Skip to main content
Racconti CuckoldRacconti di DominazioneRacconti Erotici

Scambio di vite Capitoli 4-5

By 16 Aprile 2024No Comments

Ripropongo dopo molte richieste questo mio vecchio racconto pubblicato su questo sito, molto apprezzato ma lasciato da me inconcluso da anni. Riproporrò i capitoli rivisitati un po’ per volta, andando infine a concludere il racconto. Essenziale per comprendere appieno la storia rileggere il capitolo precedente (Scambio di vite Capitoli 1-2-3). Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !

CAPITOLO 4:
Riccardo era imbambolato davanti a tutto quello spettacolo, fotografò mentalmente ogni centimetro del corpo della ragazza nuda; ma si riprese quasi subito alle domande che si stavano facendo largo nella sua testa: “Che cazzo ho fatto stanotte? Perché sono qui? E dov’è Lorenzo?”
Ricordava di aver bevuto tanto, ma facendo mente locale ricordò chiaramente di essere tornato a casa sua e di essersi disteso nel proprio letto! Cosa aveva dimenticato? Non riusciva a trovare una sola risposta a tutti gli interrogativi che si era posto. Tutto d’un tratto però quelle domande passarono in secondo piano, per lasciare posto ad una molto più importante: quella notte aveva tradito Lucia?? L’ansia iniziò ad impossessarsi del suo corpo, doveva assolutamente sapere la verità, e per farlo doveva assolutamente chiedere spiegazioni a Lorenzo. La casa non era molto grande, se fosse stato ancora li lo avrebbe trovato subito. Cercò in ogni stanza provando a fare meno rumore possibile per non svegliare Kristina, così da evitare ulteriori situazioni imbarazzanti, ma di Lorenzo nemmeno l’ombra! Tornò quindi in camera, la cosa prioritaria era ritrovare i propri vestiti, dato che si era risvegliato in mutande, e correre a casa da sua moglie, prima che si svegliasse senza trovarlo al suo fianco. Cosa avrebbe pensato? Erano ormai le 10 di mattina!
L’ansia tornò prepotentemente, ma doveva muoversi! In camera i suoi vestiti però non c’erano, prese quindi le prime cose che riuscì a trovare nell’armadio disordinato di Lorenzo e corse in bagno per darsi una veloce sistemata. Aprì il rubinetto e iniziò a lavarsi il viso, dopodiché si guardò allo specchio per vedere le sue condizioni. E li rimase a bocca aperta, vedendo non il suo viso, ma quello di Lorenzo, riflesso dallo specchio sopra il lavandino! “Ma che cazzo succede??” Gridò incredulo e spaventato.
Era un sogno, oppure era tutta colpa dell’alcool, non c’era altra spiegazione! Iniziò a schiaffeggiarsi il viso con forza, continuando a guardarsi senza sapere cosa stesse facendo. Ma niente, non succedeva niente. Ritornò frettolosamente nella camera da letto per cercare indizi, qualsiasi cosa potesse aiutarlo a capire la situazione. Ma li il suo sguardo si soffermò su Kristina… rappresentava la perfezione con i lunghi capelli biondi leggermente mossi, quel seno abbondante, i capezzoli perfettamente proporzionati e simmetrici che aspettavano solo di essere ciucciati, quella striscia fina di corti peli biondi che sembrava quasi indicare la direzione per il frutto del piacere, in quel momento oscenamente esposto… e il culo, che purtroppo non poteva vedere data la posizione di lei, ma la cui immagine era ben stampata nella sua mente; cosa avrebbe dato per poterlo sculacciare, morderlo senza freni, poterci infilare dita, lingua e cazzo! Così perfetto, tondo, sodo e proporzionato perfettamente al resto del corpo, modellato da ore e ore di allenamenti in palestra! Questi pensieri portarono immediatamente ad una