Leggi qui tutti i racconti erotici di: AgatoDaemon

É passato tanto tempo ormai da quando per la prima volta abbiamo parlato della remota possibilitá di vederci di persona. Sembravano distanze insormontabili e invece, dopo migliaia di parole scambiate con tutti i mezzi possibili sono finalmente qui. Qui dove dovresti essere giá arrivata almeno 20minuti fa, meno male che sono stato previdente e l’invito l’ho fatto con margine sufficiente. Spero di vederti apparire da dietro l’angolo da un momento all’altro.
Sono nervoso, non lo nego, mentre penso a tutto ció che puo succedere e ripasso tutte le parole ‘perfette’ che ho immaginato negli ultimi giorni per cercare di impressionarti e rompere il ghiaccio. Lo so che non dovrei star lí a tetracapillotomicizzare ogni evenienza perché per quanto possa essere previdente le cose prenderanno sicuramente l’unica piega che non son riuscito neanche a immaginare. É inevitabile tanto quanto che io ci provi.
Con questi pensieri completamente ingarbugliati mentre cammino avanti e indietro alzo lo sguardo e…

Mi si spezza il respiro in gola, una vampata di calore si impadronisce del mio viso e quasi mi fa scoppiare la testa quando finalmente vedo la tua silouette che si delinea in fondo alla strada mentre cammina sinuosa verso di me con passo sicuro e un sorriso sulla bocca che é tutto un programma.

Un tubino scuro e corto copre il tuo corpo seguendone fedele ogni curva sottilneando quella bellezza nascosta alla vista ma facile preda dell’imaginazione. Senza maniche, una generosa ma non volgare scollatura sul tuo seno dalla forma perfetta, corto quanto basta a esaltare le gambe lunghe e sottili. Semplice ma elegante. Mi piace cosí, senza troppi orpelli.

Resto basito e non riesco a distogliere gli occhi dal tuo sorriso altero e orgoglioso, sei prefettamente cosciente dell’effeto che produci negli uomini ma inevitabilmente ogni volta ne resti sorpresa.

Ti fermi a un passo, mi squadri dall’alto in basso incuriosita e per risvegliarmi da quella profonda trance apri le braccia e mi dici con un sorriso stavolta piú amorevole:

-Allora? Non mi saluti?
-Oh, hem – due colpi di tosse per riavviare la mente e reagire alla situazione – Ma certo, scusami, non so cosa mi é preso – Mentendo spudoratamente per cercare di recuperare un po’ di dignitá.
E mentre ti avvicini mi dici con una leggera risata:
-Lo so, lo so, peró ora rilassati che non ti mordo mica. Forza, dammi un’abbraccio. –
Sbuffo e mi arrendo all’evidenza, ci fondiamo in un gesto affettuoso, un contatto a lungo agognato.
Mi inebrio del profumo dei tuoi morbidi capelli e cerco di rompere il ghiaccio:
-Come stai? Tutto bene?
-Si certo, ho avuto una buona giornata piena di bei pensieri. E tu ? –
-Ora sto molto meglio… – dico con un sorriso sincero, quel primo contatto ha magicamente sciolto ogni tensione che si era impadronita tanto del corpo come della mente. Improvvisamente mi sento a mio agio.
Ci separiamo un poco e vedo che quella piccola e semplice frase ti ha colpito in qualche modo ma non ti lascio il tempo di rimuginare troppo:
– So che potremmo sederci in quella panchina e iniziare a parlare e non smettere prima che il sole sorga 3 volte all’orizzonte peró, come ti ho giá scritto, ho organizzato tutto. Abbiamo un tavolo prenotato e a quest’ora ormai é meglio che ci avviamo. Non é lontano ma se partiamo adesso ci possiamo fare una comoda passeggiata. –
– Ok, mi devo fidare allora? Dove mi porti?-
– Un bel posto dove possiamo condividere ancora una volta l’idea del piacere che tante volte abbiamo discusso a distanza, peró stavolta potremo farlo guardandoci negli occhi. Andiamo al ‘…’, ho gia prenotato, scelto il menú e abbinamento vini cosí non dobbiamo preoccuparci di niente. –
-Allora non mi lasci nessuna opzione? Non posso fare nulla? –
-Oh bella, si certo, potrai fare quello che vuoi, anzi quando usciremo dal ristorante saró completamente alla tua mercé e potrai portarmi dove vuoi. Peró io voglio assumere la responsabilitá di questa prima parte, ci ho pensato tanto che non voglio sentire scuse. Se poi vuoi decidere tu non avrai da far nulla piú di invitarmi a una prossima uscita e io mi metteró tranquillamente nelle tue mani. Stavolta devi fidarti di me, ho pensato a tutto! –

