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Racconti EroticiSensazioni

La prof universitaria – Il regalo di compleanno

By 4 Luglio 2023No Comments

Salve a tutti.
Eccomi di nuovo per raccontarvi un’altra avventura di noi due, Mauro e Cristina.

Era la seconda estate che passavamo assieme.
Verso la metà di luglio abbiamo ricevuto un invito, da parte dell’ammiraglio D.L., direttore del Circolo Nautico di cui faccio parte, a partecipare al party organizzato per festeggiare i 21 anni di suo figlio Andrea.
Non potendo rifiutare, considerate le agevolazioni che lui mi faceva per mantenere il mio posto barca, dovevo tenermelo buono.
Arrivò la sera del ricevimento, che si sarebbe tenuto nei locali del Circolo Nautico e noi, dopo una veloce corsa a casa per prendere dei vestiti più adatti all’occasione, ci stavamo preparando all’evento.

Cristina indossa un tubino di seta bordeaux, aderente come un guanto, corto e con una profonda scollatura a V, che mette in risalto la sua abbronzatura e le sue forme, ai piedi sandali rosso scuro, con tacco alto, che s’intonano al colore delle sue unghie.
Come al solito è uno splendore!!
Quando arriviamo al Circolo la sala è già piena d’invitati.
L’ammiraglio ci viene incontro per salutarci.
-“Carissimo Mauro che piacere averti qui, e questa splendida signora è tua moglie?”
-“Per il momento solo la mia compagna, col tempo si vedrà; ti presento la professoressa Cristina M.”.
-“È un vero piacere.” – fa lui baciandole la mano – “Venite vi presento mio figlio.” – e si dirige verso un gruppetto di giovani.
-“Andrea, ti presento Mauro M., un nostro valente socio e marinaio” – dice rivolto ad un giovanotto alto e bruno di carnagione – “ e la sua signora Cristina”.
-“Piacere e tanti auguri” – dico io stringendogli la mano.
Lui stringe la mia mano e si rivolge a Cristina:
-“Piacere signora, io sono Andrea”.
-“Piacere Andrea, tanti auguri di cuore, 21 anni sono l’inizio della vita, ti auguro tanta felicità” – risponde lei.
-“Grazie Cristina, posso chiamarla per nome?” – fa di rimando Andrea, avvolgendola con uno sguardo che è più eloquente di qualsiasi complimento e poi continua – “E posso dirle che lei è bellissima?”
-“Certo.” – risponde Cris ridendo – “Ma dammi pure del tu”.
-“Vieni Mauro,” – mi fa l’ammiraglio prendendomi per un braccio – “voglio presentarti gli ultimi soci arrivati nel nostro Circolo” – e mi porta via lasciando i due soli a parlare.

A questo punto cedo la penna a Cristina, in quanto agli avvenimenti accaduti in seguito io non ero presente, ed i protagonisti sono Cristina ed Andrea.

Cristina

Il figlio dell’ammiraglio Andrea è in verità uno splendido ragazzo, bruno, alto, fisico atletico, un accenno di barba, con degli occhi verdi ammalianti ed è naturalmente circondato da un gruppetto di belle ragazze, sicuramente appartenenti all’alta società.
Mi conduce ad uno splendido buffet e mi offre una flute di champagne, poi scusandosi dicendo che, purtroppo, deve occuparsi anche degli altri ospiti, si allontana.
Mi guardo intorno, vedo Mauro e l’ammiraglio che parlano con altre persone; molti degli invitati, dopo aver cenato ascoltano la musica, alcuni ballano, altri chiacchierano tra loro a piccoli gruppetti e così via.
Sto cominciando ad annoiarmi, quando una mano si appoggia sul mio fianco ed una voce mi sussurra da dietro:
-È un delitto lasciare da sola una bella donna come te”.
Mi giro e mi ritrovo con il viso a pochi centimetri da quello di Andrea.
