Questa è una storia vera accaduta tanti anni fa e che finora non avevo mai avuto voglia di raccontare perché fu la prima ed unica volta in cui tradii mia moglie, in più, con la sua migliore amica.
Erano gli inizi degli anni novanta, eravamo sposati, ormai, da quindici anni ed avevamo un bambino di dieci che quell’anno avrebbe fatto la prima comunione.
Per l’occasione mia moglie aveva invitato alla cerimonia Mariella, la sua più cara amica, la quale era anche la madrina di battesimo di nostro figlio.
Mariella, allora intorno alla quarantina, era una mora dai capelli neri, lunghi, un po’ mossi, occhi marroni, piccolina, forse non arrivava nemmeno al metro e sessanta, ma con un corpo da sballo: un piccolo seno, forse una seconda, ma rotondo e sodo, gambe snelle, sormontate da quello che era il suo punto forte, un culo alto, con due mezzelune rotonde, che lei amava valorizzare indossando pantaloni aderentissimi, leggings a pelle o corti vestitini iperaderenti, tutto sempre con scarpe dal tacco stratosferico; insomma una bella fighetta!!!
Da sempre mi aveva attirato moltissimo, ma vista la mia situazione di coppia, non avevo mai provato a sedurla.
Le due donne, da quando si erano conosciute, col tempo, erano diventate amiche intime ed anche quando noi, per il mio lavoro, ci eravamo trasferiti in un’altra città, avevano sempre mantenuto viva la loro relazione, telefonicamente o con visite reciproche.
Dopo la cerimonia si trattenne da noi qualche giorno e durante quel periodo ebbi modo di capire, dai loro discorsi, che le cose tra lei ed il suo compagno attraversavano un momento alquanto difficile.
I due avevano una piccola impresa artigiana che stava attraversando un periodo nero ed anche il loro rapporto sentimentale era arrivato ad un punto morto; erano mesi che lui si era distaccato e che non avevano più rapporti.
Quando arrivò il giorno della sua partenza, visto che io. l’indomani, mi dovevo recare a Roma per un incontro di lavoro, ci eravamo accordati che l’avrei accompagnata in auto ad una stazione intermedia evitandole così un cambio di treno.
Partimmo nel primo pomeriggio per avere il tempo di arrivare in anticipo sull’orario di arrivo del treno. ma durante il percorso rimanemmo bloccati più di una mezzora a causa di un incidente stradale.
Quando arrivammo alla stazione il treno era già ripartito da un quarto d’ora; alle informazioni ci dissero che il prossimo sarebbe passato l’indomani mattina alle sette.
Non potevo lasciarla lì, in stazione. da sola, tutta la notte, così decidemmo di passare la notte in un albergo aspettando l’orario della sua partenza.
Vicino c’era un piccolo albergo, di quelli che si trovano spesso vicino alle stazioni ferroviarie.
Alla reception ci dissero che avevano disponibili solo stanze matrimoniali.
Io avrei voluto prendere due stanze, ma lei si oppose e disse che per risparmiare potevamo dormire nella stessa stanza.
-“Ci conosciamo da così tanti anni, possiamo dormire nella stessa stanza senza problemi”.
Pur non essendo molto sicuro della cosa acconsento e prendiamo una sola stanza.
Saliti in stanza e sistemati i bagagli scendiamo nella hall per telefonare a casa.
Naturalmente io non faccio parola con mia moglie di quanto è accaduto, non voglio che sappia che avrei passato la notte nella stessa stanza con sua amica, quindi mento dicendole che lei è partita come previsto ed io sono in viaggio per Roma.
Quando Mariella torna dopo aver parlato col suo compagno vedo che ha un’aria seria ed arrabbiata.
-“Che succede?” – chiedo.
-“Quello s***zo mi ha aggredito, dice che non ne combino una giusta, che sono una stupida. Ho cercato di spiegargli che abbiamo perso il treno a causa dell’incidente. ma lui niente, ha continuato ad offendermi ed a dirmene di tutti i colori”.
-“Dai non te la prendere.” – cerco di consolarla – “State attraversando un periodo difficile, vedrai che le cose si aggiusteranno”.
-“Dici bene tu, ma quello è un co***ne; ma questa è la volta che lo mollo”.
-“Su, adesso, calmati ed andiamo a mangiare qualcosa” – dico prendendole la mano.