Con una sonora risata mi dici allegra: – Piccolo demonio tentatore! –
Non posso che participare a quell’allegria e rispondo: – Non speravo di riuscirci cosí presto, andiamo? –
– Va bene, ci penseró durante la cena al castigo che meriti – mi dici con un ghigno comicamente malefico.
– Oh, non attendo altro! – e ridiamo all’unisono.
Il ghiaccio é rotto, tutti i timori della vigilia sono sfumati.

Prendi il mio braccio e occupo il breve tragitto con il racconto del viaggio che mi ha portato fino a lí, in quel bellissimo paesello del sud della Francia, una classica e meravigliosa ‘ville fleurie’ che rendono incantevole questo paese. Il cammino, come promesso é breve e le parole che ci accompagnano sono leggere.

Seduti finalmente, comodi e con il primo bicchiere in mano brindiamo al nostro incontro con molta allegria. Appoggio il calice.
– Ora che finalmente siamo seduti voglio chiederti una cosa: ho pensato a un giochino simpatico per animare questa cena e vorrei sapere se ti va di giocare con me – mi osservi curiosa- da quando ci siamo conosciuti le parole sono state protagoniste del cammino che ci ha portato fino a qui e ho pensato a un modo per celebrare ogni lettera che abbiamo scritto e ogni verbo che abbiamo coniugato per cercare di capirci e farci capire – ora sembri quasi preoccupata – Non ti preoccupare, non é un caso se siamo venuti a mangiare qui, ho controllato tutti i menu e i vini per essere sicuro che la cena sarebbe stata speciale, una passeggiata nel giardino del piacere del palato. Il gioco che mi piacerebbe fare é quello delle sinestesie: trasformare le sensazioni del palato in meraviglie per gli altri sensi. A ogni piatto ognuno di noi dovrá descrivere il piatto con sensazioni che non abbiano niente a che fare con il sapore o il palato e alla fine, da giudici onesti quali sappiamo essere, decideremo chi é stato il piú fantasioso e il piú calzante-
Ora il tuo sguardo é non solo rilassato ma molto attento.
Appoggi le braccia sul tavolo, ti sporgi verso di me e dici chiaramente: – Ci stó! Ti stracceró –
Allunghi la mano e la strigiamo per suggellare il patto del gioco.

