Silvia si sta rilassando nella sauna, da sola. Sono passati alcuni mesi, e siamo ormai al periodo delle festività natalizie. Silvia sta passando qualche giorno in montagna per una vacanza. Si è ritrovata quasi per caso ad accettare l’invito che le ha fatto Aurora, una collega più anziana che lavora nel suo ufficio. La collega si era iscritta ad una gita organizzata, per passare il capodanno in montagna con la famiglia. Il marito però, all’ultimo momento, non aveva potuto lasciare il lavoro a causa di scadenze che dovevano assolutamente essere completate entro la fine dell’anno. E così, visto che il posto era libero, aveva proposto all’amica Silvia di prendere il posto del marito. Silvia, dal momento che non aveva programmato nulla per capodanno, aveva deciso di accettare. Fosse stato per lei avrebbe anche passato quei pochi giorni di vacanza tranquilla a casa, e la sera del capodanno sarebbe andata come al solito a casa dei genitori. Ma in fondo perché non sfruttare l’occasione? Una vacanza in montagna non le avrebbe certamente fatto male. Inoltre era tutto organizzato, il viaggio comodamente in pullman ed anche per la stanza non c’era problema. Avrebbe dormito nella camera con Aurora, al posto del marito. Si erano fatte mettere due letti separati. Aurora era in compagnia del figlio diciottenne Federico, un ragazzo molto tranquillo che aveva una stanza singola tutta per lui.
Il calore della sauna sta facendo effetto su Silvia, un piacevole torpore si sta impadronendo di lei, sente che sta quasi per addormentarsi. Il suo corpo è lucido di sudore. Nonostante l’asciugamano che le copre le parti più intime, qualsiasi spettatore maschile sarebbe ben contento dello spettacolo offerto. Ma nella stanza è lei da sola. Può stendere in libertà le sue magnifiche gambe nude sulla panca, nel tratto libero di fianco a lei. Siamo ancora nel primo pomeriggio e tutti gli sciatori sono ancora fuori sulle piste, per questo la sauna è tutta per lei che non scia.
D’improvviso, la porta si apre con un cigolio. Fa capolino la testa di Federico, che sta entrando in sauna. “Oh” il ragazzo si blocca, con un’espressione sorpresa “scusami tanto, non volevo disturbare”. “Ciao Federico, non preoccuparti. Ma come, hai già finito di sciare oggi?” Silvia nota subito lo sguardo di Federico guizzare sulle sue gambe. Si coprirebbe, ma non ha nulla con sé a parte l’asciugamano che le cinge la vita ed il petto, troppo corto per coprirle anche le gambe. Anche Federico indossa solo un asciugamano, che gli cinge la vita, era convinto di non trovare nessuno ed invece ora si sente un po’ in imbarazzo. “N-no.. si.. mi sono stancato parecchio stamattina, così oggi ho smesso prima di pranzo” dice Federico, un pò rosso in faccia. Certo lo spettacolo delle gambe sexy di Silvia non lo ha lasciato indifferente. Cerca di guardare altrove, non sapendo dove posare lo sguardo. “Mi dispiace disturbare, pensavo che non ci fosse nessuno, di solito a quest’ora la sauna è vuota.” “ah.. e tu che ne sai?” chiede Silvia con malizia. Federico chiarisce “è il terzo anno di fila che veniamo in vacanza qui, e finora siamo stati sempre in questo albergo. Quindi ormai un po’ conosco l’ambiente. Di solito a quest’ora sono ancora tutti fuori. Comunque, qui non entrerà più nessuno.” “In che senso?” chiede disorientata Silvia. “Vedi, in genere ci si chiude dentro la sauna lasciando fuori la chiave della propria camera. E’ una specie di segnale convenzionale, così chi arriva capisce che è occupato. E a quel punto prima di entrare si bussa. A volte c’è chi sta dentro la sauna, anche.. ehm.. nudo, volendo” conclude Federico, ancora più imbarazzato nell’elencare quell’eventualità. Silvia cade dalle nuvole “Ma davvero? Io non lo sapevo..” commenta. “Ma tu avevi intenzione di metterti nudo?” chiede poi Silvia senza riflettere. La sua domanda quasi fa strozzare Federico, che rosso in volto risponde balbettando “M-ma