Leggi qui tutti i racconti erotici di: Amenadiel

I nomi usati sono di fantasia.

Prima di iniziare a raccontare quello che è successo 4 anni fa mi presento; mi chiamo Michele ed ho 43 anni e la mia compagna di allora ed attuale, si chiama Monica anche lei 43 anni.
Fisicamente è una ragazza non tanto alta, poco sotto il metro e settanta, bionda con una terza di reggiseno ed un sedere che sorride, come dice lei, cioè sodo e le chiappe all’attaccatura della gamba formano una piega che sembra che sorrida.
Io invece sono alto un metro e novanta, fisico atletico.
Dopo le presentazioni di rito, inizio con il racconto.
A quel tempo, decidemmo con dei nostri amici, un’altra coppia, Francesca e Mario, e due ragazzi single, Filippo e Matteo, di partire  per un week end lungo, 5 giorni, ad Amsterdam.
La meta era stata scelta perchè nessuno di noi c’era mai stato e perchè a noi maschietti piaceva fumare ogni tanto.
Prenotato aereo ed albergo, era giunta l’ora di partire.
Per risparmiare avevamo optato per due camere triple, e ci dividemmo in una, io, Monica e Filippo, nell’altra Francesca, Mario e Matteo.
Questa scelta era stata dettata dal fatto che Filippo il più maiale del gruppo, aveva sempre avuto un attrazione per Francesca, ed ogni volta che uscivamo insieme, non tralasciava commenti arrapati, e per non compromettere il week end, visto che Mario era geloso, decidemmo così.
Dal momento della divisione delle camere, avvenuta 2 mesi prima della partenza, mi era entrato un chiodo fisso in testa. Immaginavo che condividere la camera con Filippo, primo o poi la sbirciatina sarebbe capitata nei confronti di Monica, magari, mentre faceva la doccia oppure mentre si cambiava ecc.ecc. La cosa che mi ha lasciato stranito era che questo pensiero fisso invece di innervosirmi mi eccitava tutte le volte. Addirittura mi ero masturbato pensando a queste scene.
Era giunto il momento della partenza ed arrivati in ad Ansterdam portammo le valigie in camera, e andammo subito in giro per le vie della ciità.
Al primo cooffe shop, Filippo iniziò ad insistere ad entrare, come un bambino davanti ad un negozio di giocattoli, mentre le ragazze, non intressate, andarono in giro per negozi.
Iniziammo a fumare, e dopo una ventina di minuti aveva già fatto effetto, ed è li che presi da una parte Filippo e gli spiegai il pensiero fisso che avevo, e gli proposi una cosa ancora più spinta.
Gli dissi che volvo vedere fino a che punto fosse maiala Monica. Filippo da prima titubante, accetto abbastanza subito la proposta.
Il piano iniziò quella sera stessa.
Andammo, dopo aver cenato, tutti insieme in un coffe shop dove si beveva the di Marijuana ed abbiamo convinto le ragazze, ma soprattutto Monica a bere il the.
Dopo cira quaranta minuti Filippo disse di non sentirsi bene, e naturalmente io e Monica, ci siamo offerti di tornare in camera con lui, visto che ormai la nottata stava per giungere al termine.
Barcollando tutti e tre, sotto l’effetto della maria, arrivamo in camera.
Filippo finse di collassare a letto, ed iniziò a russare, io e Monica ridendo, ci cambiammo per la notte.
Prima di andare a letto dissi a Monica che non potevamo lasciare Filippo a letto vestito, visto che eravamo stati tutto il giorno in giro.
Allora iniziò a darmi una mano a svestirlo, ed dopo aver tolto scarpe e calze, maglione e maglietta, era giunto il momento dei jeans.
A quel punto come programmato, con una scusa dissi che dovevo correre in bagno perchè non stavo bene e di finire di svestire Filippo che poi saremmo andati subito a letto.
Andai in bagne e da dietro la porta vidi Monica che slacciò i pantaloni a Filippo e li abbasso.
A un certo punto si blocco, e rimase a bocca aperta  un decina di secondi a guardare quello che gli si presentava davanti.
Filippo, sempre come concordato, quel giorno non aveva messo le mutuande, e a Monica gli si era trovata di fronte un uccello di una quindicina cm a riposo.
A quel punto uscii dal bangno, già un po eccitato e mi avvicinai a lei.
Notando la mia erezione da sotto il pigiama, mi chiese come mai ero eccitato, e gli risposi che vendola di fianco ad un altro uccello che non fosse il mio mi aveva ecciatto.
Lo tirai fuori dai pantaloncini e glielo misi davanti alla faccia dicendole di succhiarmelo.
Un po contrariata, per la paura che Filippo si svegliasse non ne voleva proprio saprere.
Gli ribadii che Filippo era “collassato” e che non si sarebbe svegliato neanche con le cannonate.
Inizia a scuoterlo e a chiamarlo, per confermarle quello che avevo appena detto, e unica risposta fu un leggero mugugnio.
Allora mi chinai ed inizia ad spostare le sue mutandine e notai che anche lei era bagnata. gli infilai un dito nella figa,  ed anche se non era molto d’accordo, inizia ma masturbarla.
Dopo pochi minuti cedette alla mie manipolazioni.
Mi prese l’uccello in mano ed inizio a segarlo.
Gli ribadii, per tranquillizzarla ulteriormente, che Filippo non si sarebbe svegliato neanche con uno dei suoi meravigliosi pompini.
Monica, è sempre stata una pompinara favolosa, l’unico neo negativo è che non gli piaceva ingoiare, e quindi finivano sempre con una sega.
Mi diede del porco e dello scemo, e gli proposi una scommessa, che consisteva nel farlo venire con una sega.
Se ci sarebbe riuscita avrebbe scelto lei il premio, altrimenti se avessi vinto io, mi avrebbe fatto un pompino in auto con ingoio, cosa che non mi aveva mai fatto perchè non gli piaceva.