Gli antipasti volano sorprendendo tra scintille colorate e celie un po’ infantili, ma é perché ancora ci stiamo scaldando. Con i primi piatti di terra iniziamo a prenderci piú sul serio: la salsa di porcini con la sua consistenza e sapore intenso e legnoso diventa morbida, vellutata e calda come un plaid in una baita di montagna con un fuoco scoppiettante nel camino. Un secondo piatto con ‘corallo’ di ricci diventa il bellissimo ricordo delle tante volte che ho potuto degustare questa abrosia degli dei su uno scoglio in una caletta della mia isola. I vini si susseguono esaltando ognuno dei bocconi con il loro spirito sovrannaturale capace di esaltare, come poche altre cose, l’anima slegandone i freni con sottigliezza.
Le fantasie stimolano corpo, mente e anima, il gioco é divertente e condito tanto da sincere e sonore risate come parole sussurrate per proteggere l’udito degli altri commensali da idee che giá inizano a prendere una piega piú intima. Ma é solo un gioco.
Il momento algido arriva al dolce: un cioccolato elaborato nella stessa terra Azteca, origine di questa leccornia, come mille anni fa, con un tocco piccante e accompagnato con un vino denso e forte come il sangue, un rosso affinato 8 anni in botte e 22 in bottiglia, l’unico della cantina, al dire del somelier, con un sapore capace di competere con quello di questo cacao millenario.
Prima di toccare ne il vino ne il piatto:
– Questo sará il punto definitivo, é stato molto divertente ma arrivati a questo punto credo siamo pari, chi fa questo punto vince! – Ti dico con uno sguardo di sfida
Sollevi la coppa per fare un brindisi:
-Che vinca il migliore allora! –
Il tuo sguardo di sfida prima del primo sorso di vino é molto intenso, ma vedere i lineamenti del tuo viso sciogliersi di piacere quando quel nettare scivola sulla tua lingua e inebria tutto il palato con sapori e aromi mai sentiti é quasi un orgasmo.
Faccio altrettanto sollevando lo sguardo e godendomi quella magia dei sensi.
Gli riapriamo allo stesso tempo con uno sguardo intenso e ci accingiamo a provare il cioccolato che nello stesso istate nel quale tocca la lingua giá piena degli aromi quasi solidi del vino sembra provocare una esplosione di una intensitá inaspettata e ancora piú vicina al piacere fisico sessuale…
Qualche secondo dopo aver terminato di degustare le scintille del piccante mi accingo a provare a dare la mia versione sinestesica di questa esperienza quasi inenarrabile ma tu, piú veloce della mia lingua mi prendi la mano che era rilassata affianco al piatto e la stringi con le tue mani e sussurri un:
-Shhhhhh –
sollevi nuovamente la coppa invitandomi a seguirti con il vino e con un nuovo boccone di cioccolato e finalmente mi dici sussurrando ancora:
-Chiudi gli occhi e seguimi… –
Non ho la forza di discutere quest’ordine, muoio di curiositá quindi lo seguo immediatamente.
Spalmo il cioccolato sul palato per riempire la bocca di questo sapore magicamente intenso e improvvisamente sento qualcosa di nuovo.
Una carezza.
Una carezza leggera e completamente inaspettata nell’interno della gamba.
Apro gli occhi sgranandoli e ti guardo mentre sfoggi un sorriso beffardo.
Guardo di scatto verso il basso ma non vedo nulla perché le gambe sono nascoste dalla tovaglia che arriva fino a terra.
TI guardo nuovamente e ora non hai piú un’espressione di sfida ma un sorriso pieno e sincero.
-Questa é la mia giocata, io lo sento cosí… – dici suadente.
E la carezza si fa piú decisa e delicata. Il tuo piedino lentamente scivola verso l’alto seguendo la mia gamba sotto il tavolo.
-Continua a mangiare, poi mi dirai se ho azzeccato! –
Sono in trappola.
Un terzo sorso e poi il cioccolato ancora una volta mentre il tuo piedino arriva al ginocchio, si insunua leggermente verso l’interno, dove la pelle é un po’ piú sensibile e inizio a sentire un formicolio lá sotto che diventa irrimediabilmente irresistibile.
Non dici una parola ma il sorriso sul tuo viso dice tutto.
Sono completamente succube di queste sensazioni, mentre avanzi sulla mia coscia e bevi un altro sorso di vino, denso come il sangue e potente come una pozione magica.
Mi devo avvicinare al tavolo per occultare l’incipiente erezione che ormai mi é impossibile dissimulare, cosa che in pochi istanti puoi sentire distintamente con le dita delicate del tuo piedino che, curioso, vuole assolutamente controllare quanto la sua magia stia facendo effetto.
Sospiro. Il momento é totalizzante, ogni fibra senziente del mio corpo é assoggettata da un’estasi di sensazioni che saturano i pensieri impedendo a questi ultimi di disturbare il fusso potente e inebriante del piacere.
Il tuo sguardo ora é pienamente soddisfatto.
-Allora? –
Faccio un enorme sforzo per non distogliere la mia attenzione da sensazioni troppo belle per poterne perdere anche solo un secondo. – Punto, gioco, set, partita- ammetto abbassando lo sguardo.
– SI! Allora c’é un premio o un trofeo per me?!- dici mentre avvicini l’ultimo cucchiaino alle tue labbra che degusti voluttuosa mentre continui a indagare lá sotto con delicatezza.
Non riesco a rispondere quindi insisiti: – Che c’é? Non era questo che volevi?-
Alzo lo sguardo e ti rispondo con voce flebile: – Si, ma mai avrei potuto immaginare che saremmo arrivati fin qui. Sei riuscita a disarmarmi completamente e ora hai tu il coltello dalla parte del manico! A questo punto, dopo aver visto che non difetti certamente in coraggio nell’affrontare il duello, sono mortalmente curioso di vedere la tua abilitá nel maneggiarlo, questo coltello – sussurrando e avvicinandomi per non farmi sentire da altre persone – perché giá solo con un piedino mi stai facendo uscire di testa!

Ti appoggi soddisfatta allo schienale mentre il tuo piede compie il cammino a ritroso lasciando un ricordo sulla mia pelle di un piacere ancora tutto da esplorare.

Resto ammutolito, con un’erezine violentissima e dolorosa che mi impedisce i movimenti e questo sembra che tu non solo lo percepisca perfettamente ma anche ti diverta parecchio.