no, io indosso sempre l’asciugamano. Piuttosto, se v-vuoi riapro la porta. L’ho chiusa perché pensavo non ci fosse nessuno.” Federico si è reso conto che il fatto di aver chiuso la porta, potrebbe essere anche male interpretato. Per tutta risposta Silvia sposta le gambe dalla panca e si fa un po’ più in là, per lasciare posto a Federico. “Vieni, siediti pure qui”. “G-grazie” articola a fatica Federico, con la voce strozzata. Silvia non se ne è resa conto, ma nel riportare le gambe davanti a lei, nel breve istante in cui le ha leggermente divaricate, il movimento dell’asciugamano ha svelato completamente la sua nuda passerina allo sguardo del ragazzo poco più che maggiorenne. Lui è arrossito all’istante, e cerca di far finta di niente mentre si mette seduto di fianco a lei. E’ rigido come un manico di scopa. Tra di loro, scende per un attimo un silenzio un po’ imbarazzato. Federico non può fare a meno di pensare ancora una volta che la collega di sua madre è una grandissima figa. Le aveva stretto la mano incantato quando la madre glie l’aveva presentata, alla partenza. Durante il viaggio in pullman, mentre lei e la madre chiacchieravano e lui stava seduto con le cuffiette sul sedile subito dietro, se l’era rimirata ogni volta che poteva. E la sera in albergo poi… una volta a letto se l’era sognata con quel vestitino scollato con cui era scesa al ristorante per la cena. Non aveva potuto fare a meno di masturbarsi pensando a lei. Persino la sua voce lo faceva impazzire, aveva infatti una voce così calda e sensuale.. Ma il problema, adesso, era un altro.. averla di fianco a lui così, seminuda, stava avendo effetti indesiderati e potenzialmente pericolosissimi.. si prospettava una colossale figura di merda. Gli stava venendo un’erezione, la sentiva montare prepotente e poteva farci poco. E con solo quell’asciugamanino addosso, non avrebbe certo potuto nasconderla. Che fare ora? Il suo sguardo stava cadendo troppo spesso sulle cosce nude di Silvia, e se poi ripensava alla fugace visione del suo pelo, pochi attimi prima.. no, no, no. Doveva assolutamente distrarre la mente, pensare a qualcos’altro. E soprattutto era il caso di trovare una scusa per andarsene da lì, prima di fare la figuraccia. Silvia, per ora ancora ignara del turbamento di Federico, cerca di mandare avanti la conversazione. “Sai che ho una sorella più o meno della tua età?” “ah si?” “ Si chiama Marinella, quest’anno farà il primo anno a medicina, è riuscita a superare il test di ammissione” “ah, che brava. Io invece mi sono iscritto alla facoltà di economia e commercio” “Ah, interessante. E che cosa pensi di fare una volta laureato?” “B-bhè, in realtà, ancora non lo so bene. Ma quella laurea mi offrirà diverse possibiltà, credo.” Federico spera che parlare di altro lo distragga, ma l’erezione è sempre più prorompente, e non può capacitarsi che Silvia non si sia accorta di niente. O forse si è accorta, ma sta facendo finta di niente. Che figura di cacca. “ Si, credo anch’io. Per ora preoccupati solo di studiare, poi fra un paio di anni avrai le idee più chiare, vedrai.” Dopo qualche secondo, Silvia sbuffa. “Sto cominciando ad avere troppo caldo qui dentro. Senti, ti imbarazzerebbe se mi tolgo l’asciugamano? Sotto non ho nulla, potrei andare a mettermi il costume, si, ma mi toccherebbe risalire in camera e perderei un sacco di tempo. In fondo sei maggiorenne, non ti scandalizzerai per una donna nuda no?” Silvia sta iniziando a divertirsi sul serio. Lo ha notato eccome, il bozzo che solleva l’asciugamano del povero Federico (lei, ormai, ha l’occhio troppo allenato per queste cose), questo è sufficiente per far scattare ancora una volta in lei il famoso interruttore. Quello che era iniziato come un pomeriggio noioso.. guarda un pò come sta diventando interessante, pensa Silvia… Federico è carino, le piace anche perché sembra un ragazzo tranquillo e senza troppi grilli per la testa.
