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Trio

La mia ragazza si scopre viziosa in vacanza

By 20 Marzo 2010Dicembre 16th, 2019No Comments

Sarà stato sette-otto anni fa.
All’epoca stavo con Laura, una ragazza non certo bigotta ma neanche troppo porca, almeno fino a quel momento..
Piuttosto di rado, ad esempio, mi concedeva il suo strepitoso culetto a mandolino.
Era inizio estate e decidemmo di farci una bella vacanza in Indonesia.
Dopo un lunghissimo viaggio e numerosi cambi di aereo arrivammo su un’isoletta vicino a Bali, un posto veramente incantevole e da lì poi ci spostammo in un altro posto.
L’albergo prenotato dall’agenzia non ci piaceva, così decidemmo di spostarci in uno leggermente più caro (anche se i prezzi restavano incredibilmente bassi confronto all’Italia) ma decisamente lussuoso, prendendo una stanza con letto a baldacchino che aveva perfino una specie di piscina privata davanti.

Ogni sera un giovane cameriere veniva a prepararci il letto decorandolo con fiori esotici. Tutto il personale era sempre gentile e disponibile e i massaggi delle ragazze del centro benessere fantastici. Avevo però notato che Laura guardava con un certo interesse il giovane cameriere e scherzando le suggerii di provarci. Così una sera quando venne in camera nostra a rifarci il letto Laura gli chiese di aiutarla a sistemarsi il Sarong (una specie di Pareo locale) e mentre lui ci provava cominciò a strusciargli addosso le cosce e le tette non grandi ma sode, soprattutto quando si eccitava. Il giovane provò a ritrarsi debolmente ma indossava un sarong anche lui e Laura ebbe gioco facile a prendergli in mano il cazzo già duro.
Era un cazzo affusolato e liscio e Laura lo maneggiava con piacere incrociando con me occhiate allupate che ben di rado le avevo visto fare. Io li incoraggiai portando su un vassoietto due bicchierini di liquore che l’hotel metteva a nostra disposizione ogni sera e poi slinguando la bocca di Laura che profumava già di zucchero e di sesso.
A un suo cenno aprii il cassetto e le porsi un preservativo.
Il ragazzo farfugliò di nuovo qualche mezza frase in un inglese approssimativo ma Laura gli era già sopra, impegnata a infilargli il preservativo.
Già nuda e splendente di abbroonzatura, si mise a cavalcioni del cameriere e ne accolse il cazzo con un singhiozzo di godimento.
Il giovane aveva smesso di protestare e si faceva cavalcare dolcemente da quella donna bianca sempre più infoiata.
“vieni anche tu” mi invitò con la mano. li raggiunsi sul letto a petto nudo e Laura mi sbottonò i pantaloni denudando un cazzo eccitato come non mai dalla situazione.
Lo maneggiò con voluttà continuando a impalarsi sempre id più sul giovane, finchè glielo tolsi di mano.
“prendimelo in bocca, vediamo come ci sai fare con due cazzi..”
“porco, lo sapevo che questa cosa ti eccitava” e poi non disse più nulla per un pò, salvo mugolare per i colpi del cazzo del cameriere e per il mio che le riempiva ormai tutta la bocca.
Mi allontanai di nuovo per aprire di nuovo il cassetto alla ricerca di una crema.
Laura continuava a grufolare andando su e giù, come in trance, e si ricordò di me solo quando le fui dietro..
Con uno sguardo ormai perso nel piacere riuscì solo a mormorare “piano, fai piano per favore” ma aveva capito bene le mie intenzioni.
Le leccai il buco del culo, a pochi centimetri dal cazzo che la impalava in fica, e poi le umettai il buco con un po’ di crema.
Poi iniziai a spingerle il cazzo in culo, cercando di coordinarmi con il suo andirivieni sull’altro cazzo.
“Aaahhh…odddio….mi state sfondando…”
“Allarga il culo amore mio, ti piace vero…?”
“Sì….entra piano, mi piace, mi sento molto troia…”
Un paio di volte il mio cazzo scivolò fuori ma fu agevole rispingerlo dentro.
Laura aveva ormai perso il lume della ragione.
Per evitare che la sentissero in tutto l’albergo le misi una mano sulla bocca ma me la morse quasi a sangue.
“prendilo tutto in culo, amore…due cazzi in una volta tutti per te…”
“sì…uno nella fica e uno nel culo…riempimi il culo tesoro, ti amo…”
nOn mi feci certo pregare, stretto nella morsa del suo buco e dalla pressione dell’altro cazzo, le riversai in culo una quantità di sperma indecente, lasciandogliela poi gocciolare sulle chiappe (continua) Ormai Laura ci aveva preso gusto.
Un pomeriggio eravamo appena usciti dalla piscina, ci stendemmo sul letto nudi a riposare.
Nel dormiveglia la sentii allungare le mani sul mio cazzo e poi la sua lingua scivolarmi intorno al glande.
“Maiala, ma cosa fai…”
“mmmh…non so cosa mi succeda qui, ne ho sempre voglia amore..”
In effetti non mi aveva spesso slinguato il cazzo con questo trasporto.
“Scommetto che ti piacerebbe se il cameriere si unisse di nuovo a noi, vero…”
“hmmmm…diciamo che non direi di no..”
A malincuore le tolsi il cazzo di bocca e mi affacciai in corridoio, dove il solito cameriere presidiava compunto la nostra camera.
Gli feci cenno di entrare, mentre io mi infilavo maglietta e costume per andare al centro massaggi.

