Il sole estivo inonda le strade di una luce dorata, avvolgendo la città in un abbraccio caldo e soffocante. Marinella cammina lungo il marciapiede, i suoi sandali col tacco alto che battono ritmicamente contro l’asfalto rovente. Il suo abbigliamento estivo, minimale, la rende l’oggetto del desiderio di tutti gli uomini che la incrociano per la strada, giovani e meno giovani. Per il caldo, la sua pelle abbronzata è lucida di sudore. La sua minigonna di tessuto leggero che aderisce alle curve delle sue cosce, sventola leggermente al passaggio di una brezza occasionale, come se il vento stesso volesse accarezzarla. Il top aderente, che mette in risalto il suo seno piccolo ma ben fatto, sembra quasi una seconda pelle, mentre i capelli castani, raccolti in una coda di cavallo, oscillano con grazia ad ogni suo passo, incorniciando il suo viso dai lineamenti delicati e gli occhi marroni che brillano di una determinazione inusuale per la sua giovane età. Mentre cammina in quella strada la mente di Marinella è altrove, un vortice di pensieri, idee che si rincorrono e si scontrano.
L’estate è appena iniziata e lei, fresca di diploma, ha vissuto in pochissimi giorni una profonda trasformazione. E’ ancora vivo in lei il ricordo del pomeriggio bollente in compagnia di Silvia e dei suoi amici. Il fatto che tutto sia avvenuto a casa, nell’intimo della sua camera poi, le ha impresso ancora più profondamente il marchio del proibito per tutto ciò che è avvenuto. Ormai Marinella non può più nasconderlo a se stessa: è una sporcacciona, inutile negarlo, e quel che è peggio è che ha scoperto di avere una passione proibita: le piace da impazzire assaggiare il succo del piacere maschile. Da un lato si vergogna di se stessa, poiché non le sembra normale essere così. Dall’altro, il fatto di avere una sorella che condivide con lei lo stesso modo di essere, tanto che è stata proprio lei a farglielo scoprire, le alleggerisce questo peso e la fa sentire meno strana.
Tutto quello che è avvenuto di recente, comunque, ha avuto delle ripercussioni sui suoi programmi. In teoria doveva passare i primi giorni dopo il diploma a cercarsi un lavoretto per l’estate, qualcosa che le permetta di guadagnare qualche soldo extra prima di tuffarsi nel vortice dell’università. Ora invece è in ritardo con le ricerche, e quel poco che è riuscita a trovare non l’entusiasma. Dovrà sicuramente adattarsi a fare la cameriera in qualche bar, ma anche lì ormai tutti i posti migliori sono già stati presi.
Poi, come un lampo che squarcia il cielo, le ritorna in mente la conversazione avuta con Silvia durante la festa al “La Notte delle Stelle”, il locale dove tutto è cominciato. Le parole di Silvia tutto ad un tratto le ritornano in mente, chiare e seducenti, come un sussurro proibito: “Sai come fanno ad essere subito così duri?” le aveva chiesto la sorella, riferendosi agli spogliarellisti che si esibivano sul palco, capaci di mostrarsi al pubblico femminile con i loro membri già al massimo del loro vigore ancora prima di essere toccati. Marinella ricorda la sua espressione incredula quando Silvia le aveva raccontato che secondo lei nei camerini lavoravano delle ragazze assunte apposta per “mandare in forma” i ragazzi prima di andare in scena. Marinella ripensa alla risata che aveva condiviso con Silvia quella sera, il cui ricordo le scalda il cuore. “Magari, se cerchi un lavoretto per quest’estate potresti anche farci un pensierino.” Allora aveva preso le parole della sorella per uno scherzo, dando per scontato che lo fosse.
