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Cominciai a massaggiarle i piedi. Sapevo, per consolidata esperienza, che i piedi erano quelli che l’avrebbero accompagnata in un profondo sonno. Quello faceva parte del mio piano. Iniziai il massaggio e piano piano salii sui polpacci, lisciando e carezzando quelle gambe adorate.

Così lentamente, arrivai alle cosce, mentre Fiorella era ancora prona. Testai il suo sonno, provando a sfilarle gli slip, che erano inutili. Dormiva profondamente. Gettato l’indumento inutile, proseguii il mio massaggio sul maestoso culo di mia moglie. Una meraviglia che mi accoglieva, mi ripagava di tante attese, mi confortava quando, con la lingua, cercavo nelle pieghe dei suoi buchini, il guizzo del piacere che coglieva Fiorella quando era rilassata. Massaggiai lungamente, poi terminai sulla schiena con un movimento lento e sapiente. Aggiunsi olio, per facilitare il movimento e provai un grande piacere mentre, a cavallo del suo sedere, strofinavo il mio sesso nella piega tra le chiappe. Non volevo penetrarla, l’avrei svegliata. Quel corpo, quella notte, sarebbe stato l’esca che avevo gettato a Jamie per fargli superare ogni possibile fantasia.

Verso la una di notte udii un rumore dal piano di sotto. Era la porta di ingresso che era stata aperta ed ora i ragazzi erano in casa. Sentii distintamente Samuele che diceva: “Vai su, usa il bagno di sopra. Io uso questo. Ci vediamo più tardi qui, in salotto.”

Evidentemente avevano bevuto parecchio ed avevano necessità di svuotarsi.

Sentii Jamie salire le scale. Con un gesto studiato, apersi leggermente le gambe di Fiorella mettendo in luce il bocciolo tra le gambe. La luce del comodino era accesa alla massima potenza e in un balzo voltai il fascio verso il corpo di mia moglie perché fosse più facilmente visibile.

Mi acquattai sulla parete a lato del letto, dove non potevo essere visto, mentre sentivo Jamie che saliva gli ultimi gradini.

Dalla fessura della porta, vidi che il ragazzo passava, poi si fermava. Jamie non poteva vedermi, forse immaginava che io fossi uscito, perché mia moglie era distesa su tutto il letto, e con le gambe appena aperte, non lasciava nulla all’immaginazione. Sentii che il ragazzo sospirava, vidi una mano che raggiungeva la patta dei pantaloni e massaggiava energicamente ciò che vi stava nascosto. Un rumore di zip e il suo prepotente sesso uscì all’aria, lasciandosi accarezzare da una mano.

“Cosa fai?” Chiese Samuele dal piano terreno.

In un attimo, Il ragazzo richiuse i pantaloni intrappolando il suo durissimo arnese. Si avvicinò alle scale e disse velocemente “Sto cercando l’interruttore”. Samuele rispose “Sulla destra!” e la luce si accese nel corridoio.

Quando fui certo che Jamie fosse in bagno, mi avvicinai al letto ed allargai ulteriormente le gambe di Fiorella. Era uno spettacolo al quale nessun uomo avrebbe potuto resistere.

Dopo quasi dieci minuti, la porta del bagno fu aperta, e Jamie ne uscì camminando molto lentamente. Ancora una volta, dal mio nascondiglio, lo vidi avvicinarsi alla porta della nostra camera e fermarsi a guardare. Poi, sentendo rumori provenienti dal piano terreno, spense le luci e scese le scale.

Tornai al letto. Fiorella dormiva, ma temevo che in quella posizione potesse prendere freddo. La coprii con una leggera coperta e lei, senza accorgersene, si voltò presentandomi il corpo in posizione supina. I suoi magnifici seni erano ormai a portata delle mie mani, che avevo unto con l’olio da massaggio e si apprestavano ad accarezzarla dove ancora non erano passate.

Ripresi dai piedi, salendo più velocemente alle ginocchia, alle cosce e soffermandomi sul dolce triangolo del piacere. Le gambe ancora serrate, le massaggiavo la pancia, il pube mentre un dito scivolava sulle grandi labbra. Il tocco fu sufficiente perché nel sonno Fiorella cercasse un godimento maggiore. Si aprì come un fiore, regalandomi la visione stupenda del suo sesso rosa ed umido che mostrava già di aver gradito il mio massaggio. Le mie dita scivolarono ancora sulle grandi labbra, raggiunsero il clitoride e lo massaggiarono leggermente, lentamente, causando un rigonfiamento che ne attestava il piacere raggiunto. Tra le gambe, l’umore che Fiorella aveva prodotto, scivolava sotto forma di un piccolo rivolo, raggiungendo il lenzuolo.

