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Continua dal capitolo 4

“Ma che cosa stai facendo?? Brutta puttana togli subito quella mano dal cazzo di mio marito!!”.
Laura per un attimo si sentì svenire per la vergogna nel sentirsi gridare contro quelle parole. Non aveva neanche la forza di togliere la mano dal pacco di Antonio, era come immobilizzata, terribilmente imbarazzata ed umiliata per quello a cui era stata costretta.
Sentì l’uomo togliere velocemente le dita dalla sua figa, dopodiché in una frazione di secondo lui si alzò di scatto, spingendole via la mano dalla patta.
“Ma come ti permetti di toccarmi davanti a mia moglie?? Che schifo, amore mio non è come sembra, mi ha toccato e ho cercato di toglierle la mano per cercare di non creare inutili discussioni, ma questa troia me l’ha rimessa subito…”. La versione di Antonio era inverosimile nonché indifendibile, visto che il grosso rigonfiamento in mezzo alle sue gambe lasciava intendere che il tocco di Laura non era stato poi così inopportuno e sgradevole, ma in preda al panico cercava in tutti i modi di difendersi per evitare una scenata da parte della moglie.
Furono allora i ragazzi ad intervenire, impazienti di dare una svolta piccante alla serata: “Vi prego, vi prego non vi agitate, ci dispiace tanto per l’accaduto ma c’è una cosa che non vi abbiamo detto. O meglio, una cosa che abbiamo omesso di proposito perché di fatto ci fa sentire parecchio a disagio…”
Nella stanza non volò una mosca, tutti in attesa di capire meglio la situazione, dopo che era stata creata sapientemente da Nicola la giusta suspence: “Purtroppo nostra zia soffre di un grave disturbo, che la porta spesso a mettersi in queste spiacevoli ed imbarazzanti situazioni. Vedete… Come posso dirvelo… La zia soffre di ninfomania, pensa sempre e solo al sesso e ne ha sempre voglia. È talmente fuori controllo che… scusate…non è semplice da dire…è una cosa che ci imbarazza molto…ma dovete sapere che in questi giorni ci ha provato anche con noi. Lo so, è una cosa gravissima e molto perversa…ma ci tocca le parti intime di continuo, dice pure che vuole succhiarci i piselli e fare sesso con noi!” Nicola nel fare questo discorso era stato talmente vittimistico da risultare perfettamente credibile. Ma per Laura questo era inaccettabile. Era stata costretta con il ricatto a farsi scopare dai ragazzi, e ora doveva prendersi tutte le colpe,
passando per una malata di cazzo. Cercò una sorta di aiuto e consolazione nello sguardo del marito, ma Matteo era a testa bassa, consapevole di dover stare al gioco, altrimenti le conseguenze sarebbero state pesanti.
“Stiamo cercando di aiutarla in tutti i modi, di farle superare questa sua dipendenza, ma sembra tutto inutile. Guardatela ora, lo vedete anche da come si è vestita: appena le abbiamo detto di aver invitato una coppia a cena, lei subito si è eccitata e ha scelto il vestito più provocante che aveva. Abbiamo provato a convincerla a mettere qualcosa di più sobrio, ma inutilmente. E poi… Questo non vorrei dirvelo…ma voglio farvi capire a che livello siamo arrivati…ha deciso pure di non mettere l’intimo. Ne reggiseno ne mutandine. Vero zia?”
Laura, umiliata come non mai, annuì a denti stretti.
“Cavolo…cara Laura, mi dispiace molto per questo tuo…disturbo. Ma per me è comunque inaccettabile quello che è successo. Non ci conosciamo, e ninfomane o no, non permetto a nessun’altra donna di toccare mio marito. Antonio andiamo via.”
“Vi prego un secondo solo! Avete tutte le ragioni del mondo per essere infastiditi e offesi! Capisco che vogliate andarvene, ma vi chiediamo solo un’altra cosa, un favore se così si può dire! La zia in cuor suo sa che quello che ha fatto è sbagliato, ma affinché le sia veramente d’aiuto per capire il suo errore e le rimanga in testa di non dover più commettere certe azioni, deve essere punita. Solo così in futuro si ricorderà e cercherà di trattenersi.”
“Punirla? In che modo?? No povera, già si trova in queste condizioni, non trovo giusto dover infierire!”
“È il suo terapeuta che lo dice. Punirla per ogni sua azione sbagliata vale più di mille terapie. Magari una sberla, un’umiliazione che la faccia sentire in imbarazzo davanti a tutti… È solo per il suo bene.”
Sabrina si avvicinò inizialmente titubante, ma sentendosi ancora oltraggiata e convinta di essere pure d’aiuto dopo le parole convincenti di Nicola, unì l’utile al dilettevole e rifilò a sorpresa uno schiaffone in pieno volto a Laura.
“Ninfomane o no, mio marito non lo tocchi stronza. E questo ti serva da lezione per tenere a posto le mani.”
