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Questo racconto, benché di fantasia, è basato su un episodio reale vissuto da Cristina in un centro estetico di Cap d’Agde, in Francia

Salve a tutti, sono Katia, 41 anni, quasi 1,70, bionda, occhi azzurri, una terza piena di seno, culetto tondo e belle gambe affusolate.
Da tre mesi ero uscita, da una lunga ed estenuante battaglia legale con il mio ex marito, per ottenere il divorzio; i quasi due anni passati tra avvocati e aule di tribunale mi avevano stremato e resa anche un po’ depressa.
Quel sabato faceva freddo e pioveva, così decisi di passarlo al Centro Termale, al caldo, per prendermi un po’ di relax e cercare di alleviare la stanchezza, oltre che fisica, anche mentale, che mi opprimeva.
Andavo spesso, anche in inverno, a stendermi nelle acque calde delle piscine, che oltre a rilassarmi, mi tonificavano ed ero diventata, anche, una cliente fissa della sala massaggi.

Al Centro, dopo l’accoglienza, vengo accompagnata, da una bella ragazza, vestita solo di un camice bianco, agli spogliatoi.
Dopo essermi cambiata, mi dirigo alla grande piscina comune.
Come al solito indosso un bikini, questa volta rosa, che poco copre del mio corpo ed il mio ingresso in sala attira subito un considerevole numero di sguardi maschili.
Dopo una ventina di minuti che sono distesa nell’acqua calda, arriva una ragazza, la quale mi avverte che è ora del mio massaggio.
La ragazza mi accompagna al centro estetico e mi fa entrare in una saletta privata.
Nella stanza c’è solo un lettino da massaggi coperto da un lenzuolo bianchissimo, un materasso ad acqua a terra ed uno scaffale stracolmo di flaconi, bottigliette e vasi di oli e unguenti profumati.
Nell’aria si diffonde un qualche profumo esotico ed una soave musica di arpa, intervallata da cinguettii di uccellini, fa da sottofondo.
Mi tolgo il costume e mi avvolgo in un asciugamano bianco, che mi copre dal seno a metà coscia; mi piace essere nuda durante il massaggio.
La porta si apre ed entra una ragazza.
Non è la solita massaggiatrice, Miriam, che ormai conosco; questa è una ragazza dai tratti orientali, forse sui 25 anni, il suo volto, dai tratti delicati, è incorniciato da una massa di capelli lunghi e neri; non è molto alta ed indossa un camice bianco, su un corpo che s’indovina tonico, le gambe, tornite e sode, sono scoperte ed in bella mostra, considerato che il camice le arriva solo un po’ più in basso dei fianchi e dei glutei.
-“Buongiorno.” – mi saluta sorridendo, con un italiano un po’ incerto – “Io sono Yuki, molto piacere”.
-“Buongiorno.” – rispondo – “Sono Katia. Non c’è Miriam?”
-“No, signora. Miriam ha avuto dei problemi a casa ed ha preso qualche giorno di ferie. La sostituisco io, ma stia tranquilla, sono altrettanto brava”.
-“Non lo metto in dubbio” – le dico sorridendo.
-“Possiamo cominciare?”
-“Certamente” – rispondo e, sciolto l’asciugamano, mi stendo sul lettino nuda.
Lei mi copre i glutei e la parte alta delle cosce con un telo, si dirige verso lo scaffale, prende un flacone d’olio, se ne versa un po’ sulle mani e un po’ lo fa colare sulla mia schiena e le sue mani iniziano a massaggiarmi.
-“Complimenti signora, lei ha un fisico bellissimo!!!”
-“Grazie, ma tu mi aduli; ormai l’età avanza e la tonicità è una cosa che sta passando”.
-“Ma che dice!!! Lei è bellissima, ha una pelle setosa, magnifica, belle gambe, non un filo di cellulite, chissà quanti uomini le corrono dietro!!!” – esclama continuando nel massaggio.
Le sue mani, anche se piccole, sono molto forti, sento le dita premere con decisione e penetrare i miei muscoli contratti.
Sono veramente molto tesa e non riesco a rilassarmi.
-“Signora, la sento molto contratta, se vuole stare bene dovrò farle un massaggio energico e per niente rilassante, ma mi ringrazierà. Poi se vuole le farò un trattamento speciale, molto piacevole, si chiama massaggio Nuru e serve a distendere completamente, sia il corpo che la mente. Il trattamento speciale non lo metterò in conto. Le va bene?”.