Ancora una volta volli fermarmi, per non provocare l’orgasmo che sicuramente avrebbe svegliato la mia donna. Massaggiai lentamente la pancia, poi salii verso i seni che – grandi e caldi – erano sovrastati da due dure ciliegie rosso cupo, adagiate su un’aureola larga ed invitante.

Sentii ancora dei rumori provenire dal piano inferiore.

“Samu? Oh Samuele! Sei sveglio?” Sentii Jamie chiedere a mio figlio. Nessuna risposta.

“Oh, ma dormi?” Chiese ancora. Un grugnito fu tutto ciò che Samuele era stato capace di emettere.

“Io vado di sopra, dormo in camera che sto più comodo!” Disse Jamie più a sé stesso che al suo interlocutore che era troppo annebbiato dai fumi dell’alcool.

Cercai con lo sguardo un posto dove nascondermi e poter guardare ciò che stava per accadere.

Ebbi fortuna, perché l’armadio accanto alla finestra era mezzo vuoto. Vi entrai silenziosamente dopo aver scoperto completamente il corpo di Fiorella, ed avere ancora una volta aperto le gambe. Questa volta un po’ di più, per fare assumere al corpo di mia moglie una posizione invitante.

Nell’armadio faceva caldo, immaginai soltanto Jamie che saliva le scale, che si fermava davanti alla porta. Lasciando l’antina dell’armadio leggermente aperta, avevo la perfetta visuale del letto e lo specchio della porta. Non attesi troppo. L’ombra di Jamie si stagliava sulla porta, lo sentii ansimare mentre varcava la soglia con circospezione. Spense le luci del corridoio ed entrò decisamente in camera. Presto si accorse che non c’era nessuno e che lo spettacolo che lo attendeva era solo per lui.

Illuminato dalla lampada del comodino che era ancora orientata sul corpo di mia moglie, vidi lo sguardo del ragazzo. Era trasfigurato dal desiderio di possederla, di toccarla. Fece un altro passo avanti, si inginocchiò ai piedi del letto guardando il corpo spettacolare che giaceva a pochi centimetri dalle sue mani, dalla sua bocca, dal suo sesso.

Restò immobile per qualche minuto, poi si alzò lentamente ed uscì dalla camera. Non riuscivo a capire il motivo di quell’abbandono, ma presto ne compresi la ragione. Jamie era tornato, completamente nudo, con il sesso duro ed eretto. Si avvicinò nuovamente al letto, questa volta sfiorando le coperte con il suo grosso arnese. Il viso di Fiorella, splendidamente addormentato, era rilassato ed a pochi centimetri da quel monumento alla sessualità. La testa, fuori dalla pelle, rossa di piacere, si vedeva pulsare mentre la mano percorreva tutta l’asta in avanti e poi indietro.

Avrei voluto saltare fuori dall’armadio, guidare le sue mani, la sua bocca, il suo uccello. Ma non era tempo, non era ancora il momento giusto perché sarebbe stata una violenza su Fiorella che non aveva scelto di lasciarsi andare. Attesi ancora qualche minuto, mentre Jamie con il viso a pochi centimetri dal corpo di mia moglie, percorreva tutta la pelle annusando e godendo del calore che emanava.

Mi chiedevo se quel massaggio virtuale sarebbe terminato con un vero schizzo, che avrebbe sicuramente colpito il corpo di Fiorella. Il ragazzo fu discreto, si alzò con il viso estasiato e si ritirò in bagno. Poco dopo ne uscì per dare un’ultima occhiata al corpo che tanto aveva desiderato e poi entrò in camera. Lo sentii distendersi sul letto, che cigolava sotto il suo peso.

Uscii dall’armadio e lentamente scesi le scale. Vidi Samuele che si era addormentato pesantemente sul divano del salotto. Feci un po’ di rumore, per far capire a Jamie che ero rientrato e salii le scale. Accesi le luci del corridoio, entrai in camera e finsi sorpresa nel vedere il corpo nudo di Fiorella. La copersi subito e dopo essermi spogliato, entrai in bagno, passando davanti alla camera dove Jamie si era appena ritirato. Ora ero certo che il ragazzo non si sarebbe tirato indietro se Fiorella lo avesse cercato. Bisognava però trovare il modo di facilitare quell’incontro.

Il mattino successivo, Fiorella mi sorprese ancora una volta. Si alzò e, nuda come era, andò in bagno. Questa volta non poteva ignorare che i ragazzi avessero la porta aperta e che probabilmente sarebbe stata vista dall’amico di suo figlio. Passò davanti alla porta, si chiuse in bagno. Fece un bel po’ di rumore e dopo qualche minuto ne uscì, chiudendo la porta con un rumore secco.

Passò con indifferenza davanti alla porta della camera dei ragazzi e guardò dentro. La guardai mentre sorrideva e salutava Jamie che a sua volta la salutò.

