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Liceo linguistico anno 2017,classe 5C, tutto parte da Marika studentessa ripentente che frequenta l’ultimo anno, siamo alle verifiche di dicembre e nonostante abbia studiato molto sembra non riuscire a passare tre materie, Francese, Matematica e Fisica, si era accorta di come veniva trattata diversamente dal resto della classe, le sue interrogazioni erano particolarmente insidiose e molto difficili rispetto agli altri.
Avevano un compito in classe di Fisica il giorno 22 dicembre, prima delle vacanze di Natale, qualche giorno prima incontrò il professore (che per la privacy chiameremo Rossi ) era alla macchinetta del caffè e lei né approfitto per chiedergli un incontro, voleva affrontare l’argomento e chiedere come mai si comportasse cosi con lei.
Lui senza degnarla di uno sguardo le diede appuntamento nel suo studio nel pomeriggio fuori dalle lezioni.
Arrivo puntualissima alle 15, busso e il professore la fece accomodare.
Da qui parte il racconto di Marika
Eravamo solo io e lui in quella stanza, io cominciai a parlare e spiegare perché ero li, di come venivo trattate e chiedevo spiegazioni in merito, lui mi fece sfogare poi con un sorriso quasi beffardo mi guardò e mi diede ragione, si è vero io la tratto un po’ male… cosi disse , io ero senza parole, poi si alzo venne di fianco a me, mi prese per un fianco avvicinandomi a lui, e mi disse:
ci tieni davvero a finire l’anno? Non mi sembra, mi strinse ancora più forte a lui
Avevo capito subito che voleva qualcosa da me, cosi pensai che infondo era meglio che essere bocciata, infondo non ero certo una verginella, diciamo che non avevo un fidanzato ma mi piaceva divertirmi , cosi guardandolo negli occhi gli dissi:
Io sono pronta a fare tutto quello che serve per passare l’esame, lui mi guardò con il suo solito sorriso, poi torno a sedersi alla scrivania, mi ordino di spogliarmi , io senza dire una parola cominciai a sfilarmi la felpa, là poggiai sul banco, poi mi tolsi le scarpe, fu la volta dei pantaloni, guardami mentre ti spogli mi ordino, voleva mettermi in imbarazzo e ci riuscì , misi le mani sui fianchi e mi sfilai il top, adesso ero in mutandine e reggiseno davanti a lui, mi fece fare un giro su me stessa per guardarmi meglio, forza, togliti il reggiseno e continua a guardarmi , io portai le mani dietro la schiena, sganciai i laccetti e lentamente mi sfilai il reggiseno ho ancora davanti l’immagine del suo sorriso mentre mi guardava i seni, mi fece segno con la testa di andare avanti e io senza mai staccare il suo sguardo presi coraggio e con le due mani abbassai le mutandine fino a sfilarle completamente, adesso ero completamente nuda di fronte a lui, continuavo a guardarlo negli occhi come mi era stato ordinato, lui continuava a sorridermi, io ero agitatissima, era la prima volta che mi trovavo nuda di fronte ad un uomo maturo, il professore aveva 30 anni più di me, i capelli brizzolati, praticava nuoto e si manteneva in forma, saranno passati almeno cinque minuti e lui continua a squadrarmi dalla testa ai piedi, finalmente si alza, viene verso di me, mi afferra per il collo e inizia a baciarmi, un bacio molto intenso, cerca la mia lingua, mi morde le labbra poi si stacca e mi fissa per qualche istante che a me sembra infinito, poi torna a baciarmi, sempre con più foga, vuole la mia lingua, la morde, la tira come a strapparla, io continuo ad assecondare ogni sua mossa, le sue mani stanno esplorando il mio corpo, ogni centimetro, continua a farle scivolare sempre più vicino al mio seno, ma senza mai toccarlo , ci gira intorno, ogni volta si avvicina di più, sento che la cosa mi sta facendo impazzire, mi sembra una tortura , mi bacia appassionatamente, sento le sue mani che mi girano intorno al seno, ormai manca poco al capezzolo, ma non ci arriva mai, vorrei urlargli di andare avanti, adesso si stacca da me, le sue mani sono li appena sotto i seni, come a volerli sollevare, più mi fissa e più mi fa eccitare, in un attimo e senza mai staccare lo sguardo afferra i miei capezzoli, li tira forte verso di lui , mi provoca un sussulto, non capisco più niente, sento colare i miei umori lungo le cosce, ora comincia a succhiarmi un capezzolo, devo ammettere che ci sa proprio fare, con un dito comincia a darmi dei colpetti sul clitoride, come se stesse suonando un citofono, non so quanto ancora riuscirò a resistere, con una sola mossa mi fa poggiare sulla scrivania, lo sento che si slaccia i pantaloni, sento mi che passa il suo cazzo sulla mie labbra, poi lo infila dentro con prepotenza, ma non sento dolore, sono bagnatissima mi scopa con forza per diversi minuti, non posso resistere l’orgasmo più forte che abbia mai trovato mi trafigge, lui mi mette una mano davanti alla bocca per non farmi urlare, mi gira e mi fa mettere in ginocchio, capisco subito cosa vuole spalanco la bocca e comincio a succhiare forte il cazzo e durissimo e di discrete dimensioni lui mi tira i capelli quasi a farmi male, capisco cosa vuole, allora comincio a fissarlo mentre continuo a succhiarlo, sta per venire lo sento , mi afferra di nuovo i capelli, capisco cosa vuole da me, comincio a masturbarlo, i nostri occhi che continuano a guardarsi, tiro fuori la lingua e apro bene la bocca, mi sorride comincia a venire, io dirigo il getto dentro la mia bocca, lo strizzo bene gioco con la lingua per fargli vedere tutto il suo sperma nella mia bocca, poi deglutisco tutto.
Da ora in avanti sarai la mia schiava, adesso rivestiti e vattene…

Continua…
Come sempre se volete scrivetemi a delodo@outlook.it

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Autore Pubblicato il: 3 Novembre 2022Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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