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Sorella Maggiore

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Questo che sto per raccontarvi è davvero intimo, più intimo della mia serata pazza a praia a mare con quei ragazzi napoletani.

Sono sempre io Federica, ho 19 anni e sono calabrese, ho un fratello più piccolo di 5 anni.

Ho un fratello più piccolo di 5 anni, non è molto sveglio lo riconosco, o perlomeno, vabbe, ha i suoi amici, 2-3, ma a scuola, non è una novità al giorno d’oggi che esistano i bulletti e lui ne è vittima ogni tanto, il problema che qualcuno di quei bulletti vive pure nella nostra stessa zona, hanno la sua stessa ètà.

L’anno scorso mio fratello aveva litigato con dei ragazzini a scuola ed era tornato a casa confidando che i soliti bulli di scuola, con cui aveva avuto problemi, avevano organizzato all’uscita di scuola un a specie di torneo di “chiamiamole arti marziali” e in sintesi mio fratello aveva preso le botte.

Io visto che non era la prima volta che succedeva, mi sono infastidita molto e visto che i miei non erano a casa gli ho chiesto dove potevo trovare questi tipi, lui mi ha spiegato, che frequentavano un campetto di calcetto disastrato, abbandonato, allora sono andata, ero vestita con un vestitino nero e le ballerine ai piedi, sono arrivata col motorino e ho chiesto in giro dove fossero, conoscevo questi ragazzini alla fine erano delle palazzine più avanti delle nostre.

Intravisti dove fossero, ho notato che erano in comitiva con altri tre ragazzini, tra loro c’era pure un ragazzino di colore.

Dalla rabbia sono uscita di casa senza nemmeno truccarmi, mi sono avvicinata e gli ho detto:

“chi è Manuel?”

“sono io perche”

“lo sai chi sono io?”

Lui ridento, si voltò verso un ragazzino accanto a lui e borbottò qualcosa.

“ehh parla più forte che non ho capito”

“ti conosco ho un paio di mutande tue me le ha date tuo fratello”

“ma che cazzo dici? Ma che cazzo vuoi da mio fratello?”

Ridendo con fare di sfida disse 

“un altro paio di mutande tue ahahah da te però”

In un attimo di rabbia dovuta al fatto che quel ragazzino, si rivolse a me che avevo 18 anni con quell’atteggiamento gradasso, bullo, oserei dire mafioso, ho avuto uno scatto improvviso e in un attimo mi avvicinai a lui dandogli uno schiaffo in faccia talmente veloce che non ha capito niente, ma ridendo disse verso gli amici;

“non me le vuole dare le mutande ahah”

Gli amici mi fermarono subito prima che gli dessi altri schiaffi e mi hanno allontanata da lui dicendomi:

“e stai ferma scema, ma che cazzo fai stupida, sta scema di merda”

Io;

“lasciatemi che vi prendo a schiaffi a tutti”

“ma che fai cretina…un pompino al massimo ci fai”

Quello di colore mi ha tirata dal braccio e mi ha detto :

“Andiamo a parlare la”

C’erano dei vecchi spogliatoi, entrati in quel posto Manuel, il ragazzino a cui diedi lo schiaffo,  mi ha subito bloccata al muro.

“se vuoi che lasciamo in pace quell’ebete di tuo fratello dammi le mutande”

“ma vaffanculo coglione”

“dacci le mutande ti ho detto”

Io non sapevo che fare in una situazione del genere, la sicurezza che avevo esternato all’inizio, stava iniziando a scemare vedendo innanzitutto che erano 5 ragazzini e non due come immaginavo, e comunque notando che non avevano nessuna paura neanche di me che ero più grande di loro.

ho detto: 

“Ma poi lo lasciate in pace veramente?” 

e Manuel: 

“si ma tu dacci le mutande ti ho detto, toglitele e dammele”

Ero poggiata a quel muro, con questi 5 ragazzini davanti a me, in quegli spogliatoi abbandonati.

Abbassai la testa e lo sguardo, portai le mie mani lungo i fianchi sollevando leggermente il vestitino, e cercando di non alzarlo troppo per non dare troppo spettacolo, piegandomi un po in avanti dando le spalle al muro in modo che non potessero vedere niente di me, le ho sfilate con difficoltà perché complice il sudore dovuto alla situazione difficile che stavo vivendo, le mutandine si arrotolarono su loro stesse e allora non sono riuscita a sfilarle con facilità come avevo pensato ma arrotolandosi intorno alle mie cosce feci più fatica e questa situazione mi fece diventare rossa in faccia.

Ho alzato i piedi per non far cadere le mutandine a terra e tutte arrotolate su loro stesse le diedi in mano a Manuel.

 Ci fù un momento di esaltazione dato da alle loro risatine, Manuel portò le mutandine al naso annusandole e disse agli amici:

“sono calde ahahah”

Passò le mutandine agli altri che a giro le annusavano commentando ognuno a modo loro

“sono calde…sono bagnare…sono sporche…”

 Uno di loro mi disse

“dicono che hai la fissa aperta fammela vedere”

 “no basta cosi” 

“dai divertiamoci un po che c’è di male sei già senza mutande”

“no, Mauel ha detto che le mutandine volevate per lasciare in pace mio fratello , ve le ho date mo basta”

“e chi è Manuel? Non gli rompe il cazzo lui a tuo fratello glielo rompo io chi cazzo è Manuel?”