Il portiere ci indica un ristorantino non molto lontano; siamo a maggio e l’aria della sera è tiepida, quindi, decidiamo di andare a piedi.
Dopo aver mangiato e bevuto una bottiglia di vino c’incamminiamo verso l’albergo decisi ad andare a dormire, visto che al mattino dobbiamo svegliarci presto.
Mentre camminiamo lei mi passa il braccio attorno alla vita ed appoggia la testa sulla mia spalla ed io le cingo le spalle; sembriamo due fidanzatini!!!
Una volta in stanza lei prende possesso del bagno per prima per prepararsi per la notte, mentre io sistemo alla meglio una coperta su un divanetto, pronto a passarci la notte.
Quando rientra indossa una tshirt abbastanza trasparente che le arriva a mezza coscia.
-“Che fai?” – mi chiede.
-“Beh mi preparo un giaciglio per dormire un po’”.
-“Ma smettila. Dopo tutto questo trambusto vuoi dormire su una poltrona. Preparati e vieni a letto, possiamo ben dormire assieme”.
Rimango un po’ sorpreso da questa sua affermazione, ma non ribatto; del resto dormire su una poltrona non mi attira molto.
Mentre mi alzo per dirigermi al bagno, lei salta sul letto per mettersi sotto le lenzuola.
Nel movimento la tshirt le risale alla vita offrendomi lo spettacolo del suo culetto nudo, a parte il filo di un perizoma tra le natiche.
La visione delle sue intimità ha su di me un effetto immediato e sento il membro irrigidirsi nelle mutande.
Entro in bagno e cerco di calmarmi con qualche carezza. ma ottengo solo l’effetto opposto; mi lavo i denti e rientro in camera e con canottiera e boxer m’infilo nel letto velocemente.
-“Beh allora buonanotte” – le dico.
-“Buonanotte” – risponde ed io spengo la luce.
Cerco di prendere sonno, ma dopo quello che ho visto di lei, non è facile.
Dopo un po‘ sento dei sospiri e dei leggeri mugolii provenire dalla sua parte.
-“Che hai? Non stai bene?” – le chiedo accendendo la luce.
Lei ha gli occhi socchiusi ed un po’ appannati, le sue mani sono sotto le coltri e vedo che si muovono all’altezza del ventre.
-“Non ce la faccio più.” – sussurra –“Sono mesi che non faccio più l’amore e che devo soddisfarmi da sola. Ti prego, aiutami”.
-“Ma che dici!!!” – dico sorpreso – “Non possiamo. Sei la migliore amica di mia moglie!!!”
-“Non ti sto chiedendo di avere una relazione, ma solo di scoparmi, solo per questa notte. Ti prego”.
Rimango interdetto dalla sua richiesta, ma il mio membro è già diventato duro come un bastone”.
Senza darmi il tempo di decidere butta via le coperte, si solleva e si sfila fluidamente tshirt e perizoma restando nuda.
-“Allora? Guardami, ti sto chiedendo un gran sacrificio?”
Rimango basito, ho la gola secca, quel corpo, che da tempo desidero, mi attira come una calamita.
Lei non mi da il tempo di riflettere, con una piroetta si gira e si sdraia su di me.
Appoggia le labbra sulle mie e la sua lingua prende ad accarezzarle; d’istinto le socchiudo e come un serpentello lei le penetra.
Il bacio che ci scambiamo è viscido, le nostre salive si mescolano, mentre le mie mani prendono a scorrere sul suo corpo.
-“Vedi che anche tu hai voglia” – mi sussurra sulle labbra strusciando il pube sulla mia erezione.
Prende a due mani la canottiera e la toglie facendomela passare sulla testa, poi scivola lentamente verso il basso baciando la mia pelle ed accarezzandomi con i suoi lunghi capelli.
Giunta all’altezza del ventre afferra l’elastico dei boxer e con un gesto deciso lo abbassa sulle cosce. lasciando libero il membro di svettare verso l’alto.
-“Oh oh.” – esclama – “Sei proprio messo bene!!!” – esclama guardandomi sorridendo dal basso – “Beata G.(mia moglie)”.
Senza altri indugi inizia a leccarne la punta per poi scendere lentamente su tutta l’asta.
Brividi di piacere mi attraversano tutto il corpo per arrivare al cervello.
Risale verso il glande e quando avviva in cima apre le labbra e l’ingoia per intero.
Aspirando se lo fa scivolare dentro finché sento la punta toccare il fondo della gola, poi inizia a risalire stringendo le labbra sull’asta.
