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Un giorno di ordinaria follia [cit.]

By 12 Maggio 2026No Comments

Sandra è veramente una bella donna. 31 anni, alta, magra, capelli nerissimi, con un fisico da modella alto e longilineo. Porta un paio di occhiali con una montatura metallica leggera. Si presenta sempre vestita con un’eleganza inappuntabile ma allo stesso tempo molto sensuale.
Che cosa fa nella vita Sandra? Dopo essersi laureata in psicologia, ha conseguito un master in Sessuologia ed Educazione Sessuale. Ora, suo malgrado, fa la professoressa in un istituto superiore, avendo vinto una cattedra con un concorso. Non era proprio quello a cui ambiva, ed ha fatto anche altri concorsi entrando in graduatoria, ma ci sarà da aspettare. Preferirebbe tenere dei corsi seri per qualche istituto privato, con una clientela scelta, invece di dover avere a che fare con dei ragazzi che non sono minimamente interessati a prendere la materia seriamente. Ma in qualche modo deve pur cominciare, essere indipendente e guadagnarsi un suo stipendio, non può gravare ancora sulle finanze dei suoi genitori e questo è ciò che per il momento passa il convento. Anche se si tratta in effetti di un compito abbastanza ingrato, non è per niente facile trattare una materia del genere con dei turbolenti ragazzi delle superiori. Oggi, per esempio, sta spiegando in una classe del quinto anno.
In questa classe ci sono 25 alunni, tutti tra i 18 ed i 19 anni, e per fortuna che sono quasi tutte ragazze. Ci sono solo 3 maschi, ma tra questi purtroppo uno in particolare, Alessandro, rompe davvero le palle. E’ un bulletto insopportabile che fa sempre battutine cretine, disturbando la lezione. Stamattina Alessandro è più fastidioso del solito e Sandra è particolarmente irritata. In seguito, quando ripenserà agli eventi di quella disastrosa giornata, non saprà spiegarsi nemmeno lei cosa le è preso quando, ad un certo punto, ha deciso di rovinarsi la vita.
Fatto sta che mentre sta spiegando, ad un certo punto Sandra prende e lo chiama senza preavviso con tono autoritario: “Alessandro, vieni qui davanti alla lavagna, per favore.” Alessandro, che stava facendo casino come al solito, ammutolisce. Poi si alza con indolenza, l’aria scocciata. “Mi aiuterai a spiegare una cosa. Oggi ho intenzione di spiegare come è fatto l’organo sessuale maschile, e mi serviva proprio un volontario”.
Alessandro, che di solito ha sempre la battuta pronta, stavolta rimane senza parole. Arrossisce mentre avanza verso la lavagna “Professoressa… ma io…” balbetta mentre tra gli altri alunni parte qualche risata.
Sandra, ancora irritata, lo afferra per un braccio con decisione. “Niente ma, Alessandro. Fai come ti dico altrimenti oggi giuro che ti mando dal preside”. Poi con decisione, allunga una mano e gli apre la cerniera dei pantaloni, mentre lui, sorpreso, cerca istintivamente di ritrarsi. “E stai fermo!”
Le ragazze presenti in classe si mettono a sghignazzare, poi rimangono scioccate per quello che accade. Sandra sembra in preda ad un raptus, tira fuori dalle mutande senza esitazione il membro di Alessandro mentre lui è paonazzo dalla vergogna. “Ecco ragazze, osservate bene come appare flaccido all’inizio… certo Alessandro che ce l’hai proprio piccolino eh? Che delusione! Ma guardate però ora come reagisce al semplice tocco”. Detto questo, inizia a massaggiarlo con sensuali movimenti lenti ma decisi, mentre tutta la classe osserva ridacchiando. Dio, la prof è impazzita… ma non sarà il caso di chiamare qualcuno?
Alessandro sussulta quando sente le dita di lei afferrarlo proprio lì “Ma p-professoressa… per favore…” il suo respiro diventa affannoso mentre il sangue affluisce rapidamente, rendendo evidente la sua crescente eccitazione, nonostante l’imbarazzo che sta provando in quel momento. “Alessandro, se non stai fermo e mi rovini la lezione giuro che te la faccio pagare!”
“Vedete ragazze? La reazione è quasi immediata,” commenta subito dopo con tono didattico Sandra, mentre il pene di Alessandro si gonfia inesorabilmente sotto lo stimolo delle sue dita esperte. “Notate come il prepuzio si ritrae da solo quando l’erezione è completa – questa è una cosa perfettamente normale.” Ora con un pollice sfiora la punta lucida di liquido pre-sperma, raccogliendone una goccia tra le dita per mostrarla alla classe. “Questo liquido lubrificante che vedete viene prodotto dalle ghiandole di Cowper, ed è completamente naturale.” Sandra poi si lecca il pollice bagnato di pre-sperma. “Mmmh, e ragazze vi assicuro che è anche gradevole da assaggiare”. Le ragazze in classe sghignazzano ancora. Niente, la prof è completamente partita. Certo però che è divertente vedere quello stronzo di Alessandro in difficoltà.
