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Racconti CuckoldTradimentoTrio

La vicina parte 2

By 11 Marzo 2024No Comments

Sentii i due litigare.
Le urla arrivavano fino al mio appartamento. Massimo la offendeva pesantemente, lei urlava e piangeva.
Rumore di cocci, oggetti che sbattevano.
Infilai in doccia sperando che si calmassero, ma soprattutto che il marito non venisse a cercare anche me.
Ero appena uscito di doccia quando sentii il vibro del telefono in salotto.
Era Dominique.
“Si è calmato, puoi salire un attimo da noi?”
Pensai ad una trappola e cercai una scusa per defilarmi. Ci tenevo troppo al mio naso per lasciarmelo rompere.
E il naso non era la mia unica preoccupazione.
Il silenzio al piano di sopra però era confortante.
Un altro messaggio: “Sali o no?”
Presi il coraggio a due mani, poco convinto dell’infausta scelta che avevo fatto, iniziai a salire mestamente i gradini che mi separavano dalla porta del loro appartamento.
Mi accolse Massimo, le sopracciglia corrucciate, un’espressione poco confortante.
“Così ti fotti mia moglie mentre io sono fuori a portare il pane in casa eh!”
“Non credere, è successo solo una volta, è stato un puro caso…”
“Sì, lo stesso che dice Dominique, ma sembravate parecchio affiatati…”
Abbassai lo sguardo con aria colpevole, pronto a incassare.
Fu allora che notai che non sembrava esattamente dispiaciuto.
Dalla tuta spuntava un bozzo considerevole.
Tornai a fissarlo negli occhi, stavolta leggermente più spavaldo.
“L’ho visto come guardi mia moglie ogni volta che ci incrociamo sul pianerottolo. Non dirmi che non ti arrapa da quando ci siamo trasferiti…”
“Beh, che dire, è una bella donna…e subisco come tutti il fascino femminile…”
“Mi sembra lei oggi abbia subito ben altro…”
Mi scappò una smorfia che dovette sembrargli un sorriso.
“Ridi eh, bene. Ti farò ridere ancora di più. In fondo mi è piaciuto guardarvi fornicare in terrazza. Ma allo stesso tempo ho provato un fremito di gelosia…Non posso negare tuttavia che mi ha eccitato ed ho una proposta da farti…”
La cosa stava mettendosi in una maniera che non avevo previsto.
Attesi si spiegasse.
“Te puoi farti Dominique, ma voglio che riprendi ogni cosa che fare e mi mandi i vostri video.”
“Beh, lei deve essere d’accordo…”
“Silezio, fammi finire! Quando vorrò ce la faremo entrambi, oppure se sarò troppo stanco del lavoro…beh, starò a guardarvi. Non voglio sapere nemmeno di una volta che avete fatto sesso senza che lo sappia, sono stato chiaro?”
“Si…”
“Bene, Dominique è di là che ti aspetta.”
Mi guidò nell’altra stanza, dove si trovava la loro camera.
Dominique indossava una vestaglia semitrasparente, il seno tenuto su da un balconcino.
Si vedeva che aveva pianto ma sembrava essersi calmata.
“Potete cominciare” Disse Massimo.
Lo guardai, poi guardai Dominique che fece un cenno di assenso.
Mi avvicinai, lei si alzò, mettendomi le braccia attorno al collo.
Mi baciò, socchiudendo le labbra e cercando con la sua lingua la mia.
Aveva ancora in bocca il sapore del mio sperma. Gradii la cosa.
Il mio amico subì il richiamo della natura, il suo seno contro il mio petto era una ulteriore stimolazione.
Le appoggiai una mano sulle natiche mentre la baciavo, saggiandone la consistenza.
Massimo, intanto, lo aveva tirato fuori, iniziando una sega lenta.
Aveva un pene di tutto rispetto, più piccolo del mio ma di notevoli dimensioni.
Intanto cercai con la bocca il seno di Dominique, facendolo uscire dalla coppa e infilandomi il capezzolo tra le labbra.
Reclinò la testa all’indietro.
L’accompagnai lentamente sul letto alle sue spalle, facendola sdraiare.
Scivolai baciandole l’addome fino alle mutandine nere, assaporando il suo corpo con la lingua.
Gliele spostai, inebriandomi del profumo del suo nettare, iniziando un lento massaggio sul clitoride che mirava a farle inumidire il più possibile le labbra.
Le strappai un gemito.
“Falla girare.” Massimo era alle mie spalle con il pene in tiro, il glande roseo pulsante.