“noi lasciamo perdere tuo fratello ma tu fai quest’alta cosa dai che non ti costa niente”

Mentre ero spalle al muro si è avvicinato e mi ha cercato di baciarmi, io mi sono scansata e lui mi ha baciata sul collo, mentre i due che erano ai miei lati mi alzavano la mini, e una mano che mi toccava la fica, e di colpo ho sentito due dita che mi scivolavano dentro, io ho spalancato la bocca e ho avuto un gemito, anche perché quel bacio sul collo stava diventando un succhiotto mi sentivo succhiare al collo, ma non riuscivo a parlare e lui:

“è bagnata”,

 allora ho sentito dei cazzi strusciarmi sulle mani, volevano che li prendessi in mano ma non lo feci, allora calcarono la mano infilandomi il terzo dito nella fiacche mi fece spalancare di nuovo la bocca e quei cazzi mi entrarono nelle mani e io li presi.

io ormai mi ero sciolta e non mi opponevo più, mentre quello che mi sditalinava diceva in dialetto “ti piace puttanedda? U frata nu cazzuna, e a soru na lorduna” 

traduzione ( ti piace puttanella? Il fratello un coglione e la sorella una lordona)

il ragazzo di colore si chiamava eddy e lui rivolto ad eddy ha detto ‘eddy toccagli la fica, il ragazzo è venuto e ha messo tre dita dentro mentre io ansimavo, poi mi ha detto

“succhiaci i cazzi che poi te lo ficchiamo”,

 mi sono inginocchiata e ho preso in bocca quei cazzi rossa in faccia per la vergogna, Eddy aveva un cazzo fuori misura per un ragazzo della sua età, e gli altri ridevano e mi dicevano 

‘guarda sta zoccola che gli piace il cazzo nero ahaha” 

e mentre ero accosciata, piegandomi sulle gambe abbasando il vestitino in modo da essere coperta, uno da dietro mi ha alzato di nuovo il vestitino lasciandomi accosciata sui piedi ma con il vestitino alzato alla pancia, poi in quella posizione, da dietro mi mise due dita nella fica.

Il loro obbiettivo era sottomettere pure me come mio fratello facendosi fare un pompino da me.

In quella posizione avevo un cazzo in bocca e due nelle mani, mentre gli altri due si alternavano a toccarmi la fica che ormai era veramente bagnata e tanto.

Manuel davanti ai suoi amici mi tolse il cazzo dalla bocca e lo alzò dicendomi di leccargli le palle davanti hai suoi amici, intanto i ragazzini iniziavano a venire il primo mi prese alla sprovvista mentre leccavo le palle a Manuel e mi ha colpita culla testa e sulla tempia, un altro mi venne sulla schiena sporcandomi il vestito, un altro mi tolse il cazzo dalla mano e mi ha schizzata lo sperma in testa e sulla fronte.

Mi facevano male le gambe n quella posizione, Eddy mi aiutò ad alzarmi, lui e Manuel ancora non avevano sbarrato, Manuel mi fece poggiare con le mani al muro in piedi e da dietro mi mise il cazzo nella fica, avevo dentro di me un ragazzino dell’età di mio fratello che mi stava scopando, mi teneva dai capelli e eddy mi diede uno schiaffo sulla natica, Manuel mi stava scopando senza preservativo, non volevo senza, mi disse:

“mmm che sei calda, ha la fissa caldissima”

Ha tolto in tempo il cazzo e mi ha schizzata sul sedere, poi mi stavo abbassando la gonna ma eddy disse;

“tocca a me”

“no basta ragazzi dai senza preservativo poi”

“ma smettila, che faccio io mi faccio una spugnetta adesso”

Mi ha rialzata la gonna e mi ha penetrata, un cazzo davvero grosso, ansimavo e lui;

“ti piace eh? Ti piace”

Io non rispondevo per dignità ma ero bagnata, non durò molto, pure lui lo ha tolto in tempo prima di sbarrarmi dentro ma fece in tempo a farmi abbassare non capivo perché mi stava facendo abbassare, il primo schizzo mi è arrivato sul seno sporcando pure lui il vestito ma il secondo schizzo mi ha beccata in pieno viso sporcandomi.

Le voci di loro che dicevano “brava Federica sempre cosi”

Mi sono abbassata il vestitino , le mutande se le sono tenute con le mani ho cercato di pulirmi alla meno peggio anche se le macchie sul vestito e lo sperma appiccicoso tra i capelli si vedevano chiaramente e me ne andai a casa.

Per commenti federicacozza2000@libero.it

1 commento

  1. parti con dei buoni propositi ma poi esce fuori la volgia del cazzo che ti fa sottomettere e diventare la troia di tutti

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