A ripensarci adesso, camminando sotto il sole cocente, quell’idea le sembra invitante. Perché non informarsi? riflette Marinella mentre i suoi passi la portano verso il centro della città, dove i rumori del traffico e le voci della gente si mescolano in un caos familiare. Supponiamo che sia vero, in fondo la pagherebbero per fare ciò che adesso le piace tantissimo. L’idea di esplorare questa possibilità la intriga profondamente. Cerca il numero di telefono del locale sul web dal cellulare, così tanto per gioco, e lo trova con una facilità che la sorprende, come se il destino stesso le stesse spianando la strada. Con il cuore che batte un po’ più veloce del solito, compone il numero in fretta per scoraggiare subito dei ripensamenti, sentendo il sudore freddo scivolare lungo la sua schiena nonostante il caldo. La voce all’altro capo del filo è cordiale, quasi suadente, e dopo qualche scambio di battute, riesce a farsi dare appuntamento per un colloquio direttamente dal proprietario in persona.
L’attesa nei giorni successivi è un mix di eccitazione e nervosismo, ma Marinella è determinatissima. Ha un carattere diverso da quello della sorella, che all’apparenza (ma solo all’apparenza, come abbiamo scoperto) è più timida ed introversa. Marinella invece, oltre ad essere più espansiva, quando si mette un’idea in testa non si ferma finché non ha raggiunto ciò che voleva.
Il giorno del colloquio arriva in fretta, Marinella si prepara con cura, scegliendo un abbigliamento che la renda attraente ma allo stesso tempo la faccia sentire a suo agio. La minigonna cortissima, che lascia intravedere la curva dei suoi glutei sodi, e il top aderente, che mette in risalto il suo seno e la sua vita sottile, sono una scelta audace, ma lei si sente sicura di sé, vuole assolutamente fare colpo sul titolare. I sandali col tacco alto e il laccetto alla caviglia aggiungono un tocco di eleganza, mentre i capelli raccolti in una coda di cavallo le conferiscono un’aria giovanile e fresca, come se fosse pronta ad entrare in azione.
Arriva a destinazione con leggero anticipo, l’appuntamento è stato opportunamente fissato nel pomeriggio quando il locale è ancora chiuso al pubblico. Marinella entra dall’ingresso principale con passo sicuro, i tacchi che echeggiano sul pavimento lucido. La accoglie il proprietario stesso, che l’accompagna poi verso il suo ufficio. L’uomo, un signore sulla cinquantina con un sorriso cordiale e occhi che sembrano aver visto tutto nella vita, la invita con gentilezza ad accomodarsi. Notando la sua giovane età, le chiede se è maggiorenne, e Marinella annuisce, rispondendo sincera con un sorriso educato: “Sì, tra l’altro sono già stata qui con le mie amiche qualche tempo fa.” Il proprietario si rallegra nell’apprendere questa notizia. Ora la guarda sotto una luce completamente diversa. Appena l’aveva vista, così giovane, era rimasto subito seccato. Pensava che anche quel colloquio si sarebbe risolto in una perdita di tempo. La maggior parte delle ragazzine che si presentavano solitamente scappavano via appena scoprivano quello che succedeva li dentro durante le serate. Lei invece, a quanto pare sapeva già tutto. Eppure era venuta lo stesso.
I suoi occhi ora la studiano con attenzione, come se stesse cercando di leggerla. Le chiede con gentilezza se si è divertita, senza che dalla sua voce traspaia la volontà di fare battute o di dare giudizi. Solo sincera curiosità. E Marinella con semplicità gli racconta della serata, raccontandogli dell’episodio sul palco, delle risate e dell’atmosfera elettrizzante che aveva pervaso il locale. Evita solo di dire che sua sorella era con lei, quella sera. Non sa che effetti la cosa potrebbe avere sull’uomo, e lei vuole evitare di fare una cattiva impressione. L’uomo la ascolta con interesse, i suoi occhi che si illuminano mentre lei parla, come se potesse rivivere quei momenti attraverso le sue parole. Il racconto di quella sera lo sta impressionando positivamente, la ragazza infatti non mostra pregiudizi ma anzi, una buona dose di disinibizione, che è necessaria per poter lavorare lì dentro. Ed è anche molto bella, il che certo non guasta. Ne è conquistato. A questo punto vorrebbe tanto averla li dentro. Aggiungerebbe senz’altro un valore al locale. Con un tono cordiale, le propone di lavorare al bar per servire ai tavoli. Più che altro per non farsela scappare, perché avrebbe altre proposte da farle, più audaci, ma magari in seguito.
