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Capitolo 4

Il giorno dopo Giulia arriva in ricevitoria assieme a Carlo. Si salutano ed entrano nel locale.
Giulia sa già qual è il suo dovere. Solleva la gonna plissettata che indossa e si sfila le mutandine, poi toglie anche il reggiseno. Consegna il suo intimo a Carlo e fa una riverenza: -Ai suoi ordini Padrone.-
Carlo accarezza il viso di Giulia, -Bene schiava-
La ragazza gradisce molto però è preoccupata poiché, nonostante la sera prima abbia provveduto a depilare la sua micina come ordinato dal suo Padrone, purtroppo durante l’operazione è stata sopraffatta dalla voluttà delle sensazioni provate durante la giornata e si è lasciata andare ad un ditalino. Sa ch’è suo dovere confessare l’accaduto al Padrone, ma teme la sua reazione.

Carlo s’è seduto su uno sgabello e fa segno a Giulia d’avvicinarsi. La ragazza s’avvicina titubante.
-Ma che bella gonnellina che hai messo oggi Giulietta!- osserva Carlo
Giulia ringrazia e lui prosegue:- Devi mostrarmi qualcosa ?-
La ragazza solleva la gonna e mostra fiera la sua micina.
-Mmm… bella liscia…- afferma Carlo mentre accarezza il sesso glabro di Giulia.
Lei è contenta dell’approvazione del Padrone, però si sente anche combattuta non volendo deluderlo.
Carlo nota che ha gli occhi lucidi, -Devi dirmi altro?-
Alcune lacrime scendono sul volto della ragazza, -Mi spiace Padrone, sono stata una bambina cattiva-
Carlo la guarda con severità, -Che hai fatto?-
-Ieri sera mentre sistemavo la micina come piace a te… non ho resistito e mi son lasciata andare…-
-Ti sei data piacere da sola?- chiede Carlo
-Si… non volevo…- piagnucola lei.
-Sai che non avevi il mio permesso!- tuona Carlo
-Lo so Padrone, perdonami…-
-Meriti una punizione.- sentenzia lui.
Giulia si sente forzare da dietro il collo e si ritrova piegata sulle gambe di Carlo.
-Adesso sarai sculacciata- le comunica lui sollevandole la gonna, -Dovrai contare ogni colpo e ringraziare-
-Si Padrone.-
Riceve il primo schiaffo, ha un sussulto, -Uno. Grazie Padrone-
Carlo colpisce l’altra natica, -Due. Grazie Padrone.-
Man mano che i colpi aumentano Giulia si contorce sempre più per il dolore, …-Dieci. Grazie Padrone-
Carlo va avanti finché il sedere della ragazza è bello rosso. -Penso possa bastare-
Giulia si solleva, cerca di massaggiarsi il culetto ma sente un gran bruciore. Soprattutto si sente umiliata.

Son passate un paio d’ore, Giulia è rimasta sempre in piedi. In quel momento non ci sono clienti; Carlo le si avvicina e insinua una mano sotto la gonna della ragazza.
-Ti fa ancora male?- le chiede
-Un po’ Padrone- risponde lei
-Prova a sederti un po’-, Carlo le avvicina uno sgabello.
Giulia è titubante, Carlo le solleva un po’ la gonna e la spinge leggermente. -Siediti così, con il sedere a contatto con lo sgabello-
In effetti il contatto diretto del suo culetto con la plastica dello sgabello le dà un certo sollievo. Forse è anche per via dell’eccitazione che sente salire.
Nel frattempo entra un cliente, Giulia fa per rialzarsi ma Carlo le fa cenno di restare seduta lì. La ragazza si sente in tremendo imbarazzo temendo d’esser vista seduta in quel modo. Nota anche uno strano sguardo che le lancia quel cliente… o forse è solo la sua immaginazione.
Quando il cliente esce Carlo le dà il permesso di alzarsi. Poi le solleva la gonna e le accarezza la fica con due dita.
-Sei fradicia…- afferma Carlo, -Sei proprio una cagna in calore…-
-Hai ragione Padrone.- conferma Giulia abbassando lo sguardo.

