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Mancavano ancora dieci giorni a Natale ed ero in viaggio per l’alta valle ai piedi del Monte Bianco dove viveva la mia prozia Olga.
Le ero molto affezionato soprattutto perchè mi aveva praticamnete fatto da mamma visto che quella vera mi aveva parcheggiato da lei per alcuni anni non sapendo dove mettere me e le mie sorelle.
Così ci eravamo trovati sparspagliati fra parenti vari. Mia sorella maggiore Mara dalla zia Monica, sorella di mamma, l’altra mia sorella Emy dalla nonna Tina ed io, appunto, da zia Olga sorella di nonna e quindi in realtà mia prozia.
Nonostante gli anni che avanzavano la zia aveva sempre conservato una certa giovinezza merito penso dell’aria pura e della vita sana che faceva vivendo in alta montagna. Da giovane aveva lavorato duramente nelle stalle mungendo mucche, tagliando l’erba e facendo il formaggio. Una vita rude che di certo l’aveva temprata nel fisico e nel carattere. Poi a quasi 40 anni aveva rilevato in società con la sorella Marina un ristorante/rifugio di montagna dove di certo non si viveva nel lusso visto che era a cinque chilometri dal mondo ma dove, di sicuro aveva fatto un bel po’ di soldi che le avevano permesso a poco più di cinquantanni di lasciare Marina a gestire il rifugio da sola per ritirarsi in pensione.
Una cosa che mi aveva sempre stupito era come potesse essere comunque leggiadra una donna che pesava minimo 80 chili e di cui almeno dieci erano di tette e dieci di culo. Parliamoci chiaro, zia Olga aveva delle pere che chiamarle pere erano un insulto. In realtà era più appropiato cocomeri.
E non parliamo del bel culone che spesso si intravvedeva visto che, anche in baita aveva sempre le gonne corte che non aveva rinunciato ad usare anche in tarda età. Così ogni volta che si chinava, oltre a vedere i gancetti del reggicalze si scorgeva anche un bel po di chiappe…
Strano che una donna cosi bella e sexy non si fosse mai sposata vero? Infatti in famiglia girava voce che fosse lesbica anche se la cosa non l’avevamo mai accertata. In effetti nelle lunghe notti in baita lei e la sorella minore Marina dormivano (si fa per dire) insieme.
In seguito, quando eravamo entrati più in confidenza, la zia mia aveva pure confessato che molti escursionisti adoravano la sua baita perchè con modico sovrapprezzo potevano farsi fare da lei una bella spagnola fra le sue gigantesche tettone.
‘Scopare no perchè non faccio la battona e ho paura di prendere il pisello di un estraneo dentro ma una leccata e un giro fra le gemelle glielo facevo fare volentieri’.
E brava la zia! Sangue di famiglia ovviamnete.
Naturalmente quando mi aveva fatto questa confidenza scopavamo già da qualche mese. La zia era stata una delle mie prime donne. Anche se la verginità me l’aveva levata la nonna qualche mese prima scopare con zia era stato fantastico. Per qualche anno eravamo stati come marito e moglie, forse anche di più perchè non so quante mogli facciano i pompini al marito ogni mattina appena svegli, non so quante diano ai mariti il culo come faceva Olga con me e non so quante siano sempre così insaziabili come zia Olga.
Per questo come regalo di natale in borsa avevo un pacco con dentro un bel cazzone di lattice. Di certo avrebbe gradito, tanto più che non era un semplice pisello replica comprato in un negozio ma era proprio il mio.
Il procedimento non è nemmeno complicato, basta pagare e trovare esperti del settore disposti a farlo. Ci si fa una bella sega fino ad arrivare alla massima erezione quindi si infila l’attrezzo in una sorta di gelatina verdastra. Si resta fermi per il tempo necessario quindi si estrae il pisello e lo si lava bene bene prima che la robaccia verde diventi troppo dura per staccarsi.
A quel punto dal calco del pene gli esperti ricavano un pisello del tutto identico in lunghezza e larghezza all’originale. Qualche foto scattata a quello vero permette anche di avere la replica di nervature, segni particolari ecc… Insomma un bel regalo utile e spiritoso tanto che ne avevo ordinati cinque pregandoli di non buttare lo stampo perchè magari più avanti ne avrei fatti fare altri.
Dei cinque tre li avevo nel bagagliaio. Uno era per la mia cara nonna che sarei passato a trovare di ritorno dalla zia Olga e l’altro per zia Marina.
E’ si mi ero scopato anche lei! E non una scopata normale, un bel trio. Quando zia Olga mi aveva confermato che in effetti lei e Marina si erano scopate per anni con gli straphon non avevo resistito e avevo quasi implorato Olga di farmela scopare…
La zia Marina che in effetti era più che altro lesbica non aveva nemmeno fatto troppa resistenza e avevo pure scoperto che era vergine di figa.
‘Vergine a 57 anni?’.
‘Bhe sai una volta farselo mettere dentro dal primo che passava era un bel rischio e si perdeva ogni possibilità di trovare marito. Pensa che le future suocere venivano addirittura a metterti il mignolo nella figa per essere sicure che fosse chiusa. Io a differenza di Olga ero promessa sposa quindi ci stavo attenta…’ spiegò la zia Marina.