All’ultima domanda di Silvia comunque, il povero Federico c’è rimasto di sale. “Io.. no.. si.. beh, certo non lo vieta nessuno”. Silvia scoppia in una risata. “Lo prendo per un sì”. Silvia, che è seduta sul lato sinistro di Federico, si alza in piedi e si sfila l’asciugamano, rimanendo tutta nuda. Federico si trova il suo bellissimo e tonico culo praticamente davanti alla faccia. Appena Silvia si risiede accanto a lui, non può fare a meno di sbirciare con la vista laterale le sue stupende tette, la pelle lucida del sudore che le cola nel solco tra i due seni, fino alla pancia, sotto la quale il pelo pubico nero ed invitante fa capolino tra le sue gambe. Il cazzo di Federico ormai è d’acciaio, inutile dirlo. Tenere ancora addosso l’asciugamano è diventato quasi un paradosso, è come una bandiera sollevata sopra la sua pancia. Il suo membro è talmente dritto che continuare a tenere l’asciugamano sembra superfluo. Federico decide di prendere il coraggio a due mani. “Silvia scusa, ti dispiace se anch’io.. sai vista la situazione.. l’asciugamano ormai mi sembra perfettamente inutile..” e nel dirlo allude con lo sguardo al suo pacco enorme. Silvia per la prima volta rivolge il suo sguardo direttamente e sfacciatamente lì, osservando per benino. “Mi sa che hai ragione Federico, guarda che roba.. certo che sei proprio un porcellino però..”. Federico accusa il colpo, vergognandosi di farsi vedere in quello stato. “Mi dispiace” le dice provando a scusarsi “so che sembrerò un maiale, ma.. il fatto è che sei bellissima e.. insomma, certo che se almeno non ti mettevi nuda..”. “Ah, quindi sarebbe tutta colpa mia, è questo che mi vuoi dire?”. Federico è sempre più in difficoltà “ma no.. non volevo darti nessuna colpa, è che.. come maschio non posso controllare certe reazioni… uff”. Silvia si lascia andare ad una risatina leggera per smorzare un pò la tensione fra loro due “Ah ah ah… stavo scherzando dai, guardati.. sei tutto rosso. Ti ringrazio del complimento, comunque. Bè.. coraggio, vediamo cos’hai lì, a questo punto sono anche un po’ curiosa…” gli dice Silvia sorridendo maliziosa, da vera sporcacciona qual è.
Federico è ancora più ingrifato dalla sfrontatezza di Silvia. Allenta l’asciugamano, quel tanto che basta, e subito il suo cazzo eretto svetta imperioso all’aria. “Ah!” Silvia lancia un gridolino di sorpresa. In realtà non è stupita, ormai è abituata a cazzi di ogni genere, ma sa anche che questo genere di apprezzamenti piacciono all’autostima dei maschietti e li eccitano ancora di più. Fissa il membro di Federico con intenzione, sapendo che lui la sta osservando. Federico non può credere di trovarsi in questa bellissima situazione. E’ da solo con quella strafiga di Silvia tutta nuda, mentre lei gli guarda l’uccello mostrandosi interessata. “Di un po’ Federico, questa cosa di mostrarlo alle colleghe di tua madre, è una cosa che fai abitualmente?” scherza Silvia con lui per provare a smorzare una tensione tra loro due che ora, inevitabilmente, si è creata. Anche perché ormai, diciamocelo, ormai le è venuta una voglia.. La sua battuta ha il potere di strappare un sorriso a Federico, che è diviso tra l’imbarazzo e l’eccitazione. “No Silvia, l’ho fatto solo con te, giuro”. “non so se prenderlo come un complimento oppure se dovrei essere arrabbiata, porcellino che non sei altro. Forse dovrei dirlo a tua madre.” Federico fa la faccia spaventata “no ti prego! Scusami, ma se ti do fastidio mi copro subito e me ne vado, basta che lo dici!” ”Ah ah ah ti sto prendendo in giro di nuovo.. scemo. E poi dove vorresti andare in questo stato? I vestiti non li hai lasciati in camera?” “Oh porc.. è vero” Federico se ne rende conto improvvisamente, non