Leggi qui tutti i racconti erotici di: whitefeather

Ripubblico questo racconto, scomparso dal sito dopo l’ultima migrazione.

Era cominciato tutto due anni fa, quando mia moglie, fino ad allora tranquilla madre di famiglia 42enne, una sera di metà giugno, mentre eravamo in un villaggio vacanze in Puglia per una breve vacanza, si era lasciata trascinare sul palco dove si stava svolgendo un “concorso di bellezza” per signore: complice l’assenza dei figli, entrambi fagocitati in altra zona dalle attività serali del villaggio , Franca permise a Nicola, uno degli animatori, di sollevarla letteralmente fino sul tavolato assieme ad altre sei signore, quasi tutte più giovani di lei, piazzandosi onorevolmente al terzo posto nelle votazioni dell’entusiastico pubblico, nonostante l’età non verdissima e qualche chilo di troppo.
Quella sera mia moglie, solitamente tiepida a letto, una volta rientrati nel nostro bungalow si comportò in un modo che mi sorprese: invece di aspettare le mie eventuali advances e concedersi, come faceva di solito con un atteggiamento più di sopportazione che di reale entusiasmo, fu lei a prendere l’iniziativa, afferratami una mano se la passò sulla figa, incredibilmente bagnata, poi mi afferrò il cazzo e menandomelo con decisione me lo fece venire duro, per poi uscirsene con una frase che non le avevo mai sentito pronunciare prima: “Dai, ficcamelo dentro!”
Nei pochi giorni residui di vacanza Franca non fu così “sfacciata” ma comunque si dimostrò pur sempre più disponibile nei miei confronti, e perfino dopo il rientro in città rimase un po’ più “calda” del solito.
Una volta tornati a casa il suo comportamento si normalizzò,tranne che per un particolare: dopo che per 16 anni, dalla nascita cioè del nostro secondo figlio, mia moglie si era occupata ben poco del suo aspetto fisico, mi sorprese iscrivendosi ad una palestra “per buttare giù qualche chilo e rimettermi in forma”: la cosa mi fece ovviamente piacere, anzi confesso che ne fui addirittura entusiasta: Franca era ancora una bella signora, come si era dimostrato quando aveva partecipato al “concorso di bellezza” al villaggio vacanze, e se si fosse alleggerita un pò, avesse lavorato sugli addominali e i sui glutei: beh, sicuramente sarebbe stato un vero piacere vedersela attorno! Purtroppo a tanto entusiasmo per il fitness non corrispondeva altrettanto entusiasmo per il sesso, il finale di stagione mi obbligava a lavorare a ritmi davvero pesanti, il che incideva sfavorevolmente sui nostri “incontri ravvicinati” ma mi consolavo contando su tempi migliori, quando cioè saremmo andati nuovamente in ferie e infatti, quando qualche settimana più tardi fu il momento di decidere dove andare per i fatidici 15 giorni di vacanza in agosto, mia moglie non ebbe esitazioni, dichiarando apertamente di voler tornare dove eravamo stati in giugno, trovando anche nei figli due decisi alleati: non che io avessi nulla da obbiettare: il posto era splendido, l’organizzazione eccellente, se si aggiunge che anche i costi non erano stratosferici prenotammo e all’8 di agosto ci presentammo al villaggio.
Quando fu il momento fatidico della “prova costume” rimasi piacevolmente colpito: nei due mesi che erano trascorsi tra la prima e la seconda vacanza al villaggio, mia moglie aveva chiaramente perso almeno 4 o 5 kg, inoltre era chiaro che doveva aver fatto della gran ginnastica perché addome, fianchi e cosce erano molto più tonici di quanto io non mi ricordassi, come non bastasse doveva essersi fatta qualche seduta di lampada integrale perché sfoggiava già una leggera abbronzatura e non bastava, come non potei fare a meno di notare mentre si svestiva, si era fatta regolare il cespuglietto di pelo all’inguine, che al naturale era molto folto e scuro, facendolo diventare un perfetto rettangolo di peli corti e pettinatissimi e come e tutto questo non fosse stato abbastanza, quella grandissima zoccola, sdraiandosi sul letto e allargando le gambe mi fece vedere che era del tutto depilata tra le grandi labbra, cosicchè erano in evidenza, leggermente aperte oltre che sporgenti le ninfe, rosee e leggermente umide di umori: vedere mia moglie sdraiata nuda e a gambe a larghe mentre si accarezza la figa depilata di fresco ebbe un immediato effetto sul mio cazzo, che si indurì istantaneamente: non persi quindi tempo e saltai sul letto accanto a lei, dicendole: “Ehi, porcellina, ma lo sai che hai una fighetta assolutamente splendida? Ho proprio voglia di darle una bella ripassata!” Mentre le dicevo così avevo cominciato a stuzzicargliela con due dita, che presto le infilai dentro: Franca era un lago! Non persi tempo, mi piazzai tra le sue cosce e puntai diritto il cazzo sull’apertura ormai abbondantemente bagnata: mia moglie non si tirò indietro, anzi mi incoraggiò a scoparla, dicendomi: “Sìì, ho bisogno del tuo cazzo! dammelo tutto, pompami forte la figa, voglio sentirlo fino in fondo!” Mentre io ci davo dentro mi resi conto che la figa di Franca, che da quando aveva partorito non era mai stata particolarmente stretta si stava allargando sempre di più: la cosa era intrigante, anche se così larga non la sentivo praticamente più, e glielo dissi: “Cazzo, ma ti sei allargata di brutto ! ci si balla, dentro questa figona! mentre Franca si prendeva il gusto di prendermi anche in giro sull’argomento, dicendomi “Sì, infatti non ti sento più, aspetta un po’… dopo di che iniziò a muovere il bacino a sinistra e a destra, facendo in modo che il mio uccello strofinasse alternativamente una parete o l’altra della sua figona dilatata:pochi minuti di quel trattamento e venni senza potermi trattenere oltre.
Dopo questo “incontro ravvicinato”, giunto tanto imprevisto quanto gradito, Franca senza nemmeno andare in bagno ad asciugarsi si mise il costume, col quale faceva davvero una splendida figura, e mi chiese: “Vieni in spiaggia anche tu?”
Ovviamente risposi di sì, mi misi il costume e scendemmo al mare.
Mentre mia moglie cominciava a rosolarsi al sole del pomeriggio, io feci una lunga nuotata verso il largo, per poi nuotare lentamente sul dorso verso riva: la corrente mi fece ritornare a terra un centinaio di metri più a destra rispetto a dove ero entrato in acqua, e quindi una volta a terra feci una breve camminata sul bagnasciuga, ma venni fermato da uno degli animatori con cui in giugno avevo fatto il corso di tiro con l’arco: Sandro fu contento di rivedermi, mi chiese notizie di Franca e dei ragazzi, poi mi disse che se avessi voluto proseguire nell’esercizio dell’arco lo avrei trovato l’indomani mattina alle 10.00 nel campo alle spalle del villaggio: lo ringraziai e percorsi la breve distanza che mi separava dal lettino dove avevo lasciato Franca, ma dove l’avevo lasciata mia moglie non c’era: visto che mancava anche la sua borsona da spiaggia pensai che qualche contrattempo l’avesse fatta rientrare in camera, ma dato che il mio cellulare era anch’esso nella sua borsa non potevo contattarla, per cui decisi di rientrare al nostro bungalow: mentre mi avviavo incontrai un altro degli animatori, con il quale scambiai quattro chiacchiere, ricavando un invito per il windsurf l’indomani mattina.
Dopo una decina di minuti ero davanti alla porta del nostro piccolo alloggio, ma dato che anche la scheda per la porta era nella borsa di Franca e avendo bussato un paio di volte senza ricevere risposta decisi di andare al campo sportivo dove i nostri ragazzi andavano quando non erano in spiaggia: raggiunsi il campetto, dove trovai i ragazzi che stavano giocando a pallacanestro con altri più meno coetanei, a quel punto ritornai al bungalow, bussai nuovamente e questa volta Franca mi venne ad aprire:
“Ma dove eri finita? Ero un po’ preoccupato..”
“Scusami, hai ragione” fu la sua risposta- “ma mentre ero al sole “lei” ha cominciato a prudermi in modo folle, e son dovuta tornare di sopra e farle un lavaggio in profondità con l’acqua bella fredda…forse me l’hai adoprata un po’ rudemente, e non ci sono più abituata…” mentre tutta sorridente Franca mi spiegava il motivo della sua scomparsa si era infilata un altro costume, non meno rivelatore del primo che aveva indossato in spiaggia e si preparava a scendere nuovamente a mare: “Vieni?” mi chiese, e ovviamente risposi di sì, seguendola per la seconda volta verso la spiaggia.
Mentre scendevo la guardavo e la vedevo come non l’avevo mai vista: il copricostume, leggerissimo, non nascondeva nulla, Franca camminava sculettando come non mi ero mai accorto che facesse, forse per colpa degli zatteroni che la facevano sembrare 10 cm più alta di quel metro e sessanta che era in realtà, e che erano anch’essi una novità nel suo abbigliamento, non c’era niente da fare, i due mesi di palestra si vedevano tutti, il culo era nettamente più tonico rispetto alla vacanza di giugno, e anche la pancia, che in una over 40 con due figli all’attivo non è quasi mai piatta, era comunque solo piacevolmente accennata: “i miei complimenti al personal trainer” pensai mentre stavamo cominciando a affondare i piedi sulla sabbia.
Per una mezz’oretta restammo sdraiati al sole, ma mentre il sole comincia ad allungare le ombre degli ombrelloni l’aria divenne un po’ troppo calda e quindi ci buttammo in acqua correndo mano nella mano come due fidanzatini!
Dopo una ventina di minuti passati giocando in acqua Franca si dichiarò soddisfatta del suo primo giorno di mare e ritornò al suo lettino, mentre io continuavo a nuotare avanti e indietro ad una cinquantina di metri dalla spiaggia: alternando il crawl al nuoto sul dorso, meno faticoso andai avanti e indietro almeno una ventina di volte, ma ad un certo punto vidi una strana figura vestita con pantaloni lunghi e camicia bianca fermarsi all’altezza del lettino di Franca: senza smettere di nuotare cercai di capire cosa stava succedendo: l’uomo non era certo giovane, almeno sui 55/60 anni, massiccio, alto sul metro e settanta, molto abbronzato, un particolare mi colpì: aveva la mano destra coperta da un guanto nero di pelle, fatto ovviamente inspiegabile, a meno che non si trattasse di una protesi…. ma certo! Quell’uomo era l’organizzatore delle serate al villaggio: era lui che portava i complessini musicali per le serate danzanti, era lui che organizzava le gare di ballo e, guarda un po’, il concorso di bellezza a cui Franca aveva partecipato durante la mini vacanza di due mesi prima! Era un ex contrabbandiere, ma la mano destra l’aveva persa da giovane, mentre pescava con l’esplosivo, una volta ritiratosi dalla pericolosa professione aveva investito i suoi soldi nel villaggio di cui eravamo ospiti, ovviamente la gestione dal punto di vista alberghiero era affidata ai figli, quattro fra maschi e femmine, lui si limitava a organizzare qualche evento secondario, tanto per avere una scusa per gironzolare nel villaggio, secondo qualcuno oltre che per tenere d’occhio i figli, anche per vedere se c’era una qualche mammina da intrattenere mentre i bambini erano affidati ai baby animatori!.
Era facile immaginare che stesse invitando Franca a partecipare al concorso per la miss di agosto: in realtà le donne che avevo intravisto in giro per la spiaggia erano ben più giovani e belle di quelle che Franca aveva “battuto” , oltre che molto più numerose, e anche se mia moglie si era “rimessa in forma” per l’occasione.
Dopo aver fatto ancora un paio di avanti e indietro davanti alla spiaggia raggiunsi la riva, ad una cinquantina di metri da Franca: avevo dato abbastanza tempo al “patron” del villaggio per entrare in contatto con la possibile concorrente, e potevo vederlo già in lontananza mentre risaliva in direzione della palazzina della reception.
Appena arrivato mi sentii dire da Franca:”Sai che il padrone del villaggio è venuto apposta per invitarmi a partecipare al concorso di Miss Agosto? Mi ha detto che faranno due categorie, sotto e sopra ai 40 anni.mi sa che stavolta ho buone probabilità di vincere! C’è in palio una settimana di vacanza per 4 persone in settembre! Pensa: tornare a casa il 22 agosto e tornare giù una settimana dopo, gratis!”
“Già” -risposi io- “e a lavorare chi ci va? Se tengo chiuso all’inizio di settembre sai che fine fa la mia affezionata clientela? Vabbè, ci penseremo, tu comincia a vincere che poi per settembre vediamo!”
Mi resi conto di aver risposto con un tono poco simpatico, da cui traspariva una certa irritazione e mi domandai se la causa fosse stato aver visto il patron del villaggio intrattenersi con mia moglie mentre non c’ero, andandosene molto probabilmente appena Franca gli aveva detto che stavo nuotando verso riva.
Franca parve non cogliere il mio tono poco entusiasta, si girò a pancia sotto e mi chiese di slacciarle il reggiseno per prendere il sole sulla schiena, dopo di che chiuse gli occhi e insieme le trasmissioni.
Solo una mezz’ora più tardi, mentre io avevo completato un paio di schemi della Settimana Enigmistica mia moglie parve riemergere dal suo profondo sonno, e dopo aver manovrato per riallacciarsi il sopra del costume si stiracchiò ben bene dicendo “Ah, mi ci voleva proprio un sonnellino! dai, andiamo a casa che ho bisogno di una bella doccia!”
“Agli ordini, signora!” scattai in piedi, presi la sua borsa e mi accinsi a seguire il culo di Franca che ondeggiava languido, un paio di metri davanti a me, lungo i trecento metri in leggera salita che ci separavano dal nostro bungalow.
Appena entrati mia moglie mi chiese se mi dispiacesse lasciarle fare la doccia per prima, ma io le risposi che c’era spazio per due persone nella cabina ovale e quindi la seguii senza darle il tempo di ribattere: il tempo di sfilarmi il costume e mi ritrovai col cazzo in tiro sotto l’acqua tiepida che rendeva il culo di mia moglie ancora più appetitoso: le afferrai le chiappe con entrambe le mani e mi misi ad “impastargliele”approfittando del bagno schiuma che le rendeva belle scivolose: Franca cacciò uno strilletto pro forma ma mi lasciò libero di manovrare, arretrando fino ad appoggiarmisi addosso: a quel punto spostai le mani dal culo alle tettone, sottoponendole al medesimo trattamento: mia moglie inarcò la schiena, strusciandomisi addosso ancora più forte: o glielo mettevo dentro o esplodevo da solo: la feci piegare in avanti, attaccata ai rubinetti della doccia e glielo ficcai senza riguardo nella figa ultrascivolosa dei suoi umori e del bagno schiuma: colpi violenti, tirandolo fuori quasi del tutto per poi sbatterglielo dentro di colpo: in un paio d’occasioni temetti di averle fatto male, perché Franca si alzò quasi da terra, ma in realtà mi rendevo conto che mancava qualcosa nella sensazione di possesso che la posizione avrebbe dovuto darmi: certo la figa che stavo pompando era larghissima, ma in quel momento era anche fondissima! il mio cazzo, di dimensioni assolutamente normali, ma che aveva sempre svolto il suo compito senza problemi non arrivava a toccarle l’utero…e pensare che in certe posizioni mi aveva pregato di fare piano, ma quella sera no, più ci davo e più restavo deluso e non riuscendo a capacitarmi di questa situazioni me la presi con lei: “Ma che cazzo di figa sfondata ti ritrovi oggi? Prima eri larga da far paura, ma adesso sei diventata talmente fonda …ma che fonda, sei sfondata, sei…razza di porcona, cosa ti sei presa in questa figona sfasciata!?” ma mentre facevo questi complimenti a mia moglie, che si dimenava come una vera troia, venni ignominiosamente e senza preavviso, mentre Franca gridava un sonoro “Nooo, non ancora!”, affrettandosi ad abbassare una mano sul clitoride che prese a sgrillettare furiosamente mentre io, per rimediare alla figuraccia, le infilavo quattro dita nella figa, pompandogliela freneticamente: ci vollero almeno dieci minuti perché la troia riuscisse a raggiungere l’orgasmo, al termine del quale la mia mano era talmente impiastricciata di sborra e di fluidi vaginali che, nonostante avessimo fatto sotto l’acqua corrente, ancora un paio d’ore dopo, mentre cenavamo, portando la forchetta alla bocca il profumo di donna prevaleva sugli spaghetti alla bottarga che stavo mangiando!