poderosa erezione: guidato dal cazzo e non più dalla mente, si spinse con la mano tra le cosce leggermente dischiuse della ragazza, accarezzando inizialmente il monte di Venere, e scendendo lentamente verso il basso, pronto ad andare a stuzzicare il clitoride! Iniziò a massaggiarlo lentamente per paura di poterla svegliare; guardò il suo viso, persino mentre dormiva aveva un’espressione da gran troia, e ciò lo fece arrapare ancora di più: prese coraggio e intrufolò furtivamente il dito medio nella vagina, continuando con il pollice a toccare il clitoride che iniziava a dare segni di eccitazione… nel sonno lei iniziò a mugolare, probabilmente quel trattamento le faceva piacere! Infilò quindi senza problemi anche l’indice, continuando la stimolazione superiore con il pollice. Infoiato come non mai, aumentò di poco il ritmo.
“Pazzesco!” pensò con il sorriso stampato sul volto; stava masturbando una delle protagoniste dei suoi sogni erotici più spinti mentre lei dormiva, non ci poteva credere! Quanto cazzo era figa Krist….. ma in quel momento come scosso da un fulmine si riprese subito. Che stava facendo?
Tolse di scatto la mano, vergognandosi per il gesto appena compiuto. Per un istante gli sembrò di notare nel volto di Kristina un’espressione di disappunto, come fosse amareggiata e indispettita per lo stop improvviso di quel particolare trattamento! Sorrise, era stato bello ed estremamente eccitante! Guardò per qualche secondo la mano con cui l’aveva penetrara, estremamente orgoglioso di se. Le dita, ancora inumidite dagli umori, sembravano quasi luccicare alla luce del sole che passava dalla finestra. Istintivamente, portò la mano verso la bocca, pronto ad assaporare quell’essenza fino in fondo. Iniziò a succhiare famelico le sue stesse dita: era estasiato dal sapore e continuò a leccare per diversi secondi.
Quando ebbe finalmente finito, il sangue fece ritorno al cervello e ricominciò a ragionare lucidamente. Era un porco, ma l’unica cosa importante ora era risolvere questa situazione, trovare risposte, e la prima voce nella lista delle cose da fare era trovare Lorenzo. In quel momento ebbe l’illuminazione: Lorenzo portava sempre dietro il cellulare, poteva quindi provare a chiamarlo! Prese inconsciamente il cellulare sopra il comodino, ma nella rubrica il numero di Lorenzo non era presente. Per forza! Si accorse che quello era il cellulare di Lorenzo e non il suo!
Riccardo provò allora a fare l’unica cosa apparentemente sensata: provare a chiamare il suo stesso numero per capire che fine avesse fatto il suo cellulare, così magari da ritrovarlo in casa (se fosse stato nelle vicinanze avrebbe sicuramente sentito la suoneria) o mettersi in contatto con qualcuno che avesse trovato il telefono nelle ultime ore, sua moglie o lo stesso Lorezo magari, così da capire qualcosa in più!
Chiamò; non sentiva la suoneria in casa, quindi doveva averlo lasciato sicuramente da qualche altra parte. Squillò per alcuni secondi, quando alla fine rispose una voce molto familiare, che riconobbe all’istante: era la sua.
“Pronto! Con chi parlo?” La voce era agitata.
“Sono Riccardo! E tu chi sei? Perché hai il mio cellulare e… la mia voce??”
Parlando lucidamente per la prima volta da quando si era svegliato, fece un’altra sconcertante scoperta: oltre ad essere nel corpo dell’amico Lorenzo, aveva anche la sua voce. E se dall’altra parte aveva risposto un individuo con il suo cellulare e il suo stesso timbro vocale, probabilmente voleva dire che….
“Sono Lorenzo porca puttana! Ma che cazzo di sogno è mai questo?”