Laura, spiazzata, a quel punto si ritrovò costretta a chiedere scusa per una cosa che era stata costretta a fare. Ma sapeva che non sarebbe finita li. “Grazie Sabrina! Se vuoi puoi continuare, falle capire che non può dare sfogo alle sue voglie fa zoccola quando e come le pare”.
“No a posto così, penso abbia capito la lezione e che si sia presa la punizione che meritava!”
“Non essere stupida, falla pentire di quel che ha fatto! Puniscila, umiliala, e sta tranquilla che lei ubbedirà senza problemi perché sa di aver sbagliato e di meritare tutto questo, perché in fondo sappiamo tutti che è solo una troia. Non è vero zietta?”
Laura nel sentire quelle parole stava per scoppiare a piangere. Avrebbe tanto voluto provare a ribellarsi a quel penoso spettacolino, ma le uniche parole che le uscirono dalla bocca furono: “S…si è vero, sono una…una troia”.
“Guarda ti facciamo vedere: zia alzati il vestito, fai vedere ai nostri ospiti che veramente non porti niente sotto, come le puttane da strada”
Laura rassegnata si tirò su il vestitino striminzito, restando nuda dalla vita in giù, con le sole calze e le scarpe a darle, se possibile, un aspetto ancora più provocante.
Si sentiva tutti gli occhi addosso, in particolare quelli di Antonio, il cui rigonfiamento nei pantaloni non accennava a ridursi.
A quel punto Sabrina, notando anche il continuo e morboso interesse del marito, iniziò a sentire una sensazione mai provata fino a quel momento. Aveva avuto carta bianca per fare qualsiasi cosa con la donna che aveva toccato e che stava attirando lo sguardo più che interessato del suo Antonio, e voleva fargliela pagare. L’istinto della dominazione prese il sopravvento, e iniziò a provare un’insana eccitazione a lei sconosciuta.
“Giù, in ginocchio”. Laura eseguì l’ordine all’istante, intimorita dal tono autoritario della donna. “Leccami le scarpe, vediamo se ti rendi conto di quanto puttana sei!”
Laura si protese in avanti e con ripugnanza iniziò a sfiorare con le labbra le scarpe con il tacco di Sabrina. “Lecca ho detto!” ribadì la donna rifilandole pure un calcetto in faccia. Laura allora tirò fuori la lingua, e iniziò a leccare la parte superiore. Andò avanti per alcuni minuti, alternandosi tra una scarpa e l’altra. “Anche le suole troia, e succhia bene i tacchi, fa come fossero dei cazzi, che immagino tu sia abituata a prendere in bocca spesso”. Laura con riluttanza, trattenendo dei conati di vomito, eseguì senza replicare, leccando le suole e i tacchi alti. La sua umiliante prestazione sembrava finita li, ma i ragazzi avevano appena iniziato a giocare. “Se vuoi Sabrina puoi farle usare la lingua anche in un altro modo, devi sapere che vista la sua grande esperienza è molto brava ad usarla…”
In preda ad una eccitazione a lei sconosciuta, visto anche l’insolito ruolo della dominatrice, la donna stava perdendo qualsiasi freno inibitore, dimenticando per un istante tutto ciò che la circondava, anche la presenza del marito. “Si hai ragione, ma non mi farei mai leccare la fica da questa puttana, chissà che cos’altro ha preso in bocca…. Però una leccatina al culo me la farei dare volentieri…”
“È tutta vostra, non dovete fare altro che ordinarle cosa fare, d’altronde se l’è meritato di essere trattata così, da puttana.”
“Allora si dai, leccami il buchetto…” E così dicendo Sabrina si alzò il vestito facendo scendere le mutandine al ginocchio.
Laura non aveva mai avuto nessun tipo di rapporto fisico con altre donne, non ne era mai stata attratta, men che meno con signore mature più grandi di lei. In quel momento invece si ritrovava obbligata a infilare la lingua nel culo di Sabrina, e la cosa non la eccitava per niente, anzi le faceva parecchio schifo. Notò inoltre che Nicola aveva in mano il cellulare, un chiaro segno che poteva significare una sola cosa: ubbidire a qualsiasi ordine o rovinarsi per sempre. Così si fece coraggio e si arrese all’ennesima umiliazione. Nel frattempo tutti gli uomini avevano il cazzo duro. Senza tanti complimenti, i tre ragazzi iniziarono a spogliarsi mentre Sabrina era girata di spalle, abbandonata ad un nuovo e insolito perverso piacere.
Antonio non sapeva come reagire a quella situazione surreale, anche se il cazzo gli stava esplodendo e continuava a toccarselo da sopra i pantaloni, mentre a Matteo, che durante il rapido evolversi degli eventi era stato in disparte, fu ordinato con un cenno di stare in disparte e di continuare a non fare niente fino a nuovo ordine, e soprattutto di non toccarsi.