Il pasto é finito, appoggi il tovalgiolo e dici: -Devo andare in bagno, mi accompagni cosí poi andiamo? –
– Devi darmi un minuto, non posso ancora muovermi, é impossibile riprendermi mentre sei lí davanti a me rendendo indelebile ció che hai appena fatto! –

-Va bene, ti do due minuti –
Ti alzi e ti dirigi ai servizi, seguo ogni movimento del tuo corpo e ogni piega del tuo vestitino e questo non fa che peggiorare la situazione tra le mie gambe. Mi devo concentrare e pensare ad altro.
Chiamo il cameriere, chiedo il conto e cerco di pensare a quasiasi stupidaggine fino a che, pochi minuti dopo non mi ritrovo nuovamente con il mio completo autocontrollo ristabilito e con un aspetto che non viola le norme del decoro civile.
É da un po’ che sei andata ai servizi cosí mi avvio e potró anche controllare se va tutto bene.
Giro l’angolo del corridoio e ti trovo lí, appoggiata alla parete che ridi di gusto al vedermi arrivare.

-Uff, pensavo che averei potuto vedere un po’ di spettacolo ma sembra che sia giá finito –

-Gli spettacoli di questo circo sono a pagamento, signorina, dovrá acquistare un nuovo biglietto e attendere la prossima funzione quando potremmo risollevare il telone. Per lei ci sará un prezzo speciale se sará cosí gentile da decidere come continuare questa magica serata –
Mentre parlo mi avvicino a te come se fossi attirato da una enorme calamita e termino l’ultima parola a pochi centimetri dal tuo viso.

Gli occhi si chiudono, le labbra si sfiorano, si accarezzano, si schiudono e lasciano che le lingue inzino la loro danza, sensuale e erotica come quella del ventre. Perché é proprio nel ventre che sento una stretta violenta cuando i nostri corpi si sfiorano nella loro interezza e ci stringiamo l’uno all’altra…
una nuova erezione sta iniziando all’istante ma il rumore della porta del servizio che si apre di nuovo ci distoglie da questa magia.
Ci separiamo ma senza distogliere lo sguardo dal viso dell’altro.
Un sorriso, mi dirigo al bagno e ti prego di aspettarmi al bancone.
Entro, mi libero, mi sistemo bene, mi sciacquo leggermente il viso e mi guardo allo specchio.
-Piano piano vecchia volpe, goditi ogni passo, i migliori piatti si preparano a fuoco lento e si degustano con calma peró intensamente. Neanche tra i tuoi sogni piú belli aveva preso questa piega, non fare cazzate e lasciati andare. –

Esco piú tranquillo, ti offro il mio braccio che prendi allegramente mentre usciamo all’aperto.
La notte non é tarda, la luna piena é appena spuntata nella sua interezza dall’orizzonte. Qui, la parte vecchia della cittá é un meandro di stradine e viuzze strette, sconosciute ai piú.

-E adesso? Ora tocca a te scegliere, siamo anche nella tua cittá: dove mi porti? Dov’é il patibolo che vedrá il mio brutale castigo? –
Tiri dal mio braccio per avvicinare il mio viso al tuo e mi stampi un bacio sulla bocca veloce ma intenso.
Poi sorridendo: – non ti preoccupare, ci ho giá pensato, ora camminiamo un po’-

Mentre pensi all’idea che ti é balenata per la testa per reclamare il tuo trofeo ci incamminiamo per stradine strette, poco illuminate ma tanto silenziose che sembrano quasi intime.
Solo il rumore dei nostri passi ci accompagna.
Dove mi porti?

Immagino che qualcuno/a possa essere rimasto deluso dal fatto che ci sia poca, diciamo, azione in questo racconto e ci tengo a spiegare il perché: ho deciso di scrivere un racconto lungo con uno spirito piú erotico che ‘porno’ ( come gli altri che si possono leggere in questa pagina, tanto miei come altrui) o perlomeno con una parte introduttiva piú lunga del normale per lasciare piú spazio alla seduzione costruendo un ambiente favorevole alla parte ben piú eccitante che verrá piú avanti.
Spero che comunque sia stata una lettura piacevole.
Sono sempre aperto a critiche (positive o negative che siano) e apportazioni.

Puoi scrivermi all’indirizzo delahaine69@outlook.it

Autore Pubblicato il: 14 Luglio 2022Categorie: Racconti Erotici, Sensazioni0 Commenti

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