“Non ti sei vergognata neanche un po'” Le dissi quando entrò in camera chiudendo la porta.

“No, perché, avrei dovuto vergognarmi?”

“Ma sei nuda!”

“Anche lui è nudo. E con il cosino di fuori!”

“Ah ma allora è un porcellino!” Dissi pensando alla notte appena passata.

“E’ un ragazzo, gli fa bene vedere il corpo di una donna. Così magari gli viene voglia e quando esce va a cercare quella Serena, che fa l’amore con due ragazzi, come mi hai raccontato!”.

Non mi azzardai a raccontargli che quella notte, Jamie aveva passato un bel po’ di tempo in ginocchio davanti al suo corpo nudo, lo aveva guardato, studiato odorato. Temevo che la sua reazione avrebbe potuto provocare un problema per il mio programma.

“Verrà anche Jamie alla festa!” Dissi con indifferenza. La reazione di mia moglie fu uno sguardo incuriosito, come a chiedermi ‘Come mai ti interessa questa cosa? Sei sempre stato indifferente agli amici di Samuele!’ Ma non disse niente.

Nei giorni che seguirono, predisposi ogni cosa per la buona riuscita della festa. Ormai mancava meno di una settimana al venerdì stabilito, e tutto doveva essere organizzato nel migliore dei modi.

Indagai con finta indifferenza sui tipi di rapporti che intercorrevano tra gli amici e le ragazze, ovvero se tra loro c’era intimità, se avevano già avuto rapporti sessuali, per cercare di capire se una presenza dei genitori sarebbe stata vista con fastidio.

Una sera Samuele si presentò con una ragazza, una compagna di scuola. Frequentava lo stesso istituto ma una classe diversa. La guardai con interesse, perché nella mia mente c’erano le ragazze che frequentavo io quando ero studente, e in qualche modo cercavo di paragonarle a lei.

Questa Greta era diversa, parlava apertamente con un tono un po’ sguaiato, usando delle parole che non mi sarei mai sognato di utilizzare. Era un modo di esprimersi volgare, ma casuale. Parlava come i suoi coetanei maschi, senza alcun pudore, almeno apparente. Pensai che alla festa avrei visto delle cose molto piccanti, se tutte le ragazze si fossero comportate come lei, ed i ragazzi avessero fatto altrettanto. Mi informai anche da Samuele se era capitato anche a lui di avere dei rapporti sessuali e, confermando, mi fece capire che c’era arrivato molto vicino anche con Greta. Mancava, anche a lui, l’ultima scintilla. Sembrava che in quel mondo di adolescenti, tutti fossero pronti per il grande salto, ma nessuno aveva ancora provato a lanciarsi.

Un paio di giorni dopo, ascoltai una conversazione al telefono tra mio figlio e un ragazzo. Dalle risposte che Samuele dava, cercavo di capire cosa stesse chiedendo il suo interlocutore. Ad un certo punto mi accorsi che l’oggetto della conversazione era proprio Fiorella. Samuele diceva che per lui non sarebbe stato un problema, che sua madre era sempre stata libera. E se lui avesse voluto provarci non si sarebbe opposto. D’altro canto, aggiungeva, anche mio padre è libero. Sono molto disinibiti, li ho visti molte volte fare l’amore, perché lasciano le porte aperte. Niente di strano, anzi. Direi quasi interessante. Sono innamorati dopo dieci anni, giocano come ragazzini. Ma se capitasse un’avventura all’uno o all’altra, credo che si divertirebbero moltissimo.

Dall’altro capo del telefono, il ragazzo chiese nuovamente conferma. Fu in quel momento che Samuele pronunciò il suo nome. “Jamie, sono fatti tuoi! Se ti piace, corteggiala! Se ci sta, divertiti! Io non ho niente da dire, veramente!” E poco dopo chiuse la telefonata.

Il cerchio si stava chiudendo. Ora si trattava soltanto di far partecipare anche Fiorella alla serata ed avrei inventato il modo di farla ballare con Jamie.

Una sera, a tavola, Samuele si rivolse alla madre, direttamente. “Mà, è vero che ci sarai anche tu alla festa? I miei amici dicono che sei simpatica, vorrebbero che partecipassi!”

“Io? Cosa c’entro? Io faccio parte dei genitori, di quelli che reprimono, che limitano. Come possono pensare che io sarei divertente?”

“Sei ancora una ragazza. E papà è poco più grande di te. I miei amici dicono che siete simpatici, non hanno problemi. Se volete partecipare, saranno tutti contenti.” Concluse il figlio guardandomi.

“Ma sì, ci saremo. Cercheremo di non essere invadenti, magari staremo di sopra e se vorrete scenderemo tra voi.” Dissi convinto.

Autore Pubblicato il: 27 Luglio 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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