può andare da nessuna parte. Ed il suo amichetto non si abbasserà mai, almeno finchè Silvia rimarrà lì con lui. “Ora che mi ci fai pensare, in effetti ho un problema” dice serio “avevamo appuntamento con mia madre tra non molto, dovevamo fare un giro per il paese insieme. Tra poco dovrei tornare in camera a prepararmi ma.. come faccio? Vado in giro per le scale a cazzo duro?” gli scappa detto. La frase strappa a Silvia una risata. “ in effetti mi sa che sei ne guai.. non vedo grosse possibilità di miglioramento a breve. Forse succederebbe se io andassi via ma.. vorrei godermi la sauna ancora un po’ e non mi caccerai via” dice dispettosa. Federico non sa cosa dire. E’ evidente che dovrà farsi coraggio ed uscire in quello stato, sperando di non incontrare nessuno tra scale e corridoi. Ma Silvia, ormai intrigata dalla situazione, ha in mente altri progetti. Ed è consapevole di avere la situazione in pugno, proprio come quel giorno peccaminoso in ufficio, alcuni mesi prima (vedi l’episodio n.9).
“A meno che..”. A meno che? Cosa avrà in mente Silvia? Può essere che? No, non può essere. Federico non parla, aspetta solo col fiato sospeso che Silvia concluda la frase. “A meno che tu non lasci che io ti dia una mano.. perché a te andrebbe, non è vero porcellino?” Federico, rosso in faccia, annuisce senza avere la forza di parlare. Ha capito bene? O è la sua immaginazione che gli sta facendo interpretare la situazione nella maniera sbagliata? Ma ecco che Silvia gli si siede ancora più vicino, fino a toccarlo. I loro corpi sudati sono ora a contatto. Il calore del corpo nudo di Silvia fa eccitare ancora di più Federico. Silvia ha lo sguardo fisso sul cazzo duro e pulsante del ragazzo. Lo avvolge con la sua mano. Al contatto, Federico non può fare a meno di lasciarsi sfuggire un gemito. La mano di Silvia è così calda.. oh.. dio… Silvia, a sua volta, nel sentire il pene di Federico, così caldo, duro e pulsante, nella sua mano, si eccita, sente il calore nel suo ventre e sul suo viso. Il suo respiro diventa subito affannoso. Inizia a muovere su e giù, segando il povero Federico che si abbandona inerme al piacere. Il suo cazzo è sudato e scivola nella mano di Silvia. Dopo un attimo, le prime gocce abbondanti di liquido pre-spermatico fuoriescono bagnando tutta la cappella. Silvia quando lo tocca e si bagna le dita, lo sparge con l’indice ed il pollice e poi con il palmo della mano lo passa lungo tutta l’asta, lubrificando ancora di più il movimento. “ciaf.. ciaf..ciaf..ciaf” il movimento ritmico della mano di Silvia, bagnata dagli umori di Federico, produce il suono del peccato che riempie il piccolo locale, diventato un’alcova di piacere. Silvia, eccitata da morire, è paonazza in faccia, ansima guardando il viso di Federico, che è sfigurato dal godimento. Gli sussurra frasi oscene all’orecchio, vuole farlo eccitare fino alla morte, vuole che diventi il più duro possibile per lei, vuole che per lei esploda nella sborrata più copiosa che si sia mai vista. “Mmmh.. oh Federico.. come sei duro. Dovrò raccontare a tua madre che sei diventato così duro per me? Come potrò dirgli che, mentre me ne stavo seduta tranquilla in sauna, sei arrivato tu mettendomi il tuo cazzo così duro in mano, per farmelo sentire tutto?”