-“Posso rimediare e farti da cavaliere?” – mi chiede con un sorriso.
-“Certo, magari, stavo cominciando ad annoiarmi” – rispondo di getto.
-“Vuoi ballare?” – e senza attendere la mia risposta mi prende la mano e mi porta al centro della sala.
Ballando mi stringe a se e la sua mano destra poggia sulla mia schiena, lasciata scoperta dallo scollo posteriore del mio abito.
Le sue dita si muovono leggerissime sulla mia pelle ed un brivido mi percorre la schiena.
Per rompere un po’ la tensione gli chiedo se ha la ragazza e quale eventualmente fosse tra le presenti alla festa.
-“No!” – mi risponde – “Non ho una ragazza, sai la maggior parte di quelle che conosco sono così insulse e non sanno proprio di niente!”
-“Tu invece,” – continua – “permettimi di dirtelo, sei veramente una donna così attraente che, sono sicuro, fai girare la testa anche a molti giovani della mia età”.
Lo ringrazio del complimento e gli dico che, comunque, non tutte le ragazze sono come lui afferma e che prima o poi troverà quella che fa per lui.
–“Hai mai visto il panorama del porto di notte dalla terrazza?” – mi chiede all’improvviso.
-“No.” – rispondo – “Non ne ho mai avuto l’occasione”.
-“Vieni, è magnifico” – e prendendomi per mano mi porta fuori sulla terrazza.
Ci appoggiamo alla balaustra e guardiamo il porto illuminato: le luci si rispecchiano nell’acqua e le imbarcazioni dondolano dolcemente, lontano sul mare la striscia d’argento della luna.
-“Bello, eh?”.
-“Magnifico.” – rispondo – “E molto romantico”.
-“Continuiamo a ballare” – e mi stringe a se.
Continuiamo a ballare e a parlare, ma ora la sua mano destra comincia a scendere sul mio fianco sinistro sin quasi a raggiungere la curva del sedere.
Con naturalezza la prendo e la porto in alto, dietro la schiena.
Lui capisce, non insiste e mentre continuiamo a ballare e a parlare, mi stringe un po’ più a se e riprende ad accarezzarmi la schiena.
Le intenzioni del ragazzo mi appaiono chiare.
-“Non è affatto male” – penso tra me – “chissà a quante ragazzine piacerebbe fare sesso con lui, ma io non sono una ragazzina e non mi sembra proprio il caso di pensare a una cosa del genere”.
Ad un tratto si stacca da me e mi prende ancora per mano.
-“Vieni con me Cristina,” – mi dice – “ti voglio mostrare il nuovo motoscafo che mio padre ha comprato, è attraccato proprio qui vicino”.
Così dicendo mi conduce nella sala e trovati suo padre e Mauro, estende l’invito anche a lui.
Ma Mauro, ringraziandolo, risponde che approfittando dell’occasione, sarebbe restato in sala a parlare di alcuni affari del Circolo con suo padre, io, invece, sarei stata felice di vedere l’imbarcazione!!
Esterrefatta per questa decisione presa senza consultarmi, gli rivolgo un’occhiataccia e lui capendo al volo i miei risentimenti, mi fa l’occhiolino facendomi intendere di accogliere l’invito del ragazzo.
-“Bastardo.” – penso – “Vuole gettarmi nell’arena dei leoni!!”
M’incammino così con Andrea che mi prende sottobraccio.
Mi sta vicino e mi parla del più e del meno, noto, però, che si mostra particolarmente attento alla mia generosa scollatura, oltre che in generale al mio fisico, che elogia più volte durante il tragitto.
La serata è splendida, il chiarore lunare riluce sull’acqua e anche molti degli invitati sono scesi a passeggiare nella frescura notturna.