“Lorenzo, brutto coglione non è un sogno, ci siamo scambiati i corpi! Io sono te e tu sei me, o meglio io sono nel tuo corpo e tu sei nel mio!”
“Cazzo ma quanto hai bevuto ieri sera? Ti ho visto brillo, ma non pensavo fossi completamente andato!”
“Scemo questa è la realtà, ma non capisco come possa essere successo! Ricordo solo che ieri notte sono tornato a casa pensando a quanto fosse bella la tua vita, ma ricordo anche di essermi addormentato di botto nel mio letto, e stamattina mi sono svegliato nel tuo, e con il tuo corpo!”
“Anche io sono tornato a casa immaginando di essere te… ma vuoi dire che è successo come in quei film in cui si scambiano le anime?”
“Una cosa del genere, potrebbe essere!”
A Lorenzo sfuggì un ghigno: la situazione era paradossale e pesantemente complicata, però li per li non poté fare a meno di pensare agli aspetti positivi, testati in parte già pochi attimi prima.
“Riccardo troveremo una soluzione, il mio consiglio al momento è di comportarci normalmente per non far sospettare nessuno, altrimenti ci prenderebbero per pazzi e ci farebbero rinchiudere in qualche manicomio. Per questi 2 giorni viviamo la normalità con tutto ciò che ne consegue, e da lunedì cercheremo una soluzione, sempre che non si rimetta tutto apposto a breve!”
“Che intendi quando dici con tutto ciò che ne consegue?? Lorenzo mia moglie sta ancora dormendo? Stacci lontano pervertito che non sei altro!!”
“Tranquillo non devi preoccuparti per questo (naturalmente mentiva), si è svegliata poco fa ed ora è andata a preparare la colazione. Comunque l’importante è cercare di non comportarsi stranamente. Quindi cerca di goderti il weekend con Kristina, sai che è una ninfomane assetata di cazzo, se non la scopi almeno 3 volte al giorno diventerebbe sospettosa, quindi ti do il permesso di accontentarla, come hai sempre desiderato di fare! Ora scusa ma sta tornando tua moglie, devo mettere giù, sarebbe difficile poter spiegare questa telefonata! Ci aggiorniamo al più presto, ciao ciao!”
“Brutto coglione non riattaccare!!” Ma era troppo tardi.
Comunque aveva ragione, nessuno avrebbe potuto capire la situazione, doveva provare ad essere Lorenzo per le ore successive, e intanto pensare ad una soluzione. Girandosi verso il letto, si perse nuovamente nella totale nudità di Kristina; forse questa situazione poteva portare qualche vantaggio……
Lorenzo dopo aver messo giù il telefono, era scosso ma felice; fino a 2 minuti prima pensava di essere in un sogno, ora aveva la certezza di essere nel corpo dell’amico di sempre, e di poterne vivere la vita come aveva sempre sognato: tanti soldi, una moglie bellissima, segretarie pronte a tutto pur di mantenere il posto di lavoro in azienda, la stupenda figlia Francesca,… forse era meglio non farsi troppi film in testa ma pensare alle cose semplici e concrete: nel bagno a pochi metri di distanza, Lucia stava facendo la doccia, lui era rimasto a cazzo duro, e avrebbe potuto fare tutto quello che voleva;
Vivere al massimo sfruttando ogni occasione della vita che Riccardo non aveva mai avuto il coraggio di prendere. Iniziando naturalmente dalla moglie! Cosa sarebbe potuto succedere? Avrebbe di certo fatto un favore all’amico, riportando il fuoco della passione all’interno della coppia. Entrò quindi deciso nel bagno; Lucia era appena uscita dalla doccia, avvolta nell’accappatoio. Guardò perplessa il marito entrato con irruenza insolita. Lorenzo si fermò a pochi centimetri da lei, e con voce decisa le disse: “Spogliati!!”
CONTINUA…