Dominique si girò, dandomi le spalle e inarcando la schiena.
Avevo il suo culo stupendo a due passi dalle mie labbra, iniziai a leccarle il secondo buco mentre con le dita le stimolavo il clitoride e le labbra, fino a penetrarla con il medio e l’anulare.
Massimo si mise davanti a lei, seduto sui cuscini, offrendo la sua arma alla bocca della moglie che iniziò un pompino lento ma efficace.
Vedevo la testa di Dominique fare su e giù con la testa su quel pezzo di carne e il mio pene ebbe un fremito.
Decisi di tirarmi su, mi tolsi maglietta e pantaloni mentre mi godevo quella scena meravigliosa.
Il mio amico non aveva bisogno di alcun suggerimento, svettava pulsante.
Lo appoggiai al suo sesso e spinsi, pensando di trovare un po’ di resistenza.
Ma era così bagnata che scivolai in lei in un solo colpo, facendola gemere.
Iniziai a pomparla ad un ritmo sostenuto, preso dalla frenesia.
Con le mani le allargavo le natiche, guardando il buchetto posteriore dilatarsi ad ogni colpo.
Decisi di infilarci un pollice dopo averlo passato in bocca, in modo da lubrificarlo, le strappai un gemito.
Continuai a pomparla mentre lei continuava a passare la lingua sull’asta del marito.
Fu Massimo a interrompere i giochi di nuovo, chiedendo di invertirci.
Mi misi davanti a lei, uscendo mal volentieri da quell’antro accogliente.
Ma la bocca di Dominique mi fece immediatamente cambiare idea.
L’eccitazione di avere due uomini per sè l’aveva resa vorace, passava la lingua sull’asta prima di ingoiarla, cercando di arrivare più a fondo possibile, sentendo delle volte la sua lingua accarezzarmi i testicoli.
Mi stava facendo impazzire.
Si staccava solo quando un colpo vigoroso di Massimo le strappava un gemito.
E quando venne, improvvisamente. Si staccò da me, urlando e stringendo tra i pugni le lenzuola, il volto stravolto dal piacere.
Massimo mi chiese di cambiare nuovamente posizione.
“Ti va se mi metto sotto e proviamo la doppia? Vediamo se la regge.”
Scivolò sotto la moglie, attesi entrasse dentro di lei.
Avevo il pene ancora bagnato della sua saliva ma per precauzione le leccai qualche secondo il buco posteriore mentre Massimo la stantuffava. Vedevo la sua asta entrare in lei e uscire, velocemente.
Si fermò, allargandole le natiche con le mani per facilitarmi il compito.
Appoggiai la cappella al suo buco posteriore e spinsi.
Era stretto, spinsi forte per entrare. Sentii il suo “OHHH” quando fui dentro.
Cercammo di sincronizzare i movimenti, mentre la sottile parete della vagina amplificava il piacere.
“Sto per venire…” Disse Massimo.
Sentii il suo pene pulsare, a contatto col mio, separato dalla sottile membrana.
Un rivolo di sperma colò sulle lenzuola.
Continuai a pomparla, mentre sentivo il pene di Massimo inflaccidirsi, per poi scivolare fuori.
Ero vicino al limite anche io, sentivo il suo sfintere oramai dilatato accogliermi ad ogni colpo.
Aveva urlato un orgasmo intenso, contraendo le dita dei piedi e bagnando ulteriormente il letto.
Uscii da lei, volevo gustarmi un po’ la sua bocca, sapendo che ero vicino a quello che i francesi definiscono “la piccola morte”.
Mi sedetti sui cuscini, lei lo prese in bocca sapientemente. Il volto devastato dal piacere, il filo di trucco, una sottile linea di eyeliner oramai colata.
Non resistetti.
Le bastarono pochi colpi con le labbra per farmi venire copiosamente nella sua bocca.
La vidi ingoiare tutto il me più vero, quasi assaporandosi la prossimo volta.
Cercò le mie labbra, mischiando un po’ i nostri sapori con un bacio dalla fortissima carica erotica.
Poi si avvicinò al marito.
Baciò anche lui, con ancora il sapore del mio seme in bocca.
“Grazie…” Gli sussurrò.
Avevo svoltato la giornata.

Per commenti, chiarimenti, insulti e proposte scrivete pure a daniele.melani88@hotmail.it .
Sarò felice di rispondere a tutti.
Buon orgasmo a voi.

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