Arriviamo al pontile e lui mi cinge la vita mostrandosi molto premuroso nell’aiutarmi, considerati i miei tacchi alti
A un certo punto si ferma, si gira verso di me ed avvicina le sue labbra alle mie, ma io prontamente mi giro dall’altra parte.
-“Cristina me lo faresti un regalo per il mio compleanno?”.
-“E cosa vorresti? – faccio io di rimando.
-“Su, non l’hai ancora capito?” – e così dicendo avvicina di nuovo il suo viso al mio.
Io gioco d’anticipo e gli do un sonoro bacio sulla guancia.
-“Contento del regalo?’ – gli dico.
-“Mah questi sono baci da mamma!! Suvvia signora!! Un vero bacio” – e così dicendo in un attimo avvicina la sua bocca alla mia e prova a baciarmi sulle labbra.
Faccio appena in tempo a girare la testa dall’altra parte dirottandolo sulla guancia.
Lui si scosta con un’espressione delusa; un po’ mi dispiace, d’altronde è il suo compleanno.
Camminiamo mano nella mano (lo lascio fare) per un po’ ed arriviamo al motoscafo.
Ci togliamo le scarpe e lui mi aiuta a salire a bordo, spingendomi su con una mano poco al di sopra della curva del mio sedere.
Poi comincia a mostrarmi l’imbarcazione,i comandi, la strumentazione, le dotazioni di bordo…
Seguo distrattamente la sua descrizione, fino a quando lui mi abbraccia chiedendomi nuovamente di ballare al suono della musica che ci arriva dal Circolo,acconsento per non deluderlo ancora, lui mi cinge con tutte e due le mani la vita e balliamo un lento.
Quando sento la sua mano destra che scende sul mio fianco sinistro, faccio finta di niente e lo lascio fare; non voglio deluderlo ancora.
Le nostre guance, vicinissime, si sfiorano nei movimenti del ballo e accade che si tocchino.
Sto pensando di chiedergli di tornare al Circolo con una scusa, quando sento la sua mano che, sollevato un po’ il vestito, sta lentamente risalendo accarezzando la mia coscia nuda.
Porto immediatamente la mia mano sulla sua e lo fermo decisamente.
-“Perdonami, scusami veramente!!” – dice confusamente – “Ma il contatto con una bella donna come te mi ha fatto perdere un po’ il controllo, scusami ancora”.
Lo guardo negli occhi con aria severa e poi gli sorrido.
Il viso abbronzato, il sorriso smagliante e quegli occhi verdi avrebbero indotto qualsiasi donna a lasciar correre.
Mi riaccosto a lui e poso delicatamente il mio viso sulla sua spalla per fargli capire che non sono in collera e non ho dato molta importanza all’accaduto.
Questa volta, però, metto le braccia attorno al suo collo e lui mi riprende in vita.
I nostri movimenti seguono la musica, le nostre guance si sfiorano delicatamente ad ogni passo; la sua mano, questa volta con maggior decisione, si infila sotto il vestito e risale su accarezzando delicatamente la coscia con le dita.
Comincio a provare una piccola emozione e con un sussulto, mi stacco leggermente da lui fermandogli nuovamente la mano con la mia.
Restiamo fermi in quella posizione per qualche attimo, poi il ragazzo, con piccoli movimenti della mano, riprova a salire su per la mia gamba nel tentativo di forzare la mia resistenza.
Mantengo per un po’ la mia mano ferma sulla sua, fino a quando non decido di lasciar perdere e la tolgo, rimettendo il mio braccio attorno al suo collo.
-“E’ un ragazzino,” – penso tra me – “lasciamolo divertire un po’!”.
Mi sfiora delicatamente la guancia con le labbra ed ora sono io a girare la testa verso di lui, per prendere i suoi baci.
Andrea intuisce subito il cambiamento del mio comportamento ed inizia a sfiorare le mie labbra chiuse con innumerevoli e delicatissimi baci.
La sua mano, ora libera, accarezza la mia coscia, ed io sono attaccata a lui con le braccia attorno al suo collo.