Bisogna ammettere che se l’obiettivo di Sandra era di ottenere la massima attenzione della classe, ci è pienamente riuscita. Le ragazze, pur allibite per ciò che sta accadendo, sono infatti tutte attentissime, alcune rosse per l’imbarazzo ma troppo curiose per distogliere lo sguardo da quel bel cazzo che si sta rizzando. Alessandro freme visibilmente sotto la stimolazione capace della bella professoressa, ed il silenzio è rotto solo dai respiri affannosi del ragazzo e dai sussurri delle compagne. Il pre-sperma fuoriesce copioso dalla cappella, bagnando la mano di Sandra e addirittura colando in un lungo filamento luccicante verso il pavimento. Il sole che filtra dalle finestre illumina la scena come se fosse un palcoscenico, mentre il membro di Alessandro pulsa tra le dita affusolate della prof, sempre più rigido e lucido.
Sandra, che ora ha un sorriso compiaciuto disegnato sulla faccia, parla ancora “Ora vi mostrerò la tecnica per stimolare il punto più sensibile”. Scivola abilmente il pollice sotto il frenulo, massaggiando quella zona con movimenti circolari mentre Alessandro ansima più forte. “Sentite come il respiro cambia? Questo è il segnale che sta per raggiungere l’orgasmo – ragazze, tra poco vi mostrerò infatti il fenomeno dell’eiaculazione!”. Ora abbassa leggermente la voce, sussurrando all’orecchio del malcapitato bulletto “Alessandro, cerca per favore di resistere ancora un poco…”. Poi con un gesto teatrale prende dai suoi capelli la mollettina che li reggeva, e la posiziona delicatamente alla base del pene. “Ah!” fa il povero Alessandro. “Questo ti aiuterà a ritardare momentaneamente l’orgasmo…”
Sandra inclina la testa mentre continua a descrivere la reazione fisiologica di Alessandro con un tono accademico, come se quello che sta facendo sia normale mentre invece è assolutamente pazzesco. “Notate come i muscoli addominali si contraggono prima del climax – è un riflesso involontario che precede di pochi secondi l’eiaculazione.” Le sue dita continuano a lavorare con precisione chirurgica sul cazzo mentre Alessandro geme a denti stretti.
Poco dopo, Sandra con un movimento improvviso toglie la molletta, mentre accelera il movimento su e giù della mano sull’ormai durissimo cazzo di Alessandro. Mentre con la mano destra continua a segarlo velocemente, porta il palmo della sinistra davanti al prepuzio. “Dio.. professoressa.. io” esala Alessandro che poveraccio ormai non può più contenersi. “Ora, ci siamo, osservate bene!”. Dal cazzo di Alessandro, parte un primo schizzo così potente che si infrange sul mento e sul décolleté della camicetta aperta di Sandra. Prontamente, la prof dirige la cappella del cazzo verso il basso per raccogliere gli schizzi successivi sul palmo della sua mano sinistra. La pioggia dura pochi secondi, e Sandra si eccita nel sentire il calore della sborra sulla sua pelle “Mmmh… vedete ragazze? La consistenza è cremosa all’inizio, ma se aspettate un po’ poi diventa più acquosa…io però vi suggerisco di non farla mai raffreddare.” Si pulisce il mento con un dito e assaggia con espressione soddisfatta. Poi, tra i gridolini di sorpresa di alcune ragazze, si china sul membro di Alessandro per ripulirlo per bene da ogni residuo di sborra.
L’aula è in un silenzio carico di tensione, interrotto solo dai rantoli di Alessandro che trema ancora per l’orgasmo e dal rumore umido delle labbra di Sandra che succhiano voracemente le ultime gocce dalla sua cappella. Le alunne hanno gli occhi sgranati, alcune si mordono il labbro inferiore senza rendersene conto, altre si scambiano sguardi complici. L’odore muschiato del sesso si mescola al profumo di lavanda della professoressa, creando un’atmosfera elettrica.
Sandra si lecca le labbra con aria soddisfatta mentre guarda la ragazza seduta davanti a lei al primo banco “Domani vorrei che mi aiutassi tu, Martina. Ma prima…” si avvicina alla ragazza, passandole un dito bagnato di sperma sul labbro. “Perché non ci dici cosa ne pensi? È diverso da come te l’aspettavi?” la fissa negli occhi mentre Martina, tutta rossa in faccia, sente per la prima volta il sapore salato sulle labbra.
“È… in realtà è meno forte di quanto pensassi…” mormora Martina, che nonostante tutto si è eccitata, mentre alcune compagne ridacchiano nervosamente. “Professoressa… ma domani… dovrò farlo io?” la voce le trema leggermente mentre le sue dita giocano nervosamente con il bordo del quaderno.