Marinella ascolta, si mostra impassibile ma in realtà è un pò delusa. Avrebbe altri piani, desideri che vanno oltre il semplice servire cocktail. Vorrebbe che il colloquio continui ancora, per capire se è vero ciò che Silvia le ha raccontato, e se esiste qualche possibilità di accedere a quella specifica “mansione”. Decide che la cosa migliore è andare dritta al punto, facendo quindi una domanda diretta: “Perdoni la domanda ma… per curiosità, come fanno i ragazzi degli spogliarelli ad arrivare sul palco con i cazzi già così.. in tiro?”
L’uomo non sembra sorpreso dalla domanda. Anzi, come se fossero solo dei freddi dettagli tecnici le spiega che nei camerini lavorano un paio di ragazze che si occupano proprio di quello: far eccitare i ragazzi prima che entrino in scena sul palco, assicurandosi che i loro cazzi siano duri come il marmo, per il massimo divertimento delle donne in sala. Marinella ascolta, con il cuore che ora batte all’impazzata, il sangue che le pulsa nelle vene come se stesse per esplodere. Dunque tutto ciò che Silvia le aveva raccontato era vero! L’opportunità ora è lì, davanti a lei, tangibile e seducente. Il proprietario non affatto è uno stupido, e capisce il suo interesse. Non gli è facile trovare ragazze disponibili per quel lavoro, e non può sprecare l’occasione. Le dice subito che in verità, ci sarebbe molto bisogno di un’altra ragazza. Visto il successo del locale, ultimamente ha dovuto assumere un numero maggiore di spogliarellisti. Marinella non aspettava altro, e si propone immediatamente. L’entusiasmo che le illumina il viso, i suoi occhi che brillano di una luce di entusiasmo.
Ma l’uomo diventa di colpo serio, la avverte: “Attenta però. Non sottovalutare questo compito. Per far diventare duri i ragazzi, occorre una certa bravura. E io, prima di prendere una decisione, devo essere assolutamente sicuro che tu sia in grado di fare questo lavoro.” Marinella per un attimo esita, ma poi recupera la sua determinazione. “Per me non ci sono problemi,” risponde con naturalezza. Si stupisce poi lei stessa delle frasi che le escono dalla bocca subito dopo: “Se vuole, sono disposta a dimostrarle la mia bravura anche subito, con una dimostrazione pratica.”
Il proprietario la guarda senza scomporsi. Bene, era proprio ciò che chiedeva. E’ contento che la ragazza abbia capito al volo. “Spero che non pensi male, non sono un vecchio sporcaccione, ma davvero per me è importante capire se sei in grado di farlo, prima di affidarti il lavoro. E posso capirlo sono con una prova diretta.”
Si alza, e con fare calmo si slaccia i pantaloni con un gesto lento, quasi cerimoniale. Tira fuori il cazzo, un membro spesso e venato già parzialmente in erezione. Aggira il tavolo e si pone di fronte a Marinella. Lo tiene in mano, invitandola con gentilezza ad iniziare. Marinella non ha esitazioni, il suo sguardo si fissa su quel cazzo. Alla vista del membro, sente già l’acquolina in bocca, il suo corpo risponde ai suoi istinti primordiali con una velocità che sorprende lei stessa. Si china con naturalezza e le labbra si aprono per accogliere il cazzo, la sua lingua che scivola lungo la lunghezza del membro, gustandone la consistenza, il sapore salato e maschio che la fa eccitare. Le mani si posano sui fianchi dell’uomo, le dita che affondano nella carne soda, mentre inizia a pompare con ritmo, la bocca che si muove su e giù, succhiando con avidità, come se stesse bevendo dalla fonte della vita. Il proprietario ansima piano, il piacere che aumenta e gli attraversa il corpo come un’onda, la sua testa che cade all’indietro mentre Marinella continua a succhiare, la sua bocca che è un vortice di calore e umidità. Lei si perde nel momento, il gusto del cazzo che la riempie, la sensazione del