“Grazie Yuki, va bene, fai quello che vuoi basta che mi rimetti a posto e dammi pure del tu”.
Le mani di Yuki iniziano a massaggiarmi duramente la schiena, il trapezio, il collo ed a ogni pressione mi sembra che mi si sloghino le articolazioni.
Dalla schiena scende ai glutei e alle gambe, ed anche qui le sue mani sembrano due schiacciasassi.
Dopo un po’ mi sento come se mi avessero bastonato tutto il corpo.
-“Yuki mi stai torturando, mi sento tutta rotta; sei sicura che poi starò bene? Se continui così finisco in ortopedia!!!” – dico ridendo.
“Katia, un proverbio giapponese dice, se bene vorrai stare un piccolo sacrificio dovrai fare.” – mi risponde ridendo anche lei – “Ok, va bene, ho capito, per oggi basta così ed ora vediamo se riesco a farmi perdonare”.
Di colpo le sue mani diventano leggerissime, morbide e sensuali, lisce come petali di rose.
Inizia dai piedi, li accarezza, i suoi pollici scivolano all’interno dell’arco plantare per arrivare ad accarezzare le caviglie, i polpacci, l’interno delle ginocchia, poi avvolgono la coscia accarezzandola con lenti movimenti del polso.
Il massaggio alle cosce si fa più provocante; le punte delle dita scivolano all’interno coscia, si fermano a metà, tornano giù, ripercorrendo al contrario tutto il tragitto sino alle caviglie, poi riparte verso l’alto, lentamente, dolcemente, torna sui polpacci, l’interno delle ginocchia, l’interno coscia…Questa volta non si ferma… Va oltre.
Scosta il telo e risale lungo i glutei, con i pollici rivolti all’interno, separandoli, le sue dita mi sfiorano i fianchi mentre i pollici esercitano una maggiore pressione risalendo al coccige.
Le sue calde mani accarezzano morbidamente il mio sedere, con un movimento lento e rotatorio, dal basso verso l’alto, ad ogni passaggio la pressione dei pollici aumenta, muovendo tutta la muscolatura dei glutei.
Il lavoro dei pollici sulle natiche, fa sì che ad ogni passaggio le mie grandi labbra tendono a stendersi e ad allargarsi e questo, dopo un po’, mi eccita, inizio a sentirmi umida; mi imbarazza un po’ e non vorrei che se ne accorga.
Devo dire che, da quando avevo iniziato la procedura di divorzio, non avevo più fatto sesso, se si escludono alcune volte che mi ero data piacere in solitario, il mio corpo era, quindi, molto recettivo a quelle carezze voluttuose.
Poi il massaggio cambia.
I pollici non lavorano più nella parte bassa dei glutei, ma su quella centrale, allargandoli oscenamente e lasciando impudicamente visibile agli occhi di Yuki il mio buchino segreto ed aumentando il mio livello di libidine.
Sono sempre più eccitata, mi rendo conto che ora sono completamente bagnata, ho una voglia pazza di toccarmi intimamente, di sentire qualcosa che mi penetri a fondo.
I miei pensieri accompagnano il movimento del corpo; ad ogni passaggio delle sue mani, istintivamente inarco il bacino come ad offrire meglio le mie intimità.
Ho la sensazione che le sue dita mi abbiano sfiorato il forellino ed un brivido di piacere mi percorre la schiena.
Non so se sia vero o solo fantasia, ma mi è piaciuto, lo rivoglio!!!
Yuki continua lentamente a massaggiare e ad allargare i glutei ed io, ad ogni passaggio, m’inarco sempre di più.
Il messaggio è chiaro, la mia vulva è un lago, credo che sia lucida di umori.
Di nuovo… Un leggero tocco, eccitante, mi sfiora nuovamente la rosellina, mi sta facendo impazzire, ma continuo a non capire se è solo frutto della mia immaginazione o è realtà.
Le sue mani si fermano e mi abbandonano lasciandomi una sensazione di vuoto nel ventre.
Giro la testa per vedere cosa succede e… Yuki si sta sfilando il camice… Rimane nuda, ad eccezione di un piccolo tanga bianco che a malapena le copre il pube e che, attraverso la trasparenza del tessuto, vedo ricoperto da una peluria scura.
I suoi seni, non sono tanto grandi, ma sono sodi e dritti, con i capezzoli scuri che, erti, puntano in avanti.
È bellissima… ed io sono scioccata!!!