CAPITOLO 5:

“Spogliati!” ordinò Lorenzo con tono deciso a Lucia.
La donna rimase a bocca aperta, era dai tempi del liceo che Riccardo non avanzava richieste così dirette; negli ultimi anni era sempre stato gentile ed educato, rispettoso e poco incline a farsi trasportare da impulsi passionali, soprattutto nell’ultimo periodo, dove sembrava che la passione si fosse affievolita definitivamente. Ma quel giorno sembrava cambiato, soprattutto in seguito al felice risveglio che le aveva dedicato. Pensava fosse frutto solamente della bevuta della sera precedente, quando usciva con quello sciagurato di Lorenzo esagerava sempre e tornava spesso alterato, ma raramente prendeva l’iniziativa in modo così audace. Le scappò una risata: “Amore, sei stato strepitoso stamattina , ma devo muovermi, ho molte cose da fare oggi, anche se queste particolari attenzioni mi fanno piacere, magari possiamo riprendere il discorso nei prossimi giorni!”
“Spogliati subito!” ripeté Lorenzo, alzando il tono della voce, sempre deciso e autoritario.
La moglie si preoccupò; non stava scherzando, non voleva solamente istigarla per dimostrarle che era ancora attratto da lei e dal suo fisico: quella non era una richiesta, era un ordine. Tornata seria, si slacciò lentamente la cintura dell’accappatoio, e lasciò scivolare a terra l’indumento, rimanendo completamente nuda.
Dimostrava meno dei suoi reali 36 anni: in perfetta forma fisica, aveva un corpo splendido nonostante avesse avesse avuto una figlia in giovanissima età. Figura snella, con culo abbondante, quasi sproporzionato rispetto al corpo ma molto piacevole e in contrasto con il seno medio (una seconda abbondante): era una vera bellezza. Ma la cosa più intrigante era il viso: sguardo innocente, faccia pulita da brava ragazza, le davano l’aspetto di una signora casta e pura, da moglie devota e buona madre di famiglia, figura che fino a quel momento aveva sempre incarnato alla perfezione.
Il vederla nuda provocò all’uomo un brivido che attraversò tutto il corpo. Istintivamente le si avvicinò e la baciò con passione, mettendo tutta la lingua che aveva, e nel mentre iniziò a palpeggiarle il culo con violenza animalesca, facendole quasi male. Si staccò dopo secondi che sembrarono una vita. Fece un passo indietro e continuò a guardarla tutta. Poi, preso da una voglia incontenibile, iniziò a toccarle le tette, che riusciva a contenere perfettamente nelle mani; iniziò poi a stringere la presa, concentrandosi successivamente sui piccoli capezzoli: iniziò a torturarli stringendoli tra il pollice e l’indice, iniziando a tirarli e girarli leggermente, sentendoli gonfiarsi ed indurirsi sotto le dita.
“Adesso basta dai, mi stai facendo male!” disse lei. Ma Lorenzo ormai non capiva più niente. Accecato dalla voglia che tornava a farsi sentire nelle mutande, tenendo sempre saldi i capezzoli nelle mani, iniziò a tirare la moglie verso il basso. Accompagnando il movimento, Lucia si ritrovò in ginocchio davanti al cazzo duro di lui, che creava un enorme rigonfiamento nei boxer.
A quel punto Lorenzo lasciò i capezzoli per calarsi l’unico indumento che aveva addosso, rimanendo pure lui completamente nudo. Prese la donna per i capelli, avvicinandola senza troppi problemi verso il membro eretto. Lei, come ipnotizzata, aprì automaticamente la bocca per ospitare quel bellissimo cazzo che poco prima l’aveva fatta godere come da tempo non succedeva. Lorenzo iniziò a muoverle la testa avanti e indietro sempre tenendola per i capelli, ma bastò poco per farle capire cosa voleva. Iniziò il movimento da sola, cercando di accogliere più cazzo possibile; tornata alla punta, leccava famelicamente la cappella gonfia, per poi ributtarsi in avanti cercando di arrivare a prenderlo tutto fino in gola. Le prime volte non ci riuscì, ma dopo alcuni minuti Lorenzo vide il suo cazzo scomparirle totalmente in bocca. Lucia sempre più presa dalla situazione, arrivata in fondo tirava fuori pure la lingua alla ricerca delle palle da leccare.
“Lo sapevo che eri una grandissima pompinara” sussurrò lui, estasiato dal lavoro di bocca impeccabile. Il ritmo iniziò a farsi più intenso, tant’è che le riprese la testa con entrambe le mani per tenerla ferma, e con mirati e violenti colpi di bacino iniziò letteralmente a fotterle la bocca. Cominciò a pompare infoiato come non mai, senza preoccuparsi dei brevi momenti di soffocamento che le provocava ogni qualvolta infilava il cazzo fino in fondo, accompagnati anche da lievi conati!
Quando giunse il momento di godere, si staccò e si allontanò una decina di centimetri dal volto paonazzo della bella Lucia, che capì subito le sue intenzioni e spalancò la bocca pronta farsi riempire di seme. Lorenzo si segò per alcuni istanti pronto a raggiungere l’apice del piacere, puntando dritto verso il viso di lei, e venendo poi copiosamente, schizzandole un po’ il viso ma cercando soprattutto di centrare la bocca, frutto di quel piacere.
“Ingoia tutto, come una puttana” disse senza pensarci, ma rendendosi subito conto della volgarità rivolta a quella che le circostanze avevano portato ad essere sua moglie. Lei però non si lamentò, anzi, guardandolo dritto negli occhi chiuse la blocca e deglutì, riaprendola subito dopo per mostrare orgogliosa come una vera e propria troia di aver mandato giù tutta la sborra!
Lorenzo era molto soddisfatto. Se questo era l’inizio, lo aspettavano giorni molto interessanti!

CONTINUA…

Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !

Leave a Reply