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Racconti di DominazioneVoyeur

La coppia sottomessa – Sesso con l’avvocato

By 30 Dicembre 2025No Comments

Rientrai in casa di corsa, ancora nudo, con i vestiti in mano, ma fortunatamente non mi vide nessuno, Maria e mia moglie erano già andate a dormire. Mi chiusi in bagno, mi lavai mettendomi un po’ di crema nel culo indolenzito e me ne andai anch’io a letto, ma feci molta fatica ad addormentarmi, ripensando a quella serata folle.

All mattino mi alzai un po’ più tardi del solito, Maria e Laura erano già in piedi.
Feci colazione e poi uscii per prendere il giornale, rincasando verso le undici. Trovai Maria seduta sul divano,

“Allora, cornuto, t’è piaciuto ieri sera, come si è comportata tua moglie?”

“Sì, signora, mi è piaciuto.”

Maria sorrise, divertita dalla mia ammissione. Chiamò Laura, avvisandola che il vicino sarebbe arrivato a momenti. Mia moglie uscì dal bagno completamente nuda, si mise in posa davanti a Maria, chiedendole cosa dovesse indossare.

“ci ho già pensato io, è tutto pronto sul letto.”

Corse in camera, dopo cinque minuti si presentò indossando una micro gonna che lasciava scoperta mezza fica, sopra aveva un top semi trasparente che le copriva a malapena i capezzoli. Era truccata con un rossetto ben marcato, indossava scarpe col tacco e aveva di nuovo la collana col guinzaglio.
Maria la guardò dicendole che così era perfetta.
In quell’istante suonò il campanello, andai ad aprire, come ci attendevamo era il vicino che entrò senza nemmeno salutarmi.

Maria lo salutò, si scambiarono un bacio, poi rivolgendosi a Laura le disse,

“Allora troia, cosa aspetti, non gli dai un bacio?”

Laura si scusò, gli andò incontro di corsa, lo abbracciò, baciandolo in bocca, lui subito le toccò il culo, poi la prese per mano e si portò via mia moglie. Li vidi uscire con Laura che camminava dandogli la mano, sculettando, da dietro si vedevano benissimo le labbra penzolanti della fica, talmente era corta la gonnellina che indossava.

Passai la giornata sbrigando lavoretti, ormai m’ero fatto una ragione della mia nuova realtà. Pensavo spesso a cosa stessero facendo, mia moglie ed il vicino, a casa sua, la immaginavo fra le sue braccia, il suo cazzo che anch’io avevo preso penetrare mia moglie…

La sera andai a prendere una pizza da asporto, rincasando li vidi uscire assieme, stavano salendo in auto. Lei era bellissima, i capelli sciolti con un micro vestitino rosso, da lontano si vedeva l’ampia scollatura davanti ed il sotto molto corto.
Rientrai con le pizze e mangiammo, quando arrivammo al caffè Maria mi chiese, “ti piace tutta questa situazione?”
Con imbarazzo non trovando le parole giuste ammisi che si, mi piaceva. Lei con un sorriso sarcastico aggiunse, “cosa credi, s’era capito benissimo che ti piace, e Laura è proprio portata per questo, lo vedi, non si oppone a nulla, anzi dà l’impressione di voler andare oltre, le dà piacere venire esibita in modo spregiudicato… non pensare sia l’unica, ne ho viste diverse come lei… tutte le donne in fondo covano desideri perversi, basta trovare il modo e le persone giuste per fare emergere questo loro tratto, e Laura lo sta facendo alla perfezione.”