-“Stenditi sul materasso,” – mi dice dolcemente – “il massaggio non è finito”.
Quando sono distesa, prende una ciotola e ne versa il contenuto sulla mia schiena.
È caldo ed il contatto con la mia pelle mi da un brivido di piacere che si diffonde in tutto il corpo.
Yuki spande, con le mani, il liquido gelatinoso per tutto il corpo, dalla nuca ai piedi.
Poi si stende su di me, appoggiando dolcemente il suo corpo sul mio.
Con il gel che ha sulle mani si massaggia i seni e poi inizia a strusciarsi leggermente sul mio corpo.
-“Ma cosa fai?” – domando sorpresa.
-“Rilassati, lasciami fare; questo è il massaggio Nuru, vedrai sarai soddisfatta”.
Sono stupefatta, non so che fare, vorrei farla smettere, alzarmi; poi mi decido e la lascio continuare.
Sento le sue piccole mani che massaggiano la nuca e le spalle, mentre i suoi capezzoli si appoggiano ed accarezzano la pelle della mia schiena.
Una sensazione bellissima mi avvolge e l’eccitazione riprende possesso del mio corpo.
Comincia a scivolare con il corpo, a stretto contatto con il mio, verso il basso; il tocco leggero dei suoi capelli mi accarezza la schiena con la delicatezza delle ali di una farfalla, scivola sui miei fianchi, sento il calore del suo fiato sulla schiena che lentamente scende lungo la spina dorsale.
I suoi gomiti disegnano archi attraverso i muscoli dorsali, poi scivolano in basso verso il fondoschiena, le sue mani si fermano sulle natiche e le allargano.
Non ho più freni inibitori, sto morendo dalla voglia, inarco la schiena offrendomi completamente a lei.
Un soffio caldo, il suo respiro, mi accarezza la pelle, lo sento scendere lentamente dal coccige, lungo il solco delle natiche, verso l’ano per poi proseguire per le grandi labbra.
-“Aaahhh…” – un mio rantolo di piacere rompe il silenzio, mi mordo le labbra e stringo i pugni per contenere l’eccitamento.
Aspetto che mi tocchi pronta per esplodere ed invece, con studiata malizia, si allontana.
“Ma che fa!!! Va via???”
Le sue mani risalgono la schiena massaggiandola, per arrivare vicino le ascelle e scendere sino a ad accarezzarmi lateralmente i seni che, schiacciati, fuoriescono, in buona parte, ai lati.
Lascia i seni, passando sulle scapole, per riunire la mani al centro della schiena e scendere; i pollici percorrono lentamente tutta la spina dorsale sino al coccige, non si fermano proseguono lungo il solco e mi allargano oscenamente le natiche.
Con le natiche allargate, sento un solletico percorrerle, sono i capelli di Yuki che mi sfiorano sino a raggiungere la rosellina, le tiene ben larghe ed alterna il massaggio con i capelli a sensuali e caldi soffi sulle parti intime.
Mi sta facendo impazzire, la mia vagina è madida di umori, non può non essersene accorta, sono tesa, pronta a cedere ad un orgasmo infinito.
Poi il tocco della sua lingua fresca che esplora le mie parti intime, prima la rosellina dell’ano, che palpita al tocco, poi scende alle grandi labbra e la sento leccare gli umori che le bagnano.
Sono pronta, inarco il sedere in attesa di ricevere la frustata della goduria.
Ma lei s’interrompe ancora e si sposta di lato.
-“Girati, ora, facciamo davanti” – mi dice con voce dolce.
Sono frustrata, ma obbedisco e mi volto.
Lei riprende la ciotola e fa colare il gel sul mio corpo, dal collo al pube, guardandomi negli occhi.
I nostri sguardi sono calamitati; ho il respiro corto dall’eccitazione.
Provo a rompere la tensione del momento domandandole: “Che buon profumo, cos’è, non lo riconosco?”
-“Mango, ti piace?” – mi risponde Yuki proprio mentre stringe delicatamente i miei capezzoli.
-“Si molto” – le dico, ma non è chiaro, dal tono tremolante della mia voce, se mi sto riferendo all’aroma o a quello che mi sta facendo al seno.
-“È il mio preferito, non mi stanco mai d’usarlo” – dice Yuki e mi prende entrambi i capezzoli e li tira leggermente.
Mi sfugge un sospiro dalle labbra a qual tocco così delicato.
-“È molto fresco…” – dico la prima cosa che mi viene in mente.