Vedendo i ragazzi nudi e con i cazzi dritti, anche Antonio prese l’iniziativa e si denudò completamente, convinto che sarebbe arrivato presto anche per lui il momento di godersi appieno quella inaspettata situazione.
Gli eventi successivi furono molto frenetici. I tre ragazzi approfittando del momento si avvicinarono a Sabrina, iniziando a palparle i seni. Lei cercò di opporre una minima resistenza, ma troppo eccitata dalla situazione riuscì a mugolare solo: “No….vi prego dai…. C’è mio marito…” prima di cedere totalmente alle avance dei giovani prestanti e accogliere la lingua di Nicola in bocca, mentre gli altri due si dedicavano con le mani, a culo, tette e figa.
In tutto questo Laura continuava a leccarle il buco del culo, finché non sentì qualcosa di umido farsi strada in mezzo alle sue gambe. Con la coda dell’occhio vide Antonio immerso con la faccia nella sua figa, che stava leccando con vigore. Impotente e consapevole di non potersi sottrarre alle particolari attenzioni dell’uomo, e sapendo che suo marito stava guardando, allargò leggermente le gambe per agevolargli il lavoro. Infatti in quel momento, tra i tanti pensieri che le ronzavano in testa, cresceva in lei la consapevolezza del fatto che il suo Matteo non aveva fatto nulla per evitare tutto quello che stava accadendo. Starsene in disparte a guardarla subire quelle perversioni era probabilmente la conferma che aveva accettato la condizione di schiavo e cornuto, e se a lui andava bene così lei avrebbe fatto la troia al servizio dei loro ricattatori.

Sabrina ed Antonio intanto si erano lasciati andare, e nessuno dei due stava a guardare cosa l’altro stesse facendo. Probabilmente la scenata di gelosia precedente era solo una reazione di facciata, visto che Sabrina sembrava trovarsi a suo agio nel ricevere le attenzioni dei tre giovani; infatti dopo aver limonato un paio di volte con ognuno di loro, essersi fatta toccare e masturbare dalle giovani mani mentre Laura le stava ancora leccando il culo, decise che era giunto il momento di farsi montare per bene.
Prese per mano Nicola e fece segno agli altri due di seguirli sul divano. Fece stendere il primo, si spogliò di tutti i vestiti e un secondo dopo si posizionò a cavalcioni su di lui, facendosi scivolare lentamente il cazzo duro nella figa già bagnatissima, lasciandosi scappare un gemito di piacere. Chiamò quindi Matteo vicino a lei, e prese il suo grosso cazzo in bocca. Diede qualche leccata, muovendosi contemporaneamente con il bacino su e giù lungo l’asta di Nicola, finché ad un certo punto si girò e con un tono provocante disse ad Enrico: “Bèh cosa stai aspettando? Ho ancora un buco libero!”, sporgendosi in avanti e mostrando il culo bagnato dalla saliva di Laura al ragazzo. Lui non se lo fece ripetere due volte, e in un attimo era già lì a puntare la cappella rossa e pulsante sul buchetto posteriore.
In tutto questo Laura non poteva credere ai suoi occhi. La prima impressione che le aveva dato Sabrina era quella di una donna di classe, fedele al suo uomo e parecchio frigida. Invece erano solo apparenze, visto che il suo lato da troia era uscito alla grande nel giro di soli pochi minuti. Ma non ebbe il tempo di pensarci oltre, visto che anche Antonio si stava rivelando un gran porco. Infatti dopo averla leccata per bene, senza fare troppi complimenti le aveva infilato con un colpo secco il cazzo nella figa. Iniziò a pomparla con foga, sussurrandole porcate come: “Che troia che sei, hai la figa talmente aperta che neanche mi sono accorto di essere dentro” oppure “altro che ninfomane, sei proprio una gran zoccola a farti scopare davanti a tuo marito! Dopo ti lascio 10 euro per il disturbo, tanto questo tunnel che hai tra le gambe non vale mezzo centesimo in più.”. E così via, e più la insultava più aumentava il ritmo degli affondi dentro di lei. Laura sentiva il cazzo crescerle dentro sempre di più, era sempre più bagnata e vicina all’orgasmo, e sentirsi insultata in quel modo non faceva altro che aumentare la sua eccitazione.
Intanto anche Sabrina stava godendo senza ritegno, con un cazzo nel culo e un altro ben piantato nella figa, mentre ne prendeva in bocca un terzo. Si sentiva troia e di questo ne godeva tantissimo. Era molto abile nel sesso in generale, soprattutto nell’usare il culo. Stringeva e rilassava sapientemente la muscolatura, portando così  velocemente Enrico all’orgasmo. Il ragazzo non fece in tempo ad uscire, e si ritrovò a riversare un’abbondante quantità di sborra calda nel culo della signora. Sabrina allora alzò gli occhi verso Mattia e disse “Avanti il prossimo”. Nonostante il culo aperto colasse la sborra del suo amico, Mattia non attese mezzo secondo: senza esitazioni prese il posto di Enrico e ricominciò a incularla con foga, mentre Nicola sdraiato si godeva passivamente la calda figa di Sabrina.

Nel giro di pochi minuti vennero tutti. Antonio ebbe l’accortezza di uscire dalla figa di Laura, farla girare e sborrarle su viso e tette. Mattia seguì invece l’esempio di Enrico, e riversò un’altra bella sborrata nel culo di Sabrina. L’ultimo a venire fu Nicola, che volle alzarsi e farsi succhiare il cazzo per alcuni secondi dalla donna, prima di venirle copiosamente in bocca.
“Ora signore fate pace, e scambiatevi la sborra con un bel bacio”.
Sabrina, ancora eccitata come mai in vita sua, prese Laura e iniziò a baciarla, facendole colare tra le labbra lo sperma di Nicola. Laura non si tirò indietro, e aiutandosi con la lingua si riempí la bocca del liquido denso e caldo, che da brava troia ingoiò senza batter ciglio. Ma le umiliazioni per lei non erano ancora finite.
Fu successivamente fatta stendere sul pavimento, dopodiché i tre giovani fecero accovacciare Sabrina con il culo in prossimità della sua bocca, ordinando alla moglie di Antonio di allargare lo sfintere e far colare lentamente tutta la sborra che Enrico e Mattia le avevano riversato dentro. Laura schifata cercò di sottrarsi a quella pratica disgustosa, ma i ragazzi iniziarono a pizzicarle i capezzoli e a minacciarla, ricordandole semplicemente che sapeva bene le conseguenze a cui sarebbe andata incontro se non avesse eseguito il loro ordine. Si rimise quindi in posizione rassegnata e rossa per la vergogna, e dal culo di Sabrina, che era stato aperto per bene, iniziò a colare una abbondante quantità di sperma che lei fu costretta ad accogliere in bocca e ad ingoiare davanti agli sguardi divertiti ed eccitati di tutti gli uomini presenti, compreso il suo Matteo. L’eccitante e umiliante spettacolino si concluse con lei costretta a leccare per bene il buchetto posteriore della donna per ripulirlo, mentre veniva denigrata e offesa in malo modo sia dai ragazzi che dai due coniugi, che le davano della troia da sborra e malata di cazzi.
Quando tutto fu finito, compresa la sorprendente foga da zoccola che aveva pervaso Sabrina in quel breve ma intenso lasso di tempo, nella stanza aleggiò un certo imbarazzo. Ma i tre giovani, sempre capeggiati dallo spavaldo Nicola, non avevano ancora finito di infliggere punizioni ai loro schiavi, tant’è che a Matteo fu ordinato: “Molto bene, adesso che tutti abbiamo godito puoi ringraziare i nostri ospiti per aver giustamente abusato di questa puttana che ti ritrovi come moglie! Bacia il cazzo che l’ha scopata e anche il culo che le ha riempito la bocca di sborra.”
Matteo con il cazzo ancora duro,  tremendamente eccitato si prostrò ai piedi della coppia e ringraziando diede un bacio al pene ammosciato di Antonio e un altro al culo aperto di Sabrina.
Ora la serata poteva ritenersi conclusa. In un attimo i due ospiti si rivestirono, e mugolando ringraziamenti imbarazzati per la bella serata si diressero verso la porta, uscendo in tutta fretta.
I tre giovani trionfanti e non ancora completamente sazi costrinsero Laura a seguirli in camera da letto a zampe come una cagna, probabilmente per concludere la serata in bellezza, mentre al cornuto fu ordinato di sparecchiare la tavola e di risistemare la cucina.

Continua…..

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Autore Pubblicato il: 30 Maggio 2020Categorie: Orgia, Racconti Cuckold, Racconti di Dominazione0 Commenti

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