membro che pulsa tra le sue labbra, che si gonfia sempre di più, diventando duro come la roccia. Le sue guance si incavano mentre aumenta la pressione, la sua lingua che gioca con il glande, esplorando ogni centimetro, ogni vena, ogni goccia di pre-sperma che inizia a fuoriuscire. L’obbiettivo viene raggiunto in pochi istanti: il cazzo dell’uomo è già duro come il marmo. Sarebbe già pronto per il palco, se fosse uno spogliarellista. Poi, improvvisamente, l’uomo raggiunge l’orgasmo senza potersi trattenere. La sborra esplode nella bocca di Marinella, calda e abbondante, come un fiume in piena. Marinella ingoia senza arretrare, gustandosi ogni goccia, sentendo la sborra scivolarle giù per la gola, riempiendola di un piacere che ormai le è familiare. Il proprietario si riprende dopo qualche secondo, e le sorride soddisfatto. Eccome se è soddisfatto: la mano le accarezza i capelli con un gesto quasi affettuoso: “Sei brava, accidenti… prova superata col massimo dei voti, direi. Se vuoi, ti metto in prova già da domani sera. Ti presenterò ai ragazzi. Poi farai conoscenza con loro in maniera… più diretta.” L’uomo sorride della sua stessa battuta. Marinella gli sorride a sua volta, con la bocca ancora sporca. Prende un fazzolettino dalla borsetta, il viso che brilla di eccitazione, le labbra lucide, il corpo che ancora trema per l’intensità del momento. L’uomo subito dopo la avverte ancora: le ripete che non sarà un lavoro facile, ed inizia a spiegare i dettagli: dovrà succhiare almeno una decina di cazzi a notte, stando attenta a farli diventare duri si, ma trattenendosi prima di farli venire, mantenendo il controllo, dosando il piacere come una vera artista. Se lo saprà fare, gli darà un grandissimo aiuto perchè alleggerirà finalmente il lavoro delle altre due ragazze, che erano troppo poche per tutti gli spogliarellisti assunti ultimamente. Poi le dice quanto sarà la paga, una cifra che a Marinella pare addirittura esagerata. Caspita, potrà divertirsi venendo anche pagata profumatamente. Marinella annuisce, felice, gli occhi che brillano di soddisfazione per aver ottenuto ciò che voleva. Questo è esattamente ciò di cui sente il bisogno. E tirerà pure su un bel gruzzoletto.
Uscendo dal locale, Marinella cammina verso casa con un sorriso sulle labbra, il vento che le scompiglia i capelli, portandole il profumo della città che si risveglia alla vita notturna. Si lecca le labbra che ancora sanno di sperma, quel sapore che le trasmette la promessa di notti eccitanti e di piaceri inconfessabili. È felice, consapevole di aver trovato qualcosa che non solo le permetterà di guadagnare, ma che insieme le servirà anche per soddisfare i suoi desideri più intimi, quei desideri che non può sbandierare liberamente nella vita di tutti i giorni. Sa che sarà una sfida dimostrarsi in grado di svolgere quel compito tutte le sere, ma anche un’avventura che la farà sentire viva, che le permetterà di scoprire fino a che punto può spingersie. E mentre il vento le scompiglia i capelli, lei sorride, intuendo che questa estate potrebbe diventare indimenticabile, un’estate da passare con la bocca piena di cazzi, di notti in cui il piacere sarà l’unica regola.
E il primo giorno di lavoro, per Marinella, sta per arrivare…





La tua penna mi tiene sempre incollata dall'inizio alla fine e mi lascia una soddisfazione narrativa profonda e costante.
Va bene ne sono lieta. Ti lascio la mia mail agavebet@libero.it ma ovviamente ti chiedo di avere pazienza. Lavoro, scrivo…
Cara Agave, sono contento del tuo commento, hai individuato diversi punti critici che dovrò prendere in considerazione. adesso ho in…
quando pubblichi i prossimi capitoli?
Affascinante. Mi piace la musica e il flashback come meccanismo narrativo.