Il primo e senza dubbio preferito dei suoi giovani stalloni era stato Riccardo, figlio dei nostri vicini, campione di windsurf (assai di moda in quegli anni), un ventenne riccioluto atletico e decisamente belloccio e ben dotato (come si intuiva facilmente dalla sottile tutina da surf che ne modellava un “pacco” di tutto rispetto) di cui mia zia era un’accanita tifosa, lo seguiva nei suoi allenamenti e non perdeva l’occasione di coccolarselo al bar del lido o sotto l’ombrellone, quando lo vedeva con qualche ragazza era visibilmente infastidita e a tu per tu con lui non mancava di lanciargli frecciatine tipo “facciamo conquiste, eh Ricky?”, “Eccolo il nostro campione!!!”, “Ma quanto è forte il nostro Ricky?!?!”, “Chissà quante fans ti sei fatto eh?!?”, etc. etc. insomma si vedeva chiaramente che era vogliosa di gustarsi il cazzone del pischello…
“Quanto” fosse vogliosa l’avevo scoperto per caso un afoso pomeriggio di agosto…
Ero appena tornato da una passeggiata sulla spiaggia con i miei cuginetti che si erano divertiti a raccogliere le conchiglie e li avevo lasciati sotto l’ombrellone a mostrarle agli amichetti dei dintorni… mia zia non c’era, le pagine di un paio delle sue inseparabili riviste di gossip svolazzavano sul lettino vuoto mostrandomi foto di tette e culi al sole delle vip, mentre le sfogliavo arrapato ero un po’ deluso perché avrei voluto gustarmi tette e culo della zietta dal vivo…
Alzando lo sguardo l’avevo intravista in lontananza passeggiare chiacchierando con Riccardo, lei avvolta nel solito leggero pareo semitrasparente annodato sul seno e lui con il giubbetto in neoprene da gara aperto sul davanti che portava a braccio la tavola da surf, si vedeva che aveva appena finito di allenarsi…
Avevo fatto in tempo a vedere che entravano nel capanno usato soprattutto dai surfisti per il rimessaggio delle tavole e degli attrezzi di cui Riccardo aveva le chiavi, la cosa mi aveva insospettito anche perché prima di entrare entrambi si erano guardati intorno come per accertarsi di non essere visti e avevano chiuso la porta, solitamente lasciata aperta…
Avevo aspettato un po’ e mi ero avvicinato al capanno, era privo di finestre ma sul davanti e sul retro a un paio di metri di altezza c’erano due finestrelle per l’aerazione sempre aperte da cui dunque si poteva sbirciare dentro, il problema era arrivarci…
Il retro del capanno, circondato da una fitta vegetazione che separava la spiaggia dalla strada, era utilizzato dai proprietari del lido come deposito a cielo aperto per oggetti ingombranti, tra cui un vecchio fusto di ferro vuoto dell’altezza giusta, ammesso che avesse retto il mio quintale abbondante…
Mi ci ero arrampicato goffamente dopo averlo accostato alla parete cercando di non far rumore e avevo guardato verso il basso attraverso la finestrella, che data la vicinanza mi consentiva anche di ascoltare malgrado il volume delle voci fosse volutamente più basso del normale…
A distanza di tanti anni ho un bel dire che me lo dovevo aspettare, ma un conto è immaginarlo, un altro è assistere dal vero… a quei tempi un ragazzo come me si segava abitualmente ancora sui giornaletti porno e al massimo su qualche filmaccio in vhs guardato di nascosto quando i genitori non c’erano, capirete perciò perché quella volta ho rischiato seriamente di cadere dal mio sgabello di fortuna!
L’interno del capanno era ingombro di tavole, remi, alberi e vele, etc. sulla destra c’era un tavolaccio da lavoro con attrezzi vari per la riparazione e la manutenzione.
Aggrappata al bordo del tavolo a braccia tese e piegata a 90 gradi a gambe divaricate c’era mia zia, ansimante e scarmigliata, completamente nuda eccetto la solita arrapantissima catenina sui fianchi e la cavigliera!
In piedi dietro di lei Ricky, con il giubbetto aperto e i boxer calati alle caviglie, la fotteva alla grande con potenti colpi di cazzo tenendola per la catenella che le cingeva i generosi fianchi da madre di famiglia!!
Gemiti soffocati, mugolii, ansimare affannoso, il “ciàf ciàf” dei grossi coglioni del ragazzo che sbattevano sul bel culone tremolante come un budino di mia zia mentre le sue tettone ballonzolavano avanti e indietro a ogni affondo…
Riuscivo a vederla leccarsi le labbra dal gusto che le dava quel giovane cazzo che la stava trapanando mentre restando aggrappata al tavolo con una mano con l’altra in mezzo alle cosce si sditalinava freneticamente… si voltava spesso verso il suo giovane stallone e la sentivo a tratti incitarlo con voce arrochita dall’eccitazione:
“Fotti Ricky fotti!!!… Oh sssììì che cazzone duro che c’hai come mi piace!!!”
Riccardo a sua volta la insultava a voce bassa, sentivo che le dava della troia e della vacca, ogni tanto rallentava il ritmo e si chinava sulla schiena della sporcacciona, mungendole golosamente le grosse mammelle penzolanti e strizzandole i lunghi capezzoli scuri tra indice e pollice mentre la slinguava avidamente sul collo e dietro le orecchie, sussurrandole oscenità che non riuscivo a sentire.