Subito non voleva neanche pensare ad una cosa del genere, e io gli dissi che non sarebbe mai capitata una situazione del genere, dove lei aveva a disposizione due cazzi, di cui uno non si sarebbe ricordato nulla al suo risveglio.
Dopo un po di insistenze, prese in mano il cazzo floscio di Filippo ed iniziò a segarlo. Intanto a me aveva inizioato uno dei suoi pompini favolosi, in questa situazione lo era ancora di più perche io ero eccitatissimo e dagli umori che uscivano dalla sua figa anche lei.
Dopo qualche minuto il cazzo di Filippo era diventato duro ed aveva raggiunto i venti centimetri e Monica ansimava sempre di più.
La feci mettere a pecorina su letto ed iniziai a scoparla.
Adesso aveva il cazzo di Filippo di fianco alla faccia e stava continuando a segarlo. Ad un certo punto, presa dall’eccitazione della scopata, e dall’orgasmo che aveva appena avuto, iniziò a spompinarlo.
Un pompino incredibile, faceva fatica ma riusciva a far scomparire l’intera asta. Andava su e giù, con alternanza di laccate alla cappella e leccate alle palle.
Intanto io continuavo a scoparla con foga, tanto che raggiunse un altro orgasmo più intenso. Me ne accorsi perché smise, per qualche secondo, di succhiare il cazzo  di Filippo.
Andammo avanti ancora per alcuni minuti poi io dovetti cedere e venire come non era mai successo prima, e gli rempii completamente la figa.
Una volta sfilato il cazzo lei continuò a spompinare Filippo, che inizio a mogugnare, e Monica ad un certo punto rallento di colpo il sali e scendi e non capivo il motivo.
Lo capii poco dopo, perché si stacco dal cazzo di Filippo e guardandomi con soddisfazione,  raccolse con un dito una goggia di sborra che le usciva dal lato della bocca, e poi mi disse…Domani ti dico cosa voglio come premio……..

Fatemi sapere se vi è piaciuto

27
1
Autore Pubblicato il: 12 Settembre 2022Categorie: Trio1 Commento

Commenti per questo racconto

  1. CNS 15 Agosto 2021 at 12:38

    Racconto molto stuzzicante, complimenti. Dagli però una revisione per correggere gli errori.

Lascia un commento

27
1