‘Però poi non ti sei sposata? Perchè?’.
‘Bhe diciamo che la mia futura suocera ci ha preso troppo gusto a mettermi il mignolo e alla fine….’.
‘A avete scopato!’.
‘Si e il bello è che il mio fidanzatino e futuro marito ci ha proprio beccate sul letto a 69’.
‘Che figata. Io mi sarei buttato in mezzo’ avevo detto.
‘Bhe lui diciamo che non so se si sarebbe fatto sua madre anzi la cosa lo fece proprio dar di matto. Ha abbandonato il paese il giorno dopo’.
‘E non ti sei più sposata?’ conclusi.
‘La gente purtroppo mormora. Alcuni dicevano che non ero vergine e lui era rimasto deluso che fossi già aperta, alcuni dicevano che ero frigida e non lo soddisfavo, molti dicevano che andavo con Olga perchè ero lesbica’.
‘E questo è pure vero’ dissi.
‘Bhe si. Comunque sono rimasta buona buona anche perchè gli unici che mi cercavano erano uomini già spostati che speravano di trovare una già aperta che la desse senza problemi…. E così ecco la mia fichetta ancora bella chiusa’.
‘A quindi nemmeno con lo straphon la zia Olga…Un colpetto’.
In quel momento Olga, nuda accanto a me l’aveva fatta chinare in avanti e le aveva aperto le piccole chiappette sode… Ero rimasto sbalordito ‘Cazzo hai un culo che sembra una caverna’.
Così mi avevano spiegato che era pratica comune nel paese dare ai futuri mariti il culo per arrivare vergini alle nozze e che la stessa Marina già lo aveva preso dietro molto molto prima di fidanzarsi…
Storia interessante della troiaggine che dilagava per il paese ma, comunque, mezz’ora dopo anche l’ultima verginità di zia Marina era stata infranta dal mio uccellone…
A quel punto sentii un certo dolore e dovetti accostare l’Audi per scendere un attimo dalla macchina. Nulla di grave, a ripensare a quelle vecchie stroie mi era venuto duro come un palo e mi tirava nei panataloni.
Mi misi contro un pino come se dovessi pisciare, aprii la patta e diedi un po di libertà al mio manganello. L’aria era fredda e pizzicava un po e questo speravo placasse un po la voglia. Sempre con la patta aperta e l’uccello al vento mi accesi una sigaretta e mi godetti il panorama sulla vallata ancora poco innevata nonostante la stagione.
Ovviamnete avevo già deciso che appena arrivato da zia Olga avrei trovato il modo di placare la voglia… Ora però cominciavo a dubitare che sarei potuto arrivare da lei con i pantaloni allacciati.
Notai che pensare a zia Olga me lo faceva rizzare ancora di più quindi mi concentrai sul paesaggio. ‘Non devo pensare a scopare, non devo pensarci o mi tocca farmi una sega’ mi dicevo.
Ma tra le tette di zia Olga che ricordavo in ogni millimetro e la sverginatura di zia Marina ero teso come un toro da riproduzione.
Fu in quel momento che mi accorsi di non essere solo.
La signora indossava un piumino Monclair blu per ripararsi dal freddo che faceva a pugni con la gonna corta molto sopra al ginocchio e le calze nere.
A giudicare dai capelli grigio topo doveva aver passato i sessanta da un pezzo e si notava il pallido segno di una tintura bionda ormai quasi svanita.
Mi fissava col suo viso un po’ rugoso dietro a un paio di occhiali quadrati. La bocca era spalancata penso per lo stupore.
Me lo presi in una mano per fingere di pisciare, tanto per moderare la figuraccia. Lei però non fece nulla per distogliere lo sguardo anzi aveva fatto un altro passo avanti e mi guardava ‘Oi ma io a te ti conosco. Tè sei il nipote della Olga’.
‘In effetti si come ha fatto a ‘..’.
‘Ma lo sanno tutte che sei quello con l’uccello come un cavallo…’.
A lieto che la cosa fosse risaputa. Non sapevo se ridere o arrossire.
‘Siete molto amiche tu e la zia? Io non mi ricordo tanto di lei….’.
Ridacchiò ‘Non ti ricordi no. Mica te l’ho data io… Quando eri qui ero ancora sposata… Non ero di quelle che venivano a casa tua’.
Quindi sapeva anche che dopo la zia mi ero sbattutto un bel po’ di vedove tardone del paese. Potenza di un paesino piccolo dove tutti sanno tutto di tutti e tutti si impicciano senza pietà… Di certo qualcuna delle amiche di zia che mi ero montato aveva parlato troppo. Chissà se sapeva anche dell’incesto con la zia mi domamdai.
‘E’ fortunata la Olga con un nipote così… chissà che festa stasera’ e rise ancor più forte. Quindi la risposta era si. Lo sapeva e la cosa non la disturbava più di tanto.
Intanto aveva fatto un altro passo avanti ‘Certo che è davvero grosso… Ma non gli fa male?’.
‘Non credo. Di solito dicono tutte che gli fa bene’ dissi voltandomi un po verso di lei con la massima disinvoltura.
‘Il mio povero Sestilio lo aveva così…-e misurò da mano a mano- fai conto un terzo di questo…’.