-“… e fruttato e sensuale” – Yuki continua la mia frase, mentre le sue mani gentili continuano a stimolarmi i capezzoli.
Continuo a guardarla dritta nei suoi occhi color nocciola, siamo piuttosto vicine, lei è china su di me e riesco ad avvertire il suo respiro caldo che accarezza il mio corpo.
Yuki mi sorride, poi soffia sul mio seno facendomi venire la pelle d’oca.
Rabbrividisco, ma non ho freddo, anzi, sono tutta un fuoco; i capezzoli sono turgidi e così sensibili, dopo che Yuki me li ha massaggiati.
Lei continua a soffiare più e più volte mentre mi stringe delicatamente il seno.
Che sensazione incredibile!!!
È come se mi avesse fatto vibrare tutto il corpo con un semplice soffio; non riesco a trovare le parole per descrivere il piacere che mi pervade.
-“Ti è piaciuto?” – mi domanda con il volto, adesso, molto vicino al mio.
-“Si molto” – rispondo, deglutendo a fatica, mentre non riesco a distogliere lo sguardo dal suo.
-“Vedi che avevo ragione. Il tuo seno è ancora sodo e tonico ed è molto sensibile” – dice sorridendomi e continuando a fissarmi negli occhi.
Si alza e senza mai distogliere lo sguardo dal mio, con un movimento fluido, si sfila il tanga, risale sul materasso e si siede a cavalcioni sul mio bacino.
Dai sui occhi, il mio sguardo si sposta al suo pube, ornato da un triangolino di peli neri, sotto il quale si scorgono le labbra umide e depilate della vulva.
Con movimenti molto lenti, prende dell’altro gel e si cosparge il seno, dai capezzoli scuri e puntuti; ora non riesco a distogliere lo sguardo dalle sue tette che si sta spalmando e con cui gioca sensualmente.
Sorride maliziosa e si adagia sul mio corpo iniziando a strusciarsi molto lentamente.
Yuki usa il suo seno per spalmare di gel il resto del mio petto, la pancia, il ventre, prende persino le braccia e le passa tra i suoi seni; finito di applicarmi l’unguento in questa nuova maniera, si china di nuovo su di me.
Questa volta poggia i suoi seni contro i miei e lentamente i nostri capezzoli induriti s’incontrano, più e più volte in una sorta di danza perversa.
Com’è caldo il suo corpo!!!
Yuki è fantastica!!!
Non riesco a credere come lei sia riuscita a intrappolarmi su questo materasso, in un gioco saffico che mi sta facendo impazzire di desiderio; a questo punto, anche se volessi, non me ne andrei mai, il mio corpo me lo vieterebbe.
Yuki continua il suo massaggio seno contro seno e scivolando sul mio corpo, il suo viso viene più vicino al mio.
Per un attimo penso che voglia baciarmi sulla bocca, invece mi bacia sul collo.
Uno, due e più baci mentre nostri corpi nudi e unti si sfiorano in un’orgia di sensazioni e di profumo al mango.
Le sue labbra succhiano il mio collo, lo leccano, lo mordono e quando lei rialza il viso, sento sul collo il segno del suo morso.
-“Ora fai la brava” – mi sussurra in un orecchio:
La guardo mentre con movimenti lascivi continua a sfiorare il resto del mio corpo con le mani, fino a che non giunge alle mie cosce e quando comincia ad accarezzarle, d’istinto sollevo leggermente il bacino.
Mi fa divaricare le gambe, prende ancora un po’ di gel e lo passa sul mio sesso e l’interno della coscia, bagnandomi il pelo pubico e poi inizia di nuovo a massaggiarmi sensualmente.
Le sue mani navigano sulle mie parti intime, lasciando dietro di esse una scia di piacere che si allarga sempre più.
Ogni volta che si avvicina alla mia clitoride o alle mie labbra, perfidamente, le sfiora appena e poi fa una fuga tornando a massaggiarmi attorno.
E’ un supplizio; quando sente che comincio a gemere, s’interrompe.
Continua così, per un tempo che mi sembra infinito, a tormentarmi, portandomi in questo modo ad un eccitazione vicina al parossismo.
Alla fine rompo il silenzio.
-“Fallo” – la imploro con un filo di voce.
Yuki mi sorride maliziosa, forse stava aspettando solo questo momento, scivola su di me e si avvicina al mio viso.
-“Che cosa vuoi che faccia?” – mi sussurra in un orecchio.