Fu solo dopo che, dato ai figli il permesso di stare fuori fino a mezzanotte, ci ritrovammo a letto che trovai il coraggio di domandare a Franca cosa le fosse successo “da quelle parti”: la risposta, nella sua falsità, come avrei scoperto in seguito, fu di una semplicità perfino commovente: “Ma amore, ho perso più di 5 kg, in parte li ho persi dall’ “imbottitura”, ma vuoi che non se ne sia andata anche un bel po’ di ciccia interna? Come avrei fatto altrimenti?”
Conditomi via con questa illuminante risposta Franca mi voltò le spalle e dopo pochi secondi russava beata.
L’indomani mattina, dopo la classica esagerata colazione a base di tutto- -quello-che-c’è-da-mangiare-al-mondo, mentre mia moglie si accingeva ad andare in spiaggia decisi di proseguire il mio addestramento da arciere, e mi recai al campo di tiro, dove trovai Riccardo, l’animatore che avevo incontrato il giorno precedente sulla spiaggia, che mi fece un sacco di feste, dichiarandosi contentissimo che avessi deciso di tornare al villaggio, oltre che lieto che volessi riprendere in mano l’arco. C’erano solo altri tre aspiranti arcieri, e Riccardo si divise tra noi quattro, ma dato che io non ero del tutto digiuno la mia fu una “lezione” personalizzata, al termine della quale riuscivo a colpire il bersaglio quasi ogni volta! ;)
Dopo un paio d’ore di tiri e infinite camminate avanti e indietro dalla piazzola di tiro al bersaglio, a 30 metri, decisi che mi ero divertito abbastanza, salutai Riccardo, dandogli appuntamento di lì a un paio di giorni, e dopo un rapido passaggio puntai verso la spiaggia: Franca non era sul lettino, ma il suo costume verde smeraldo me la fece identificare facilmente nella zona dell’acquagym, insieme a una ventina di signore, la maggior parte decisamente più avanti negli anni di lei: guardandola da lontano vedevo una splendida donna abbronzata e in forma, e mi tornarono in mente le sue parole, dette la sera precedente, poco prima di addormentarsi: “Ho perso 5 kg,un po’ dall’imbottitura e un po’ di ciccia interna..” : ma quella poteva essere una spiegazione per la figa sfasciata che mi era stata “servita”, caso più unico che raro, per ben due volte, ieri?
Sempre meno convinto dalle spiegazioni della mia signora decisi di metterla alla prova : infilata una maglietta di un colore molto simile a quelle del personale del villaggio e un cappellino da baseball rimasi all’ombra degli alberi che costeggiavano la spiaggia : quando mia moglie, finiti gli esercizi acquatici fu tornata al suo lettino non fece in tempo a tirare fuori il libro che stava leggendo che accanto a lei si materializzò Gerardo, il patron del villaggio: il colloquio tra i due non fu lungo: lui si limitò a farle segno di seguirlo, quasi senza fermarsi, e proseguì la camminata verso la zona uffici, mentre Franca, presa la borsona da spiaggia si incamminava proprio verso di me: feci appena in tempo a sparire dietro una catasta di sedie a sdraio che mia moglie svoltò l’angolo, imboccando il vialetto asfaltato che portava alla palazzina verso cui avevo visto poco prima dirigersi Gerardo.
Lasciai che Franca prendesse un minimo di vantaggio e poi spuntai da dietro il mio nascondiglio, appena in tempo per vedere Franca infilarsi, con una certa circospezione, in una porta a vetri sul fianco della palazzina.
Attesi un paio di minuti e poi la seguii: con molta cautela aprii la porta e mi guardai attorno: ero in un breve corridoio, su cui sia aprivano due porte, una per lato, da una provenivano due voci, una maschile, con un pesante accento pugliese e quella di mia moglie, che stava dicendo: “Guarda che non ho molto tempo, mio marito ad ogni momento potrebbe scendere a cercarmi, e poi ti ho già dato quel che volevi ieri pomeriggio…tra l’altro mio marito si è accorto che sono cambiata!”
“Ah sì? E come mai ti ha trovata cambiata?” chiese l’uomo con tono sfottente”
“lo sai benissimo, con i giochetti che mi hai combinato con quello me l’hai rovinata!”
“eheheheh, ma di che ti lamenti, che un cazzo grosso così non lo troverai mai, per non parlare di quanto è duro!”
“Ah, certo, duro è duro, ammise Franca, c’ha dentro l’osso!”
“Ecco, l’hai detto, è duro perché c’ha l’osso, e adesso apritela bene che voglio infilarti come meriti!” Franca tacque per qualche secondo, probabilmente per sfilarsi gli slip del costume, poi la sentii dire:
“Fai piano per favore, ieri me l’hai strapazzata un bel po’!”
“Sì, sì, va bene, faccio piano, ma tu mettiti bene, e già che ci sei fammi un bel lavoretto con quella bocca da pompe che ti ritrovi!”
Il dialogo non lasciava adito a dubbi, ma mi domandavo con che cosa Gerardo avesse spanato la figa a mia moglie: Franca aveva sempre gradito i giocattoli di gomma che ogni tanto le portavo a casa, ne avevamo anche uno gonfiabile, ma si trattava di oggetti flessibili elastici, e io avevo sentito parlare di osso…dovevo trovare il modo di sapere la verità…uscii da dove ero entrato e guardai lungo la parete: a un paio di metri d’altezza c’era una finestrella a un paio di metri d’altezza: mi guardai intorno, c’erano dei bidoni di plastica, ne impilai un paio e mi ci arrampicai sopra: la finestrella era appena accostata e nella penombra della stanza, un ripostiglio o poco più, potevo intravedere due corpi in una strana posizione, uno era di una donna abbronzata, semisdraiata su una pila di materassi, l’altro quello di un uomo con i pantaloni abbassati alle caviglie, che stava manovrando per infilare nella figa slabbrata ( ettecredo!) di Franca l’avambraccio destro, ed era già a un buon punto, visto che al gomito ci mancavano si e no dieci centimetri… mentre Gerardo iniziava a muovere il suo osceno moncone dentro mia moglie, questa iniziava a muovere la testa in su e in giù, evidentemente occupata a soddisfare con la bocca il vecchio sporcaccione, che, approssimandosi il momento dell’orgasmo aumentò il ritmo, già indiavolato con cui stava fottendo mia moglie, che all’improvviso si trovò in bocca il risultato della sua bravura, ma Franca aveva ancora del tempo prima di venire, e mentre l’avambraccio di Gerardo si avviava a sparire quasi del tutto dentro la sua figa sfasciata, mia moglie iniziò a sgrillettarsi ansimando al ritmo delle pompate che l’uomo le rifilava con quel mostruoso moncone che ormai le aveva ridotto la figa come quella di una madre di dieci figli: con un grido strozzato seguito da singhiozzi inarticolati Franca segnalò di aver raggiunto un orgasmo devastante almeno quanto l’effetto del braccio di Gerardo sulla sua figa, che quando l’uomo ebbe la bontà di liberare, si presentò spalancata come una bocca, oltre che oscenamente arrossata dal rude trattamento…quello di cui ero stato accusato io, con i miei miseri 15 centimetri di cazzo!
Scesi velocemente di bidoni su cui mi ero arrampicato e rimasi in ascolto delle chiacchiere “post coitum” dei due fornicatori: la prima a parlare fu mia moglie, che con tono piuttosto spiccio domandò a Gerardo:
“Ma siamo sicuri che poi mi farai vincere il concorso vero?, No perché tu sai cosa rischio a fare certi giochetti, mio marito fin qui la mia spiegazione sembra essersela bevuta, ma non sono tanto sicura che non torni sull”argomento”!
L’uomo rispose con tono annoiato: “Ma certo che te lo faccio vincere, a parte che qui comando ancora io, ma poi perché non dovrei fartelo vincere? Farà comodo anche a me farti tornare a settembre, anche perché, così, a naso, tu tornerai da sola, o al massimo con i tuoi ragazzini, sono convinto che il becco se ne resterà a Milano a lavorare, non credi?”
Così dicendo Gerardo doveva essersi avvicinato nuovamente a Franca, perché sentii il rumore di un sonoro sculaccione e la voce di lei che cacciava uno strillo, poi Gerardo riprese:
“Sai cosa potresti fare, per evitare ulteriori indagini da parte del maritino? Fatti fottere dietro, intendo nel culo, quello non te l’ho mica slargato, almeno per ora! ahahahaha! Mia moglie ribattè, piuttosto seccata:
“Beh, di infilarmi dietro quel coso te lo puoi scordare, e anche l’idea di dare il culo a Massimo non mi trova per niente d’accordo!”
“Beh, vedi tu, certo che se quando eri a Milano gliel’avessi data qualche volta non si sarebbe meravigliato della nuova forma…in fin dei conti quando venivi in palestra e farti fottere non te l’ho mica dato tutto il primo giorno, certo dopo due mesi eri cambiata, ma un po’ alla volta!”
“Eggià, perché secondo te quando tornavo a casa sarei stata in condizioni di farmi scopare anche solo da un cazzetto da 10 centimetri?ma per favore, dopo due volte me l’avevi spanata come quella di una vacca! mi ha fatto male per una settimana! comunque adesso devo andare, sennò viene fuori un casino che non ne hai idea, ti saluto, caro, e mi raccomando…!”
“Stai tranquilla, magari per maggiore sicurezza uno di questi giorni ti presento ai giurati!”
Lasciai il mio posto d’ascolto e me la filai verso la pinetina: da lì potei vedere Franca che si allontanava dalla palazzina in direzione del nostro bungalow: mia moglie non sculettava più sugli zatteroni, anzi sembrava piuttosto rigida, segno che il vecchio porco doveva averle dato una bella ripassata col suo moncone tutto fare; per quanto incazzato fossi mi venne un po’ da ridere, soprattutto pensando al rimedio che Gerardo le aveva suggerito per evitare ulteriori domande!”.
Forse fui un bel po’ stronzo, ma se l’alternativa era tra fare una scenata di gelosia a Franca, motivata non tanto dall’averla vista all’opera con Gerardo, ma per non essere stata altrettanto troia con ME nei quasi vent’anni del nostro matrimonio oppure sfruttare la situazione, costringendola, per non essere ostacolata nei suoi traffici per vincere il concorso di bellezza, ad comportarsi da troia anche con me oltre che con lui e chissà quanti altri, sceglievo sicuramente questa seconda strada: e allora tanto per cominciare, mia cara, oggi mi approprierò del tuo buchino posteriore, proprio quello che mi hai costantemente negato negli ultimi vent’anni!
Cazzo, ti sei fatta spanare la figa da quello stronzo, e se con “ ti presenterò ai giurati” intendeva “ti farò trombare anche da loro” e se mi spingo un po’ in là nelle previsioni, se io ti aprirò il culo, vedrai che subito dopo imparerai qualcos’ altro di nuovo, perché quando Gerardo ti metterà a disposizione dei suoi accoliti, quelli non si accontenteranno di certo di trombarsi una bella villeggiante un po’ più troia della norma, ma la vorranno adoperare per fare tutte quelle cosette che non si fanno a casa propria con la propria mogliettina, e non oso pensare cosa ti toccherà quando verrai qui a settembre, da sola, quando il villaggio sarà molto meno abitato rispetto ad adesso, ma il personale sarà ben lieto di dedicarsi interamente a quella gran vacca della signora di Torino che ha vinto il concorso “Matura Porcona 2014”!
Insomma, avere visto mia moglie adoperata da un vecchio in maniera particolarmente viziosa me l’aveva fatto venire duro, e quindi la mia capacità di giudizio era tutt’altro che nelle migliori condizioni: volevo approfittare anch’io di quella troia che mia moglie si era rivelata, e se per poterlo fare dovevo mandarla allo sbaraglio con tutti i maschi della zona: beh, quello che le sarebbe toccato sarebbero stati, letteralmente “cazzi suoi”!
Mentre ero assorto in questi edificanti pensieri, con la coda dell�occhio vidi passare Gerardo, che rimessa al suo posto la mano finta, stava camminando a passo spedito verso la zona ricovero pedalò: sempre sfruttando il mio �travestimento� e stando a distanza di sicurezza lo vidi infilarsi nel magazzino dove erano conservate le dotazioni di bordo dei due gommoni di servizio; all�interno c�era uno dei figli di Gerardo, appena il padre entrò il giovanotto gli andò incontro e gli disse:
�Quello che mi hai chiesto è pronto, devi dirmi dove lo vuoi installato��
Gerardo rimase per un po� in silenzio, come se ci stesse pensando, poi disse: �Montalo al capanno del campo di tiro con l�arco�portalo domani pomeriggio��
Non mi era stato possibile avvicinarmi , ma il fatto che Gerardo appena finito con mia moglie fosse andato al magazzino mi parve potesse essere significativo, e decisi di darmi da fare per scoprire che cosa avrebbe portato al campo di tiro suo figlio.
Erano ormai le 14.00, tutto il camminare che avevo fatto mi aveva fatto venire un sano appetito, per nulla guastato dalla scoperta di quello che mia moglie combinava con il patron del villaggio, per cui puntai dritto sul nostro bungalow, dove trovai Franca e i ragazzi già docciati e pronti per andare a tavola: li spedii in avanscoperta, mi feci a mia volta una doccia, riservandomi il pomeriggio per approfondire la mia conoscenza delle capacità erotiche di mia moglie.
A pranzo Franca era piuttosto silenziosa, quando gliene chiesi la ragione rispose che probabilmente era stata troppo al sole, e che quindi al pomeriggio non sarebbe scesa in spiaggia, limitandosi a fare quattro passi nella pineta alle spalle del villaggio, io non dissi nulla, continuai a mangiare imperterrito, facendomi un bel programmino nella mia testa, e domandandomi come mia moglie avrebbe reagito quando avessi dato l’assalto alla sua “intimità posteriore”, per dirla con Fellini…. ;-)
Finito di pranzare i ragazzi filarono subito a raggiungere i loro amici, mentre io seguii Franca al nostro bungalow: abbioccati dal caldo e dal pranzo ci lasciammo cadere sul letto, ma mentre mia moglie cadde subito in un sonno profondo io mi ritrovai in un fastidioso dormiveglia, reso ancor più penoso dall’erezione quasi dolorosa che era iniziata quando avevo assistito al suo incontro con Gerardo e proseguita anche a tavola e che non voleva saperne di andarsene: mi consolai pensando che se mi fosse servito “duro da culo”…ebbene, era proprio quello che avevo!
Dopo un’oretta abbondante Franca si alzò, cercando di non fare rumore e scivolò silenziosamente in bagno, dove rimase per un quarto d’ora o giù di lì: quando finalmente tornò in camera e si sdraiò su un fianco, dandomi le spalle decisi che era venuto il momento anche per me di raccogliere i frutti della sua troiaggine: mi girai di lei verso di lei e infilate le mani sotto la t shirt che indossava iniziai a manipolarle le tettone: in fin dei conto quella era una cosa che il monco non perdeva certo tempo a fare, mentre io sapevo che a lei piaceva farsi manipolare anche un po’ rudemente, dopo un po’ che gliele impastavo passai a tormentarle i capezzoli, che si erano induriti per bene, tirandoglieli e torcendoli, e mentre lei emetteva deboli lamenti di piacere, spostai la mano destra tra le sue cosce e presi a sgrillettarle il clitoride con l’indice e il medio, mentre le infilavo nella figa il pollice: ovviamente la sensazione era di avere molto spazio a disposizione, ma in quella posizione le pareti erano ben ravvicinate e quindi qualcosa si sentiva,dopo un po’ di questo trattamento Franca cominciava ad ansimare, ne approfittai per darle una leggera spinta, facendola finire a pancia in giù sempre continuando a ravanarle la figa, adesso occupata da tre dita, mentre avevo il pollice lo appoggiai sul buco del culo,così mentre lei si godeva il trattamento davanti io iniziai anche quello di dietro: al primo istante la sentii irrigidirsi, ma in fin dei conti un dito appena dentro nel culo non era ‘sta terribile profanazione, per cui mi lasciò fare, ma quando tirai fuori il pollice per sostituirlo con indice e medio Franca se ne uscì con un “No, dai…”a mio parere molto poco convinto, per cui continuai a lavorarle dentro al culo per almeno cinque minuti, finchè non la sentii rilassarsi , a quel punto non aveva scampo: mi inginocchiai dietro di lei, le feci passare un cuscino sotto la pancia per rialzarle le chiappe, presi una manata di crema solare e le puntai il cazzo duro sul buchetto che avevo lavorato con tanta pazienza: mia moglie cercò un’estrema difesa, ma sapeva di non avere scampo, e mentre affondavo inesorabilmente nel suo intestino mi presi anche il gusto di sibilarle in un orecchio: “Con la figa che ti ritrovi non sento più niente, ma qua dietro sì che ti sento, e tu lo senti?” Mia moglie era troppo occupata a stringere il lenzuolo tra i denti per rispondermi a tono, ma con il suo silenzio riguardo alle dimensioni della figa mi autorizzava ad utilizzare il suo culo come adeguato risarcimento.