. Le frasi ad effetto di Silvia fanno eccitare sempre di più Federico, l’intento è proprio quello, ma anche Silvia, che ora si sta auto-stimolando anche con le dita, ansima sempre più forte. “Federico.. oh.. ma è sempre più duro.. porcellino che sei..” Non resiste più, prende la mano più vicina di Federico e se la porta fra le gambe. Federico la sente caldissima, bagnata e vogliosa. “Per favore, infilale dentro..” lo supplica Silvia travolta dal piacere. Seppur inesperto, Federico esegue infilando due dita. Un calore intenso avvolge la sua mano. Silvia è fradicia, e Federico sente la mano bagnarsi. Sudano entrambi copiosamente, nella sauna diventata ancora più bollente. Silvia sa che il povero Federico resisterà ancora molto poco. Si alza dalla panca e si inginocchia davanti a lui. Deve fare presto. Ha l’acquolina in bocca, sa cosa vuole fare prima che lui esploda dandole tutto il suo seme. Si china, pronta ad accogliere in bocca quell’oggetto prezioso per il suo piacere. Lecca con golosità gli umori che fuoriescono dalla cappella tutta bagnata, e poi se lo infila tutto in bocca, gemendo mentre lo pompa con ardore. Nel frattempo riprende a masturbarsi con le proprie dita. Federico sta impazzendo, paonazzo in volto. Pochi secondi, in cui Silvia può gustarsi il suo cazzo, ma per Federico è già troppo, povero ragazzo. Come si può pretendere che resista? Ma infatti col cazzo che resiste. Si irrigidisce, inarca la schiena. Con voce strozzata, cerca di parlare, di avvisarla: “attenta.. io.. sborro!” Silvia, al culmine della sua eccitazione sessuale, lo supplica “Oh si Federico.. vieni vieni vieni dai.. schizza per me!”. Le schizzate di Federico partono inevitabili, si infrangono sulla faccia di Silvia e sulla sua lingua protesa per raccoglierne il più possibile, lo sperma poi scola sul suo seno e sulle sue gambe. Impossibile prenderlo direttamente in bocca, la forza dei getti le farebbe venire dei conati di vomito. Federico geme a lungo, poi, dopo averla annaffiata su tutto il viso con una forza sorprendente, finalmente si placa, esausto ed intontito. Silvia, tutta imbrattata di sperma, sudata, con in bocca il sapore che le piace tanto, con il calore della sborra di Federico su di lei, si sta ancora masturbando e viene anche lei, con un grido finale di piacere.
Piano piano, entrambi si riprendono. Esausti, si guardano, uno di fronte all’altra, sorridendosi. Federico guarda Silvia stravolto, con una immensa gratitudine, una gratitudine che sarà eterna. Sente che la ama. Sa bene che tra loro non potrà mai esserci niente, lui è troppo giovane, lei una donna stupenda molto più grande di lui, ma anche se da lontano, anche se non potrà rivederla mai più, la porterà nel suo cuore per sempre. Silvia.. da ora in poi per lui questo nome sarà sempre quello di una dea del piacere da venerare. Un essere mitologico metà donna e metà peccato. L’incarnazione del sesso e del piacere più sfrenato.
Anche Silvia guarda negli occhi Federico, è ancora inginocchiata davanti a lui. Lei è la visione più sensuale del mondo, lucida di sudore e tutta coperta di sborra.. anche i capelli sono pieni di schizzi. La raccoglie dal petto con le dita, portandosele alla bocca. Si lecca la sborra dalle dita mentre fissa Federico con voluttà. Federico osserva lo spettacolo affascinato, rapito. Che creatura meravigliosa.
Un sorriso divertito si disegna sul volto di Silvia. Guarda il ragazzo, poi al solito le scappa una delle sue battute “Federico.. secondo me, è meglio se non diciamo niente a tua madre”.
Federico la guarda per un attimo, poi.. “aaah ah ah aha ah ah ah..” esplode in una risata genuina ed incontrollata. Silvia è subito contagiata, e scoppia a ridere anche lei. Ridono insieme, felici ed appagati, due giovani che si sono appena goduti insieme la vita, che hanno offerto i loro corpi l’una all’altro per il piacere reciproco. Ridono fra di loro, mentre la vita stessa sorride a Silvia e Federico.





Ciao, il racconto intero lo puoi trovare gratuitamente sul mio profilo substack: https://substack.com/@lirio642235
Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti