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Passano alcuni giorni e un pomeriggio Cristina e Flavia si incontrano nella Città Mercato. Per un attimo si guardano senza dire nulla, poi una risata fa svanire l’attimo di tensione che le aveva assalite.

«Allora si mangia bene nell’agriturismo?» Chiede Flavia.

«Certo e poi si digerisce meglio». Risponde Cristina.

Si siedono ad un bar e, davanti a due caffè, cominciano a scambiarsi facezie. Prima un po’ sul vago, poi, lentamente, come se fossero amiche da sempre, scendono sul personale e intimo. Cristina spiega in breve, come sia nata la nostra storia e, soprattutto, di come ci amiamo e ci piace godere.

«Sì, l’ho sentito quanto ti ha fatto impazzire».

«Beh, se è per questo, nemmeno il tuo ha scherzato: urlavi così tanto che ti avranno sentito fino in città!»

Ridono davvero di cuore, poi Cristina le chiede di raccontarle di sé.

«Mi sono sposata che avevo appena 26 anni. Lui, Giulio, era il mio professore di Giurisprudenza all’Università ed ha venti anni più di me. Ero la sua assistente, dopo la laurea, e ne ero innamorata pazza. L’ho sposato contro tutto e tutti. I miei genitori non volevano, ma io non ho ascoltato nessuno. I primi dieci anni sono volati via senza che quasi ce ne accorgessimo. Lui è un marito meraviglioso, dolcissimo, premuroso e attento ad ogni mia esigenza. A letto non è un super, ma mi ha sempre portato al piacere, con le sue carezze e la sua bocca. Mi fa morire quando mi lecca. Poi lui ha avuto un grave problema alla prostata, e le sue erezioni sono diminuite fin quasi a scomparire. Inoltre, dopo dieci anni, io desideravo un figlio, ma lui mi ha detto di essere completamente sterile. Non ti dico quanto ci sono rimasta male e, per un po’, i nostri rapporti si sono raffreddati. Poi, molto lentamente, ho metabolizzato il problema: ho capito che non era il caso che gliene facessi una colpa; purtroppo la natura non era stata benevola con lui, penalizzandolo sotto l’aspetto procreazione. Per il resto, potevo anche accontentarmi: facevamo l’amore abbastanza spesso, ma il nostro rapporto era cambiato. Le sue erezioni erano quasi nulle, ma lui compensava benissimo con mani e lingua. Poi, casualmente, una sera, a casa di amici, si finì sul discorso del tradimento. Io ribadivo che non era possibile amare un uomo e poi tradirlo. Era inconcepibile per una donna godere con un altro che non fosse il proprio uomo. Lo dissi con tale convinzione, che lui ne fu colpito. Per tutta la serata mi osservò, pensando a me con un altro maschio e questo gli procurò una discreta erezione. A casa, poi, nel nostro letto, mi fece sua, come non capitava da anni. Era straordinariamente eccitato all’idea di me con un altro. Rimasi stupita, ma non feci domande. Per un po’ non disse nulla, ma poi, lentamente, questa sua fantasia emerse e fu sempre più presente nei nostri momenti di sesso. Lui impazziva al solo pensiero di sapermi fra le braccia di un altro. Io ero sconvolta, ma lo assecondavo per fargli piacere, mentre, dentro di me, ero impaurita da come quell’idea, che ormai era divenuta una fissa, avrebbe potuto rovinare la nostra unione. Con la sua preparazione didattica, ho vinto il concorso per diventare legale della banca. Ben presto sono diventata responsabile della sezione informatica e, quando la banca ha iniziato a digitalizzare tutte le operazioni, io mi sono ritrovata a gestire la modernizzazione del sistema. È così che ho conosciuto Mario. La sua azienda si è aggiudicata tutta la sezione informatica e la relativa manutenzione di mezzi e programmi. Come hai visto è un bell’uomo, discreto e molto riservato. È vedovo, la moglie è morta nel dare alla luce sua figlia. Per