Lentamente, come quasi per verificare la realtà della nuova situazione creatasi, Andrea risale lungo la coscia, sollevando l’orlo del vestito ed arriva fino all’elastico del perizoma.
Non lo ostacolo più; percorre delicatamente con le dita la circonferenza dell’elastico, provocandomi un brivido piacevolissimo.
La mano continua la carezza ed arriva dietro, dove trova la mia natica nuda.
Sento la sua sorpresa, si ferma, poi riprende ad accarezzarmi la natica che percorre in tutta la sua rotondità, fino a stringerla nella sua mano.
Ho un fremito immediato che spinge il mio bacino verso il suo corpo, faccio scorrere le mie mani intorno al suo collo carezzandogli la nuca con le unghie e lui comincia a baciare con passione le mie labbra ancora chiuse.
Se c’è una cosa che fa cadere tutte le mie barriere è essere baciata appassionatamente.
Le mie labbra cominciano pian piano a dischiudersi, lui ne approfitta ed infila la lingua tra esse.
D’istinto io le apro e la mia lingua si allaccia alla sua iniziando a danzare in un bacio appassionato.
Le sue mani, ora, accarezzano i miei glutei e sento la sua erezione che, data la differenza d’altezza senza tacchi, preme contro il mio stomaco.
L’orlo del vestito è alzato fino alla vita; una sua mano, dietro, scosta il filo del perizoma e si infila delicatamente nel solco tra le natiche, percorrendolo con il dito per tutta la sua lunghezza; l’altra si sposta sul davanti e si ferma sulla mia peluria pubica, coperta solo dal leggero tessuto, e comincia ad accarezzarmi lentamente, in un modo meraviglioso, provocandomi brividi di piacere.
Il sangue mi va alla testa.
Per effetto delle scariche di piacere che mi attraversano il corpo, il mio bacino comincia a muoversi contro la sua erezione accarezzandola e la mia figa comincia ad inumidirsi.
Sento il calore del suo corpo e mentre le sue mani continuano ad accarezzarmi, le nostre lingue si muovono in un vortice meraviglioso che ci porta a gustare i reciproci sapori delle nostre salive.
Ad un tratto però, mentre stiamo baciandoci così passionalmente, apro gli occhi e vedo in lontananza sulla terrazza del Circolo, Mauro insieme al padre di Andrea che discutono tra loro.
Ho un sussulto per l’emozione e, staccandomi dall’abbraccio del ragazzo, gli dico:
-“Andrea c’è Mauro con tuo padre, lì sulla terrazza. Che facciamo? Ho paura che ci possano vedere”.
Andrea si volta verso il Circolo e mi dice:
-“Tranquilla Cristina, sono distanti e poi lì è tutto illuminato e qui sul motoscafo c’è buio, noi possiamo vederli, ma loro non ci possono vedere”.
Così dicendo riprende a baciarmi teneramente le labbra tenendomi stretta a lui.
Le sue mani, ora, sono entrambe attaccate ai miei glutei e li accarezzano, ogni tanto un dito si fa strada, arriva alla mia rosellina anale e la accarezza, provocandomi brividi che si ripercuotono nella mia figa già umida.
Infila due dita nell’elastico del perizoma e inizia a tirarlo giù.
Lo sento scendere lungo le cosce lasciando a nudo il mio ventre ed il mio culetto.
Ora sono veramente eccitata e come conseguenza avverto scorrere nella mia figa una gran quantità di umori.
Andrea si abbassa e fa scorrere il perizoma giù, fino alle caviglie, baciando al passaggio la peluria e scivolando con la lingua lungo la coscia.
Fa passare il perizoma attorno alle caviglie e lo getta sul divanetto accanto a noi.
Risalendo si ferma all’altezza dell’inguine e da un paio di colpetti di lingua alla clitoride, che mi fanno sobbalzare e sospirare di piacere.
