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Racconti di Dominazione

La Casa Della Libidine 5

By 13 Aprile 2010Dicembre 16th, 2019No Comments

AMMUCCHIATA LIBERA

Anche il giorno dopo mi svegliai in ritardo rispetto agli altri. E ancora una volta a svegliarmi fu quel vecchio di Mario.
‘Be’?’ gli dissi ‘che cosa mi sto perdendo stamattina? Hanno già iniziato, giù nel salone? Con quali giochi erotici si stanno divertendo i miei amici, oggi?’
Mario sorrise. ‘Oggi la signora Clarissa ha annunciato un’ammucchiata libera. Sbizzarritevi come volete!’
Caspita, che mi stavo perdendo! Mi vestii in fretta ed uscii dalla stanza.
Appena fui in corridoio, mi trovai di fronte ad una scena incredibile: in piedi, appoggiato ad una parete, c’era Alessandro. Aveva i calzoni calati. Inginocchiata tra le sue gambe c’era Elisa, che gli succhiava il cazzo con foga. Un lungo, intenso e gustoso pompino che Alessandro si stava chiaramente godendo, gemendo oscenamente e accarezzando i capelli della mia amica.
Appena mi videro si fermarono un istante. Alessandro mi rivolse un sorriso ed Elisa staccò per un attimo la bocca dal suo cazzo. Esclamò, sorridendo:
“Bensvegliato, pigrone! Oggi ammucchiata libera! Se trovi un buco vuoto, ficcaci il cazzo!”
E riprese a succhiare il cazzo.

Appena raggiunsi il salone, il fiato mi mancò per alcuni istanti: a quattro zampe come una cagna, Giulia si stava facendo inculare dal mio amico Francesco.
“Sì, sbattimelo in culo!” gemeva. “Fottimi per bene il buchetto, Francesco!”
E il mio amico se la sbatteva per bene.
“Oh sì” continuava la mia fidanzata “Infilamelo bene tra le chiappe! Inculami tesoro, inculami bene…”
E lui la inculava. Mentre glielo sbatteva dentro, si chinò su di lei e le leccò languidamente la schiena, poi le passò la lingua sull’orecchio e le palpò le tette. Infine riprese a fotterle il culo col solito ritmo.
Guardavo quella scena, allo stesso tempo affascinato e un po’ confuso. Provavo una sensazione strana, indefinibile. Sapevo che non avevo ragione di essere geloso (sia io che la mia ragazza potevamo andare con chi volevamo, questi erano i patti) eppure un po’ lo ero. Ma allo stesso tempo mi sentivo arrapatissimo.
Quando si accorsero di me, Francesco abbassò lo guardo (anche se non rallentò il ritmo dell’inculata). Percepii il suo imbarazzo. In fondo, anche se tutti erano d’accordo per “l’ammucchiata libera”, si stava pur sempre inculando la ragazza del suo migliore amico.
Giulia, invece, appena mi vide sorrise. Era un sorriso di sfida. Un sorriso malizioso e perverso, che mi attraversò cuore e mente.
Poi mi mostrò il dito medio.
“Guarda come mi faccio inculare dal tuo migliore amico” sghignazzò, la voce altalenante, che seguiva i ritmi imposti dal cazzo di Francesco. “Guarda come il tuo amico mi fa il culo… guarda come me lo sbatte dentro…”
Mi eccitai. Non potevo farci nulla. Il mio migliore amico si stava inculando la mia ragazza e la scena che avevo davanti agli occhi mi eccitava.
Rimasi a guardarli ancora qualche istante, poi mi allontanai. Raggiunsi il centro della sala.
Clarissa era sulla sua poltrona, mentre Luisa le leccava la figa.
Mugolii d’eccitazione riempivano l’aria.
Sul pavimento, poco più in là, Stefania se ne stava a quattro zampe e Carla da dietro le leccava il culo.
Mi inginocchiai accanto a lei e cominciai a leccare anch’io il bel culo di Stefania. Alternavamo le nostre lingue all’interno di quel bellissimo buchetto. Talvolta ci mettevamo un dito e lo masturbavamo un po’. La zoccoletta gradiva.
Dopo un po’ mi presi in mano il cazzo e cominciai a masturbarmi.
Stefania si mise al mio fianco e continuò lei il lavoretto: le sue mani morbide e aggraziate mi trastullavano il cazzo divinamente.
Era fantastico.
Le infilai la lingua in bocca e me la pomiciai un po’; poi diedi una bella leccata anche alle sue tette.
Gustosissime.
La sega continuava e devo dire che Stefania era abilissima. Mi portava sull’orlo dell’orgasmo; poi bloccava il movimento del polso e mi dava tempo di rifiatare. Con l’altra mano mi massaggiava dolcemente i coglioni.
Una meraviglia…
Poi Carla, che fino a quel momento era restata a guardarci e a masturbarsi, si mise a novanta e mi sventolò il culo davanti alla faccia:
“Forza” mi disse con voce languida, da inguaribile porca “mettimelo dentro…”
Non esitai un istante e, abbandonando la pur meravigliosa mano di Stefania, mi infilai in quel buco lussurioso. Il suo culo era stretto, caldo, invitante: davvero uno spicchio di paradiso.
Cominciai a fottermela con colpi lenti e profondi, poi aumentai pian piano il ritmo.
“Oh sì”, ansimava lei “Inculami, inculami! Come ai bei vecchi tempi, quando stavamo ancora insieme!”
Mentre la inculavo, vidi con la coda dell’occhio un’altra scena molto eccitante: quel vecchio porco di Mario che si montava quella zoccoletta di Arianna. Anche lui se la stava facendo a pecora.
Tutti intorno a me si davano da fare. Che banda di maiali che eravamo…

GRAN FINALE

Il salone era diventato teatro di un’orgia incredibile: le ragazze si scambiarono gli uccelli di tutti i componenti maschi, e ogni ragazza volle provare anche la doppia penetrazione: un cazzo in figa ed uno in culo. Persino quel vecchiaccio di Mario fu accolto nelle dolci fighe di tutte le mie amiche, e anche in quella della mia ragazza, che sembrò gradirlo particolarmente.
Soltanto Clarissa, la padrona di casa, non aveva ancora preso un solo pisello. Mi domandai se per caso non fosse lesbica: per tutta la durata del nostro soggiorno alla villa, si era limitata a masturbarsi guardando noi che scopavamo e a farsi leccare la figa dalle ragazze. Ma no, lesbica non poteva essere; tutte le storie che avevo sentito su di lei la dipingevano come una vera divoratrice di cazzi.
E infatti, ad un certo punto, la sentii esclamare:
‘Fermi ragazzi! Tirate fuori i vostri cazzi dalle fighe ‘ e dai culi ‘ di queste troiette. Tirateli fuori prima di sborrare. Come gran finale avrete tutti un premio meraviglioso. Scoperete la mia fighetta e sborrerete dentro. Avanti, fatevi sotto! Allagatemi la topa di sperma!’
Il primo ad andare fu Francesco. Si era inculato a lungo la mia ragazza, e poi le altre, senza mai venire; gli bastarono tre o quattro colpi per sborrare dentro la figa di Clarissa.
“Vengo!” disse, e la inondò.
Poi toccò ad Alessandro. In quel momento si stava godendo una bella spagnoletta da quella tettona di Luisa. Affondava il cazzo con gusto tra quelle bocce morbide e lussuriose. In precedenza, anche lui, aveva fatto il culo alla mia fidanzata, e quello era stato, a suo dire, il momento più eccitante di tutto il soggiorno alla villa.
Si fiondò dentro alla fregna di Clarissa come un razzo. Durò molto di più di Francesco. Anche lui non aveva ancora sborrato, eppure mostrò una resistenza incredibile. Si scopò la padrona di casa a lungo, limonandola e palpandole le tette. Talvolta giocava con la lingua con i suoi grossi ed invitanti capezzoli.
Infine le riempì la figa di sperma.
Clarissa si leccò le labbra, mi sorrise e con fare ammiccante disse:
“Tocca a te, ora… Forza, vieni e mettimelo dentro…”
La penetrai, convinto che avrei sborrato subito. Ero troppo eccitato. Invece riuscii a resistere a lungo. La figa di Clarissa era un forno caldo e morbido, accogliente. Il mio cazzo pulsava di gioia, lì dentro.
“Oh, come mi fotti bene”, ansimava la padrona di casa. “Che bella sensazione avere il tuo cazzo qua dentro… su, baciami un pochino le tette, mentre mi scopi…”
Infilai la faccia tra quelle tette e leccai, aumentando la velocità dei miei colpi.
“Come sei bravo…” gemeva Clarissa. “Su, sborra ora… riempimi di sperma… dammi tutto il tuo seme, come hanno già fatto i tuoi amici…”
Poi mi infilò la lingua in bocca. In quel preciso istante venni.
Mi svuotai le palle in quella calda topa, diedi un’ultima leccata a quelle belle tette e mi ritirai, esausto.
Ma non era finita: dopo essersi fatta trombare e riempire anche da Mario, Clarissa chiamò a raccolta tutte le troiette.
“Ora” disse “leccatemi la figa. E’ tutta di piena di sperma… questi quattro maschioni me l’hanno riempita bene. Guardate come cola il loro seme, ancora caldo e invitante…”
A turno tutte le leccarono la figa, gustandosi lo sperma che ne fuoriusciva, attente a non perderne nemmeno una goccia.
Che ingorde…

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