Sandra: “Si Martina, domani con il tuo aiuto vorrei farvi vedere come praticare sesso orale ai vostri maschietti. E’ un aspetto molto importante”. Le ragazze ridono e lanciano gridolini di stupore. Martina sembra preoccupata. “Non devi preoccuparti Martina, ti guiderò io. Stai tranquilla perché ti assicuro che sarà una cosa molto piacevole, vedrai. Il sesso infatti dev’essere prima di tutto piacere, ma per esserlo bisogna imparare a farlo per bene.”
Sandra ora è più rilassata, aah… aver umiliato quel coglione di Alessandro davanti a tutti l’ha fatta stare proprio bene… “ora ragazze, faccio il giro tra i banchi. Se qualcun’altra di voi vuole sentire com’è il sapore della sborra, può raccoglierne un po’ col dito dal palmo della mia mano ed assaggiare. Naturalmente i maschietti sono esentati…” Altre risate si levano dai banchi. “Accidenti Alessandro, ma come devo fare con te? Mi hai schizzato di sperma tutta la camicetta, guarda che roba è piena…”
Mentre Sandra si muove tra i banchi con passo sensuale, l’odore pungente dello sperma permane nell’aula. Le ragazze più timide abbassano lo sguardo imbarazzate, ma ce ne sono alcune più curiose che alla fine tendono le mani per raccogliere con il dito una goccia lucida dal suo palmo ancora umido.
Sandra: “Alessandro, anche domani ci serve la tua sborra, quindi per cortesia vedi di non farti le seghe stasera, magari quando ripenserai a quello che ti ho fatto oggi. Credi di farcela? Ti avverto che se domani vedo uscire solo poche gocce, ti metto 3.” Le ragazze ridono guardando Alessandro che, rosso in faccia, sta ancora lì con il cazzo di fuori. “Si può sapere che ci fai ancora in piedi? Vai a posto. Lo rimetterai dentro prima o poi o hai intenzione di restare col pisello di fuori tutto il resto della mattinata?” lo incalza Sandra senza pietà. E giù ancora risate.
Alessandro è umiliato, afferra il cazzo ancora semiduro e si affretta a reinfilarselo dentro i pantaloni, farfugliando un “Oh… mi… mi scusi…” mentre torna al suo banco con la coda tra le gambe.
Sandra torna a sedersi alla cattedra, allegra, mentre prende dalla borsa il pacchetto dei fazzolettini. L’ora è ormai quasi finita, e prima di uscire dall’aula sarà meglio cercare di pulire come può le macchie di sborra sulla camicetta… “. Bene ragazzi, ci vediamo domani per la lezione sul sesso orale. Mi raccomando non mancate!”
Ma non ci fu mai più nessun’altra lezione. Già il giorno dopo infatti Sandra venne sospesa dalla direttrice della sua scuola. Lo scandalo uscì, inevitabile, su tutti i giornali. Gli vennero concessi solo due giorni di beneficio del dubbio, ma a Sandra non venne mai concessa una reale opportunità di difendersi prima di essere licenziata e cacciata dalla scuola. Fu costretta a cambiare città, e non poté mai più insegnare. Iniziò a sbarcare il lunario facendo la commessa in un negozio di abbigliamento. Ma perse anche quel lavoro quando fu beccata a fare un pompino ad un cliente dentro al camerino dove si provavano i vestiti.
Ma alla fine Sandra si riprese con gli interessi tutto ciò che la vita gli aveva tolto: iniziò a guadagnare, e bene, quando intraprese con successo la carriera di escort. In poco tempo, guadagnò cifre favolose diventando la più richiesta sul mercato. Le sue abilità, nell’ambiente, diventarono addirittura leggendarie.
Alessandro invece non tornò mai più quello di prima. I genitori tentarono di tutto, mandandolo in terapia da diversi psicologi, ma fu del tutto inutile. Si chiuse sempre più in sé stesso, rimanendo di fatto privo di amici. Ma soprattutto, non riuscì in pratica ad avere mai una relazione con una donna. Da quel giorno a scuola infatti era e restò irrimediabilmente impotente. Un blocco psicologico di un qualche tipo, sentenziarono i vari santoni che l’ebbero in cura. Blocco che però nessuno di loro riuscì mai a fargli superare.
Infine Martina: dopo aver finito le superiori, frequentò l’università, ma senza ottenere voti particolarmente brillanti. Tuttavia c’era una cosa in cui Martina era in cima a tutte le classifiche dell’ateneo. I professori ed i compagni di corso che avevano avuto la fortuna di sperimentarlo (ed erano parecchi) erano tutti unanimemente d’accordo su questo: la sua grande abilità nel fare pompini meritava indiscutibilmente un bel 30 con lode. E fu proprio questo talento speciale ad aprire in seguito a Martina tutte le porte per una brillante carriera di successo, molto più di quello che avrebbe potuto fare una semplice laurea.
FINE

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