche oggi e che proverò a raccontarvi.
Prima di quel viaggio per lavoro di mio cugino, le nostre famiglie decisero di fare una vacanza di un paio di settimane assieme anche per salutarci tra di noi e augurare a mio cugino buona fortuna.
Durante quelle due settimane di quasi un paio di anni fa, passai parecchio tempo con mio cugino, che aveva 5 anni più di me, ma era decisamente sicuro di sé e molto intraprendente.
Condividavamo una stanza in quell’appartamento al mare e fu in quelle ore che le mia curiosità in materia di sesso mi portarono a fargli decine di domande sul sesso, alle quali lui provò a rispondere.
Mi disse ad un certo punto “Adesso le domande le faccio io”.

Mi chiese se mi segavo, se avevo baciato, se guardavo porno…mentre lui mi chiedeva queste cose, la sua voce si faceva più roca.
Gli dissi che mi toccavo ogni tanto ma che non sapevo a cosa pensare mentre lo facevo e alcune volte desistevo.
Mi disse che non era colpa mia e che avevo solo bisogno di essere più sereno.
“Fregatene, pensa a stare bene, vedi io non mi vergogno a farmi vedere”.
Dicendo così si alzo’ dal letto, abbasso’ i pantaloncini e sfodero’ un cazzo piuttosto grosso che gli pendolava tra le gambe, come se nulla fosse.

“Tiralo fuori, devi prendere sicurezza in te”. Mi disse mentre lo soppesava tra la mano e lo faceva crescere.
Il mio cazzo era più piccolo ma la poderosa
erezione che avevo, mi diede coraggio, mi alzai in piedi e con un po’ di orgoglio lo tirai fuori.
“Cavolo ce lo hai durissimo, dai scappellalo e fai vedere a te stesso che sai essere uomo”.
Io presi coraggio, cominciai a scappellarlo timidamente, guardandomi il cazzo quando mi vidi a pochi centimetri dal mio quello di mio cugino.
La sua cappella era violacea e gonfissima, lui si mise su un polpastrello la sua saliva rendendo la sua cappella lucida e aumentando il ritmo della masturbazione.
Il mio pisello risultava piuttosto asciutto, lui si cosparse sulla cappella una abbondante quantità di saliva e si avvicino’ di quei pochi centimetri che consentirono alle nostre due cappelle di toccarsi.
La sua saliva passo’ di cappella in cappella grazie allo sfregamento abile e circolatorio operato da mio cugino.
Una eccitazione fortissima mi spaventò e il mio pisello inaspettatamente si ammoscio’, mentre la possente e dura verga di mio cugino continuava ad essere massaggiata dalla sua mano.
Lui disse “Stai tranquillo, succede a volte, rilassati e chiudi gli occhi”.
Mi fece sedere sul bordo del letto, mi sfiorò il pisello dallo scroto alla punta e me lo fece tornare durissimo in pochi secondi.
Mi disse “Hai visto che è ok, adesso spengo la luce così ti lasci andare “.
Lui spense la luce e lo sentii pochi attimi dopo davanti a me, in piedi con il suo cazzo a pochi centimetri dalla mia bocca.
Mi stavo segando, sentivo il piacere che mi stava per arrivare, lui mi intimo’ di fermarmi bloccando il polso.
Sentivo il movimento della sua masturbazione, le sue dita o forse la carne del suo uccello avevano toccato le mie labbra, il mento, il naso. Io restai così, poi il suo dito sulle mie labbra le dischiuse e mi disse “Bagnami con la saliva le dita”.
Le insalivai come se dovessi insalivare la mia cappella, una volta poi me lo chiese un’altra volta e un’altra volta ancora.
Poi mentre il sapore delle sue dita con cui si era lubrificato la cappella era nella mia bocca, cominciai a tenere bocca semi aperta e il suo uccello entro’ nella mia bocca, fui io ad accoglierlo, lui non mi forzo’.
Rimasi immobile per alcuni secondi e lui mi disse con voce roca “Segati e fammi venire.”
Come se fosse la cosa più normale del mondo, al ritmo della mia sega stavo sbocchinando mio cugino.
Mi venne in mente che mi era capitato di sborrarmi in bocca e che non mi era dispiaciuto…mio cugino cominciò ad ansimare e io tenni ben salde le labbra succhiando e aumentando la masturbazione anche del mio cazzo.
Venimmo insieme…mi sentivo bene, inghiottii un bel po’ di sperma.
Giocai con la lingua e le labbra per diversi minuti sul suo cazzo, poi senza dire niente, come se nulla fosse ci sdraiammo.
In quei mesi avevo immaginato tante volte quelle sere in cui giocammo e godemmo, dovevo solo capire se era una parentesi chiusa o se quel cazzone sarebbe finalmente entrato nel mio culo…perché era questo che desideravo

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Autore Pubblicato il: 11 Giugno 2022Categorie: Racconti Gay0 Commenti

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