Mi poggiò una mano sul ventre e l’altra di taglio sul cazzo ‘Ecco più o meno arrivava qui’.
‘Bhe un po’ più di un terzo allora signora dai… Diamo qualche merito al povero Sestilio’.
‘Ma si, ma si mica mi lamento povero uomo e poi non l’ho mai tradito. Mai mai mai giuro… La mia amica, la Raimonda la conosci? Quella che ha il negozio di verduriera…’.
Si me la ricordavo abbastanza bene. Minuta, bruna, seno piccolo culo stretto… Trombata alla grande da ragazzo.
‘A la Raimonda si. Ha ancora il negozio? Non è in pensione?’.
‘Ma va. Doveva passare il negozio alla figlia ma quella è andata a Milano a fare la segretaria e il negozio è ancora sulle sue spalle. Poi va bhe c’è la Marianna che le da una mano’.
‘Marianna chi?’
‘La sorella della Raimonda. Non la conosci?’.
‘No. Mi manca… Forse di vista…’.
‘Strano pensavo che si era fatta trombare anche lei. Ha una faccia da impunita la Marianna’.
‘Penso me lo ricorderei’.
‘E’ già…. te le ricordi tutte penso. Comunque ai tempi la Raimonda mi diceva: vieni dai che andiamo dalla Olga. Saliamo sopra in camera dal nipote che è sempre pronto e ti sfoghi un po… Dai che un uccello così è una meraviglia di natura e lo devi provare… Ma io no. Io sempre fedele al mio Sestilio’.
‘Che ora purtroppo non c’è più’ dissi notando che aveva ancora una mano sul mio ventre e una che mi sfiorava il cazzo.
‘Tocchi pure comunque se le fa piacere…. Faccia lei’.
‘O ma non darmi del lei che potrei essere tua nonna. Chiamami Severina’.
‘Severina che bel nome -mentii- toccami pure il cazzo Severina. Anzi sappi che stavo per farmi una sega’.
‘Ma vieni a farti le seghe qui nel bosco?’.
‘No mi è solo venuto duro mentre guidavo e mi sono fermato un attimo’.
‘Aaaaa pensavi alla Olga vero maialone’.
‘Bhe adesso sto pensando a te Severina’ e allungata la mano gliela poggiai sulla coscia sollevandole piano piano la gonna.
Severina, per tutta risposta, chiuse la mano sul mio uccello e iniziò a farmi una sega…..

Qualche minuto dopo stavo montando Severina contro l’albero. Dopo averlo segato un po si era chinata meglio che poteva e lo aveva preso tranquillamnete in bocca. Il povero Sestilio era stato un uomo fortunato perchè la vecchia sbocchinava davvero bene. Ci metteva la giusta passione, si capiva che le piaceva. Intanto avevo sollevato bene la gonna scoprendo che portava i collant. Glieli avevo calati appena appena e con un unico colpo avevo afferrato anche il lembo delle mtuande bianche.
Così mentre lei leccava bene bene mi ero introdotto col dito in quella ficona grigia e stretta sgrillettandola un po… Erano bastati pochi tocchi per sentire Severina baganrsi e gemere di piacere….
‘O su dai ficcamelo dentro che così non resito’ aveva detto e con decisione si era calata collant e mutande sotto le ginocchia e mi aveva offerto i suoi buchi mentre si chinava poggiata all’albero.
Non me lo feci dire due volte. Due colpi ben assestati ed ero dentro.
‘O si ooooooooo. O si aveva ragione la Raimonda sembra un cavallo…. Ooooo mi fai morire’ borbottava mentre tenendola per i fianchi la scopavo a tutta forza….
Riuscii a farla venire due volte. Non so se il suo Sestilio le avesse regalato tanti orgasmi o se ne avesse solo nostalgia fatto sta che dal piacere si mise a piangere ‘O benedetto ragazzo… O si che paradiso’.
Così pensai, anche perchè ero quasi al limite, che essendo stato così bravo meritavo un premio. Glielo tolsi dalla ficona umida e con un sol colpo lo misi in mezzo alle chiappe strette. Lei non fece resistenza. Anzi quando iniziai a spingere non feci nemmeno troppa fatica. Non era un culo vergine.
‘Scommetto che prima di sposarti davi il culo a Sestilio vero?’ sussurrai mentre spingevo piano piano per farglielo entrare tutto.
‘O si ma non era mica una bestia così…. Mi manca quasi il fiato…. Pianino, fai pianino per favore’.
‘Dai che è quasi dentro Severina… ‘ la consolai io dandole uno schiaffo sul culo.
‘Ma ti rendi conto se passa qualcuno mi vede qui che lo prendo nel culo contro il pino!’.
‘Allora meglio fare presto no’ dissi e con un colpo secco glielo piantai tutto fino ai coglioni.
‘Aia mi esce dalla bocca tra un po aia’
‘Dai che è dentro -dissi iniziando a muoverlo su e giù- dai che vengo Severina’.
‘O si… Ummmm…. O si che bello ummm’.
‘Di dai che sborro porcona’.
‘Si, si, siiiiiiiiiii’ gemette la vecchia.
‘Dai….. Eccolaaaaaaaaaaaaa’ e mi svuotai i coglioni carichi senza pietà.

Severina tolse il collant e le mutande e le mise nella borsa. ‘Ma che fai?’ chiesi.