lui è stato un colpo durissimo, facendolo catapultare esclusivamente nel lavoro. Per i primi tempi non c’era che un normale rapporto di collaborazione nel lavoro, poi lentamente è subentrata una certa confidenza e, da un caffè ad un breve pranzo di lavoro, ne è nata una profonda amicizia. La sua discreta corte mi ha lusingato fin da subito. Era piacevole ricevere le sue attenzioni, e poi, una volta, in ascensore, mi sono involontariamente appoggiata a lui ed ho sentito premere fra le mie natiche, un vero palo di carne durissima che mi ha fatto letteralmente bagnare le mutandine. Ne rimasi così sconvolta che, anche la sera, mio marito ebbe ad accorgersi di questo mio stato d’eccitazione e, poiché fra noi non ci sono segreti, gli ho riferito il motivo del mio turbamento. Eravamo a letto e lui, a quella mia confessione, ha avuto un’erezione, non fortissima, ma sufficiente per farmi godere Mi ha scopato con calma e passione, fino a godere dentro di me, con una sborrata appena percettibile. Sono rimasta sconvolta da un simile evento. Non riuscivo a comprendere come fosse possibile che avesse un’erezione, nelle sue condizioni. Ero rimasta veramente impaurita per la sua salute; ero convinta che avesse assunto dei medicinali pericolosi, invece lui mi ha giurato che era solo dovuto ad un pensiero che, ormai da tempo, gli dava una carica di erotismo fuori dal comune: me con un altro! Da quel momento mi ha esortato a frequentare Mario assiduamente. Impazziva al solo sapere che potessimo essere insieme. Mi ha suggerito di farmi scopare da Mario; io mi sono opposta, ma lui è stato irremovibile. Lo desiderava con tutto sé stesso, ma, ad una sola condizione: che la cosa avvenisse in casa nostra, per non dare adito a nessun sospetto. L’occasione fu creata proprio da lui, comunicandomi che si sarebbe assentato per due giorni, per un convegno. Io ero turbata al solo pensiero, ma, dentro di me, si era insinuato il germe dell’adulterio; quella di farmi scopare da Mario, era un’idea che aveva preso corpo anche nella mia mente, ma ciò che mi sconvolgeva era che fosse stato proprio mio marito ad offrirmene l’occasione. Ho invitato Mario a cena da me, e mi sono preparata a dovere: abito nero elasticizzato, appena sopra il ginocchio e calze auto reggenti con pizzo, micro string ed un reggiseno a balconcino, che evidenziava il mio decolleté. Lui si è presentato in giacca e cravatta. Abbiamo cominciato a cenare, poi, a metà serata, mi ha stretto fra le braccia e io non ho capito più nulla. Mi ha baciato con impeto e passione. La sua lingua è entrata prepotentemente dentro la mia bocca ed ha cercato la mia, intrecciando una danza che dava il senso della frenesia che ormai dominava ogni nostra emozione. Ho portato una mano in basso ed ho sentito il suo cazzo durissimo premere contro la stoffa dei pantaloni. Era di marmo e molto consistente; niente a vedere con il cazzo di mio marito, che mi ero abituata a vederlo appena barzotto. Un bel cazzo che esprimeva una vigoria da sballo. Dopo aver limonato un po’ in salotto, ci siamo trasferiti in camera da letto, dove lui mi ha spogliato con tanta di quella delicatezza, quasi fossimo degli sposini alla loro luna di miele. Quando ho lasciato cadere il mio reggiseno, lui era già nudo ed ho ammirato, con non poca meraviglia, la colonna di carne durissima che, finora, avevo solo percepito, ma che già mi aveva provocato un umidore incredibile fra le cosce. Mi ha disteso sul letto e si è infilato fra di esse. La sua lingua è scesa verso il basso per leccarmi, ma io l’ho trattenuto, stringendo il suo viso fra le mie mani.

«No! Ti… prego…Prendimi! È da tanto che voglio sentire un cazzo che mi sfonda! LO VOGLIO!»