Suonarono al campanello. Mi chiedi chi potesse essere, a quell’ora, non stavamo aspettando nessuno. Andai ad aprire, era l’avvocato. Lo accompagnai in giardino, si abbracciò con Maria, che gli disse che ci aveva fatto una bella sorpresa.
Gli feci subito il caffè mentre loro si misero a chiacchierare. Le chiese di Laura, Maria gli riferì gli ultimi sviluppi, dicendole che mia moglie ubbidiva agli ordini con molta naturalezza.
Poi le chiese di me, e Maria si mise a ridere. “Il cornuto va molto bene, lo metta alla prova.”
L’avvocato senza tanti giri di parole mi ordinò di spogliarmi. Lo feci, senza fiatare. Lui mi guardò ridendo. “È tutto liscio!”
“Si, l’ho fatto depilare.”
“Ma ha un cazzo ridicolo!”
Si alzò per spogliarsi a sua volta, poi si risedette allargando le gambe. Aveva il cazzo che penzolava, mi ordinò di inginocchiarmi davanti a lui e di succhiarglielo. Ubbidii senza farmelo ripetere, ormai ero conscio che quelle situazioni mi eccitavano, provavo piacere a comportarmi così. Presto lo sentii ingrossarsi in bocca, lo leccavo meglio che potevo. Anche Maria ora s’era spogliata, si stava toccando la fica guardandomi succhiare quel cazzo, l’avvocato mi afferrava la testa scopandomi la bocca. Poi si staccò e mi mando’ da Maria a leccarle la fica. Sentii l’avvocato sputarmi più volte nel culo, Maria mi prese la testa schiacciandomela sulla fica mentre l’avvocato punto’ il cazzo sul buchino “Adesso ti rompo il culo.”
In un sol colpo me lo ficcò tutto dentro, non potei fiatare, ero tenuto da Maria piantato nella sua fica.
“Ma questo coglione ha già il culo rotto!”
Maria mi staccò dalla fica chiedendomi, “cornuto, chi è stato?”
“il nostro vicino…”
Si misero a ridere, l’avvocato commentò “E’ propio un frocio, adesso ci divertiamo.”

Riprese l’inculata con molta forza, usciva spesso per poi reinfilarlo dentro brutalmente. Maria ebbe un orgasmo, leccai tutto.
I colpi dell’avvocato erano sempre più violenti, finche’ senza che mi toccassi anch’io venni. Maria puntandomi la fica al viso iniziò a pisciarmi adesso facendomi aprire la bocca per bere, sentii grugnire l’avvocato che si piantò completamente dentro riempiendomi il culo di innumerevoli schizzi di sperma bollente.
L’avvocato estrasse il cazzo e venendomi davanti me lo fece ripulire, poi anche lui si fece una lunga pisciata nella mia bocca, tenendomi per la testa. Dovetti iniziare ad ingoiare, ma era troppa, mi fuoriusciva dai lati della bocca, colandomi sul corpo.

Quando furono entrambi soddisfatti feci per alzarmi ma loro mi bloccarono, lasciandomi a quattro zampe. Ricominciarono a chiaccherare tranquillamente tra di loro, mentre io ero nudo, per terra, di fianco a loro. Quando si voltavano a guardarmi mi sputavano addosso, sul corpo, in faccia, sentivo la loro saliva colarmi dal volto, lungo il collo.
Finalmente mi diedero il permesso di andare a pulirmi in bagno. Quando finii di sistemarmi l’avvocato se n’era andato. Maria mi ordinò di pulire tutto, se ne andò in bagno e per quella sera non la vidi più.

Il giorno successivo lo passai da solo. Maria era uscita avvisandomi che sarebbe tornata solo per sera, io allora cercai di far passare il tempo con lavoretti domestici, passai l’aspirapolvere, stirai qualche camicia, cose così. Ma invece che distrarmi quei lavori monotoni mi facevano tornare alla mente ciò che avevamo passato in quei giorni. Dopo un pranzo leggero andai in camera, mi sdraiai sul letto, pensai a Laura alla festa, tenuta al guinzaglio, fatta girare nuda per i tavoli, il suo corpo tutto in mostra… e al cazzo del ciccione dentro di lei, che seduta sulle sue cosce si impalava sul suo membro… e al cazzo del vicino, e a quello dell’avvocato, che mi avevano inculato… sborrai, copiosamente… la mia vita oramai era quella, una moglie esibizionista, ninfomane, vogliosa di cazzo… ed io che sottomesso stavo imparando a godere quando prendevo un cazzo nel culo…

Laura e Maria rientrarono quasi alla stessa ora. Maria le chiese com’era andata col vicino, Laura rispose radiosa che era stata benissimo, lui l’aveva scopata diverse volte al giorno, e che quando erano usciti si erano visti con un altro uomo, un suo amico, assieme a lui erano andati in camporella dove l’avevano scopata in macchina, come fosse una ragazzina.

(Continua. Da una storia vera, dedicato a L, la protagonista. Per contattarmi, dueamanti@tutamail.com)

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