Credo che avverta il sapore dei succhi della mia figa, oramai tutta scoperta e bagnata, perché si ferma a darle due o tre leccate.
Nella testa comincia ad assalirmi un folle desiderio di sesso, il mio bacino si sta contorcendo come una serpe.
Andrea si rialza e le nostre bocche si attaccano nuovamente l’una all’altra e si divorano, mordendosi a vicenda per lo stato di grande eccitazione in cui siamo.
Mi sospinge lentamente verso i divani dell’imbarcazione, sussurrandomi all’orecchio:
-“Vieni, sediamoci qui” – “e mi fa adagiare delicatamente sul divano.
Ormai sono alla sua mercé e lui ne è consapevole; afferra l’orlo del vestito e lo solleva, facendolo passare sopra la mia testa lasciandomi completamente nuda.
Il mio corpo è, ora, solo vagamente illuminato dal tenue chiarore della luna.
Il suo sguardo lo percorre tutto: i seni, dai capezzoli duri come sassolini, il ventre sussultante di desiderio, la peluria pubica, la mia fighetta desiderosa di essere occupata, le mie cosce leggermente dischiuse e giù fino ai piedi.
Si ferma per qualche momento a contemplarmi, guardandomi negli occhi.
-“Signora Cristina sei è uno splendore! Il tuo corpo è fantastico, le tue cosce sono una scultura” – e così dicendo si abbassa sul mio ventre e comincia a baciarlo, scendendo, poi, a leccarmi le cosce con rapidissime linguate.
Sento le sue labbra e la sua lingua che si spostano verso il pube in cerca della mia figa e affondano tra le cosce che allargo spontaneamente.
Quando la trova comincia a leccarla lentamente, con dolcezza, passando dalla clitoride alle labbra e poi, infila la lingua rigida tra di esse penetrandomi.
La lieve brezza marina accarezza il mio corpo nudo, mentre sono pervasa da brividi e fremiti di eccitazione; sto godendo meravigliosamente!!
La mia figa è un torrente in piena che Andrea sta deliziosamente prosciugando con la sua bocca vorace, il mio corpo è un vulcano in eruzione, sento l’orgasmo che sta per arrivare, e quando con un dito mi penetra, lo sento invadere impetuoso il mio bassoventre e, all’improvviso, esplode con una notevole fuoriuscita di umori che bagnano il suo viso.
-“‘Ooohhh… Sììì… Mi fai godereee…Ooohhh, carooo… Vengooo…” – sussurro lasciandomi andare al piacere che mi sommerge.
Lui continua a leccarmi la figa succhiando e bevendo avidamente i succhi che ne escono, prolungando, così, il mio godimento all’infinito.
Per i movimenti scomposti durante l’orgasmo, il mio corpo è scivolato fuori dai bordi dei cuscini, il mio bacino è completamente fuori dal divano, mentre il resto è disteso sui cuscini in una posizione di totale abbandono.
Andrea si alza, si toglie velocemente la camicia, i calzoni ed i boxer, si riavvicina a me mettendosi tra le mie cosce aperte, tenendo in mano il suo pene eretto, lo punta al centro della figa bagnatissima e stendendosi sul mio corpo me lo infila dolcemente fino in fondo.
-“Oh, ‘ooohhh… Sìì… cosììì… Prendimi… Scopami per bene” – gli dico in un sussurro, sollevando le gambe ed allacciandole attorno ai suoi fianchi.
La mia resa è completa!!
Profondamente piantato in me, Andrea prende a baciarmi teneramente il viso, gli occhi, il collo.
Il suo membro, non grosso ma lungo, si ritrae per una buona metà, riaffonda e si ferma per un attimo, riesce nuovamente e con un colpo di reni, me lo spinge di nuovo dentro, in profondità, arrivando a toccarmi il fondo dell’utero e provocandomi spasmi di goduria che mi raggiungono il cervello.