Sono sufficienti pochi di questi su e giù e mi sento pronto a venire.
Lei se ne accorge dai miei tremori e si ferma sfilandoselo di bocca.
-“E no mio caro. Ora anch’io voglio la mia parte” – dice sorridendo.
Si solleva, scivola sul mio corpo fino a mettere le cosce a fianco del mio volto mostrandomi la figa depilata, sormontata da una sottile striscia di pelini scuri.
Lentamente si abbassa ed appoggia le sue labbra intime ed umide sulle mie labbra.
Il profumo dei suoi umori mi penetra le narici arrivando direttamente al cervello come una sniffata di coca.
Senza indugi estraggo la lingua e la insinuo tra quelle labbra turgide e lisce assaporandone il sapore inebriante.
-“Sììì… Cosììì… Bravooo… Leccami per bene. È da tanto che nessuno me lo faaa…” – geme.
Mentre continuo a leccarla sento contro la punta del naso il suo bottoncino duro come un pisello.
Mi sposto leggermente e lo prendo tra le labbra ed inizio a succhiarlo.
-“Aaahhh… Così mi fai impazzireee…” – grida, ma spinge forte il pube contro la mia bocca.
Sento le sue cosce attorno al mio viso che si irrigidiscono, tremano, mi stringono quasi togliendomi il fiato.
-“Dio che bellooo… Sto venendooo… Godooo…” – ed un getto di umori m’inonda il mento e le guance.
Lentamente i suoi tremiti diminuiscono e lei allenta la presa lasciandomi respirare più liberamente.
Scivola verso il basso, lasciando una striscia umida sulla mia pelle e quando il suo viso è all’altezza del mio mi bacia e lecca i resti dei suoi umori.
-“Sei stato fantastico!!! Era da tanto che qualcuno non mi leccava e mi faceva godere così” – dice con voce tremula.
-“Ora, però, ti voglio dentro, ho voglia di essere posseduta” – fa stringendo le cosce attorno alla mia erezione.
Si solleva sulle ginocchia e, preso con una mano il membro, se lo passa sulle labbra bagnate della figa, trovata l’apertura si abbassa facendolo scomparire nel ventre.
-“Aaahhh… Sììì… Com’è durooo…”
Inizia a muovere il bacino in tondo, tenendosi il cazzo ben piantato dentro e strusciando il clitoride sui peli del mio pube.
-“Mamma mia è bellissimo.” – geme con gli occhi chiusi ed il capo rovesciato all’indietro – “Da quant’è che non mi sentivo così riempita da un cazzo”.
Mentre lei continua a scoparmi a modo suo, sollevo le mani ed afferro i suoi senini che non sono grandi, le mie mani li avvolgono completamente, ma hanno la consistenza di un frutto maturo ed i capezzoli turgidi premono contro i palmi.
Prendo con due dita quei bottoncini e li faccio roteare, stringendoli leggermente.
-“Sììì… Stringiliii… Strizzaliii… Mi piaceee…” – urla – “Daiii… Sto per godere di nuovooo… Vengooo…” – e sento i suoi muscoli interni che si stringono attorno al pene, mungendolo.
Le sensazioni di piacere che mi trasmettono sono forti, non ce la faccio a resistere, mi lascio andare e, continuando a stringerle i capezzoli, vengo, inondandole l’utero di copiosi getti di sperma.
Dopo un po’ si abbassa su di me e mi bacia.
Il membro, che ha perso di consistenza, scivola fuori dalla sua vagina e sento che lo sperma che ha dentro cola, bagnandomi i peli dell’inguine.
-“È stato bellissimo!!!” – mi sussurra sulle labbra – “Era da tanto che non godevo così, avevo proprio una gran voglia, grazie”.
Senza dire altro scivola giù dal letto e, con una mano tra le cosce, corre in bagno.
Dovrei lavarmi anch’io ma non ho voglia di alzarmi.
Quando torna si stende, nuda, sul letto accanto a me.
-“Ora dormiamo che domattina ci dobbiamo svegliare presto” – dice dandomi un leggero bacio sulle labbra, poi si gira dall’altra parte.
Sono venuto da poco, ma la vista della sua schiena nuda e del suo splendido culetto, mi danno un brivido di eccitazione e sento che il membro sta riprendendo vigore.
Mi avvicino, le poggio una mano sul fianco e appoggio il pube su quella meraviglia.
-“Non sei ancora sazio?” – domanda mormorando.
“E come faccio se tu mi mostri il culo così”.
-“Ti piace il mio culo?”
-“Lo adoro, da sempre”.
-“Vediamo quanto ti piace” – fa voltandosi e scavalcandomi si mette in posizione di 69, mettendomi il sedere davanti al viso.
-“Su dimostrami quanto ti piace” – dice sporgendolo all’indietro verso il mio volto.
Non resisto ed inizio a baciare quei due globi perfetti e sodi.
-“Puoi fare di meglio” – dice agitandomelo sul naso.
Afferro le natiche e le separo mettendo in mostra il forellino bruno.
Prima lo bacio, poi prendo a leccarlo e cerco di penetrarlo indurendo la lingua.
-“Oh sì, bravo, così mi dimostri che lo ami”.
Continuo a leccare e sento che il muscoletto si contrae e si rilassa, ammorbidendosi.
-“Sììì… Mi stai quasi facendo godereee… Ora ti meriti un premio”.
Si sposta in avanti e, sostenendosi con una mano sul letto si solleva, prende il cazzo, ormai turgido, con l’altra mano e lo appoggia sull’orifizio.
Fa un paio di movimenti su e giù e sento che il glande entra, superando la resistenza dello sfintere.
Quando la punta è entrata, lei si abbassa lentamente e se lo fa scomparire dentro, fino ad appoggiare le natiche su di me.
-“Aaahhh…” – sospira – È dentro. Adesso lasciami fare”.
Dopo qualche istante di calma, facendo forza sulle gambe, si solleva fino a lasciare solo il glande dentro, poi si riabbassa riassorbendo tutta la verga.
Inizia una ondulazione di su e giù massaggiandomi con le sue carni bollenti.
Non la tocco, non mi muovo, lascio a lei decidere la cadenza con cui incularsi.
Intanto, però, con questo andamento mi sta portando velocemente verso un altro orgasmo.
-“Mariella, se continui così mi fai venire subito” – l’avverto.
-“Nooo… Non venire, aspettami. Voglio godere anch’io” – e si ferma, tenendosi il cazzo ben piantato dentro.
Stringo i denti e cerco di rilassarmi, di riprendere il controllo.
-“Cambiamo posizione.” – fa – “Non uscire”.
Con qualche contorcimento si stende di lato, mentre io, tenendola saldamente per i fianchi, resto ben piantato nel suo culo.
Quando è di fianco a me, alza una gamba e se la tiene sollevata con la mano.
-“Vai ora, prendi a muoverti, inculami per bene, fammi godere col culo” – mi incita.
Non me lo faccio ripetere, prendo a pomparla con foga, passo la mano davanti alla ricerca della sua fighetta e la trovo fradicia.
-“Ecco cosììì… Sììì vai beneee… Sto per venireee…”
Anch’io sono al limite, cerco di resistere aspettando il suo godimento.
-“Sììì… Oraaa… Vengo, godooo… Vieni, vieni anche tuuu… Fammi un bel clistere di sborraaa…” – urla.
Le sue parole, i suoi urletti, ma soprattutto, il suo sfintere che si contrae come a volermi risucchiare più a fondo, mi fanno perdere il controllo, mi lascio andare e le allago l’intestino di calda sborra.
Restiamo così, abbracciati, uno dentro l’altra, aspettando di riprendere a respirare normalmente.
Quando lei si riprende, si sposta, togliendosi l’uccello, ormai molle, dal culo e provocando un rumore liquido, come quando si stappa una bottiglia.
Altra corsa verso il bagno, questa volta con una mano tra le natiche.
Sento i rumori che fa liberandosi e devo dire che li trovo eccitanti, ma ora sono veramente sfinito.
Quando torna tocca a me, stavolta, andare a darmi una ripulita.
L’indomani mattina l’accompagnai in stazione.
Era radiosa e felice, io un po’ meno; avevo goduto molto con questa splendida femmina, ma mi sentivo anche in colpa per aver tradito mia moglie, in più, con la sua migliore amica.
Lei accorgendosi del mio stato d’animo, cercò di rassicurarmi dicendo che non era un vero e proprio tradimento, ma solo un gran favore fatto ad un’amica e che tutto sarebbe finito lì.
Ci salutammo con bacini sulle guance, come amici e lei partì; non ripetemmo mai più la follia di quella notte.
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.