Il giorno prima eravamo stati lì con Laura e ci aveva massaggiato una donna molto carina dai lunghi capelli e dal fisico sinuoso.

Parlottai con la donna, lei mi seguì. Entrammo, lei fece un balzo indietro di stupore notando Laura e il cameriere avvinghiati sul letto. L’aiutai a raccogliere gli asciugamani e la rassicurai, mettendole in mano una generosa mancia.

La donna si avvicinò al letto. Laura era stesa a gambe larghe in mezzo al letto bianco e armeggiava con il cazzo del cameriere che era inginocchiato sul letto seminudo. Gli infilò un preservativo, e poi se lo mise in bocca continuando a massaggiargli i coglioni.

“Zoccola” le dissi affettuosamente accarezzandola “adesso anche in bocca ti piace prenderglielo”
“Vieni qui, amore, scopami, ti prego…voglio sentire il tuo cazzo dentro…”
“Aspetta, tesoro, non c’è fretta…fai godere il nostro amico”
Intanto invitai la donna a fare altrettanto con me. Ebbe un attimo di esitazione, poi si mise davanti a me che ero in ginocchio sul bordo del letto e inizio a leccarmi lungo l’asta del cazzo. La lingua della donna e lo spettacolo di Laura che inghiottiva generosamente il cazzo del cameriere mi fecero temere di sborrare troppo presto.

Scostai la donna e infilai in un colpo solo, senza preservativo, la fica aperta di Laura che sussultò senza però minimamente mollare né il cazzo, né i coglioni del cameriere, che continuava a stringere fieramente.

Con un gesto del braccio spinsi la testa della donna verso di noi, e lei capì subito che cosa doveva fare. Portò più vicina la sua lingua servizievole e iniziò a leccare lentamente, prima il mio buco del culo, poi scendendo sotto le mie palle e il cazzo per finire sulla fica e sul buco del culo di Laura.

Nonostante la bocca piena, Laura mugolava rumorosamente e la sua fica grondava di sbroda bianca che veniva puntualmente ripulita dalla lingua della donna. Sentivo la sua grotta umida affondare sotto i miei colpi ed avevo come non mai la sensazione di esserle completamente dentro. Laura roteava le gambe come colta da raptus ad ogni mio colpo di reni e ad ogni leccata della ragazza.

Spinsi la lingua della ragazza sul mio buco del culo, dove indugiò a lungo e con sapienti tocchi.

Poi la spinsi più sotto

‘Vengo’ urlai ‘Laura, ti sborro dentro’.

‘Sìììì’ finalmente si era tolto il cazzo di bocca, ma continuava a smanetterlo ‘sì, riempimi, voglio sbrodare in faccia a questa troia’.

Schizzai ripetutamente dentro e poi lo estrassi verso la fine, lasciando che colasse mentre la massaggiatrice ansimava con la lingua, inseguendo i rivoli di sperma che colavano lungo l’inguine di Laura.

Scossa nel bacino da spasmi di godimento, sentendo la lingua della massaggiatrice che le ripuliva la fica impiastrata, Laura continuava a sbocchinare forsennatamente il cameriere.

“Aspetta, toglilo…” feci appena in tempo a urlare.

Spinsi la gamba di Laura verso il cazzo dell’uomo e lo aiutai ad estrarre il preservativo. Ansimando, eiaculò copiosamente sul piede di Laura, sulle dita e le unghie laccate di rosso che tante volte mi avevano accarezzato il cazzo fino all’orgasmo.

“Forza adesso, ripulite tutti e due” ordinai. E uomo e donna non si fecero pregare, slinguando e sorbendo con voluttà il denso sperma dal piede di Laura.

“Maiale, sei un vero maiale” sospirò Laura “non pensavo di poter godere così tanto…cazzo quanto mi è piaciuto…” (continua)

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