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New York 1985.
Piove a dirotto quando un taxi si ferma davanti a uno stabile e il portiere aiuta una ragazza a salirci sopra, coprendola con un ombrello affinchè non si bagni.
Il tassista apre lo sportello in modo da facilitare l’accesso alla donna.
Lei è Martha Siller, una bravissima conduttrice radiofonica non vedente, ecco il perché di tante attenzioni da parte dei due uomini. Ha appena finito la diretta.
L’uomo, un ragazzo sui 30 anni comincia a guidare verso la casa della donna.
New York. quando piove di sera è magica e quel profumo di pioggia rende tutto speciale, Martha quasi riesce a distinguere i grattacieli disegnati dall’acqua copiosa che gli batte addosso.
La donna si lascia trasportare e sente di avere una gran voglia di provare piacere, al punto di strofinarela mano sui pantaloni di lino, all’altezza del pube, massaggiando molto lentamente, in modo meccanico, quasi senza accorgersene.
Il tassista si accorge della donna e per togliersi dall’imbarazzo comincia a parlare, rovinando quell’atmosfera particolare. Dice che ascolta sempre il suo programma, che lei è molto brava, sarcastica e sensuale allo stesso tempo ma che non avrebbe mai immaginato fosse cieca.
Martha ripresasi dal momento di eccitazione ricambia la conversazione col ragazzo, raccontando un po’ di sé: è cieca in seguito a un incidente d’auto avvenuto tre anni prima e da allora la sua vita è cambiata, amici, lavoro e persino il marito che l’ha lasciata, le promesse davanti a Dio son venute meno.
Antonio, così si chiama il tassista, continua a riempirla di complimenti, facendole notare che è riuscita a emergere con una conduzione frizzante e che spesso tratta temi legati al sesso, senza tabù; Martha è contenta, fa piacere quando qualcuno riconosce quello che fai, dove hai messo il cuore.
Arrivati. Martha fruga nella borsa ma non trova il portafoglio; cavolo, mi sa che l’ho lasciato in radio esclama, è mortificata; il ragazzo dice che non fa niente che l’avrebbe pagato la prossima volta, ma lei insistette invitandolo su da lei, qualche dollaro da parte dovrebbe averlo.
Lui le apre la portiera, la accompagna al portone e siccome l’ombrello è piccolo, si dovettero stringere per ripararsi, sensazione gradevole.
Martha vive al secondo piano di un palazzo non molto grande, appartamentino molto piccolo ma ben curato, sua sorella Barbara è un architetto molto bravo e la aiuta per mote cose.
Antonio resta fermo sulla soglia, non osa fare nulla, non è casa sua nonostante la ragazza non ci veda.
Scruta l’ambiente notando quadri che richiamano scene del kamasutra che ritraggono la donna che intuendo lui le abbia viste lo precede dicendo si tratta di lei, quando stava bene, quando girò quelle foto per un fotografo moto bravo, che poi divenne suo marito e scherzando rincarò la dose dicendo, “il resto lo immaginerai da te, il sesso mi piaceva e mi piace molto”.
Antonio, ormai turbato, chiede sempre educatamente, come facesse adesso che era cieca; Martha sorridendo dsse che spesso si arrangia da se masturbandosi, qualche volta scopicchia con amici del centro per non vedenti e qualche volta viene aiutata dalla sorella.
Da tua sorella? Ribattè Antonio.
Raccontò di come si baciano, delle mani che cercano i seni dell’altra e di come si provochino piacere cercando il clitoride ora con la lingua e ora con le mani. “Oh, ma scusami Antonio, forse ti sto annoiando, perdonami”.
Il tassista, è visibilmente eccitato, la voce quasi balbetta nel rispondere.
Martha ha trovato i soldi e avvicinandosi a lui per darglieli lo urta sentendolo eccitato, duro.
Un solo attimo, respiri che diventano più affannosi, pensieri che volano leggeri e le braccia di Antonio che in un secondo stringono la donna che rimane ferma, quasi sotto shock.
Lui le bacia il collo, è come pazzo di desiderio e poi prende le mani di lei facendo cadere i soldi e le poggia sul suo viso. Silenziosamente lei lo tasta, la pelle rugosa dalla barba da fare, sorride e vorrebbe piangere, che calda emozione.
Tenendola per mano la fa sedere sul letto, le sbottona la camicetta scoprendo il seno….biancissimo, non c’è reggiseno, trovando due collinette piccole e sode, capezzoli duri.
Lo bacia, che sapore delizioso e che profumo di pulito ha quella donna, non altissima e con i capelli bruno tendente al biondo a caschetto, qugli occhi ora spenti, di un verde intenso che ricorda la primavera.
Martha lo lascia fare, i suoi occhi non vedono ma la sua anima sì.
Si spogliano, lentamente, uno toglie i vestiti dell’altra scoprendo doni sensuali, deliziosi. Ora è la donna che vuole far godere il suo uomo. Comincia a masturbarlo, quasi come fosse una ragazzina, con una forza tale da far sobbalzare il ragazzo per il forte piacere, rantoli di piacere invadono la stanza.
La donna è abile e acquista sicurezza col passare dei minuti, portando l’uomo vicino al piacere estremo e rallentando poco prima che esploda, solo qualche goccia per assaggiarlo. Va avanti così per un bel po’, ora quello è il suo bastone da passeggio, potente, suo, lo sente e la fa bagnare al punto che anche lei gode per quello che stà facendo.
Lui è esausto di quel gioco e prende la donna di forza, la gira e la trascina a sé. E’eccitatissimo.
Avvolge le braccia attorno al seno di Martha e col basso ventre gioca con quello della donna ormai sua schiava. Il membro si struscia sull’intimità di lei, scivolando egregiamente, è bagnata all’inverosimile.
Impazziscono assieme, Antonio bacia ancora il collo della donna, la sua pelle bianca e con la mano le stringe il seno fino a farla impazzire.
A poco a poco è dentro di lei, caldissima, spinge sentendo gli umori della donna che colano sul pene dell’uomo; ora, con la mano rimasta libera Antonio cerca il clitoride della donna, dandole un maggior piacere, facendola piangere per quanto gode.
Martha chiede al ragazzo di avvisarla quando sarebbe arrivato, la risposta non tardò ad arrivare, vedendo i due amanti venire assieme, abbondantemente dentro la donna che avvertì il caldo seme invaderle l’utero.
Rimangono abbracciati, in silenzio finchè il sonno non rapisce entrambi.
Al mattino dopo Antonio, svegliandosi, si accorge di essere solo, ma sul tavolo ci sono dei soldi e un registratore con un nastro; “ ben svegliato, son dovuta andare al centro per non vedenti, serviti pure per la colazione. I soldi sono per la corsa non pagata ieri e grazie per stanotte, per avermi amata….ciao Antonio”.
L’uomo fece colazione con un caffè e del pane e marmellata, prese i soldi, solo una banconota su cui scrisse il suo numero di telefono e chiamami riponendola sul tavolo. Ciao Martha.
Andò via, via lei , via lui, ma nella stanza , in tutta la casa è rimasto un dolce sapore di amore.

Autore Pubblicato il: 1 Luglio 2021Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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