‘Mica vado in giro con le mutande impataccate del tuo schizzo. Sono sempre una signora’ disse seria.
Bhe certo andare in giro con la patata al vento era molto meglio pensai. Molto più signorile e quasi le risi in faccia.
Io dal canto mio mi ero giusto pulito la canna con un fazzoletto e poi avevo rimesso tutto a cuccia nei pantaloni che tanto sapevo non avrei tenuto addosso a lungo.
‘Vuoi un passaggio verso il paese?’.
‘Ma no. Non vedi che ho già il pane e la verdura in borsa. Vado dalla parte opposta caro mio’ obiettò lei.
‘Ti porto a casa?’
‘Ma sei pazzo. Ti pare che mi faccio vedere in macchina con un uomo. Ma sai la gente cosa penserebbe…. Anzi guarda. Non è che adesso ti viene in testa di venirmi a casa per fare cose…. Non osarti! Sono una signora per bene io’.
‘Si si ho visto’ annuii cercando ancora di resare serio.
‘Comunque domani mattina alle sette vado su al paese a prendere il pane e faccio sempre questa strada… Magari non proprio qui sul ciglio ma se mi aspetti nel boschetto lì dietro….’.
‘Un boschetto da vere signore’ dissi.
‘Come scusa?’ domandò lei.
‘Nulla, nulla, dicevo che mi pare un’ottima idea. Magari verso le otto quando torni indietro…. Caso mai vieni senza mutande così non le sporchiamo’.
‘Ecco bravo. Facciamo così. Adesso però vado perchè mi sa che mi tra un po’ mi cago addosso’ e ripresa la borsa col suo passo secco e deciso si allontanò.
‘Una vera signora’ commentai rientrando nell’auto e poi risi da solo.
Il sole era sorto alto nel cielo e la temperatura si era parecchio alzata. Da una fresca alba montana eravamo passati ad una piacevole tarda mattinata quasi primaverile… Zia Olga infatti stava stendendo i panni in giardino sulle corde tese da un albero all’altro.
Sceso dall’auto la vidi e le andai incontro tutto felice.
Indossava una camicetta bianca e una gonna chiara corta che nascondevano davvero poco del suo giunonico corpo.
Mano a mano che mi avvicinavo vedevo il suo culone in trasparenza notando che non aveva le mutande… Le tettone enormi ciondolavano ad ogni sussulto e quando si voltò verso di me mi incantai a fissarle visto che in trasparenza si vedeva quasi tutto.
Mi abbracciò strusciandomele addosso e mi baciò. ‘George caro il mio nipotino’.
‘Zia sei sempre più giovane’.
‘Diciamo che mi tengo in forma’ rise apprezzando il complimento e mi baciò di nuovo, stavolta sulla bocca, con la lingua.
‘O zia quanto mi sei mancata’ sussurrai mentre le mettevo una mano sul culo palpandola con forza…
‘Ummm porcone ma sei già in tiro’ disse lei che per tutta risposta mi aveva messo la mano sull’inguine tastandomi il pacco..
In un secondo slacciai due bottoni e le tettone senza reggiseno si liberarono in tutta la loro imponenza. Prima che la zia dicessse qualcosa la mia bocca era già passata dalla sua bocca ai suoi capezzoli che presi a ciucciare come un dannato.
‘Maiale in calore che non sei altro, neanche il tempo di entrare in casa mi dai’ mi risproverò lei ma, al contempo mi stava aprendo i pantaloni armeggiando col mio uccello.
In un attimo aveva il mio cazzo duro in mano e lo segava con la sua naturale esperienza… Fece un passo indietro e si chinò in avanti quanto bastava per farlo finire fra quelle angurie piene. Lo strizzò ben bene e iniziò a farmi una spagnola…
L’ucccello le scivolò in bocca e Olga prese a leccarlo ben bene…. ‘O zia… Ummmm i tuoi pompini ummmm’.
‘Ti ho dato tanti vizi vero?’ mormorò mentre cercava di inghiottire la cappella.
Intanto la mia mano le scivolò sotto la gonna e arrivò alla sua fica. Giocai un po’ coi suoi peli eccitandomi e quindi presi a solleticare il suo grilletto bello grassoccio…. Le dita vogliose le entrarono dentro.
Era già bagnatissima e non smetteva di succhiare.
‘Zia chinati che non ne posso più’ le ordinai.
Lei obbedi. Prima che dicessi altro era già a pecorina sul prato ‘Mi fai sporcare tutta la gonna maledetto’.
Gliela sollevai sulla schgiena liberando in tutto il suo splendore il culone e la ficona pelosa ‘Vuol dire che mi farò predonare’ avvicinai la testa fra le sue gambe e le ficcai dentro la lingua iniziando a leccarla a tutta forza.
Il gusto della fica di zia era sempre stato buonissimo e ne andavo pazzo e lei, quando la leccavo impazziva e iniziava a venire come una vacca in calore..
Anche quella volta non fu diverso e dopo poco aveva un vero lago di broda che colava fluente lungo le cosce.
Tolsi la testa, mi avvicinai e glielo piazzai dentro in un colpo solo ‘Ooooooo si eccolo il mio cazzone preferito! Ummmm siiiiii’.