La mia schiena è inarcata e la mia testa completamente rivolta all’indietro, con la bocca aperta in un’espressione di sublime estasi, le mie gambe lo stringono ai fianchi e le mie mani afferrano i suoi glutei per tiralo sempre più nella profondità della mia figa vogliosa.
Il ragazzo mi sta scopando deliziosamente, i suoi colpi di reni non sono violenti, ma dolci e profondi, ben intervallati da momenti in cui si ferma dentro di me, forse per non venire subito.
-“Tanto hai fatto, tanto hai insistito, che alla fine sei riuscito ad avermi, eh birichino? – gli sussurro all’orecchio.
-“Cristina,” – mi risponde – “sei la fine del mondo, una donna stupenda, ti ho desiderato fin dal primo momento che ti ho conosciuta ed, in più, sei un’amante meravigliosa, con un corpo e una figa stupendiii… Ma ora… Siiì…Cosiiii… Sto venendooo… Tutto dentrooo… In fondo alla tua figaaa…”.
Le sue parole mi giungono nel momento in cui sta arrivando anche il mio secondo orgasmo.
-“Sììì… Dai vieni… Inondamiii…”
Sono sconvolta dall’eccitazione, le nostre bocche si uniscono in un bacio frenetico, i miei umori vaginali spianano la strada al suo cazzo, che ora scivola velocissimo verso il fondo della figa, sento l’interno della mia vagina che si apre sempre più sotto la spinta della sua verga lunga e sottile, e quando il suo cazzo tocca il fondo della figa si scatena un orgasmo fantastico!!
Tremo tutta e un grido silenzioso prorompe dalle mie labbra dentro le sue, mentre sento il suo sperma che si riversa in me, allagandomi.
Passato il ciclone di piacere si adagia dolcemente sul mio corpo tremante.
-“Scusami,” – mi fa all’orecchio – “non dovevo venirti dentro così; il piacere è stato troppo forte e non ce l’ho fatta a trattenermi”.
-“È vero, sei stato un imprudente,” – gli dico severa, ma poi continuo ridendo – “ma non ti preoccupare sono protetta. Scuse accettate”.
Nonostante i nostri orgasmi contemporanei e le sue scuse, Andrea è ancora duro dentro di me e continua a muoversi dolcemente e lentamente senza colpi violenti prolungando il piacere in modo delizioso.
Ad un tratto si ferma e mi sussurra all’orecchio:
-“Vieni sopra di me, desidero godere interamente del tuo corpo”.
Così dicendo esce da me, si sposta, si siede sul divano e mi tira verso di se.
Io mi lascio condurre e, allargando le gambe, mi sistemo a cavallo su di lui.
Alzando lo sguardo scorgo in lontananza la sagoma di Mauro che, sulla terrazza, guarda verso il mare fumando distrattamente la pipa.
La situazione, molto intrigante e rischiosa, mi sta provocando una enorme carica di erotismo.
Mi abbasso lentamente su di lui, che mi tiene per le cosce, con una mano dirigo la sua asta rigida e la faccio affondare lentamente dentro di me.
-“Ooohhh” – un mio lungo gemito accompagna la discesa, man mano che mi abbasso sul suo bacino e sento penetrare il suo cazzo rigidissimo nella figa.
Ora ce l’ho tutto dentro e comincio ad andare su e giù, mentre sono travolta da un torrente d’emozioni che mi danno scariche di piacere, ma è soprattutto la situazione intrigante e trasgressiva, derivante dalla presenza del mio uomo, laggiù, sulla terrazza del Circolo, a scatenarmi il godimento.
Affondo la mia lingua avida nella bocca di Andrea per soffocare il grido di piacere che mi sale in gola; la frequenza dei miei gemiti scandisce i ritmi della nostra scopata.