Com’era prevedibile non resistetti a lungo, dopo una decina di spinte mi sentii travolgere da una sensazione mista di piacere e di potere che doveva essere quello che anche Gerardo provava quando adoperava mia moglie col suo moncone, il cazzo mi si gonfiò allo spasimo, Franca emise un grido rauco, inarcando la schiena, il che mi permise in primo luogo di arpionarle le tettone e stringerle come mai avevo fatto prima, e poi di venire inondandole il retto con quel fiume di sborra che da quando avevo visto Franca all’opera con Gerardo quella mattina, aveva cominciato a formarmisi nei coglioni.
Dopo questo exploit caddi lungo disteso sul letto, mentre Franca correva in bagno a lavarsi, ma era chiaro che la mia mossa non l’aveva colta impreparata, perché, a giudicare dallo stato di pulizia del mio cazzo quando l’avevo tirato fuori dal suo culo, era chiaro che doveva essersi fatta un ricco clistere prima di raggiungermi a letto!
Le prime parole di Franca quando riprese il fiato furono :
“Sarai soddisfatto, spero, mi hai fatto un male cane e mi auguro che tu abbia “sentito” abbastanza!”
“Mia cara, sappiamo bene entrambi che alla tua figa è successo qualcosa che non è certo dovuto all’aver perso qualche kiletto, ma io non voglio indagare sulle cause, m’interessa trovare un rimedio, e quello penso di averlo finalmente trovato…ah, mi sembra di non averti precisamente colta di sorpresa, e ti ringrazio di tanta premura, sei proprio diventata la moglie perfetta, disponibile e attenta ai dettagli, non posso che esserti grato!”
“E fai bene ad esserlo, e già che ci sei, dimostrami la tua gratitudine girandomi alla larga per un paio di giorni, perché il servizietto che mi hai fatto lascerà conseguenze durature e non ci saranno repliche per un pezzo!”
Vabbè, che la signora si sarebbe incazzata era prevedibile, ma il fatto che si fosse preparata così “a modo” la diceva lunga, come la diceva lunga il suo avvertimento a girarle alla larga, funzionale non solo a farle guarire il culo, ma a darle modo di fare i suoi comodi, o meglio a fare i comodi di patron Gerardo!
Tra una storia e l’altra si erano quasi fatte le cinque, mi diedi una rinfrescatina e me ne andai a curiosare al campo di tiro: al pomeriggio non c’era nessuno perché il sole avrebbe battuto negli occhi dell’arciere, curiosai attorno al “capanno”, in realtà un vecchio container pitturato a colori vivaci e chiuso con un lucchetto e una catena: impossibile guardarci dentro, mi sarebbe toccato andare a tirare con l’arco anche la mattina seguente, arrivando abbastanza presto da assistere alla preparazione del campo, con la sistemazione dei bersagli, che di notte stavano appunto nel container.
Dei manifesti in giro per il villaggio annunciavano che alle 22.30 ci sarebbe stata un’anteprima del concorso di bellezza riservato alle over 40, immaginai che per canali “confidenziali” Franca fosse già al corrente della cosa e quindi non mi precipitai ad avvertirla: quando verso le sei e mezza ritornai in camera la trovai che si stava provando uno striminzito vestitino di rete dorata con paillettes luccicanti che metteva in evidenza molto più di quello che nascondeva, anche perché la signora l’aveva indossato sopra una combinazione di tanga e reggiseno in voile nero che era un vero oltraggio al pudore: non credo che a meno di mostrarsi direttamente nude le altre concorrenti sarebbero riuscite a farsi apprezzare di più da pubblico e giuria !. Già la giuria: da chi sarebbe stata composta la giuria del concorso che, a quanto mi era dato di capire, era già vinto da mia moglie “per meriti conquistati sul campo”?
Franca mi chiese un parere sul suo abbigliamento, e io non fui particolarmente cordiale nel risponderle:
“A meno che le altre concorrenti non sfilino come mamma le ha fatte, indossando solo dei sandali con tacco dodici credo che non avrai problemi a passare alla finale!”
Franca sembrò apprezzare il mio commento, segno che ormai era stata travolta dalla smania di vincere il concorso, e del resto il suo comportamento aveva già dimostrato che la mia cara tranquilla mogliettina era completamente partita, visto come aveva dimostrato di accettare i trattamenti a cui la sottoponeva Gerardo!
Scelto l’abbigliamento restava da pensare al trucco: visto che a quanto pareva Franca non sentiva nemmeno più lo stimolo della fame, la lasciai a giocare davanti allo specchio con la tavolozza dei colori di fard, ombretti e rossetti e andai a recuperare i ragazzi, che rimasero meravigliati di non vedere la loro mamma a tavola: me la cavai spiegando loro che aveva ancora i postumi del sole preso al mattino con conseguente nausea, che l’indomani sarebbe sicuramente meglio e che potevano tranquillamente andare con i loro amici anche quella sera.
Risolta anche la questione figli tornai in camera, dove Franca aveva completato il suo look: dire che aveva un aspetto troiesco era davvero poco, più che ad un concorso di bellezza sembrava che si fosse iscritta alle selezioni per ballerina di lap dance, mia moglie oramai non aveva più remore, anche il fatto che le avessi fatto capire che la spiegazione fornitami per giustificare l’abnorme lassità della sua figa non mi aveva convinto non l’aveva indotta a fermarsi, oramai il sogno di essere la vincitrice del concorso sovrastava ogni sua altra considerazione e a questo punto io non avevo nessuna intenzione di mettermi di traverso alle sue intenzioni: se, come avevo capito, tra giugno e agosto con la scusa della palestra mi aveva tradito con Gerardo, ignoravo se perché soggiogata dal modo “ bizzarro” per non dire francamente perverso- con cui la possedeva o se la smania di vittoria al concorso le impedisse di ragionare sulla vanità di una simile conquista, non me ne fregava nulla, si facesse fottere da cani e porci, mi bastava poter usufruire anch’io del suo corpo e poi una volta tornati a casa avremmo fatto i conti.
La gara doveva cominciare alle 22.30, ma Franca era già pronta un’ora prima: nervosissima, mi chiese di accompagnarla a fare un giro per il villaggio, cosa che feci senza farmi pregare: in fin dei conti uscire a braccetto con una troiona seminuda, truccata come una pornostar, con ciglia finte, fard mattone, ombretto grigio scuro e rossetto bordeaux, per non parlare dei sandali dorati col tacco dodici che la obbligavano ad appendersi al mio braccio ad ogni piccola irregolarità dell’asfalto: non c’era molta gente in giro, per lo più incrociavamo gruppetti di ragazzini, che dopo aver visto mia moglie sia pure nella penombra dei vialetti poco illuminati sgranavano gli occhi e si davano di gomito con risolini, sussurrando parole che lasciavano poco all’immaginazione sui pensieri che mia moglie suscitava in quegli adolescenti in piena tempesta ormonale: “porcona”, “troia”, “.. trombarmela subito…!”
Era chiaro che come li sentivo io quei commenti li sentiva mia moglie, ma mentre io provavo un certo fastidio a lei era chiaro che piacevano! il suo “body language” lo dimostrava, camminava impettita nonostante le difficoltà create dai tacchi esagerati: era proprio completamente andata fuori di testa, e non riuscivo a capire che strano meccanismo fosse quello che aveva trasformato una tranquilla madre di famiglia, che non si era mai dimostrata particolarmente interessata al sesso, in una zoccola dissoluta che affronta senza pensarci su, il rischio di farsi beccare dal marito pur di soddisfare il suo improvviso desiderio di trasgressione: sinceramente mi pareva impossibile che a muoverla in quella direzione potesse essere il desiderio di vincere un concorso di bellezza come quello a cui stava per partecipare: diciamo la verità, una 21enne strafiga, che volesse avere una chance in più per diventare velina o miss Italia potrebbe anche decidere di scegliere una scorciatoia: darla via per diventare famosa e poter contare sulla fama per accedere a qualche redditizia attività nel campo dello spettacolo ci sarebbe pure stata, ma una 42enne normalissima non sarebbe ami riuscita a trasformare un minuto di notorietà locale in una brillante carriera!
Finalmente la lunga passeggiata stava per concludersi, eravamo arrivati nella zona della spiaggia dove c’era il palco su cui le concorrenti avrebbero sfilato, alcune concorrenti erano già arrivate e non poche squadrarono Franca nella sua mise ultra sexy con sguardi misti di invidia e disapprovazione: anche tra di loro ci fu qualche commento poco benevolo, ma indubbiamente ci stava!
Andai a sedermi in mezzo al pubblico curioso di assistere alla sfilata e ancor più curioso di sentire i commenti del pubblico maschile che rappresentava l’80% del parterre.
Dopo le inevitabili prove microfono e relativi fischi la kermesse ebbe inizio: uno degli animatori iniziò presentando le concorrenti, in tutto otto, chiamandole per numero: le prime due erano un po’ troppo over 40, dovevano essere più vicine ai 50, e li dimostravano tutti, nonostante i capelli freschi di tinta, una in biondo e l’altra in rosso scuro (il rosso porcona, secondo la definizione di una nota giornalista esperta di gossip) se la prima era piuttosto snella, la seconda poteva contare su una cospicua scollatura, resa evidente dal vestito nero molto aderente, ma accompagnata da un fondoschiena altrettanto generoso che se controbilanciava il peso all’anteriore la rendeva elegante come un piccolo ippopotamo. I commenti del pubblico erano sullo scherzoso andante e non cessarono nemmeno quando comparvero sul palco altre due concorrenti: queste erano decisamente più attraenti delle prime, una era un signora molto mediterranea, dai lunghi capelli neri e lisci, con un’abbronzatura invidiabile, un seno generoso, evidenziato da un reggiseno a balconcino e con un culo assolutamente fantastico, un pò penalizzata dalla bassa statura nonostante il tacco dodici delle scarpe in vernice nera, l’altra era invece la tipica nordica, sarà stata alta sul metro e settantacinque, biondissima con capelli tagliati molto corti che valorizzavano il viso assolutamente angelico, cosce kilometriche, un culo piuttosto piatto e ancor meno seno, e una la pelle che il sole prima di dorare aveva leggermente arrossato: per queste concorrenti non ci furono commenti salaci, ma solo la divisione del pubblico a favore della bionda o della bruna, che raccolta la loro dose di applausi si schierarono a fondo palco assieme alle prime due “coraggiose “ concorrenti.
Un paio di vecchie barzellette raccontate dall’animatore/presentatore servirono a rendere il pubblico più impaziente di vedere le altre concorrenti, che si mostrarono sul palco: era chiaro che si voleva giocare sul contrasto tra una coppia di signore appena potabili e una di gran belle fighe: anche le concorrenti 5 e 6 appartenevano alla categoria “vorrei ma non posso”, raccolsero la loro parte di commenti in perfetto stile avanspettacolo e si schierarono a fondo palco: era arrivato il momento da me tanto atteso e temuto: Franca apparve sul palco da sola, nel suo abito da zoccola fece ammutolire per qualche secondo il pubblico, ma quando dietro di lei apparve l’ultima concorrente le urla furono tutte per quest’ultima: era una signora bruna, alta, slanciata, splendidamente abbronzata, la bocca leggermente imbronciata, il naso all’insù con una massa di capelli sapientemente aggiustati che le ricadevano sulle spalle e arrivavano quasi fino al sedere, un sedere che come si dice “faceva provincia”: alto, tonico, rotondo e sporgente al punto giusto, faceva da contrappeso ad un seno non grande, ma perfettamente intonato al resto del corpo, il tutto servito in un tubino nero aderentissimo ma elegante e gli immancabili tacchi alti: l’ultima concorrente sembrava davvero essere stata trovata per tagliare la strada a mia moglie, che benchè vestita e truccata in modo così provocante, non poteva certo competere con la naturale eleganza della numero otto!
Essendo la serata dell’anteprima, l’eliminazione avrebbe riguardato metà delle concorrenti, e il giudizio sarebbe stato a furor di popolo, ossia basato sulle urla e sui fischi del pubblico, il che ovviamente aumentava la spettacolarità della serata, magari a discapito della neutralità del giudizio, ma, insomma, stiamo parlando di “Miss Villaggio “ mica “Miss Universo”, un po’ di approssimazione ci stava pure! Fu così che tra frizzi e lazzi le quattro concorrenti più malmesse furono eliminate mentre rimasero in corsa le quattro signore mica male, tra cui, ovviamente mia moglie e la splendida bruna che era comparsa inaspettatamente in gara e che nessuno aveva mai visto in giro per il villaggio prima di quella sera.
Verso la mezzanotte, mentre rientriamo nel nostro bungalow Franca è preoccupata, non si aspettava la concorrente strafiga, le avevano detto che lei sarebbe stata la vincitrice, ma contro quella bruna non aveva speranze: molto più dotata di lei, sia come corpo che di viso, era sicuro che avrebbe conquistato sia il voto del pubblico sia quello della giuria che ci sarebbe stata solo la sera della finale, la cosa si metteva male, oltre a tutto la bellissima non si era mai vista prima, aveva tutta l’aria di una professionista chessò, una modella, o un’ escort d’alto bordo, chiamata proprio per mettere in crisi mia moglie, ma sinceramente non capivo lo scopo di tutto questo “complotto!”
Una volta a letto Franca si girò e rigirò a lungo, prima di addormentarsi che era quasi mattina e io mantenni la promessa di “girarle al largo” come mi aveva carinamente chiesto dopo che, nel pomeriggio mi ero preso un passaggio nel suo bel culetto per me vergine.
La mattina seguente fui il primo ad arrivare al campetto di tiro con l’arco, ed ebbi modo di aiutare Riccardo, l’istruttore a piazzare i bersagli e tirare fuori gli archi e le faretre con le frecce, andando così avanti e indietro dal capanno alla linea di tiro finimmo per sfasare i nostri avanti e indietro e finalmente mi ritrovai da solo davanti al container: vi entrai e lo percorsi fino al fondo: nella zona più interna, dove non c’era praticamente nulla, pendevano dal soffitto delle cime a cui erano state montate delle parti di stoffa imbottita: non ci volle molto a capire che quello che Gerardo si era fatto preparare era una “Sex swing”, un1altalena erotica, l’entry level del bdsm, un sistema grazie al quale una donna veniva fatta dondolare sospesa da terra ad un’altezza facilmente variabile, distesa e con le gambe ben aperte, per essere utilizzata a piacere da uno o più uomini, il tutto senza quasi nessuna collaborazione da parte sua: immaginavo che Franca, una volta salita su quell’affare sarebbe stata totalmente impotente a difendersi dall’assalto che Gerardo avrebbe condotto nei confronti dei suoi orifizi, e anche nel caso tutt’altro che improbabile che assieme a lui ci fosse stato qualcun altro la signora non avrebbe avuto alcuna possibilità di scampo!
Chiarito il mistero sull’attrezzo restava solo da capire quando mia moglie ci sarebbe finita sopra, ma un’idea al proposito mi si stava formando: l’inaspettata comparsa al concorso della bruna favolosa era funzionale ad alzare il prezzo della conquista del primo posto da parte di Franca: Gerardo le avrebbe spiegato che la concorrente numero otto era troppo superiore a mia moglie come bellezza, e che in quella situazione anche lui avrebbe avuto non poche difficoltà nel farla vincere, ma che se avesse accettato di essere gentile anche con qualche giurato..insomma la solita manfrina del darla via a quelli che contano: avevo già immaginato la cosa quando il patron aveva preannunciato a mia moglie che l’avrebbe presentata a questi misteriosi giurati, l’unica cosa che non era definita era il quando avrebbe avuto luogo la “seduta”: al mattino no perché c’era in corso l’attività propria del tiro con l’arco, al pomeriggio non lo vedevo mica tanto possibile, perché il capanno era al sole e al suo interno dovevano esserci almeno 50 °C, restava la sera, meglio se tarda, per permettere al container di rinfrescarsi.
Avrei dovuto iniziare fin da subito a dichiararmi stanco, avrei detto che la notte scorsa avevo dormito male, e che quindi dopo cena me ne sarei andato a letto etc etc: insomma, dopo che avevo fatto capire a Franca che la spiegazione che mi aveva fornito riguardo alle nuove dimensioni della sua figa non mi sembravano tanto convincenti con conseguente concessione del suo buchetto posteriore, si era venuta a creare tra noi una situazione di totale ipocrisia, in cui ognuno fingeva di credere all’altro e se la cosa gli tornava comoda se ne approfittava senza porsi troppe domande.
Finito l’allenamento con l’arco scesi in spiaggia e feci compagnia a mia moglie fino all’ora di pranzo, dopo di che ci ritirammo in camera: tanto per studiare le sue reazioni, tentai un approccio allungandole una mano sulle tettone, ma ricevetti subito un netto rifiuto: al che finsi di essere rimasto male, mi alzai e andai a farmi un giretto verso la spiaggia, ma senza scendere fino all’arenile: dopo una mezz’oretta vidi patron Gerardo puntare deciso verso il campo di tiro: lo seguii e lo vedi aprire la porta ed entrare in quello che doveva avere la temperatura di un forno, infatti ci restò pochi minuti, poi uscì e con l’aiuto di un bastone fece scorrere i piccoli sportelli che chiudevano due aperture di una decina di cm per venti che potevano giusto servire ad assicurare un minimo di ricambio dell’aria in vista di un utilizzo serale.
Gironzolando senza meta per le strade del villaggio a un certo momento notai una coppia di uomini di una certa età, vestiti con la classica tenuta dei Gerardo: camicia bianca e pantaloni scuri: entrambi massicci e con la pelle cotta dal sole si incamminarono verso la palazzina dove aveva l’ufficio il patron: non ci voleva molto a capire che quelli dovevano essere suoi vecchi colleghi di contrabbando, che molto probabilmente erano stati invitati dal vecchio amico per una bella festicciola a base di figa di turista troia!
Bene, si fa per dire: la passeggiata mi aveva chiarito parecchie cose, restava da sapere il momento in cui Franca sarebbe finita sull’altalena, ma non sarebbe stato difficile scoprirlo, quindi me ne andai a bere qualcosa di fresco al bar per lasciarla libera di organizzarsi, immaginando che avrebbe ricevuto precise istruzioni da Gerardo via sms.
Finalmente all’ora di cena mi presentai nel bungalow: Franca stava truccandosi davanti allo specchio, finsi di restare sorpreso e le chiesi la ragione di tali preparativi, visto che quella sera si sarebbe tenuta la prima selezione per le ragazze UNDER 40 e non quella per le ‘tardone!”
Franca fu molto chiara, mi disse che Gerardo voleva presentarla ai membri (!) della giuria per cercare di convincerli che la sua protetta ( termine equivoco, mi rendo conto) meritasse di vincere il concorso, e che quindi sarebbe andata a cena con loro, ma fuori dal villaggio onde evitare imbarazzanti incontri: come se non bastasse io l’avrei dovuta accompagnare con l’auto fino al paese vicino, sempre per non dare nell’occhio: insomma la mia collaborazione nella “tratta della bianca” stava passando da passiva ad attiva, il che non mi faceva proprio piacere.
Dissi ai ragazzi che eravamo stati invitati a cena fuori dal villaggio e che avrebbero potuto cenare con i loro amici e stare in giro fino alla canonica mezzanotte, io presi un panino al bar e poi attesi che si facesse l’ora di portare “la vacca alla monta” dato che sapevo benissimo come sarebbe finita la serata di mia moglie.
Come richiesto da Gerardo io e Franca, una volta tanto vestita in maniera non troppo spinta, verso le 21.00 uscimmo dal villaggio e puntammo verso il paese vicino: ci fermammo davanti ad un ristorante con un grande parcheggio solo in parte occupato da diverse grosse auto: data la presenza di ghiaia che non andava d’accordo con gli ormai consueti tacchi dodici che mia moglie portava la dovetti accompagnare verso l’ingresso, ma a metà strada venni intercettato da Gerardo, che senza degnarmi d’uno sguardo salutò con grande trasporto Franca, baciandole la mano e dicendole “Grazie, cara, per avere accettato il mio invito “ vedrà, sarà una serata importante per il suo successo al concorso!” il vecchio porco si divertiva a fare il galante, dava del lei a quella che aveva adoperato chiamandola varie volte “troia” ma davanti a me salvava la forma solo in parte, dato che non era precisamente seguire il galateo il fatto di portare una signora sposata al tavolo con tre uomini senza invitare anche il marito, ma ormai c’ero dentro e mi”toccava abbozzare.
Lasciai che Gerardo prendesse Franca sottobraccio e la guidasse verso l’ingresso del ristorante, dopo di che non mi rimase che tornare al villaggio e dispormi in zona “campo di tiro” in attesa degli aventi

Finalmente, verso mezzanotte, quando ormai le stradine del villaggio si erano svuotate, si sentirono dei rumori di portiere sbattute provenire dal parcheggio, e pochi istanti dopo, dalla pineta dietro al capanno, intravidi delle figure venire verso di me: in testa c’era Gerardo, facilmente riconoscibile per la camicia candida che indossava anche quando avevo accompagnato Franca al ristorante, dietro di lui una massa informe, di cui capii la composizione solo quando furono a pochi metri dal capanno: in mezzo stava Franca, sorretta da entrambe le parti dai due uomini che avevo visto andare in ufficio da Gerardo: mia moglie ondeggiava pericolosamente ed era evidente che non si reggeva in piedi, e non per via dei tacchi : era ubriaca, in effetti la sentivo ridacchiare, come se trovasse molto divertente la situazione; mentre Gerardo trafficava per aprire il lucchetto che chiudeva il capanno la sentii dire qualcosa come “ma è qui che abiti, Jerry?” ora, io capisco tutto, ma che a una possa venire in mente di chiamare “Jerry”, come un topo da cartone animato, un tipo come il patron del villaggio, uno che in vita sua poteva aver sorriso, esagero, forse tre volte, e in almeno due casi doveva essere contento per un’altrui disgrazia, mi sentii rabbrividire solo al pensiero di cosa mia moglie avrebbe dovuto subire da “Jerry” una volta installata sull’altalena nel container.
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Finalmente Gerardo era riuscito, nonostante il buio, ad aprire il lucchetto, dopo di che aveva aperto uno dei due sportelli ed aveva acceso una luce da pochi watt all’interno, e questo mi rese possibile vedere in controluce i due uomini che sorreggevano Franca entrarvi con lei: subito dopo qualcuno chiuse lo sportello impedendomi di vedere altro: dato che non c’era in giro nessuno con una rapida corsa mi portai su un fianco del container all’altezza dei due sportellini di aereazione che fortunatamente erano rimasti aperti, con un certo sforzo riuscii a buttare uno sguardo all’interno: la luce era scarsa, ma ero stato al buio quasi due ore quindi me ne avanzava: Gerardo stava trafficando con l’altalena, mentre gli altri due uomini stavano sfilando a Franca la maglietta e la gonna: mia moglie barcollava sempre ridacchiando come una ragazzina ad una festa, quando rimase con solo mutandine e reggiseno e sandali i due la sollevarono di peso e la posarono sull’imbragatura che stava a circa un metro d’altezza: si trattava in pratica di una larga fascia di cuoio rettangolare, su cui Franca si trovò stesa, le braccia le furono sollevate e bloccate con due polsiere alle funi che collegavano la seduta al gancio sul soffitto, mentre i piedi furono infilati in due staffe che l’obbligavano a tenere le cosce spalancate: i due uomini lavoravano in silenzio, a conferma del fatto che fossero piuttosto pratici della manovra, mentre mia moglie manteneva un atteggiamento che faceva capire come non fosse in sé, continuando a ridacchiare mentre domandava a Jerry perché la stavano mettendo su “questo affare che dondola”: quando i due ebbero finito qualcuno le sfilò il reggiseno mentre le mutandine vennero strappate via senza tanti complimenti, e a quel punto iniziò la festa: uno dei soci di Gerardo si portò dietro a mia moglie, la cui testa penzolava, rovesciata all’indietro, proprio all’altezza della sua cerniera dei pantaloni, che abbassò tirando fuori un cazzo scuro, di un diametro notevole benchè ancora non del tutto eretto, che senza tanti complimenti le ficcò in bocca, mentre le afferrava le tette iniziando subito a manipolarle brutalmente: mia moglie si trovò così costretta a spalancare la bocca per riuscire a respirare intorno al grosso uccello che l’uomo muoveva dentro e fuori come se la stesse scopando, nel frattempo l’altro tizio si era anche lui sbottonato i pantaloni e si preparava a scopare Franca: non appena fu entrato, nonostante la mancanza assoluta di preliminari si rivolse a Gerardo, con un’aria tra il deluso e l’offeso: “Minchia Gerà, me lo potevi dire che gliel’avevi già sfasciata! e adesso chi la sente più ‘sta bottana? mi sembra di fottere una vacca!” “ E a te chette ne fotte se è sfasciata, ficcaglielo in do culo, no?” così dicendo prese da una mensola un barattolo in cui doveva esserci qualche cosa di lubrificante e glielo porse, l’uomo non si fece pregare, si sfilò dalla figa di mia moglie, se la posizionò bella comoda e dopo aver trafficato un po’ con le dita sporche di grasso, glielo spinse dritto nel culo: Franca ebbe un sussulto ma non era certo in grado di opporsi: certo, quella era solo la seconda volta che qualcuno la prendeva in quel modo ma a quanto pare la cosa non la sconvolse, forse era troppo occupata a prendere fiato visto come il primo le spingeva la nerchia in gola. Passarono diversi minuti prima che entrambi gli uomini scaricassero dentro di lei il succo dei loro coglioni, e quando questo avvenne mia moglie aveva finalmente smesso di ridacchiare, e aveva appena appena cominciato a capire che cosa le stavano facendo: mentre i due soci, apparentemente soddisfatti, si riallacciavano i calzoni fu Gerardo che si prese quanto gli spettava: sfilatasi la protesi puntò il moncone nudo sulla figa aperta e glielo infilò ben dentro: Franca emise un urlo, in quel momento i due che si erano appena scaricati dentro di lei iniziarono a far oscillare avanti e indietro l’altalena, mentre Gerardo stava immobile, con il moncone puntato verso la sua figa ormai dilatata: ad ogni ricaduta verso di lui Franca si trovava impalata sul moncone che ad ogni pendolo entrava un po’ di più: dopo una decina di spinte ed altrettanti urli i 25 centimetri di avambraccio di Gerardo cominciarono a sparire ogni volta nella figa abusata di mia moglie, che a quel punto cominciò ad apprezzare il brutale trattamento: ci vollero almeno altri dieci minuti di quel diabolico avanti e indietro perché gli urli di Franca acquistassero quella sonorità particolare che segnalava il suo gradimento e finalmente quella disperata venne, con una serie di rauchi “ahhh!.aahhh!.aaahhhh!” che i tre uomini accolsero rovesciandole addosso una valanga di parolacce in vari dialetti ma che non smorzarono minimamente il piacere che Franca dimostrava di avere raggiunto in una situazione che a me pareva assolutamente folle.
Per un attimo avevo temuto – o forse sperato – che il trattamento che i tre stavano infliggendo a mia moglie non fosse di suo gradimento, ma una volta sentiti i suoi gemiti di piacere non potevo avere dubbi: Franca poteva anche essere sbronza, ma una volta piazzata su quell’aggeggio oscillante si era lasciata adoperare come l’ultima delle troie non solo da Gerardo col suo moncone ma anche da quegli altri due, che magari le erano stati presentati come i famosi “giurati” del concorso, ma mia moglie non solo non aveva opposto la minima resistenza, ma quando era stata in grado di dimostrare il suo gradimento l’aveva fatto con la massima chiarezza possibile.
Una volta allontanatomi dal container attesi nel buio qualche minuto ancora che i tre la liberassero dall’imbragatura su cui era stata piazzata, poi li vidi uscire dallo “scatolone”, Franca indossava nuovamente la gonna e la maglietta, ma teneva in mano i sandali, e continuava a barcollare, questa volta sorretta dal braccio sano di Gerardo, i due se ne andarono verso il parcheggio mentre il Patron le chiese: “ce la fai ad arrivare a casa o ti ci devo portare io?” mia moglie declinò l’invito e ondeggiando mica male puntò più o meno verso il nostro bungalow, io la seguii dopo essermi accertato che Gerardo se ne fosse andato per i fatti suoi.
A pochi metri dal nostro bungalow raggiunsi Franca: la passeggiata all’aria aperta doveva averla snebbiata un po’, ma era evidente che non si rendeva conto di come era conciata!
Sperma secco le appiccicava i capelli, il trucco era ovviamente andato farsi benedire, con il rossetto che, scomparso dalle labbra, era finito in parte sul mento o sotto al naso, la gonna chiara era tutta macchiata, probabilmente era finita sotto i piedi di qualcuno durante la piccola orgia, la maglietta, il minore dei mali, era indossata a rovescio, e mi sarebbe piaciuto chiederle che fine avesse fatto il tanga che indossava quando era stata messa sull’altalena: immaginavo non si fosse nemmeno accorta che per fare prima gliel’avevano strappato via: probabilmente giaceva in un angolo del capanno, insieme a qualche straccio usato.
Ero comunque abbastanza vizioso da provare una forte curiosità sulle condizioni della sua figa abusata, oltre che curioso di sentire il suo racconto su come aveva passato la bella serata!
Franca trasalì quando la raggiunsi, provenendole dalle spalle, e mi guardò con occhi sgranati: “Ah, sei tu?” “Già, chi ti aspettavi? Il gatto Tom ?” Ma mia moglie era ancora talmente rimbambita che mi rispose, secondo lei, a tono: “No, no !” “Beh, “ insistetti io, “ com”è andata? “ (certe volte mi vergogno di certe trovate) “Be..bene, almeno credo!”Bè se non lo sai tu.. lo devo sapere io? Cosa avete concluso?” “Mah, non lo so, non è che mi hanno detto qualcosa di preciso..mi hanno fatto tanti complimenti Non volevo lasciarle scampo, volevo sentirmi dire che l’ avevano adoperata come la loro troia personale, quindi insistetti. “Ma scusa, mi spieghi com’è che MIA MOGLIE esce alla sera per andare a cena con TRE SCONOSCIUTI (Sembrerà che stessi alzando la voce, ma in realtà “sussurravo forte”) per parlare di un concorso di bellezza in un cazzo di villaggio vacanze come ce ne saranno altri mille in Italia ? E com’è che decide che DEVE vincerlo per forza, costi quello che costi, tanto che improvvisamente si mette ad andare in palestra, si mette a dieta, lavora per diventare tonica come una trentenne a parte una zona particolare che invece non è ringiovanita, ma di questo parleremo poi, e poi non sa nemmeno come siete rimasti d’accordo? Li hai convinti a votare per te al posto della brunettona? E se li hai convinti in che modo l’hai fatto, me lo spieghi o non lo sai? Cos’è, eri troppo ubriaca per connettere?” Stavo picchiando duro, ma quando ci vuole, ci vuole, eccheccazzo! se voleva divertirsi passi, ma se non riteneva nemmeno di dover salvare uno straccio di apparenza con suo marito cascava malissimo, fin qui gliel’avevo resa facile, ma adesso diventava tutta in salita!
Ormai eravamo alla soglia del bungalow, dove i nostri figli, dato che era la una passata, avrebbero dovuto essere già a letto, quindi aprii la porta e spinsi mia moglie dentro facendole segno di non parlare, poi controllai che i ragazzi fossero nella loro camera e mandai Franca a farsi una doccia.
L’acqua non finiva mai di scorrere, quella notte, veniva fatto di pensare che sotto la doccia Franca acquisisse la completa consapevolezza di quello che era successo nel container, e in più cominciasse a rendersi conto che io dovevo aver scoperto il suo gioco: sdraiato nel letto aspettandola mi accarezzavo l’uccello, che si era già svegliato mentre spiavo quel che succedeva nel container e che adesso sembrava reclamare la sua parte di Franca, ma ero alquanto dubbioso che ci fossero possibilità di un “incontro ravvicinato” con la protagonista dell’infuocata riunione di un’ora prima!