Dopo una breve, interrogativa esitazione è risalito lungo il mio corpo e, quando ho sentito la punta scivolare lungo lo spacco della fica ho spalancato le cosce per meglio riceverlo dentro di me. Ha dato una lieve spinta ed è scivolato tutto, fino in fondo. Mi sentivo aprire. Scivolava lungo le pareti della mia vagina, che si dilatava come mai prima d’ora; nel sentire quel palo entrare deciso e duro, fin quando non ha sbattuto con la punta in fondo, ho avvertito subito il mio primo orgasmo. Ho goduto in una maniera sconvolgente, mai provata prima.
Tremavo di un piacere che mi stordiva. Non ero abituata a sentirmi dilatare e sfondare così, da un maschio possente e vigoroso. Da quel momento non ho più smesso di godere. Per tutta la notte mi ha scopato con impeto e passione, sfondando e inondando tutti i miei buchi. Sì, lo ammetto, con lui mi sono lasciata andare ad ogni piacere, incluso quello anale, che, per vero, non avevo mai fatto, nemmeno con mio marito. E che dire del piacere di sentirlo eiaculare nella mia bocca. Una vera delizia! Quello che non sapevo era che mio marito aveva fatto installare, per motivi di sicurezza, un sistema a circuito chiuso, che ha ripreso tutto e non ti dico quanto si è divertito quando è tornato e mi ha mostrato le riprese di tutto quello che avevamo fatto noi due. Per un momento ci sono rimasta male; poi ho capito e da allora non mi faccio più scrupoli, se non quello di essere discreta quando usciamo a cena fuori. La sera che ci avete visti, festeggiavamo un anno insieme e mio marito ha voluto che andassimo fuori a cena, con relativa scopata. Naturalmente al mio rientro, gli ho raccontato tutto; lui ne ha goduto a modo suo. Dopo tre mesi, che avevo intrapreso la relazione con Mario, una sera che era a cena a casa mia, mio marito è entrato mentre noi stavamo scopando. Per un attimo, il silenzio ha regnato sovrano, poi, lui, con fare allegro, ci ha esortato a continuare, promettendo che non ci avrebbe dato alcun fastidio: voleva solo assistere al mio godimento. Mario mi ha scrutato in viso e, stante la mia serenità, ha ripreso a farmi godere. Da quella sera, lui viene e va da casa nostra, a suo piacere. E’ divenuto amico di mio marito e lui lo ringrazia sempre del piacere che mi dona».

Dopo quella chiacchierata Flavia e Cristina sono diventate amiche e lei l’ha fatta trasferire nella sede centrale, dove lavoro sia io che Mario. Per noi le cose sono decisamente cambiate. Ci possiamo vedere sempre, e anche loro, spesso, prendono un caffè con noi, senza che la cosa desti sospetti. Dopo circa un mese abbiamo organizzato una cena tutti e quattro assieme e ne è risultata una serata sconvolgente. Ci siamo divertiti tantissimo, risate e giochi fra di noi, a non finire. Complice qualche bicchiere di troppo, le due donne si sono ritrovate abbracciate a baciarsi. Nessun di noi è stato capace di spiegarsi come è successo, ma è successo. Il giorno dopo nell’ufficio di Flavia la cosa si è ripetuta con immenso piacere delle due donne che, da quel momento in poi, non rinunciano a qualche momento saffico; hanno anche maturato la decisione di coinvolgere anche noi nei loro divertenti piaceri. Questa sera siamo invitati a casa di Flavia, a cena con Mario e Giulio, il marito di Flavia e, per questo, sto aspettando Cristina in questo piazzale. Eccola, è arrivata; vedo la sua vettura entrare nel parcheggio, la lascia e sale con me. BELLISSIMA!! Ci dirigiamo a casa di Flavia, dove ad attenderci troviamo anche gli altri e per tutta la sera ci divertiamo tantissimo, con le donne che ci fanno impazzire e, alla fine, io mi scopo anche Flavia, mentre Mario scopa Cristina, per poi prenderle in doppia, sotto lo sguardo estasiato di Giulio, che avrà scattato mille foto, soprattutto di sua moglie mentre gode. Questa serata non è stata unica: l’abbiamo rivissuta tante altre volte, almeno fin quando Cristina ha deciso di separarsi dal marito, il quale, all’inizio, non voleva concedere il divorzio, ma si è convito dietro alla minaccia di lei di raccontare tutte le porcate che lui ha fatto in tema di appalti e soldi versati in nero. Anch’io mi sono separato da mia moglie. Non ha voluto il divorzio, ma ha accettato la separazione e adesso vivo con Cristina lei aspetta un figlio da me. Le nostre vite sono diventate molto più belle e divertenti; giochiamo sempre con i nostri amici, che ci regalano continui momenti indimenticabili di sesso e piacere.

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Autore Pubblicato il: 21 Gennaio 2022Categorie: Racconti Cuckold, Tradimento0 Commenti

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