-“Toccami”.
-“Dove?” – mi domanda mentre la sua mano continua a muoversi sul mio ventre.
-“Sui seni, tra le gambe, dove vuoi, ma fammi godere” – le rispondo sospirando.
E finalmente Yuki esaudisce la mia richiesta.
Scivola verso il basso, le sue mani aprono le mie cosce e poi scendono sul mio sesso e mentre una inizia a tormentarmi la clitoride in tutti i modi, massaggiandola, tirandola, pizzicandola, l’altra mano infila un paio di dita tra le mie labbra intime facendole sparire dentro.
Le mie mani stringono i bordi del materasso, i sospiri si sono trasformati in gemiti di piacere ed il mio corpo s’inarca, le cosce spalancate oscenamente, allargando anche il solco fra le natiche, nella speranza di godere.
Le due dita escono dalla mia vulva, scendono tra le labbra e arrivano a sfiorarmi la rosellina dietro.
Poi un dito, unto, scivola dentro e sento lo sfintere dilatarsi.
-“Ooohhh…” – un lungo mio gemito accompagna la penetrazione.
Inarco ancora di più il bacino in modo che la mia figa sia all’altezza del suo viso e lei me la lecca, mi penetra con la lingua e poi me la lecca di nuovo.
Le dita dietro sono diventate due e vista l’abbondante lubrificazione, entrano ed escono con facilità dal mio ano, procurandomi scariche di piacere che dallo sfintere risalgono tutto il corpo, fino al cervello.
E poi c’è quella sua stupenda lingua che ora mi sollecita la clitoride, mentre con altre due dita ha ripreso a penetrarmi la figa.
Sto impazzendo!!!
-“Ti prego… Fammi venire… VOGLIO GODEREEEE…” – urlo.
Sento che i suoi movimenti si fanno più veloci e le sue dita sprofondano nel mio sesso e nell’ano sempre di più, in sincronismo: due a fondo e le altre ritratte e viceversa.
Alla fine vengo.
-“Ooohh sìììì… Oraaa… GODOOOO…”.
Uno spasmo mi percorre tutto il corpo costringendomi a inarcare la schiena ad arco, stirando ogni singola fibra dei miei muscoli.
Per un solo istante m’irrigidisco tutta quanta e sento il piacere diffondersi in tutto il corpo, mentre dalla figa mi schizza un getto di umori, poi mi rilasso.
Sollevo la testa e vedo il viso della povera Yuki inondato dai miei umori.
Non riesco a credere che ho fatto questo a questa povera ragazza!!!
Ma lei sembra non curarsene; continua a leccare i miei liquidi e a masturbarmi ed io sento arrivare una seconda ondata di piacere, che mi sommerge e mi parte un altro schizzo e poi ancora un altro.
Mentre mi riprendo dal miglior orgasmo della mia vita, mi scuso con Yuki.
-“Perdonami, non mi ero mai successo, ma tu mi hai fatto perdere il controllo”.
Lei prende un asciugamano e si pulisce la faccia.
Che vergogna!!!
Dopo che si asciugata il viso, le chiedo nuovamente scusa.
-“Va tutto bene?” – le chiedo mentre mi alzo dal materasso.
La vista del suo viso arrossato, con i capelli in parte bagnati è fantastica e devo ammettere che è pure eccitante in un modo che non riesco a comprendere.
-“Non mi aspettavo che avresti fatto una cosa simile” – dice Yuki.
-“Non sapevo neppure io di esserne capace, è la prima volta, scusami”.
-“Però mi è piaciuto. Non te ne sei accorta ma mentre ti facevo godere, ho goduto anch’io” – dice sorridendomi.
-“Immagino sia quello che si dice essere soddisfatte del servizio, vero?” – continua sorridendo.
-“Non immagini quanto” – e scoppiamo a ridere assieme.
-“Scommetto che ora non sei più tesa come prima”.
-“Oohh, sono completamente rilassata e felice”.
-“Fammi sentire; stenditi sul lettino” – e viene verso di me.
-“Oh no!” – dico stendendo le braccia in avanti per fermarla – “Tieni quelle tue manine diaboliche lontano da me; non voglio essere trascinata, di nuovo, in un vortice di lussuria”.
E scoppiamo a ridere assieme.
Prendo un telo pulito e mi ci avvolgo, preparandomi ad uscire.
-“Alla prossima volta” – le dico salutandola e dandole un bacio sulla guancia.

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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