Finalmente Franca uscì dal bagno: aveva indossato l’accappatoio di spugna e stava asciugandosi i capelli con un asciugamano, si sedette sul letto e senza guardarmi mi disse. “Dobbiamo parlare!”.
“Eh sì, -risposi- comincia tu!”
Franca tirò un lungo sospiro, si passò una mano tra i capelli ancora umidi e disse: “ti ho tradito e non una sola volta, parecchie…non so cosa mi ha preso, quando siamo stati qua in giugno e ho partecipato al concorso, e sono arrivata terza mi sono sentita speciale, poi Gerardo mi ha detto che se solo avessi fatto un po’ di palestra con un personal trainer avrei recuperato la forma che avevo perso in questi anni, io ho pensato che ne sarebbe valsa la pena, sarei stata più bella, più giovane, l’ho fatto per te…almeno credevo!”
Era proprio in crisi, dubitava di tutto, anche di sé stessa, ma io me ne stavo in silenzio al buio:
“Gerardo mi ha detto che un suo figlioccio aveva una palestra a Torino, che lui poteva raccomandarmi perché si prendesse cura della mia preparazione fisica, io ci sono andata, Nicola, il figlioccio è stato molto gentile, non ha voluto farmi pagare l’abbonamento, mi ha detto che ero ospite di Gerardo, che ci teneva a farmi ritornare in forma perché potessi vincere il concorso ad agosto, poi dopo qualche giorno in palestra ho trovato Gerardo, era venuto su apposta per vedere come me la cavavo: ha cominciato ad assistere agli esercizi che Nicola mi faceva fare, poi mi ha seguito nello spogliatoio, io facevo la doccia e lui era lì, tutto gentile con l’accappatoio..poi ha cominciato ad allungare le mani…io non volevo sembrare scortese, un po’ mi faceva anche paura, insomma, lo ammetto, invece che respingerlo e andarmene l’ho lasciato fare, finchè un pomeriggio, dopo la doccia invece di darmi l’accappatoio mi ha preso per un braccio, ma ha fatto sdraiare su una panca e ha cominciato ad accarezzarmi dappertutto..con la mano sana, poi quando io non sapevo più cosa fare ha preso a strofinarmi col quel suo braccio malconcio in mezzo alle gambe…poi è entrato…amore, scusami, ma nemmeno con i nostri giochini avevo mai sentito qualcosa del genere…mi ha impalata con quell’affare, mi faceva male, ma insieme sentivo delle sensazioni incomprensibili, nuove, fantastiche…ho cominciato a godere come una pazza, gliel’ho afferrato per tirarmelo dentro io, alla fine ero bagnata come se mi fosse venuto dentro un cavallo, ma era tutta roba mia…e c’era perfino un po’ di sangue! Scusami, mi sono comportata malissimo, da vera troia, come mi chiama sempre Gerardo, ma temo che abbia ragione…sono proprio una troia!”
“E ‘sta sera cosa è successo, te lo ricordi?” lo ammetto, il racconto di Franca me l’aveva fatto diventare veramente duro, e come si sa il sangue che affluisce all’uccello viene tolto al cervello e volevo saperne di più, volevo sapere tutto quello che già sapevo, ma lo volevo sentire DA LEI!
“Mah, sai quando sono arrivata a tavola c’erano questi due amici di Gerardo, Lino e Tore, hanno più o meno la sua età, lui mi ha detto che sarebbero stati loro i giurati del concorso..abbiamo mangiato, ma in realtà io ho mangiato poco o nulla, avevo lo stomaco chiuso, mi sentivo come i pesci nell’acquario dei ristoranti, quelli che il cliente sceglie e glielo pescano per metterglielo in padella…mi han fatto bere un bianco molto buono, ma molto forte, non so fatto è che dopo un paio di bicchieri non capivo più niente, sentivo che mi accarezzavano le cosce, ma non capivo nemmeno chi era…tra l’altro questi vecchi si assomigliano tutti, sembrano fratelli comunque a un certo punto si sono alzati, mi han fatto salire in macchina e siamo andati credo in una casupola in campagna doveva essere uno di quei posti piccoli..dove si mettono gli attrezzi agricoli non so dov’era, so che mi han messa su una specie di dondolo..ma ero sdraiata, qualcuno mi teneva le gambe aperte, era buio..mi sono saltati addosso, uno me l’ha messo in bocca, un altro davanti, ma ero troppo larga e allora ha fatto come te ieri..di dietroe poi Gerardo mi ha infilato quel suo coso pazzesco gli altri facevano andare avanti e indietro il dondolo era come volare e quando arrivavo giù.. bam! Me lo rinfilava di colpo…sarà andata avanti così non so quanto, ma a un certo punto non faceva più male, ho cominciato a godere, continuavo a venire, non potevo fare niente, mi avevano bloccato le braccia, avrei voluto darmi una sgrillettata violenta, ma non potevo, ma ho continuato a venire, a venire, io gridavo che venivo e loro ridevano, mi chiamavano troia, troia sfondata e a me piaceva, godevo, godevo…alla fine anche Gerardo me l’ha messo dietro: doveva essere soddisfatto perché mi ha tirato fuori il suo coso e mi ha fatto scendere…non stavo nemmeno in piedi, poi non so come mi sono ritrovata davanti alla porta e sei arrivato tu! ti chiedo perdono, se vuoi ce ne andiamo domani, pazienza per la vacanza, ma me lo merito!”
A questo punto il comando delle operazioni l’aveva preso il cretino che ho in mezzo alle gambe e quindi mi sorpresi a dire : “No, non è questo il modo di aggiustare le cose, tu dici che tutto è nato dal desiderio di vincere il concorso, hai fatto di tutto per ‘sto cazzo di concorso, e adesso vorresti mollare tutto perché ti ho scoperta? Non funziona così, adesso il concorso lo devi vincere, anche se per farti votare dovessi farti sbattere da metà del villaggio!”
Era una bella stronzata quella che stavo dicendo ma l’ho già detto, non ragionavo più, ero solo sovraeccitato e mi stavo domandando se non avrei potuto usufruire anch’io buon ultimo – delle doti di mia moglie in qualità di “donna dispensatrice di favori sessuali” come si era espresso anni prima un capitano dell’Arma che riferiva di un’operazione che aveva fatto chiudere diversi Centri Benessere gestiti da cinesi!
Franca non afferrò subito il senso di quello che le avevo detto, rimase interdetta per un paio di minuti, poi, cercando di capire meglio, mi chiese: “ma… se per vincere devo…uscire ancora con Gerardo cosa faccio? ci vado?”
Da vero stronzo risposi: “Per forza, altrimenti tutto quello che hai fatto l’avresti fatto fatto per niente, non ti pare?”
Franca dovette tirare un sospiro di sollievo, perché in pratica le stavo dando l’autorizzazione a fare le sue porconate senza doversi preoccupare di nasconderle, decisi però di mettere un limite , a mio vantaggio, alla sua libertà d’azione: :”ma attenta, ci sono due condizioni: la prima che mi dici quando devi andare, dove vai e a che ora torni, perché non voglio passare le giornate a preoccuparmi per te, la seconda,che non è che siccome ti fai sbattere da cani e porci io sto qui a farmi seghe dalla mattina alla sera, qualcosa per me lo devi avanzare, sempre, se pensi di poterlo fare, bene, altrimenti lasciamo perdere e torniamo a casa, vedi tu!”
Era divertente vedere come Franca fingesse di pensarci su ! lo sapevo benissimo che avrebbe accettato le mie condizioni, non perché altrimenti tutto quello che aveva passato sarebbe stato inutile, ma perché ormai alla troia piaceva farsi sbattere in quel modo, da Gerardo col suo moncone o da chiunque altro!
Dopo un silenzio proporzionato alla difficoltà della decisione mia moglie, con un filo di voce rispose (la sventurata!) : “Va bene, ti farò sempre sapere dove vado e, se ce la farò, lascerò qualcosa per te, se farai piano, perché stasera mi sento devastata!”
“Bene porcona, allora cominciamo subito: togliti quell’accappatoio e vieni qua vicino a me!”
Franca obbedì con un sospiro degno di una martire cristiana del 50 dopo Cristo, allungai la mano tra le sue cosce e iniziai ad esplorarle la figa: era già larga tre giorni prima, adesso era enorme: quattro dita entrarono senza sforzo, e decisi di approfittarne senza tanti complimenti: ripiegai il pollice nel palmo e spinsi, lei cacciò uno strillo e la mano le scivolò dentro senza sforzo: la signora era veramente una vacca sfasciata: iniziai a muovere la mano dentro di lei che cominciava a respirare sempre più in fretta, poi diedi l’assalto finale a quella cavità già dilatata: strinsi il pugno dentro di lei, sentii le pareti tendersi per poi rilasciarsi mentre la figa di mia moglie cambiava definitivamente forma: rimasi fermo un paio di minuti, poi iniziai una lenta rotazione del polso: Franca inarcò la schiena, sbuffò per poi iniziare a sgrillettarsi furiosamente: ormai ansimava come una locomotiva, sentivo la sua figa dilatarsi abnormemente, ormai potevo allargare la mano dentro di lei senza più toccare le pareti: era enorme, si capiva come un normale cazzo non potesse servire a nulla e viceversa: nemmeno il più superdotato attore del porno sarebbe riuscito a sentire qualcosa dentro quella caverna, oramai era buona per le più perverse penetrazioni: difatti, una volta che Franca ebbe raggiunto l’orgasmo, mi alzai e presi dal frigobar una bottiglia di acqua minerale da mezzo litro, la riempii di acqua tiepida e gliel’appoggiai all’ingresso della figa, girata dalla parte del fondo: fu lei stessa a dare una spinta in avanti col bacino, e la bottiglia sparì dentro di lei! era fatta, ormai era pronta a diventare una stella di “Loose Ruined Cunts “, il sito mondiale della fighe sfasciate, per fortuna che un orifizio era ancora relativamente sano, ma non ero sicuro che sarebbe rimasto tale a lungo: avevamo ancora una decina di giorni di vacanza al villaggio, e la vincitrice del concorso sarebbe stata proclamata solo la sera di ferragosto!
Incurante delle sue proteste la feci girare: nonostante la lunga doccia c’erano ancora tracce del grasso che avevano usato per incularsela nel container, non dovetti fare quindi altro che spingerglielo dentro nel culo: Franca si lamentava sommessamente, per paura di svegliare i figli, ma io non le concessi tregua, andavo dentro e fuori dal suo culo godendomelo per quanto era stretto, poi ebbi un’idea ancora più bizzarra: senza tirarlo fuori scivolai su un fianco, trascinandola con me, poi le feci alzare una gamba e le infilai la mano nella figa ancora spalancata: fu una sensazione incredibile, riuscivo ad afferrarmi il cazzo che a quel punto tenevo fermo nel retto di mia moglie, mentre con la mano mi masturbavo dentro di lei: come tutte le cose belle durò poco: le sborrai nel culo e scivolai fuori di lei: se Franca aveva accettato questa doppia perversa penetrazione, nel bene e nel male non avrebbe più avuto limiti! Dopo un rapido passaggio sotto la doccia mi addormentai accanto a lei che, esausta dopo avermi permesso di sfogare in lei l’eccitazione che avevo accumulato in quella folle serata, dormiva già profondamente.
L’indomani, 13 agosto, ci sarebbe stata la seconda serata di eliminatorie del fin troppo citato concorso di bellezza: altre due concorrenti sarebbero state eliminate, ed era facile immaginare che sarebbero passate alla finale mia moglie e la famosa brunettona, che avevo saputo chiamarsi Kaola, con la kappa, ed essere di origini franco-tunisine: se le cose fossero andate come io immaginavo la sera seguente Franca sarebbe sicuramente stata “invitata” da qualche parte dai suoi “ammiratori” ed era facile immaginarsi come sarebbe stata adoperata.
Passai la mattina al campo di tiro con l’arco: tutto quell’esercizio cominciava a dare i suoi frutti, ma il vero motivo per cui mi presentai prima delle dieci ovviamente era di dare un’altra occhiatina all’interno del container, e la manovra mi riuscì nuovamente, ma dell’altalena non c’era più traccia, mentre sul pavimento trovai il tanga strappato a Franca, e su uno scaffale il barattolo lubrificante che Gerardo aveva passato al suo amico per incularsi mia moglie, e i cui residui un’ora dopo avevano permesso anche a me di infilarglielo senza difficoltà: si trattava di grasso per motori fuori bordo, il cui effetto aveva una durata davvero notevole!
Feci un bel po’ di tiri e poi me ne tornai al bungalow: mia moglie non c’era e quindi mi spinsi fino alla spiaggia, dove la trovai che si rosolava al sole: quando mi avvicinai notai che la grandi labbra della sua figa sporgevano dai lati del tanga del costume, l’avvertii che stava dando un notevole spettacolo oltre che rischiava di scottarsi in una zona dove sicuramente non aveva pensato di spalmarsi la crema e lei mi mandò a quel paese, accusandomi di essere il vero responsabile della permanente dilatazione della sua “micetta”: le feci notare che ormai di “miciona” si trattava e lasciai cadere sul punto incriminato un lembo dell’asciugamano Raccomandai a Franca di essere puntuale a pranzo, dato che la sua assenza della sera prima aveva meravigliato non poco i ragazzi, mentre mi allontanavo ridacchiavo tra me pensando a come la definizione di “Figona modificata NON geneticamente” si attagliasse ormai perfettamente a mia moglie!
Dopo mangiato ci ritrovammo a letto, ma preferii non sfruttare la situazione, concedendo un ragionevole periodo di riposo alla porcona, in vista dell’esibizione serale.
Quando ne ebbi abbastanza di stare a letto di fianco all’intoccabile signora che dormiva beata me ne andai un po’ in giro per il villaggio, davanti alla palazzina degli uffici era fermo il furgone di una tv locale: chiedendo ai ragazzini che sostavano lì attorno appresi che quella sera la semifinale del concorso di bellezza sarebbe stata ripresa dalle videocamere di TeleLitorale e che le concorrenti avrebbero avuto due minuti per raccontare qualcosa di sé: mandai un sms a Franca per dirle di prepararsi una bella storia che la facesse apparire al meglio, e continuai la passeggiata fin sulla spiaggia, dove, attorniata da un nugolo di maschi di ogni età vidi la famosa Kaola: in costume da bagno era una figa stratosferica, non un rotolino di grasso fuori posto, pelle serica, con abbronzatura perfetta, si confermava che contro di lei mia moglie non avrebbe avuto speranze di vittoria, tutt’al più sarebbe stata buona seconda, che tutto sommato mi sembrava la cosa migliore, dato che così non ci sarebbe stato nessun prolungamento di vacanza in settembre!
Quando dopo cena accompagnai Franca al palco della sfilata era molto nervosa e preoccupata e io sapevo che ne aveva ben donde: la serata vide, come previsto, l’eliminazioni delle due concorrenti la bionda e la bruna abbastanza belle, ma non all’altezza di mia moglie né tantomeno di Kaola, che rimanendo da sole in gara si sarebbero “scontrate “ di lì a due giorni, la sera di Ferragosto. A quel punto immaginavo che per cercare di assicurarle la vittoria contro una concorrente di quel livello Gerardo avrebbe preteso che Franca si mettesse ancora una volta a disposizione sua e dei suoi soci, e questo puntualmente avvenne l’indomani, quando a mia moglie arrivò un sms mentre era in spiaggia. Insieme a me, a prendere il sole: fu lei stessa a mettermi al corrente del messaggio del patron: “Gerardo vuole che faccia un salto da lui in ufficio, mi guardi tu la borsa, per favore? “ Non era certo un problema, rimasi sdraiato sotto l’ombrellone mentre Franca si recava da quello che ormai era dimostrato essere il suo padrone.
Quando ritornò in spiaggia, una quindicina di minuti più tardi sembrava un’ altra: tutta sorridente mi disse: “Mi ha detto che stasera andremo insieme alla sede della TV, a Barletta, per un”intervista in qualità di vincitrice del concorso!dice che ha già aggiustato tutto e che posso stare tranquilla e siccome l’intervista verrà diffusa con il notiziario di mezzogiorno del 16 agosto vogliono un po’ di tempo per prepararla con un giorno d’anticipo!”
“Contenta lei “ pensai “ contenti tutti, ma non so come faranno a farla vincere contro la strafiga Kaola…bah, misteri dei concorsi di bellezza, evidentemente è vero che quella che la dà di più, poi vince!”
