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Racconti Trans

Voglie notturne

By 30 Novembre 2024No Comments

Notte fonda, sono quasi le 2 del mattino…

La voglia mi assale.

Sono sola in casa, rimediare compagnia a quest’ora della notte è praticamente impossibile: le chat sono quasi vuote, ho pure mandato 5 o 6 messaggi whattsapp ma nessuno risponde.

Sto impazzendo dal desiderio… vorrei un maschio con cui lasciarmi andare, a cui donare me stessa per tutta la notte.

Non ci sono alternative… Devo uscire.

Mi faccio una doccia rapida; poi indosso un completino nero: reggiseno a balconcino, reggicalze, perizoma, calze a rete. Sopra un vestitino in tulle trasparente, che lascia vedere chiaramente l’intimo sotto (gli uomini impazziscono per queste cose). Mi trucco rapidamente: fondotinta, eye-liner, rimmel, mascara… per il momento lascio stare le labbra.

Indosso rapidamente una tuta sportiva; occhiali da sole per nascondere gli occhi pittati. In una borsa metto tutto ciò che potrà essermi utile più tardi… se avrò fortuna.

Scendo in garage e metto in moto la mia auto. È una torrida notte di luglio, fa caldo e i sensi si accendono ancora di più.

Abitando fuori dalle zone “calde”, devo macinare un bel po’ di chilometri. Impiego più di mezz’ora ad arrivare all’autostrada e, dopo aver percorso un altro po’ di tragitto, mi fermo in una zona di sosta per autotrasportatori.

Ci sono 3 camion fermi… chissà…

Mi apparto in una zona buia. Dopo aver tirato un lungo e profondo respiro, recupero la borsa. Rapidamente mi spoglio della tuta e mi libero delle scarpe da ginnastica. Le sostituisco con un paio di scarpe dal tacco di 12 cm. Poi levo gli occhiali e, servendomi di uno specchietto, mi trucco le labbra di un rosso carminio. Metto un paio di orecchini ad anello, molto vistosi, e per ultima indosso la parrucca dai lunghi capelli corvini.

Col cuore che batte a mille, scendo dalla macchina. Inizio a passeggiare lì intorno, spostandomi nella zona più illuminata. Passo davanti al primo camion, ma non succede niente. Poi mi sposto verso il secondo, un bisonte della strada verde oliva, che trasporta prodotti per la casa. Sto quasi per procedere oltre quando ad un tratto, inaspettatamente, si apre la portiera. Un uomo sulla cinquantina abbondante, bene in carne, con un paio di grossi baffi si affaccia.

«Vuoi salire?» mi fa. Ha l’accento meridionale, potrebbe essere calabrese.

«Certo» rispondo io.

Arretra e mi lascia lo spazio per salire.

All’interno c’è un lettone già pronto, con copriletto bianco. Il mio ospitante accende la luce interna e così lo scorgo meglio. Porta una maglietta gialla e un paio di calzoncini. Ai piedi delle ciabatte infradito.

Prendendo l’iniziativa, gli chiedo: «hai voglia?»

«Moltissima» mi risponde.

Si avvicina e mi avvolge tra le sue braccia. È più piccolo di me (sarà sul metro e settanta), ma peserà più di 90 kg.

Senza badare al sodo, mi caccia subito la lingua in bocca. Sento il suo sapore di fumo e caramelle alla menta. Gli succhio la lingua con dolcezza, delicatamente. Ci stacciamo per pochi istanti, giusto per spogliarci.

Lui, in dieci secondi netti, si libera di maglietta, calzoncini e slip, rimanendo nudo di fronte a me. È panciuto, peloso come un orso: proprio il tipo di maschio che mi manda in estasi. Nel frattempo, pure io mi sono liberata del vestitino leggero in tulle, rimanendo con l’intimo sexy.

Vedo che ha un bel cazzo: non lunghissimo, ma bello largo e con un paio di grosse palle.

Non mi faccio pregare. Lo faccio stendere sul letto e, subito, con le mie labbra rosso fuoco, mi avvicino al suo uccellone. Lo scappello dolcemente e inizio a lavorarlo con la lingua, assaporando fino in fondo il suo sapore, aspro e forte.

Vado avanti per qualche minuto; poi mi chiede «ti fai inculare?»

Come dirgli di no. Smetto di succhiare all’istante e mi giro, adagiandomi di schiena, col culo proteso verso di lui e il perizoma abbassato. Attendo solo pochi secondi e sento la sua cappella turgida spingere contro il mio retto. Un colpo secco e lo sento dentro di me. Sbuffa come un toro, scopandomi di brutto; con le mani cerca i miei capezzoli, strizzandoli tra le dita come acini d’uva.

«Troia, ti piace il cazzo?» mi sussurra.

Io giro il volto verso di lui e lo bacio. Continua a fottermi come un ossesso mentre limoniamo come pazzi: scambiamo saliva a fiotti, le nostre lingue si intercciano e lottano per trovare spazio l’una nella bocca dell’altra.

«Sto per sborrare» mi dice ad un tratto.

Io lo faccio sfilare dal mio culetto e lo accolgo tra le mie labbra: poche pompate e mi riempie la bocca di un fiotto di sperma denso e abbondante. Lo tengo in bacca per qualche istante, assaporandone la consistenza calda e saporita, e poi ingoio tutto con la stessa voracità di un naufrago che non beve da una settimana.

«Hai goduto, eh, maialone?» gli dico.

«Moltissimo. Sei stata bravissima».

Dopo una breve tregua, riprendo a lavorare il cazzo con la bocca. Lo slinguo, lo ciuccio e lo insalivo fino a farlo tornare bello duro.

«Ti va di scoparmi di nuovo?»

«Certamente» sussurra lui, con la voce rotta dall’eccitazione.

Stavolta lo faccio stendere sul letto e mi impalo a smorzacandela sul suo pene eretto e svettante. Vado su e giù lentamente, poi comincio ad accelerare. Mi sento piena di carne maschile, desiderata e scopata come una vera femmina: cosa ci può essere di più bello nella vita.

La seconda volta voglio farlo godere dentro di me. Lo sento gonfiarsi a poco a poco, per poi scaricare dentro i miei intestini il suo latte caldo e abbondante.

Dopo mi accoccolo vicino a lui. Scopro che si chiama Enzo, viene da Cosenza e sta andando a Milano per consegnare della merce. Per un’oretta abbondante sto con lui. Gli bacio il petto villoso, lo bacio e ribacio con la lingua e lo accarezzo.

A un certo punto gli propongo una pompa per chiudere in bellezza la nottata. In pochi secondi si raddrizza sotto i miei voraci colpi di lingua.

Poi lo prendo in bocca e inizio a succhiarlo con foga. Pochi minuti… e mi riempie di nuovo la bocca di sperma bollente.

Mi rivesto e torno alla mia macchina (dopo avergli lasciato il mio numero di cellulare). Se passerà di nuovo in zona… sarò di nuovo pronta per farlo godere.

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