A sera, giunto l’orario di chiusura, Giulia chiede a Carlo di ridarle il suo intimo.
-Non ancora schiava- le dice Carlo, -Ti voglio nuda-
La ragazza, memore di quanto successo il giorno prima, si toglie immediatamente i vestiti di dosso.
-In ginocchio- le ordina Carlo, che intanto s’è seduto.
Giulia si abbassa prostrandosi verso il suo Padrone. Non sa quale siano le sue intenzioni, spera però che non voglia replicare la sculacciata del mattino.
Passano alcuni minuti, Carlo la osserva in silenzio. Sente che questa situazione che si è venuta a creare con la ragazza è per lui molto appagante: per quanto non ci credesse si trova molto a suo agio nel ruolo di Padrone. E poi, se proprio la cara Giulietta prova piacere ad essere trattata in quel modo, tanto meglio che sia lui a giocare quel ruolo.
Adesso comunque pensa sia giunto il momento anche per lui di godere.
-Voglio vedere come te la cavi con i pompini- dice Carlo rivolto alla sua schiavetta.
Giulia si sente rincuorata. S’era chiesta già perché il suo Padrone non avesse da subito deciso di usarla per il suo piacere; cominciava a pensare di non piacergli abbastanza.
Si avvicina al ragazzo sempre camminando in ginocchio. -Farò del mio meglio Padrone.- gli dice e comincia a slacciargli i pantaloni. Sente ch’è già eccitato, infila una mano nelle mutande per tastare la sua virilità. Poi con cura abbassa le mutande e finalmente il cazzo di Carlo svetta davanti ai suoi occhi. È un bel cazzo, pensa; le ricorda quello del fratello però il diametro sembra un po’ più grande e la cappella più scura e più tonda, anche le palle sembrano più grandi. Giulia sente che la sua micina si sta bagnando ma sa di non potersi toccare senza il permesso del suo Padrone, così comincia a strusciare il suo viso su quel bel membro maschile mugolando.
-Comincia a leccare- le intima Carlo.
Giulia tira fuori la lingua e inizia a leccare il cazzo per tutta la sua lunghezza, dalla base fino alla punta. Ha un buon sapore: forte, un po’ acre.
Carlo ha un fremito al sentire la lingua della ragazza scorrere sul suo cazzo. -Lecca anche le palle-
Giulia fa scivolare la lingua sullo scroto. Sente i testicoli e li bacia.
Intanto Carlo guarda la sua schiava inginocchiata lì in basso, sente con quanta devozione gli sta leccando il cazzo.
-Adesso mettilo in bocca- le ordina.
Giulia s’infila il cazzo di Carlo in bocca e comincia a roteare la sua lingua sulla cappella. Cerca di bagnarla il più possibile, poi comincia ad andare su e giù lungo l’asta cercando di far aderire bene le sue labbra, come le aveva insegnato Gianni.
Ci sa fare, pensa Carlo. -Guardami mentre mi succhi il cazzo. Sono il tuo Padrone-
Giulia alza gli occhi verso Carlo. È la prima volta che lo guarda da quella prospettiva, le piace ancora di più. Sul suo viso legge il piacere che sta provando; si sente orgogliosa e accelera il movimento su e giù.
Passano alcuni minuti poi Carlo si sfila dalla ragazza, si alza e comincia e menarsi il cazzo. Dopo poco scarica diversi fiotti di sborra sul viso della sua schiava.
-Sei un buon sborratoio- le dice Carlo.
-Grazie Padrone.- risponde Giulia soddisfatta.
Carlo le offre il suo cazzo da ripulire. Lei prontamente esegue l’operazione.
-La prossima volta dovrai ingoiare tutto-
-Come vuoi tu Padrone-
Poi Carlo si rimette il cazzo ormai moscio nelle mutande e si sistema i pantaloni.
Giulia è ancora lì inginocchiata, col viso ricoperto di sborra, in attesa degli ordini del Padrone.
-Puoi andare in bagno a ripulirti e a rivestirti- le dice Carlo porgendole il suo intimo.
La ragazza sperava di potersi fare un ditalino. Dispiaciuta fila in bagno.
Si guarda allo specchio: il viso è tutto impasticciato di sperma, la micina è fradicia. Il suo destino è di essere una schiava quindi è giusto che venga trattata così e che subisca queste umiliazioni.
Si sciacqua il viso, poi passa un po’ d’acqua fredda sulla micina per calmare l’eccitazione. Si asciuga per bene e si riveste.
Si sente una brava schiava e le piace.

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Autore Pubblicato il: 6 Agosto 2022Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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