Con la prospettiva di essere presto eletta Miss Villaggio (sia pure over 40) Franca era tutta gasata: la grandissima zoccola, passò il pomeriggio provandosi i vestitini più assurdi e i trucchi più troieschi per l’intervista: come dio volle quando trovò la mise più adeguata si mise tranquilla: dovevo ammettere che messa giù in quel modo era uno spettacolo, ma sapevo che l’intervista era una banale scusa per portare Franca lontano dal villaggio e potersela fare in tutti i modi possibili per cui ebbi pietà di lei, o meglio delle sue mucose, e la lasciai stare: il vero problema a quel punto era che non avrei potuto spiarla all’opera, a meno che la scusa dell’intervista non fosse talmente campata per aria da non rendere necessario portare Franca alla sede della Tv, ma piuttosto in una qualunque costruzione, meglio se isolata, dove probabilmente era già stata installata l’ altalena che tanto successo aveva avuto nel permettere ai tre anziani di godersi Franca in svariati modi.
Avevo qualche ora per organizzarmi e visto che avevo deciso di lasciar stare Franca uscii dal villaggio con il pulmino navetta che andava in paese, dove trovai da noleggiare uno scooter che mi avrebbe permesso di seguire mia moglie quando fosse uscita per andare a farsi “intervistare”.
Quella sera cenammo tutti assieme, per evitare che i ragazzi si chiedessero dove andava la loro mamma in strani orari anche se mia moglie si limitò a spiluccare qualcosa, bevendoci dietro parecchia acqua: immaginavo che lo facesse per evitare che un paio di bicchieri di bianco ghiacciato la mettessero ko com’era successo la sera precedente, e trovai la mossa decisamente ben giocata.
Poco più tardi, mentre il villaggio si trasferiva al solito palco per assistere alla seconda serata del concorso per la “Miss villaggio under 40” che attirava anche più pubblico di quello delle “Over 40”, anche perché le concorrenti, oltre che essere delle gran belle ragazze, erano anche molte di più, con conseguente ampio seguito sostenitori, accompagnai Franca verso la palazzina degli uffici, dove aveva appuntamento con Gerardo alle dieci in punto: dopo la figura da “cornuto contento” che avevo rimediato accompagnando mia moglie al ristorante preferivo non incontrarmi col vecchio bastardo che mi aveva conciato in quel modo la moglie, che quindi lasciai in vista della palazzina e me la svignai verso il parcheggio dove avevo parcheggiato lo scooter.
Dopo qualche minuto vidi l’auto di Gerardo passarmi davanti: misi in moto e senza accendere le luci mi misi a seguirla: ovviamente sui rettilinei costieri l’auto mi dava la birra, ma dato il poco traffico non era difficile tenere d’occhio i fanali posteriori a led della Mercedes scura: l’accensione degli stop e la improvvisa scomparsa dell’auto segnalarono la svolta a sinistra all’incirca un km davanti a me: a quel punto accesi le luci dello scooter e accelerai: dopo un minuto raggiunsi un viottolo sterrato su cui ancora aleggiava la polvere mossa poco prima dall’auto, di cui si vedevano nuovamente i fari: avanzai lentamente di nuovo al buio e vidi che l’auto si avvicinava ad una costruzione con delle luci accese, parcheggiando nello spazio antistante dov’erano altre auto e un furgone della tv. Fermai il motorino appoggiandolo dietro ad un cespuglio e mi avvicinai a piedi: facendo appena in tempo a vedere la porta della villa chiudersi dietro a Franca.
Girai attorno al muro di cinta ma non c’erano finestre aperte che dessero la possibilità di spiare all’interno, non essendoci nulla da vedere mi concentrai sulle altre auto parcheggiate: il furgone era lo stesso che avevo visto fermo davanti all’ufficio di Gerardo un paio di giorni prima, riconobbi la vecchia Bmw su cui avevo visto partire Lino e Tore, gli amici del patron che si erano trombati mia moglie nel container, poi c’era una di quelle auto cosiddette tuned: una Golf verde ramarro metallizzato, con appendici aerodinamiche varie, tipica auto da ragazzotti gasati o da extracomunitari ben riforniti di quattrini!
Rimasi nei dintorni per più di due ore, lunico suono che si sentiva era quello dei condizionatori che, viste le finestre tutte sigillate, dovevano essere indispensabili per permettere a chi stava dentro di sopravvivere, soprattutto se le attività in corso all’interno non era la lettura di brani della Divina Commedia!
Finalmente verso la una si aprì la porta e vidi uscire due figure ben più alte dei due amici di Gerardo, figure che quasi sparirono appena fuori dal cono di luce della lampada posta sopra la porta:si trattava di due uomini di colore, due marcantoni sul metro e novanta con due spalle così,che salirono sulla Golf verde e se ne andarono sgommando sulla ghiaia: se tanto mi dava tanto a qualcuno era venuta voglia di vedere come se la cavava la capace figona di mia moglie alle prese con qualche superdotato, e chi meglio di un paio di giovanottoni senegalesi o giù di lì poteva togliergli la curiosità? Dopo un’altra mezz’ora uscirono due ragazzotti con dei valigioni e un paio di telecamere professionali, che salirono sul furgone della TV locale: ecco spiegato l’arcano: il prezzo per il primo posto era salito, e adesso la mia gentile consorte veniva usata per girare film porno, probabilmente della serie “Milf double fucked by bbc”, magari filmandola all’opera sulla famosa altalena!
Fu solo alle due di notte che dalla porta potei vedere Franca, che anche questa volta barcollava sostenuta, è perfino inutile dirlo, dai due amici di Gerardo, che senza troppi riguardi la fecero scivolare sul sedile posteriore della Mercedes: i tre uomini rimasero nel parcheggio ancora qualche minuto, fumando e parlando, dopo di che si salutarono e salirono sulle rispettiva vetture: rimasi nascosto finché non furono sulla provinciale, poi misi in moto lo scooter domandandomi come avrei fatto ad arrivare al villaggio prima che Franca, da sola o accompagnata, fosse arrivata al bungalow. Per mia fortuna le due auto una volta arrivate all’ingresso del villaggio si fermarono nel parcheggio, e quando io arrivai col motorino lo infilai tra i cespugli e filai a piedi verso casa, riuscendo ad arrivare prima di Franca: aspettai una ventina di minuti, poi allertato da delle voci in lontananza provai ad affacciarmi dalla porta: mia moglie stava arrivando, barcollando, anche stavolta era conciata da far pena: spettinata, senza trucco, con in mano i sandali e il reggiseno, in lontananza la camicia bianca di Gerardo che spariva nelle viuzze buie del villaggio: quando la vidi non potei trattenermi dal dirle:
“Cazzo, ma fai paura! ma cosa avete combinato?”
“Prima fammi fare la doccia, poi ti racconto! mamma che notte!”
Mentre mia moglie, o per meglio dire quella troia di mia moglie si lavava, io stavo sdraiato sul letto al buio, impaziente di sentire dalla viva voce della protagonista come si erano svolte le cose nella villa: finalmente Franca mi raggiunse a letto, non si era nemmeno messa l’accappatoio e mi sembrò un buon segno, e volendo constatare di persona lo stato dei suoi orifizi presi il cuscino e lo misi dalla parte dei piedi, sdraiandomi accanto a lei ma al contrario, in questo modo avevo un accesso molto facilitato alla sua “zona calda”, la porca però mi fermò:
“aspetta, perdonami ma non sono in grado di fare altro! dammi modo di riprendermi perché sono stata adoperata come mai prima d’ora!”
“E allora racconta, forza, ti ascolto!”
“Sono uscita dal villaggio sull’auto di Gerardo e siamo andati in una bella villa non molto lontana, in campagna, un posto isolato, la villa è molto grande, vista da fuori non sembra chissà che, ma dentro è lussuosissima, arredata in stile Hollywood, con divani bianchi e cose di quel genere, appena siamo entrati Gerardo mi ha accompagnato di sopra, e mi ha fatto entrare in una camera da letto enorme: pensavo già che mi stava andando bene, visto che ormai era chiaro che la storia dell’ intervista doveva essere una balla e se voleva scoparmi in un letto almeno sarei stata comoda invece in camera c’era la brunettona del concorso, si chiama Kaola, lui le ha detto solo “Eccola, te l’affido, vedi di fare in fretta!” e se n’è andato: a quel punto Kaola mi ha fatto sedere davanti ad uno specchio da trucco, a me sembrava di essere a posto, ma lei mi a fatto togliere tutto quello che avevo su e mi ha truccato lei..in effetti ci sa fare, alla fine avevo un look spettacolare, mi ha messo anche le ciglia finte, figurati, non capivo la necessità di tutta questa preparazione, mi pareva di essere abbastanza ..attraente, comunque una volta finito il trucco mi ha fatto spogliare e ha iniziato a passarmi una specie di fondotinta su tutto il corpo, poi mi ha fatto mettere delle calze col reggicalze, un reggiseno aperto davanti e delle scarpe di vernice nere con tacchi altissimi, finalmente mi ha giudicato pronta e mi ha accompagnato in un’ altra stanza, dove c’era anche appeso quel dondolo dell’altra volta, sai, nella casetta degli attrezzi…”
“Sì, sì, mi ricordo, il dondolo, vabbè e poi?”
“eh, e poi mi ha fatto salire sul dondolo, mi infilato le gambe in due staffe, solita storia, ero come dal ginecologo, solo che dondolavo a un metro dal pavimento, allora Kaola ha aperto la porta sono entrati…guarda mi vergogno a dirlo…”
“Eh, vabbè, sarà stato Gerardo con i suoi amici,cosa cambia?”
“Eh,no! Non erano loro, erano due ragazzi con delle telecamere grosse, roba da professionisti e dietro a loro due uomini, di colore! erano giganteschi, saranno stati almeno un metro e novanta, erano in costume da bagno, ma appena entrati se lo sono tolto! mamma mia, avevano dei cosi lunghissimi, curvi verso l’alto, sembravano proprio due banane, solo di cioccolato, uno dei due mi si è avvicinato, seguito dai due con le telecamere, mi ha detto “ciao!” e ha cominciato a strofinarmelo sulla miciona mentre l’altro mi afferrava le tette e io mi sono bagnata subito! lo so faccio schifo! appena se n’è accorto mi ha detto “Piace la bananà, madame?” e quindi me l’ha infilato dentro e ha cominciato a far dondolare il coso dove stavo sdraiata: lui fermo e io che andavo e venivo intorno al suo “coso”: a ogni spinta mi batteva sul fondo e io rimbalzavo letteralmente sul suo affare!”
Certo che la contorsione mentale di mia moglie era fantastica: si faceva sbattere da tre vecchi incontrati per caso, poi finiva a fare un video con due stalloni di colore ma chiamava i loro cazzi “cosi” o “affari”! quando si dice il comune senso del pudore!
E’ andato avanti così per un po’ io cominciavo a scaldarmi, davvero, anche perché con quella forma curva…beh, andava a finire in punti dove non sono abituata ad essere toccata e intanto l’altro manovrava in modo che mentre andavo avanti e indietro glielo prendevo in bocca, poi mi sfuggiva e poi me lo rimetteva …insomma uno dentro e uno fuori per un bel po’ . A un certo punto Kaola li fa fermare, quello che mi stava scopando mi solleva e si infila sotto di me sul dondolo, rimettendomelo dentro, mentre l’altro prende il suo posto, o almeno ci prova: ma non riusciva a entrare insieme al suo amico.. insomma hanno trafficato per un po’ mi hanno ravanato dentro con le dita, poi quello che mi stava sotto l’ha tirato fuori fino a metà, l’altro si è infilato con un certo sforzo e poi BAM! Me li hanno ficcati dentro a forza con un colpo secco! Dio, ho creduto che me l’avessero lacerata!un dolore pazzesco, sentivo le labbra tese, la sensazione era di star partorendo, per fortuna i due cameramen gli hanno chiesto di stare fermi per un’inquadratura da vicino..pian piano mi sono abituata e ho cominciato a rilassarmi, appena in tempo perché i due hanno ricominciato a pomparmeli dentro e fuori: a volte uno usciva e l’altro approfittava per entrare bello comodo, in altri momenti uscivano piano piano entrambi e poi me li ficcavano dentro di colpo: si capiva che cercavano di rubarsi lo spazio a vicenda…la sensazione ha cominciato a diventare meno divertente dopo che erano dentro credo da almeno dieci minuti..non ce la facevo più, ero asciutta, quasi secca, non scivolavano, strofinavano maledettamente e cominciavo a sentire male: per fortuna che Kaola ha capito, gli ha detto che dovevano finire “vit vit” e questi, praticamente a comando mi sono venuti dentro praticamente assieme…finalmente una volta scaricati sono usciti e uno dei cameramen ha ripreso il primissimo piano della mia micia mentre sgocciola la loro roba!
“Insomma sei arrivata a prenderti due cazzi assieme nella figa! complimenti, hai dimostrato una bella capacità!- cazzo, se dovevo star lì a sentire quella troia che raccontava con un tono da falsa vittima i suoi exploit erotici almeno volevo poterci ricamare sopra- “e dopo? Non mi dirai che sei tornata a quest’ora solo per esserti presa un paio di uccelli neri in quella figa slabbrata che è un bel po’ che ti ritrovi!”
“Beh, no, quando i due negroni hanno finito li davanti Kaola gli ha detto che dovevano fare anche “le tour d’arrière” : ho avuto paura che volessero mettermelo tutti e due dentro anche di dietro, ma si sono accontentati di entrare uno dietro e uno davanti!”
“Ah, sì, roba di normale amministrazione, vero, porcona? E il tutto videoregistrato con attrezzature professionali! sai cosa significa, vero ? Che tra due settimane, giusto al rientro dalla ferie, in tutte le edicole d’Italia il tuo bel video, assieme a quelli di un altro paio di sgallettate e di qualche professionista spacciata per dilettante sarà disponibile in formato DVD alla modica cifra di € 19,99, che assicurerà il traguardo di vendite di almeno 10.000 copie, con un utile netto per i tuoi amici di…diciamo 100.000 eurini..stimando il 50% per spese produzione, editing e distribuzione. E così magari pure il nostro portinaio, piuttosto che il farmacista o il droghiere potranno ammirarti alle prese con i migliori cazzi reperibili sul mercato! e quando si scoprirà che hai anche vinto miss villaggio over 40 le tue quotazioni saliranno ancora! tutti i maschi della zona vorranno assaggiare le doti di quella troia di Torino che per la gioia dei suoi fans tornerà ai primi di settembre per fare felici quanti non gliel’ avranno ficcato in qualche posto ad agosto, ecco il bel risultato delle tue scappatelle!”
“Vabbè, dovevo immaginarmelo che non avresti retto la situazione, il fatto che io mi sia trovata in una storia che, lo riconosco, mi ha preso la mano è naturale che a te dia fastidio,però….
“Però cosa? “ la interruppi “ non mi dirai che quello fuori posto sono io, guarda che fino a prova contraria sei stata tu che zitta zitta, nella speranza di vincere il concorso sei andata in palestra, ti sei fatta sfasciare la figa da quel bel personaggio per poi tornare sul luogo del delitto in agosto !”
“Ma quando tu mi hai scoperta non mi sembra di avere visto ‘ste grandi scene di gelosia, ti sei goduto le porte che altri avevano aperto, anzi ne hai pure approfittato per prenderti un passaggio che fino allora ti avevo sempre proibito…” cercò di ribattere la troia, ma la interruppi immediatamente:
“Ah no, chiariamo subito: tu sapevi che te l’ avrei messo di dietro, infatti ti eri preparata a modino e come mai? PERCHE TE L’AVEVA DETTO GERARDO, DI DARMI IL CULO, dopo che ti si era fottuta con quel cazzo di moncone nel magazzino dei materassi, ecco perché! come vedi hai poco da incolparmi!
A quel punto Franca non sapeva più come ribattere, le avevo dimostrato che sapevo anche i retroscena di tutta la storia e che non poteva accusarmi di nulla, o meglio no, di una cosa mi poteva effettivamente accusare, di aver approfittato delle sue trasgressioni per togliermi qualche sfizio che covavo da tempo, ma sapeva benissimo anche lei che le sue di trasgressioni erano state di ben più alto livello, ad ogni modo per come erano andate le cose non c’era modo di tornare più indietro, specie adesso che c’era un video che la faceva vedere all’opera e dimostrava chiaramente quanto le piacesse essere adoperata in quel modo!
