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La spiaggia naturista era una vera tortura cinese! Tutti quei culi nudi, fiche pelose e grosse mammelle… mi facevano impazzire, per fortuna che potevo tuffarmi in mare!
Mia madre frequentava questo lido riservatissimo, con servizi e spiaggia privata da anni, io non avevo mai voluto andarci, ma quella domenica, dopo le insistenze di mamma accettai.
Ogni tanto mi si drizzava l’uccello guardando le mammelle di mia madre, e lei subito:
“Sei scemo? Che figura mi fai fare? Sdraiati o corri in acqua…” Certi momenti sembrava farlo apposta, si piegava a sistemare l’asciugamano accanto al mio puntandomi il suo grosso culo in faccia, poi si piegava a quattro zampe per sistemarlo sorridendomi. Ogni due ore correvo in bagno a farmi una sega e lei: “Saro, tesoro, non ti senti bene?” Con tono da snobb malizioso e io seccato: “Ti dicevo che non volevo venirci…” “Ma dai! Non sei contento di stare una giornata da solo con la tua mammina? Guarda quante belle ragazze, puoi gustarti tua madre nuda liberamente invece di spiarmi dal buco della serratura! Credi sia scema porcello?” Rimasi sorpreso e imbarazzato, lei invece come niente fosse mi chiese: Spalmami un po’ di crema solare.” Mi alzai e mettendomi in ginocchio dietro di lei cominciai a massaggiare le spalle di mamma, scesi fino alla schiena ed esitai.
Lei si voltò: Spalmala bene sul culo se no mi brucio, la pelle lì è delicatissima.”
Mi feci coraggio e cominciai a muovere le mani unte di olio solare sul culone di mia madre, avevo il cazzo durissimo, ero completamente piegato per nasconderlo il più possibile, la bocca era asciuttissima e muovevo le mani sempre più lentamente, spingendo forte. Mamma gradiva: “Ah come sei bravo! Si sente che sei in allenamento… le tue amichette si fanno massaggiare spesso?”
“Mamma che dici?” E ridemmo come due ragazzini. Dopo quasi un’ora di palpeggio sul culo materno feci una folle corsa in acqua per calmarmi. Tornai dopo mezz’ora e trovai mia madre con una sua amica, bona e con la faccia da troia, che parlavano sotto l’ombrellone, mi lasciai l’asciugamano addosso per evitare erezioni e mi buttai sul lettino.
Mamma aveva messo una cavigliera e fissandola mi eccitai ancora, lei bruscamente interruppe le mie fantasie: “Andiamo subito a pranzo che nel pomeriggio ho un incontro con alcuni amici”
La signora troia la salutò e ridendo le disse: “Vedrai che belli! Ci divertiremo… A dopo!”
Pensai parlasse di maschi… a giudicare dalla faccia di mia madre, non era mai riuscita a nascondere l’eccitazione, era peggio di una bambina, una gatta in calore.
Al ristorante mangiammo, mamma era seduta di fronte a me, aveva un pareo trasparente e mangiare con le sue mammelle davanti agli occhi mi aveva fatto arrapare di nuovo, non ero preoccupato, la tovaglia era lunga e nascondeva benissimo il mio cazzo in erezione.
“Vuoi il dolce o ce ne andiamo?” Chiese mamma, e io: “Non posso… andare, ho un problema, non mi posso alzare!” E lei: “Ancora! Ma sei peggio di un’adolescente! Se non c’è nessuno!” “Infatti….” Risposi con tono imbarazzato. E lei sgranando gli occhi: “Cosa??! Vuoi dire che io… io ti faccio questo effetto? Io? Tua madre?” Sbottò in una risata fragorosa, divenne rossa ed evidentemente lusingata: “Non ci credo! Fammi vedere…” Abbassò la testa sotto il tavolo alzando la tovaglia, si tirò su e commentò: “Accidenti! Sai che figura! Non posso farti alzare, qui sanno tutti che sei mio figlio, devi scaricarti.” Protestai: “MA che dici? Come faccio senza alzarmi dal tavolo…?” Lei accostò la sedia al tavolo, si sfilò un sandalo e allungò il piede verso di me.
Quando sentii il piede di mia madre sul cazzo feci un salto e un brivido salì sulla schiena.
“Stai fermo e lasciami fare, hai sempre detto che ho dei bei piedoni, no? Allora goditelo e sta fermo.” Risapeva fare, muoveva il piedone su e giù scappellando e massaggiandomi il cazzo sempre più teso, col tallone premeva aritmicamente sui coglioni e muoveva le dita dei piedi sulla cappella come se fossero quelli della mano. “Oh mamma! Sei bravissima! Continua, che bei piedoni…”
Mamma sorrideva soddisfatta con la faccia da troia, si mordicchiava le labbra, ogni tanto tirava fuori la lingua con naturalezza senza farsi accorgere. Sussurrava: “Non farti notare, c’è gente, forza sborra sul piede di mamma…” Mia madre mi stava masturbando con i piedi, mi incitava a sborrarle tra le dita… era un sogno divenuto realtà, non me ne importava se c’era gente, avrei voluto leccarle i piedi e scoparla sul tavolo e lei sembrava capire: “Scopa il piede tesoro… scaricati che è tardi.”
Afferrai il piede con una mano per spingermelo con maggiore forza sul cazzo, allungai l’altra mano e presi quella di mia madre sul tavolo, ci stringemmo le mani guardandoci negli occhi…
Sborrai, tanto e lei continuava a spalmare la pianta del suo piede fradicia di sperma.
Non avevo mai goduto così intensamente, mamma tolse il piede dal mio cazzo che si sgonfiò, con un tovagliolo si ripulì e si alzò dal tavolo: “Ti aspetto alla cassa tesoro…” Sorrise maliziosamente, io utilizzai la tovaglia per ripulirmi e andai verso l’uscita ad aspettare mia madre.
Arrivò con tutto il suo splendore di femmina, le mammelle dondolavano ad ogni passo e da dietro i suoi occhiali da sole mi sorrise, si avvicinò e mi baciò sulla bocca dicendomi: “Mi devi una sborrata figliolo!” Rimasi un solo attimo senza parole, poi la presi sottobraccio e le risposi: “Stasera posso sdebitarmi… sei stata fantastica! Sei una grandissima troia mamma.”
“Grazie amore!” E mi baciò di nuovo facendomi drizzare il cazzo ancora una volta.
“Stavolta neanche un pompino sarebbe sufficiente!”

Autore Pubblicato il: 20 Ottobre 2004Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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