Lei si voltava, lo chignon disfatto e i capelli mesciati appiccicati sulla fronte madida di sudore… le loro lingue si cercavano e si incontravano, avvinghiandosi e sgocciolando saliva, poi Carlo instancabile riprendeva a pomparla con vigore strappandole gemiti di piacere.
Che invidia per quel mio “quasi coetaneo” che si scopava alla grande mia zia che aveva più del doppio della sua età, però dovevo riconoscere che era proprio bello cazzuto, niente a che vedere con il sottoscritto e tantomeno con quel ciccione flaccido e minidotato del povero zione, che compativo per quanto era cornuto!!!
Io guardavo e ascoltavo godendo come un animale, mi ero già sborrato in mano sentivo le dita appiccicose ma l’uccello non mi si era neppure ammosciato per quanto ero infoiato, ero fuori di me e continuavo a segarmi da ragazzino bavoso mentre li spiavo… vedevo e sentivo mia zia godere come una maiala e tra un orgasmo e l’altro snocciolare oscenità irripetibili, proprio lei che sgridava severamente i figli se si azzardavano a dire qualche innocua parolaccia tra amichetti!!!
Devo ammettere che Ricky era davvero uno stallone instancabile, fotteva in figa e in culo mia zia con un cazzo di tutto rispetto: a occhio un 18-20 cm nerboruto, ben scappellato e curvo verso l’alto, un bastone da paura intarsiato di vene bluastre e con una cappella enorme e congestionata…
“Sì lo sento che entra giusto… mmmhh che culo da favola che c’hai Grazià!!! Te lo sfondo alla grande alla faccia di quel cornuto di tuo marito!!!”
“Sììì che è cornuto sìììì!!! ahhh mmmhhh che gusto senti come entra che tosto che sei Ricky mio… piano fai piano amore sei tanta roba… sì così okay!!! uau come sei tosto… esageratooo!!! dài che lo voglio tutto nel culo… tuttooo!!!”
Il fortunato ragazzo non si faceva certo pregare, ficcandoglielo dentro fino ai coglioni!!
Infilzata alla pecorina, la mia porca zietta si sditalinava freneticamente ansimando e godendo da gran vacca con una mano in mezzo alle cosce e intanto si dava da fare come meglio poteva per soddisfare le voglie del suo giovane ed esigente stallone, muoveva il bacino su e giù per assecondare i colpi del cazzo che la inforcava mentre le sue tettone ballavano al ritmo dell’inculata… se rallentava per godersi un orgasmo o dare un po’ di sollievo al suo budello infuocato, subito Ricky la spronava a suon di sberle sul culo!
“Rottainculo muovi ‘ste chiappe da vacca… così… brava!!! Lo senti il cazzo in pancia troiona?!? Ma lo sa quel cornuto quanto ti piace prenderlo in culo, eh zoccola?!?”
“No che non lo sa è proprio un cornuto ciccione cazzetto moscio no come te che sei super cazzuto!!!” rispondeva la troia allungando una mano a tastare il petto scolpito e l’addome tartarugato del giovane atleta che la stava fottendo di gusto da dietro.
Io mi segavo sbavando, provavo vergogna e compassione per il povero zio perculato a quel modo da quei 2 porci e soprattutto dalla moglie per compiacere il suo amante ma non potevo fare a meno di godermi lo spettacolo, stavo proprio fuori di testa…
“Sborroooo!!!”
“Godo porcooo!!!” era stata la risposta strozzata di mia zia mentre il fortunato ragazzo sussultando e bestemmiando le scaricava in culo l’abbondante succo dei suoi voluminosi coglioni, che intravedevo stralunato colarle copiosamente sulle natiche e sulle cosce ancora frementi per l’ultimo orgasmo.
Assai meno fortunato ma ugualmente soddisfatto, mi ero sborrato ancora in mano e mantenendomi a fatica in equilibrio precario ero riuscito a scendere dal mio trespolo di fortuna, lasciando i 2 sporcaccioni a godersi gli ultimi momenti di intimità prima di ricomporsi e uscire a docciarsi per poi tornare a fare gli angioletti con le rispettive famiglie…
Quell’estate e le seguenti sono riuscito ad assistere ad altre scopate di mia zia con Riccardo e altri ragazzi ben dotati come lui, godendo come un porco a spiarli…
Ho sempre avuto un po’ di rimorso nei confronti di mio zio, una parte di me di diceva che avrei dovuto dirgli le porcate che gli faceva quella troia della moglie, un’altra parte invece mi diceva di tacere ma non tanto per non dargli un dispiacere, bensì per continuare a segarmi e godere a vederla scopare con i ragazzi…
Ogni volta che finivo di segarmi, magari a letto la sera ripensando a quello che avevo visto e sentito, mi venivano i sensi di colpa, specie il week-end quando mio zio tutto contento era con noi dopo essersi ammazzato di lavoro tutta la settimana e delle volte non avevo neppure il coraggio di guardarlo in faccia, ma credo che se gliel’avessi detto avrei solo combinato un casino…
Voi cosa avreste fatto?
Storia vera, solo adeguata ad essere presentata come racconto. Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie scrivetemi a:
doublegi@tutamail.com




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.