“Vabbè, adesso non litighiamo, in fin dei conti ci siamo anche divertiti in tutta questa storia, se consideri che dopo che i due stalloni mi avevano lasciata sul dondolo è venuta lì Kaola: si era cambiata, indossando stivali di cirè lucido neri e una tuta a rete, era uno schianto! ha cominciato a leccarmela e poi mi ha infilato la mano dentro, sempre mentre i due cameramen filmavano, poi dopo avermi dato una sbattuta col pugno chiuso dentro mi ha dato la sua mano da leccare e poi è andata a chiamare Gerardo e i suoi amici, chiedendogli se volevano anche loro un video ricordo della serata, siccome tutti e tre hanno risposto di no ha liquidato gli operatori video e anche lei se n’è andata, lasciandomi sola con i tre porconi, che me ne hanno fatte di ogni per almeno un’ora, poi finalmente dopo che mi aveva ridotta da far schifo mi han tirata giù da quell’ affare, mi hanno mandato a fare una doccia e mi hanno riportata qui, e adesso, ti supplico, lasciami dormire, domani faccio tutto quello che vuoi, ma adesso non ne posso più!”
“Ok, porcona, con il tuo racconto ti sei conquistata qualche ora di sonno, certo è che quando torneremo a casa dovremo cambiare qualche dettaglio della nostra vita!”
L’indomani mattina ci svegliammo decisamente tardi: più per l’ora pranzo che per la colazione, i ragazzi se l’erano filata senza svegliarci e io ne approfittai per solleticare un pò Franca, lei non sembrava precisamente entusiasta, ma aveva dato la sua parola e quindi mi lasciò fare: dopo aver insistentemente sondato le sue zone intime con due dita, data l’ancora esagerata dilatazione che la figa presentava decisi per una bella ripassata al culo: mi alzai e presi il flacone della crema solare; dopo avergliene spalmato un bel po’ sul buchetto posteriore, ormai ampiamente sfruttato anche dai due stalloni di colore, stavo già per infilarla quando mi venne un’idea: afferrai nuovamente il flacone e glielo infilai dritto nella figona: mia moglie emise un flebile lamento ma non fece a tempo a protestare che il mio cazzo le stava entrando nel culo: la sensazione era veramente incredibile: se da un lato anche il culo era ormai facilmente agibile, la presenza del flacone di crema solare, di forma piatta costituiva un piacevole diversivo, e anche se era una presenza abbastanza innaturale non mi dispiaceva strusciarmici contro: inaspettatamente mia moglie cominciò a dare evidenti segni di gradire il trattamento che, lo devo ammettere, le avevo un po’ imposto, Franca si muoveva leggermente facendo ondeggiare il bacino a sinistra e a destra e il suo respiro, già appena affannoso, dimostrava che il momento clou non era lontano: quando poi Franca cominciò a sibilare “Sì, sì,sìì, così, così, così, non fermarti adesso, dai, dai, dai!!” fui assolutamente certo che della mia cara mogliettina tutta dolce e timidina non c’era più traccia, quella che mi stavo inculando era una grandissima troia, prontissima ad accettare tutte le novità che le venivano imposte e a goderne in prima persona benché si trattasse sempre di pratiche che avrebbero atterrito la maggior parte delle signore presenti al villaggio: aiutato dalla colonna sonora che ormai era diventata “Sì, dai, spaccami anche il culo!” le venni dentro a grandi fiotti, per poi uscire da lei rapidamente, anche per via della mancata adeguata preparazione del retto alla mia visita.
Dopo una bella doccia eravamo pronti per il pranzo, arrivammo nella sala tra i primi e fummo raggiunti dopo poco dai ragazzi, che segnalavano che sarebbero andati a mangiare sulla spiaggia dove era stata organizzata la grigliata di ferragosto, cosicchè, dopo il caffè ritornammo in camera: non avevamo ancora fatto a tempo ad addormentarci che il cellulare di Franca squillò: era Gerardo! ettepareva, era la sera della finale, figuriamoci se lasciava stare mia moglie ovviamente sentivo solo quello che diceva Franca:”Ma…adesso? E dove? Anche Massimo? Ma perché, scusa?sì,sì, va bene..allora arriviamo, sì,sì, ho capito, subito, d’accordo, il tempo di vestirmi…va bene,ciao”
“Beh, e adesso cosa succede? “le chiesi tra l’incuriosito e l’infastidito “ dov’è che dobbiamo andare?”
“Ha detto Gerardo che ci aspetta tutti e due nel suo ufficio, che ci vuole presentare due suoi amici di Torino…mmm non mi piace ‘sta cosa…poi tutta sta fretta…”
“Ma perché anch’io? “ “Non me l’ha detto, ma suppongo che immagini che ormai sai come stanno le cose”
Vabbè, addio pennica, mi infilai una maglietta e le infradito e partimmo per andare nell’ufficio del patron: pochi minuti ed eravamo di fronte alla palazzina degli uffici, quella dove avevo visto per la prima volta Franca che si faceva infilare il moncone di Gerardo: salimmo al primo piano e già nel corridoi sentii la risata squillante di una donna a cui si unirono subito le risate di due uomini: la porta era aperta e noi ci affacciammo sulla soglia: appena Gerado ci vide si alzò dalla sua poltrona per venirci incontro tutto sorridente e amabile: “Carissimi, grazie per essere venuti così in fretta, ma ci tenevo farvi conoscere due miei carissimi amici, Lilly, che è stata la vincitrice del concorso di bellezza dell’anno scorso e suo marito Fausto! permettermi di presentarvi Franca che, ormai lo possiamo dire, vero, – aggiunse strizzando l’occhio – stasera verrà proclamata “Miss Villaggio 2014”e suo marito, Massimo!”
I due si alzarono e ci stringemmo la mano: lui era un bel tipo, alto, magro ma muscoloso, ma lei, Lilly, sprizzava sesso da ogni millimetro del suo corpo; doveva avere poco meno di 40 anni, ma li portava alla grande, bionda, capelli cortissimi che evidenziavano un viso da maialina fatta e finita, occhi verdi, con un’abbronzatura dorata che non poteva essere frutto del caso, doveva avere almeno una quarta di reggiseno, ma le sue tette parevano sul punto di esplodere, debordando da un vestito leopardato che avrebbe fatto risuscitare un morto, le gambe perfette erano slanciate da due sandali dorati con allacciatura alla schiava che sostenevano quel gran pezzo di gnocca su due affilatissimi tacchi alti :”Sono Lilly, piacere, Gerardo mi ha tanto parlato di te!” Franca strinse la mano a quella figa spaziale con uno sguardo tra l’incredulo e l’imbarazzato: occhi sgranati, bocca semi aperta, quella che non più tardi di ieri sera era stata l’assoluta protagonista di un video hard si sentiva chiaramente in soggezione di fronte a quel concentrato di sesso, al cui marito io stavo stringendo a mia volta la mano: dopo le ulteriori strette di mano tra me e Lilly e tra Franca e Fausto, Gerardo ritornò a sedersi sulla poltrona presidenziale e rivolgendosi a me e a Fausto disse: “perché voi due giovanotti non andate al bar a prendere 5 caffè? Li ordinerei io ma essendo Ferragosto metà del personale è in spiaggia per la grigliata e al bar c’è una sola persona!”Fausto, quasi non aspettasse altro, fu prontissimo a scattare verso la porta, e girandosi verso di me: “Vieni Max, che già che ci siamo ti mostro qualcosa che ti piacerà!” Poco convinto lo seguii per le vie del villaggio fino al bar, dove ordinammo i caffè: mentre la ragazza li preparava Fausto sfilò di tasca uno smartphone , selezionò qualcosa e me lo mise in mano dicendo: “Guarda un po’ qui!!: sullo schermo balenarono delle scritte colorate seguite da un titolo: Ritorna Lilly la Porcona in “Sfondatemi tutta!” pochi secondi dopo la prima inquadratura, un primissimo piano della signora che avevo appena visto nell’ufficio tutta intenta a succhiare una solenne nerchia color cioccolato, il cui proprietario si divertiva a far ballare su e giù con le sue manone le formidabile tette della pompinatrice che penzolavano rivelando che la signora era messa a pecora : l’inquadratura si allargò permettendomi di vedere che anche alle sue spalle cera movimento: un altro ragazzone di colore, ancora più scuro dell’altro, stava manovrando per infilare la sua bega in tiro nelle terga della biondona, che non solo si mosse in modo da facilitargli il gradito compito, ma che inarcò la schiena mettendo ancor più in mostra le favolose zinne che avevo potuto adocchiare dal vero solo pochi minuti prima: mentre guardavo come ipnotizzato i tre che si stavano dando da fare sul piccolo schermo la voce di Fausto mi richiamò alla realtà: “Andiamo giovanotto, portiamo i caffè alla squadra!” Lo guardai con aria interrogativa, lui mi fece un enigmatico sorriso, poi alzando un sopracciglio con aria interrogativa mi chiese: “Ma Gerardo non ti ha detto niente? Mi sembri uno che cade dal pero!”
“Guarda, sapevo che Franca faceva ogni genere di cose con Gerardo e i suoi amici, e ieri sera lei stessa mi raccontato di aver partecipato ad un video porno, anche lei con due neri..”
“Ma sì, certo N’djalo e Baptiste, sono anche loro nella scuderia di Gerardo e lavorano quasi sempre in coppia!”
“Anche con tua moglie, quindi…”
“Li hai appena visti, no? C’è qualcosa che non ti torna? Ma scusa non lo sai che l’elezione di Miss Villaggio è praticamente il trampolino di lancio per una carriera nel porno?”
“Veramente non ero precisamente stato messo al corrente di questo insignificante dettaglio…”
“Ah, ma allora ecco perché Gerardo voleva assolutamente che io e te parlassimo! beh, guarda, è successo tutto l’anno scorso: eravamo qui in vacanza, a Lilly è stato chiesto se voleva partecipare al concorso, figurati, mia moglie è perfettamente consapevole di essere una gran bella donna, quindi ha accettato e da subito è stato chiaro che avrebbe vinto, però Gerardo aveva altre mire che non farle vincere il concorso…beh, ti dirò, io e Lilly siamo quella che si dice una coppia aperta, odiamo la banalità e la routine, stiamo assieme da otto anni e siamo sempre stati curiosi di tutto quello che riguarda il sesso, io ho qualche anno più di lei, e ho fatto le mie esperienze un po’ in giro, e anche lei non è quella che si definisce “un’ingenua”, la sapeva già lunga e tanto ha potuto imparare con me..siamo affiatati e non ci nascondiamo né le nostre voglie né le nostre fantasie, e quando Gerardo le ha fatto capire che se voleva vincere il concorso avrebbe dovuto, diciamo , “sottostare alle sue voglie” lei gli ha detto subito che per lei andava anche bene, ma che io facevo parte dell’accordo: niente sotterfugi o scappatelle, tutto alla luce del sole, io avrei potuto essere presente o meno, ma la cosa dipendeva esclusivamente da me e da lei (a volte le piace tenermi un po’ sulla corda, mi dice che esce ma non con chi, certo so con esattezza a che ora tornerà, e poi mi delizia con i suoi racconti”beh, insomma a farla breve, dopo aver fatto la conoscenza col moncone di Gerardo si è dichiarata entusiasta di poter lavorare nei suoi film, il guadagno è appena discreto, ma il divertimento è tanto ed assicurato, credimi!”
“Beh, in effetti da quando Franca ha cominciato a fare la troia con Gerardo anch’io ho avuto qualche “fringe benefit” inaspettato!”
“Ma certo, se non eravate già esperti di trasgressioni ti sarai divertito ancora più di me, è logico, tutto un mondo ti si è aperto davanti!”
“sì, e non solo un mondo, non so come fosse prima tua moglie, ma so com’era la mia, che adesso è letteralmente sfasciata, il moncone di Gerardo gliel’ha dilata permanentemente, e anche con il culo credo che siamo sulla buona strada!”
“Beh, ma è ovvio che le “entrate” di una star del porno nella categoria “mature” non possano essere quelle di una ragazzina, è il senso stesso della Milf nel mondo dei video hard: deve apparire fascinosissima, splendida ma ampiamente usata! che problema ti crea ‘sta cosa?”
“no, in realtà nessun problema, forse io ho idealizzato mia moglie per tanto tempo,la vedevo come la madre dei miei figli, non potevo immaginare che le potesse piacere essere adoperata in quel modo!”
“Ah, ma lo vedi? Ti sei accorto anche tu di avere sbagliato,tua moglie è una donna con i suoi sani appetiti sessuali, tu non glieli hai riconosciuti, ma Gerardo sì, e credo che gliene dovresti essere grato: ti ha messo nel letto una fantastica macchina da sesso, in cambio di questo miglioramento ti chiede solo di prestargliela di quando in quando per sé o per girare qualche video porno…per il resto deciderete voi che spazio dare alla nuova vita di tua moglie..”
“Scusa, cosa intendi con “che spazio dare?”
“Aah, ma allora ti devo proprio spiegare tutto! Vabbè ora ti spiego: mia moglie, ma per la tua sarà più o meno lo stesso, verrà inserita nella struttura aziendale della Fiskio Film”, la ditta di Gerardo, loro girano i film, diciamo un video di un’ora ogni mese con ognuna delle loro attrici, tutte splendide fighe come le nostre mogli, io ne conosco diverse…mi capisci, vero? Per un film, che viene girato in un giorno, le ragazze prendono tra i 500 e i 1000 euro, dipende dalle previsioni di vendita, dopo di che sarete voi a decidere quanti incontri farà tua moglie con i fans: su questi incontri, sempre gestiti da Gerardo, si fa a mezzo: di solito sono 800 euro per una notte, 1500 per un week end: metà va a tua moglie: se i suoi video piacciono potrebbe fare anche un incontro alla settimana o un paio di we al mese: insomma se Franca ha un minimo di successo si mette in tasca tra i due e i tremila euro al mese come ridere, per non parlare delle amicizie che si farà, qui non stiamo mica parlando di darla via per la strada, questo è il giro degli industriali!”
“Cazzo, ma in pratica farebbe la puttana!”
“Eh, vabbè, e allora? Tanto di essere una troia te l’ha già dimostrato, non si è presa i cazzi dei due neri in tutti i buchi per non parlare di Gerardo e dei suoi amici, e credimi, le sarà anche piaciuto, quei due giovanotti sono bravissimi, oltre che dotati come asini, e adesso che c’è da raccogliere i frutti della sua troiagg…scusa, volevo dire della sua predisposizione al sesso vorresti buttare via tutto? Ma non scherziamo, dai! dammi retta, hai la fortuna di avere una moglie splendida che nonostante l’età non verdissima ha ancora le sue chance, approfittane, no? Questo è un treno che passa una volta soltanto, se non ci sali te ne rimprovererai per il resto dei tuoi giorni, credimi!”
Chiacchierando così eravamo arrivati con i caffè alla palazzina degli uffici, salimmo quindi nell’ufficio di Gerardo: la porta era chiusa, ma Fausto la aprì ed entrammo: una scena incredibile ci si presentò davanti agli occhi: Franca era sdraiata a gambe larghe sulla scrivania di Gerardo, mentre Lilly stava sopra di lei nella posizione del 69, leccandole la figa, mia moglie aveva l’intera mano nella figa della bionda a cui Gerardo stava spanando il culo muovendole dentro e fuori il suo osceno moncone! Rimasi immobile sulla porta, mentre Fausto entrava spavaldamente nell’ufficio di Gerardo, e con tono allegro diceva:” Meraviglioso, siete già amiche! Max, guarda come Lilly si prende nel culo il braccio di Gerardo! Non è fantastica? Vedrai, fra qualche settimana anche tua moglie sarà in grado di prenderselo tutto nel culo! ragazze siete fantastiche, veramente due troie così è difficile metterle assieme!”