Di lì a poco avverto ancora i sintomi di un nuovo dirompente orgasmo che s’avvicina.
lo sto cavalcando con una voglia impellente di godere di nuovo; lui si stacca un attimo dalla mia bocca per guardarmi, poi abbassa la testa e prende a succhiarmi un capezzolo, mentre con una mano prende l’altro tra le dita stringendolo.
Brividi percorrono la mia schiena e non è la frescura della notte; la mia figa è una fornace bollente e di lì a poco vengo violentemente, inondando di liquidi il pube di Andrea.
-“Ooohhh… siii… vengo ancoraaa…”.
Il grido mi esce soffocato, le nostre bocche hanno ripreso a divorarsi in cerca di nuove e potenti emozioni.
Questo nuovo orgasmo non è lungo, ma dolce e completo.
Il ragazzo è ancora eccitato e saldamente piantato in me.
Mi avvicino al suo orecchio per sussurrargli:
-“Sono esausta, dopo tre orgasmi le ginocchia non mi reggono più”.
-“Tu non ti muovere, stai buona e tranquilla” – e così dicendo mi fa sollevare un po’ il bacino, quel tanto che basta per lasciare spazio ai suoi poderosi colpi di reni che, dal basso verso l’alto, comincia ad assestarmi.
Andrea continua così a chiavarmi, deliziosamente, ancora per un po’.
La sua forza è notevole, con le mani mi stringe le cosce aprendomi le natiche per infilare nel solco le sue dita sottili e carezzevoli; lentamente un dito carezza il buchino del mio culetto e dolcemente scivola dentro.
Una scarica di piacere parte da quel dito impertinente e mi travolge fino al cervello.
I movimenti dei nostri bacini sono in perfetta armonia con le penetrazioni del suo cazzo e con le sollecitazioni meravigliose delle sue dita che nel mio buchetto sono diventate due; sto godendo follemente ancora una volta.
Per la fortissima eccitazione gli stringo il capo, passandogli le mani tra capelli, lo sento ansimare sempre più mentre il suo corpo inizia ad avere movimenti sempre più convulsi e scomposti.
I suoi gemiti mi preannunciano il raggiungimento dell’orgasmo, che arriva impetuoso, con almeno 5 o 6 schizzi violenti di sperma che mi inondano la figa, procurandomi ancora un altro fantastico, ma debole, orgasmo, che mi fa quasi svenire.
Sono sfinita,distrutta, restiamo ancora un po’così abbracciati, io seduta sopra di lui con dentro di me il suo pene che, tra gli ultimi fremiti e sussulti del suo corpo, si sta ora lentamente riducendo, lasciando fuoriuscire dalla mia figa una enorme quantità di sborra che cola sulle sue cosce.
Ci alziamo dopo qualche minuto e ci puliamo alla meglio nel bagno del motoscafo, ci rivestiamo e ci incamminiamo verso il Circolo.
Dopo un po’, Andrea si gira e guardandomi negli occhi, mi fa serio:
-“Cristina, stasera, il più bel regalo di compleanno, me lo hai fatto tu. È stato bellissimo”.
-“Sono contenta che ti è piaciuto.” – rispondo ridendo – “Almeno quanto è piaciuto a me”.
Quando entriamo nella sala del Circolo, Mauro ci vede e ci viene incontro.
-“Finalmente!!” – ci dice scherzando – “Pensavamo che vi eravate persi nel porto”.
-“La signora ha voluto conoscere a fondo le caratteristiche del motoscafo e ci è voluto del tempo” – ribatte pronto Andrea.
Mauro mi guarda negli occhi e, sono sicura, intuisce ciò che è successo.
Io non dico niente e mi dirigo verso il bagno, per darmi una sistemata; devo ancora indossare il perizoma che tengo stretto nel pugno.

Riprendo la penna solo per dire che, la storia tra Cristina ed Andrea, non è finita quella sera; alla prossima per il seguito.

Seguiranno altre storie.

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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