Mi attaccai ai suoi maniglioni dell’amore e presi a montarla con tutte le forze che avevo. ‘Dai si…. O si te la sfondo zia siiiiii’.
‘Dai dai spingi…. Pompa’.
‘Che fica che hai… O zia siiii non smetterei mai di chiavarti!’.
A un certo punto decisi che volevo fare un giro completo. Glielo tolsi tutto unto dall’utero e tenendole le chiappe larghe piazzai la cappella sul buco del culo.. Avevo spaccato l’ano alla zia già da molti anni quindi era bello aperto e non faticai molto. ‘A bastardo anche nel culo!’.
‘Zitta che ti piace porcona’ dissi dandole un paio di sonori schiaffoni sulle chiappe…
Piano piano entrò tutto fino ai coglioni…
Era il momento di iniziare a pompare. Mi alzai quasi in piedi facendo forza sulle ginocchia e giù, secco ‘Dai…. Dai….. O si ti inculo zia siiiiiii’.
‘Si eccolo…. Si si dai che mi piace dai….’.
‘Dai vacca che ti faccio venire il culo’.
‘Sbattimi bastardo sfondami. Siiiii!’.
Scopammo come ricci per un buon quarto d’ora poi non resistetti più’.
‘Sborro zia… Sborroooooooo!’.
‘Si si riempimi il culo o si dai che mi piace…. Siiiiiii’.
Venimmo assieme. Io le inondai le chiappe, lei colò fra le gambe un potente spruzzo squirtando il suo orgasmo.
Tolsi l’uccello, le si alzò in piedi piano piano e dal culo venne giù un altro laghetto della mia sborra accumulata…
La zia usò la camicetta che aveva tolto del tutto per asciugarsi ‘Mi hai presa per una zampogna…. Cosa erano due litri’.
‘E pensa che è solo un acconto’ risi io mentre mi pulivo il cazzo con la camicetta che mi aveva appena passato.
‘Ti fermi tanto amore?’.
‘Pensavo un paio di giorni. Di più non posso’.
‘Allora bisognerà che ci diamo da fare visto che, immagino, vorrai anche andare a salutare zia Marina’.
‘Bhe domani magari ma oggi sono tutto tuo… Che dici andiamo in casa?’.
‘Direi di si anche perchè qui in giardino a tette al vento non è il massimo’.
‘Stai tranquilla che in questi due giorni di vestiti te ne lascerò indossare pochi… Però se magari potessi mettere le calze…’.
‘Porco perverso! Propio come le battone mi vuoi vero?’.
‘Zia lo sai che le calze ti fanno così sexy….’.
‘Lo so, lo so porcellone. Pensa che ne ho prese anche un paio a rete. Nere…’.
‘O stupende!’ lo avevo già duro.
‘Aspettami sul divano in salotto che mi dici come mi stanno’ rise lei e sparì verso la camera da letto.
Zia Olga sculettando tutta nuda mi prese una birra dal frigo e me la porse. ‘Mettiti comodo che ti mostro l’abitino nuovo’ disse tutta allegra e dimenando il culone salì verso la camera da letto.
Solo a immaginare come sarebbe scesa avevo il cazzo di acciaio e me ne stavo seduto nudo a gambe larghe sul divano resistendo alla tentazione di farmi una sega.
‘A buongiorno!’ esclamò una voce.
Restai di stucco e alzai la testa. Una donna sulla trentina piuttosto mascolina in jeans e giubbotto. Grassottela, capelli a spazzola, faccia bruttina col mento prominente e con gli occhi iniettati di rabbia ‘Chi cazzo sei?’ sbottò.
‘Chi cazzo sei tu scusa? Io sono il nipote di Olga’.
‘A! E stai nudo in casa?’.
‘Sempre quando bevo la birra così la gusto di più’.
‘La birra alle undici del mattino!’.
‘Per rinfrescarmi….-risi- adesso puoi dirmi chi cavolo sei’.
‘Sono Lucia abito nella casa a fianco…. Sono volate queste lenzuola sulle mie rose e ho pensato fossero della Olga…’ spiegò mostrandomi due lenzuola appallottolate che aveva sotto al braccio.
‘Si probabile siano di mia zia… Grazie’.
Si avvicinò e le posò sul divano accanto a me. ‘Bhe adesso vado… Salutami Olga’.
‘Guarda che se vuoi fermarti a guardarmi ancora un po il cazzo non ci sono problemi!’ commentai visto che non l’aveva perso d’occhio da quando era entrata.
‘Oi bello guarda che caschi male. A parte che sono sposata da due anni ma sono lesbica quindi’.
‘Sposata con una donna allora?’.
‘Ma no, ma no con un maschio coglione…’.
‘Guarda che adesso è legale se vuoi sposare una donna’.
‘Si prova tu in questo paese a dire che sei lesbica e poi vedi…’ mormorò lei.
‘Quindi mglio sposarsi il primo che passa’ risi.
‘Oi stronzo ma tu che cosa critichi. Io mi sposo chi ho voglia’.
‘E chissà come lo fai godere a letto vero? Ma quando te lo pianta che fai pensi a Belen?’.
‘Ma saranno cazzi miei cosa penso quando faccio scopare mio marito’.