Mentre tutto questo accadeva davanti a me, Fausto si slacciò i pantaloni e tirò un cazzo eretto di ragguardevoli proporzioni, dotato in particolare di una cappella molto più larga dell’asta e si avvicinò a Franca prima di metterglielo dentro con fare cerimonioso si girò verso di me chiedendomi: “Tu permetti, vero? “ e senza aspettare risposta con un colpo di reni infilò la sua bega nella figa di mia moglie, che chissà da quanto era sottoposta alle leccate di Lilly: non appena il cazzo di Fausto arrivò a sbatterle sull’utero Franca si lasciò scappare un “aahhhh” di soddisfazione e altri sospiri li cacciò quando lui cominciò a pistonarla con ritmo costante : con il suo movimento faceva quasi uscire del tutto il cazzo dalla figona dilatata di mia moglie, poi restava fermo un istante con solo la cappella dentro per poi sbatterglielo tutto dentro, facendola sussultare e provocando un ulteriore movimento della mano che Franca teneva affondata nella figa di Lilly, che ormai partita stava gridando a lei e a Gerardo “Siiì, siiìì, così, sfondatemi tutta, così, così, ancora!” In quel momento Franca iniziò anche lei ad incoraggiare Fausto: “dammelo tutto, dammelo tutto fino in fondo, sfondami la figa, dai dai ancora, dai!” al che Gerardo sfilato il moncone dal culo di Lilly pensò bene di sostituirlo col cazzo, che gli era venuto durissimo e così anche lui attaccò una litania di oscenità rivolte alle due donne: “Leccami i coglioni troia!” disse a mia moglie” mentre sborro nel culo di quest’altra vacca sfondata!”
Era semplicemente fantastico vedere come Franca si sforzasse di alzare la testa dalla scrivana per arrivare con la punta della lingua ai coglioni di Gerardo, che ondeggiavano ritmicamente pochi centimetri sopra di lei .
Grazie anche a questo trattamento Gerardo venne in pochi minuti nel culo di Lilly, mentre Fausto continuava imperterrito a martellare la figa di mia moglie, a cui aveva afferrato le tette, per tenerla ferma, costringendola a subire i suoi assalti senza la benché minima possibilità di indietreggiare, ma Franca dimostrava chiaramente di gradire il trattamento, nella foga stava addirittura pulendo con la lingua il cazzo che Gerardo aveva finalmente estratto dal culo di Lilly: finalmente dopo un tempo che a me parve interminabile Fausto si svuotò i coglioni nell’abusata figa di mia moglie che rimase sdraiata a gambe larghe sulla scrivania ancora per diversi minuti, mentre Lilly, agilmente si lasciava scivolare a terra aiutata dal marito, a cui disse con un sorriso:: “te la sei goduta la nuova puledrina della scuderia, e sporcaccione che non sei altro!”
“Già, invece tu non l’hai mica voluta assaggiare subito, la sua bella figona, eh? Va là ti conosco fin troppo bene!” disse stampandole un sonoro bacio sulla bocca che ancora doveva avere il sapore della figa di Franca.
Quando tutti si furono rivestiti ci bevemmo il famoso caffè, ormai freddo, dopo di che Gerardo, rivolgendosi a tutti ma puntando gli occhi su di me spiegò che cosa si aspettava da noi:
“Abbiamo appena avuto la conferma che queste due sono due troie nate, sarebbe quindi un peccato non sfruttare le loro doti naturali per un giusto guadagno: a partire dal mese prossimo anche Franca entrerà nel nostro giro: gireremo un video al mese e farà dalle due alle quattro serate nei vari locali per lanciarlo, la suddivisione dei guadagni all’inizio sarà 30/70 tra lei e noi, se lavorerai bene potremo passare a 40/60 e se avrai lo steso successo e fatturato- della signora qui presente potresti arrivare anche al 50%: ricordati, tutto dipende da te e da quanto piacerai ai nostri clienti: se avrai successo la ditta ti pagherà il 50% della chirurgia plastica che vorrai fare: secondo me una gonfiatina alle labbra e un rinforzo alle poppe ci starebbe bene: è tutto chiaro? E adesso andate a prepararvi perché stasera c’è la finale: Lily, tu sostituirai Kaola come semifinalista, sì, lo so, hai già vinto l’anno scorso, quindi quest’anno lascerai vincere la tua collega, ci vediamo sul palco alle 22.00!”
Non vi annoierò con i particolari di ciò che accadde quando lasciammo l’ufficio di Gerardo: Franca era ancora sconvolta da quello che aveva fatto nel pomeriggio, Lilly e Fausto invece erano allegrissimi, sembravano due ragazzini che avevano bigiato a scuola: dato il passo malfermo di mia moglie impiegammo quasi un quarto d’ora per arrivare al bungalow dei nostri nuovi amici, ma una volta lì Lilly mi consigliò di andare a fare un giro con suo marito mentre lei avrebbe aiutato Franca a prepararsi al meglio per la serata della finale.
Fausto aveva preso molto sul serio il ruolo di guida nel mondo del sesso a pagamento, infatti aveva esordito raccontandomi che quando l’anno scorso Gerardo aveva “convinto” sua moglie a dedicarsi a questa attività con una certa regolarità l’aveva fatto essendo consapevole di trovarsi di fronte ad una donna con una notevole predisposizione al sesso, ben nota anche a lui, mentre il caso di Franca era differente: mia moglie era una tranquilla casalinga, che però stuzzicata sulla sua vanità femminile aveva non solo iniziato a frequentare la palestra, ma addirittura in quella palestra, per non perdere l’occasione, aveva accettato le avances di Gerardo: secondo Fausto questo fatto era rivelatore: secondo lui a Franca piaceva stupire, non era attratta dal sesso a due (e in effetti non è che prima di quel casino franca fosse una tigre, a letto) e dava quindi il meglio di sé in caso di incontri ‘particolari’: del resto non aveva forse gradito l’incontro con i due stalloni di colore sotto l’occhio delle telecamere? Sempre secondo Fausto io avrei dovuto essere felice di questa caratteristica che mia moglie aveva rivelato, perché, nonostante l’età non più verdissima, Franca avrebbe potuto fare una straordinaria carriera nel porno, a cui avrebbe fatto sicuramente seguito un’altrettanto brillante carriera nel ruolo di ‘escort’ come si usa dire da un po’ di tempo. Chiacchierando eravamo arrivati ai limiti dei villaggio, dove Fausto mi offrì una delle sue sigarette, e mentre fumavamo l’amico venne al dunque: “Insomma, ormai Lilly ha un suo bel giro di clienti, che io preferisco chiamare “ammiratori” anche per il fatto che di solito la vedono prima nei video che Gerardo le fa girare, e solo dopo decidono che la vogliono conoscere: sono uomini, e anche qualche donna, di solito non giovanissimi, ma come sappiamo bene oggi la chimica fornisce aiuti un tempo impensabili, hanno ampie disponibilità economiche, dopo aver visto mia moglie all’opera in uno dei suoi video hanno smosso una qualche loro conoscenza e son riusciti a contattarla, in modo alquanto diretto: offrivano discrete somme per incontrarla e averla a disposizione per una notte o, in qualche caso, un intero week end: all’inizio anche una donna libera come Lilly rimase un po’ perplessa, è vero che io la chiamavo “la mia puttana”, ma l’accento era ssu “La mia”, lì la storia cambiava, avrebbe dovuto diventare la “LORO puttana”: non so se prevalse la curiosità di fare un’esperienza del tutto nuova o l’idea di portare a casa in una notte quello che io le davo per le spese ogni quindici giorni, ma alla fine Lilly accettò: adesso svolge la sua attività su una base regolare di due uscite settimanali oltre che di uno o due week al mese: come puoi immaginare nella maggior parte dei casi incontra ben più di un singolo uomo, ma ormai abbiamo acclarato che mia moglie è in grado di soddisfare fino a 4 uomini in una notte, il problema sono i week end, perché reggere gli assalti di quattro tipi pieni di Viagra non è semplice, ed ecco cosa ti propongo: inizialmente Franca accompagnerà mia moglie agli incontri nei week end, ovviamente Lilly dovrà adeguare la sua tariffa al fatto che saranno in due, ma sono sicuro che quando i suoi ammiratori avranno visto all’opera tua moglie non faranno storie, che ne dici?”
Ero francamente esterrefatto, ok, avevo visto mia moglie all’opera con Gerardo e i suoi anziani amici, sapevo del video con i due negri, e mezz’ora prima l’avevo vista farsi leccare la figa da Lilly e poi scopare dal Fausto stando sdraiata su una scrivania dove Lilly si faceva fare di tutto sopra di lei, ma da lì a immaginarla che usciva di casa il venerdì sera per andare in qualche villona nei dintorni di Torino o magari in Costa Azzurra per farsi fare a sua volta di tutto da una banda di assatanati ce ne correva, ma alla fine l’unica differenza era che sarebbe stata pagata per farlo, e non con una settimana di vacanza fuori stagione nel villaggio di Gerardo.
“Ok,” – risposi “mi hai convinto, se Franca deciderà di seguire tua moglie io non mi metterò di traverso, spero solo di non dovermene pentire!”
“Ti pentirai sicuramente, ma di non averglielo fatto fare prima! La vedi quella?- mi chiese indicando una sagoma chiara nel parcheggio- è l’ultimo giocattolo che la mia mogliettina mi ha regalato, guadagnato, come dice lei, “col sudore NON della fronte!”dai, siamo sinceri, quanto ti devi sbattere per tirare a casa quello che serve per vivere? Bene, continuerai a farlo, non ti preoccupare, il tuo ruolo non cambierà, però tutte le piccole cose che rendono la vita piacevole te le procurerà la tua mogliettina: un we a Parigi, ma non nel solito Ibis, magari non sarà il George V ma almeno il Claridge sì, e una cena da Procope?beh, ci starà anche quella, invece dell’ Hippopotamus, e una bella Evoque come la mia dopo che Franca si sarà fatta la doverosa A3 nera d’ordinanza vedrai che salterà fuori!”
Vabbè, in misto di eccitazione erotica che derivava dall’immaginare Franca alle prese con quelli che Fausto definiva “ammiratori” e l’idea non dico di farmi una Bentley, ma almeno di non dover comprare più il solito “usato aziendale” cominciava a sorridermi: in fin dei conti la troia l’aveva data via a mia insaputa e adesso mi pareva giusto che provvedesse ad un doveroso risarcimento!
Quando entrammo nel bungalow le due “signore” erano ancora intente a provare dei vestitini striminzitissimi per scegliere quelli con cui sarebbero comparse, di lì a qualche ora sul palco: Lilly stava dicendo a Franca :” Ecco, questo è quello con cui l’anno scorso ho vinto il titolo!”lo metto ancora quando devo fare una delle mie serate; appena mi vedono gli viene duro e il gioco è fatto, vediamo come sta addosso a te!”
Non ci voleva molto a capire che non era il momento di starsene lì come due scemi a guardarle, ci demmo appuntamento direttamente al palco, dopo cena, visto che le due avrebbero preferito saltare il pasto piuttosto che doversi truccare di corso dopo aver mangiato.
Scesi in spiaggia con Fausto, e in qualche modo ingannammo il tempo in attesa della cena, poi andammo a mangiare e verso le 21.30 ci piazzammo nella zona del palco: il pubblico era composto in parte da ragazzetti interessati più che altro all’elezione di “miss villaggio under 25”, poi c’era un certo numero di adulti che era venuto anche dal paese vicino per vedere le concorrenti.
Se Franca e Lilly erano rimaste le sole concorrenti per la categoria “over 40’ erano invece molto più numerose le ragazze tra i venti e i trenta, che quindi sfilarono per prime: la vincitrice fu una splendida mora di Roma la cui elezione riscaldò l’ambiente: quando fu il momento di scegliere la vincitrice tra mia moglie e Lilly il pubblico era ormai scatenato: tutti avevano ormai capito che se le ragazze più giovani avevano sfilato al meglio della loro giovanile bellezza, le due signore “mature” si sarebbero giocate il titolo mettendoci tutta la loro troiaggine, e di fatti, quando le due comparvero sul palco ci fu un autentico ruggito da parte di tutti i maschi presenti: io e Fausto eravamo in mezzo alla folla urlante, mentre i commenti più volgari venivano gridati in italiano e nei vari dialetti d’ Italia: come Dio volle arrivammo alla proclamazione della vincitrice: Franca, come promesso da Gerardo fu proclamata vincitrice dalla giuria, anche se il pubblico sembrava, devo dire giustamente , preferire Lilly, e finalmente la spianata di sedie davanti al palco si svuotò: io e Fausto rimanemmo praticamente da soli, e io gli chiesi dove potessero essere finite le nostri mogli: “Mah, – rispose lui “ puoi bene immaginare che tua moglie starà pagando il suo debito nei confronti della giuria che l’ha fatta eleggere miss villaggio, non ti pare? Vieni, credo di sapere dove la potrai trovare!” Così, prendendomi per un braccio mi guidò alla solita palazzina degli uffici, davanti a cui erano ferme diverse grosse auto: “vedi, c’è tutto lo stato maggiore del patron, e c’è anche il camioncino della sua casa di produzione: segno che la serata verrà ampiamente documentata: credo sia meglio non interferire, vieni, andiamocene a casa, vedrai che domattina le signore torneranno da noi, magari un po’provate, ma si sa, tutto ha un prezzo!”
La noncuranza con cui Fausto mi aveva consigliato di lasciare che Franca e Lilly rimanessero in balìa di quella banda di uomini non mi aveva certo tranquillizzato, ma capivo di non avere altra scelta: me ne tornai al bungalow e rimasi sveglio per diverse ore.
Quando Franca rientrò era quasi l’alba, mia moglie cercò di non farsi sentire mentre si infilava in camera e scivolava silenziosamente in bagno dove rimase per quasi mezz’ora.
Quando finalmente mi raggiunse a letto non riuscii a trattenere la domanda: “Ma dove eravate finite?”
Franca no, era tanto brillante, con un filo di voce mi rispose:
“Guarda, nel casino del dopo concorso Gerardo ci ha portate nel suo ufficio, dove eravamo oggi pomeriggio, e lì….”
“E lì cosa?” domandai piuttosto in ansia
“Eh, e lì mi sono dovuta sdebitare per essere stata eletta, ecco cosa!”
“Ma cosa ti hanno fatto, spiegami!”
“Franca rimase in silenzio per un interminabile minuto, poi con un sospiro, disse : “Credimi, DI TUTTO!”
“Cioè?”
“Eh, dovresti immaginartelo da solo! comunque stavolta non c’era quell’affare, sai il dondolo.. quando siamo arrivati in mezzo alla stanza c’era una specie di accrocco con dei tubi e una parte imbottita in mezzo: mi ci hanno fata sdraiare sopra: era come se fossi stata a cavalcioni di una moto senza le ruote, o meglio le ruote le aveva, piccoline, come un carrello del super: mi ci hanno fatto sdraiare a pancia in giù, poi qualcuno ha mosso una manovella e la parte imbottita si è sollevata di dietro:ero lì, in mezzo alla stanza con un sacco di uomini attorno,col sedere per aria: ho capito che la faccenda non sarebbe stata semplice:Gerardo è stato il primo, mentre in due iniziavano a riprendermi in video lui ha iniziato a infilarmi il suo coso…il moncone intendo…. Beh, sai ormai mi ci sono proprio abituata, non mi dispiace per niente, lui poi è bravo, lo muove proprio bene, .ma dopo un po’ qualcuno mi ha spalmato con qualcosa “lì dietro”. e lui è entrato anche dietro col moncone intendo! madre mia!!quel coso avevo fatto fatica a prendermelo davanti le prime volte…non ti dico dietro che cos.è, una cosa da non credere…insomma a furia di entrare e uscire me lo ha allargato di brutto, ma poi non contento mi ha infilato la mano sana davanti! giuro non credevo di potermi sentire così piena! mi rovistava dentro senza pietà, mentre tutti lo incoraggiavano a un certo punto si è afferrato il moncone che avevo dietro con la mano che avevo davanti..è stato un momento assolutamente pazzesco! credo di essere svenuta, perché dopo un po’ mi sono accorta che non c’era più lui, ma avevo dentro la mano di uno dei suoi amici: lo sentivo che diceva qualcosa del tipo “ Ehi, Gerà, ma quanto l’hai aperta questa troia!?” dopo non mi ricordo più:è stato tutto un alternarsi di uomini che mi frugavano dappertutto!
“E Lilly? Dov’era finita? “
“Ah, lei aveva un bel dafare,perché quando finivano da me andavano da lei, che era sdraiata sul divano e lei li faceva venire…sì, cioè, glielo mettevano dove volevano e si sfogavano dentro di lei: non so dire nemmeno quanti fossero, almeno sei o sette direi…comunque lei li è presi tutti senza problemi, io sono distrutta!”
E ci credevo, se se l’erano fistata tutti era un miracolo se era riuscita a tornare lì con le sue gambe!

9
2
Autore Pubblicato il: 21 Luglio 2021Categorie: Racconti Cuckold, Racconti di Dominazione0 Commenti

Lascia un commento

9
2