‘Bhe la prossima volta puoi pensare a questo!’ dissi e me lo massaggiai un po’.
‘Cazzo fai ti seghi? Ma sei pazzo’.
‘Dai non fare la santa che quasi sbavi mentre lo guardi’ e mi alzai in piedi verso di lei.
‘Oi oi che fai? Ma che fai’.
‘Buona Lucia stai buona che ti faccio vedere cosa sa fare un cazzo così’.
‘No ma io…. -Balbettò- io, io, io’ era impietrita. Non riusciva a muoversi.Ero proprio di fronte a lei. Le mie mani le abbassarono la cerinera del giubbotto. Sotto aveva una maglietta che sottolineava ail seno piccolo ma sodo.
La accarezzai, le infilai la mano sotto alla maglia, scostai il reggiseno e le afferrai una tettina…
Giocai con le dita sui suoi capezzoli ‘Se sei lesbica non dovresti avere i capezzoli così duri’.
‘Ummmm ma io…..’.
‘Tranquilla Lucia…. Stai tranquilla che non ti faccio male’.
Calarono i jeans, si sfilò le scarpe. Gli slip neri segnavano lo zoccolo di cavallo della sua fichetta… Quando presi a toccarla mi accorsi che era depilata completamnete….
In un attimo era sdraiata sul divano…. ‘Adesso ti faccio sentire cosa è un vero cazzo’.
‘Ummmm ma io…. Io…….’.
‘Piano faccio piano’ dissi ma intanto avevop la cappella mezza dentro di lei. Era così stretta che pareva vergine. ‘Ma che ha tuo marito un bastoncino del gelato?’.
‘Ummm io… Io…..’ era senza parole. Si dimenava tutta per farlo entrare. Tutto pareva fuor che lesbica….
Presi a spingere per infilarlo tutto dentro di lei… Le uscì anche un po di sangue…. ‘O si… Ummmm o si…. Non fermati non….’.
Presi a dare il ritmo. Dentro-fuori-dentro…. La stavo facendo impazzire tanto che si mise a piangere dalla gioia.
‘Vi faccio un caffè!’ disse una testa che spuntava da dietro il muro.
XXX sgranò gli occhi ‘Olga! Io! O porca merda che figura….Io!’.
‘Ma tranquilla cara finite che io intanto preparo un caffè per tutti’.
Guardai la zia con sguardo riconoscente, lei mi fece l’occhiolino d’intesa. Che bello avere una zia così porca… Era stata lì a guardarci probabilmnete da quando glielo avevo messo dentro…
Ripresi a pompare. Lucia ebbe almeno tre orgasmi quindi toccò a me… ‘Fammi uscire che se no ti riempio…’ dissi con la solita premura che usavo con le donne ancora feconde.
Ma lei mi mise le mani dietro al culo e mi cinse a lei… ‘No no riempimi…. Sono sei mesi che proviamo a fare un bimbo ma non viene…. Riempimi!’.
‘Bhe se insisti’ risi e lieto dell’invito con tre pompate decise mi svuotai le palle fino all’ultima goccia.
‘Ummmm io credo che mio marito sia sterile sai…’ disse mentre veniva ancora una volta.
‘Di certo non ti appaga molto se ti eccitano le donne’ notai continuando a muoverlo dentro di lei per svuotarmi del tutto.
‘E pensa che gliela do proprio solo per avere un bimbo’.
‘Bhe magari ti ho risolto il problema conclusi estranedo il cazzo esausto.
Lucia prese le lenzuola sporche che ci aveva riportato e ne usò una per pulirsi la fica e l’altro per coprire il suo corpo nudo. Più che altro pareva provasse vergogna per i venti chili di troppo che il suo ventte e i suoi fianchi non poteva mascherare.
In effetti fisicamente aveva un po’ la forma di un fiasco.
La zia Olga arrivò proprio in quel momento e solo a fissarla mi cadde il mento. Body nero di pizzo a balconcino con tette al vento, calze nere a rete, tacchi da 11 su scarpe nere, rossetto e trucco sugli occhi…. Niente mutande quindi una perfetta visione del suo bosco peloso che pareva persino pettinato di fresco….
‘Zia sei troppo fica!’ dissi sincero.
‘Si Olga sei bellissima’ sgranò gli occhi anche Lucia.
‘A ma quindi sei lesbica davvero?’ notai.
Zia Olga le si avvicinò e le accarezzò la testa con amore ‘diciamo che è parecchio bisex vero cara?’.
‘O si Olga…. Come dici tu ‘ e aperta la bocca ficcò la lingua in quella di zia e iniziarono a limonare come due porche….
Stavamo scopando da due ore. Appena capita la complicità fra mia zia e la vicina di casa non mi ero certo tirato indietro e appena zia aveva messo la lingua in bocca a Lucia io le avevo messo la mia nella fica rasata facendole un giochetto di bocca che la fece impazzire.
Zia ci aveva invitato a seguirla di sopra a letto per stare più comodi e li ci eravamo davvero lasciati andare. Loro a sessantanove e io a fotterle a turno senza pietà… Adesso avevo capito chi aveva reso così lesbica Lucia, quella troia di Olga che non si era certo fatta sfuggire questa stronzetta vogliosa inappagata a casa e in cerca di soddisfazione.
Chissà da quanto la zia se la sbatteva mi chiesi notando con quanta naturalezza la grassottella signora le leccasse la gnocca…
Probabiolmente era la sua schiava, quasi di certo la scusa del lenzuolo volato era un modo per farsi dare una ripassata.
Di sicuro però alla grassona non dispiaceva un bel cazzo come il mio perchè me la presi in tutti i modi che volevo e ogni volta venivo invitato a schizzarle ancora dentro la figa e ancora e ancora….
Alla fine decisi che mi meritavo anche un giusto premio e approfittando che Lucia era a pecorina sotto di me mentre leccava la patata a zia che le stava sdraiata davanti a gambe all’aria decisi di toglierlo dall’utero e di prendere l’ultima verginità che la grassona aveva ancora…
‘Oi ma che fai scherzi?’.
‘Buona stai buona che non ti faccio male’.
‘Olga ma cazzo ma…. No li nel culo no fa male….’.
‘Buona troietta vedrai che ti piace’ la rassicurò Olga sedendole quasi sul viso… Iniziai a spingere…
‘Ooooo ma no… Dai no mi spacchi…..’.
‘Buona vacca!’.
‘Aiaaaaaaaaaaaaaaa’ urlò ma nessuno la stava ad ascoltare.
Il suo anello andò in frantumi ‘Cazzo mi uccidi aia aia!’ si lamentava ma io continuavo un centimetro alla volta a spaccarle il culo mentre mia zia guardava tutta eccitata…
‘Il maritino non te lo mette nel culo troia?’.
‘Oio…. No no…. Io non lo lascio…. Noooo porca puttana che male….. Aiaaaaaaaaa’. Ormai era tutto dentro.
Mi attaccai ai suoi fianchi grassi e presi a pompare a tutta forza…. ‘Ancora male’.
‘Ummmm un po meno’ sospirò.
‘Dai dai vedrai che ti piace’.
‘O ecco…. O si…. Siiiii adesso si ecco lo sento…. Oooooooo ma è stupendo’.
La scena doveva aver super eccitato zia Olga perchè la sua fica spruzzò altro liquido quasi fosse sborra…
Me inculai la donna per una decina di minuti buoni tutto carico di orgoglio fin che non sentii che stavo per schizzare ancora…. Lo tolsi veloce dal culo tanto da farla urlare per il dolore ‘Aia cazzoooooooo!’ ma subito lo lenii rimettendoglielo nella fica con un colpo solo…. ‘Eccotelo dai che ti faccio di nuovo il pieno…. troiaaaaaaaaaaa!’ ululavo mentre schizzavo un’altra volta….

Intanto zia le aveva tolto la fica dalla bocca e si era messa a pecora col culo già ben spalancato. Chiaro che anche lei voleva un giro di cazzo nel culo che non le feci attendere….
Ritornai poi a Lucia…. Un secondo giro nel suo culo adesso molto più accogliente poi di nuovo in fica per sborrrae poi in bocca a zia e fra le sue mammelle per farlo tornare duro….
Adesso però scusate signore ma devo proprio pisciare….pausa….
‘Perchè pausa? Pisciale addosso no!’ disse seria Olga.
La guardai stupito. La zia mi fece l’occhiolino. ‘Ti piace bere la piscia vero troia?’.
‘O si Olga la bevo, la bevo sempre…. Adoro il tuo piscio….’.
Che vacca. La zia la usava proprio per ogni perversione. Eccitato dall’idea misi il cazzo sulla pancia cicciona di Lucia e feci partire una pisciata che la lavò fino alla bocca. Nel contempo Olga le montò sopra accucciata proprio con la figa ad altezza bocca e prese a orinare anche lei senza pietà….
Lucia beveva tutto… Era davvero la nostra schiavetta….
Ci spostammo quindi in bagno dove si sedette sulla tazza e pisciò anche lei mentre, naturalmente stavo sotto di lei e la inculavo un’altra volta.
Zia Olga invece ne fece dell’altra mettendosi un bicchiere fra le gambe e alla fine chiese a Lucia di berla.
Era chiaro che più Lucia veniva umiliata e più la zia godeva.

Quando la rimandammo via zoppicava e come beffa finale non le restituimmo le mutande ne i jeans obbligandola a farsela fino a casa con la patata al vento… ‘Ma sicura che i miei vestiti non si trovano?’.
‘Ma dai cara vedrai che poi saltano fuori. Vai a casa così vai cara’ la rincuorò zia con un sorriso.
‘Ho tutto fuori’.
‘Meglio visto che sanguini dal culo e hai le labbra screpolate… L’aria fresca ti fa bene fidati’.
Io trattenevo a stento le risate.
‘E se mi vede qualcuno?’.
‘Meglio cara gli dici di leccartela’ chiuse il discorso zia e quasi la accompagnò fuori a forza.

La guardammo allontanarsi dalla finestra a culo nudo e ce la ridemmo come matti mentre zia già mi aveva messo la mano sul cazzo. ‘Adesso ti faccio un boccone bello energetico e poi si torna a letto a fare sul serio’.
‘Cazzo zia non ti basta mai!’.
‘Perchè a te basta?’.
Mostrai il cazzo già teso ‘Direi di no’ e ridemmo di nuovo.

‘E così ti sbatti la vicina di casa. Bhe un po’ cessa e grassa però si impegna direi’.
‘Lascia perdere va è una rompi cazzo da competizione. Ogni giorno con una scusa viene a rompermi le palle con le sue storie sul marito che non riesce a ingravidarla e sull’orgasmo che non riesce a provare…’.
‘E così l’hai fatta venire tu a colpi di lingua zietta’.
‘Ma lascia stare. Avevo appena pranzato e mi ero messa in poltrona per rilassarmi un po’ col mio vibratore quando quella fa che entrare e mi becca lì a gambe larghe col cosa alla massima velocità… Che dovevo fare….’.
‘Fartela mi pare ovvio’ annuii.
‘Esatto. Così da allora si è fissata che è lesbica e per quello non gode col marito… Comunque viene comoda perchè quasi ogni pomeriggio viene a darmi una ripassata….’.
‘Comunque non mi pare tanto lesbica. Sarà venuta venti volte mentre la scopavo’.
‘Ma si infatti il problema è solo che il marito è il classico frettoloso. La mette sotto, lo pianta dentro, quattro pompate e fine della festa chiaro che non viene…poi non è che abbia chissà che cosa fra le gambe…’.
‘Te lo ha detto lei?’.
‘Ma va. Me lo sono fatto dopo una settimana che si erano trasferiti qui. Otto minuti di libidine contando i cinque in cui mi ha leccato le tettone. Davvero negato’.
‘E brava la mia zia troia che si ripassa i vicini di casa’.
Rise ‘Parla quello che si è scopato mezzo paese…’.
‘Zia dai che con questi discorsi…. torniamo a letto subito dai’.
‘Non vuoi mangiare?’.
‘Ho già bevuto succo multi-vitaminico dalla tua figa. Dai andiamo a letto’.
‘Ok ma andiamo in camera tua perchè la mia è tutta una pisciata. Domani bisognerà lavare tutto per bene e cambiare il materasso’.
‘Zia a proposito: sei troppo figa con quel body e le calze a rete…’.
‘Quindi ti piaccio?’.
‘Lo adoro. Dai andiamo a letto che ti faccio vedere quanto ho apprezzato il pensiero’.
‘Un bel regalo di natale. Dieci ore di maratona sessuale come una volta’ commentò lei mentre già sculettava ciondolando le tettone.
‘Bhe veramnete il regalo è in questa busta. Dai aprilo zia. Aprilo subito’.
Lei obbedì e restò basita quando aperto il pacchetto si trovò in mano quel cazzo di lattice enorme. ‘E’ una replica reale del mio…. Mi sono fatto il calco del cazzo’.
‘O amore di zia ma è stupendo. Adesso ne ho due. Che bello’.
Mi afferrò la mano e mi tirò a forza su per le scale ‘Dai vieni vieni che lo provo…. Dai che vediamo se ne passano due così insieme….’
Non c’è storia. La porcaggine naturale di zia Olga riusciva sempre a farmelo tornare duro…
E la cosa non mi dispiaceva affatto.
Stavolta chiudemmo la porta a chiave per evitare altre interruzioni e iniziammo a scopare come ricci fino al giorno dopo.
Giusto qualche pisolino qua e la, qualche pausa pranzo per bocconi freddi e veloci e anche li nemmeno troppo tempo perso perchè zia chinata sul frigo mi fece venire voglia di incularla un’altra volta mentre mi faceva il panino al salame… ‘Hey non è quello il salame per il panino’ rise.
‘No è il salame per la tua magnifica fica zia’ e così si rassegnò (si fa per dire) e lo prese ancora e ancora e ancora….senza contare la replica in dildo che spesso si metteva in fica quando la inculavo e viceversa in culo quando in fica pompavo io….
Guardai l’ora erano le 16, del giorno dopo. Tolta la performance del giorno prima con la vicina di casa eravamo stati soli a far sesso per 26 ore…. Non male per una vecchia troia in pensione.
‘Adesso però ci facciamo una pausetta lunga -decise zia- perchè domani si va da Marina e non voglio certo che dica che sono stata egoista’.
‘No no zia, che non sia mai. Tromberò anche lei come merita. Non voglio certo farti litigare con tua sorella’ e ridemmo in coro abbracciandoci nudi e felici.

Dormii un sonno un po’ agitato e nervoso nudo sul divano di zia Olga aprendo gli occhi ogni tanto. Anche lei doveva essere stanchissima perchè un paio di volte la notai semi incosciente sul divano ancora praticamnete nuda a russare a tutta forza…
Guardai l’orologio e mi accorsi che erano già le otto di sera e nessuno aveva preparato la cena.
In effetti cominciavo ad avere un po di famina. Guardai zia ancora spaparanzata sul divano con quelle tettone in bella vista, le gambe belle spalancate, la figa in bella vista… Di nuovo mi venne duro e mi salì la voglia di fotterla. Decisi, magnanimo, di darle un po’ di tregua almeno fin che non fossimo andati a letto. Sono certo che se la avessi svegliata non si sarebbe tirata indietro ma pensai che potevo anche aspettare.
Attaccati vicino alla porta c’erano due vestaglie di lana pesante. Me ne infilai una sul corpo ancora nudo e uscii sul balcone a fumarmi una sigaretta.
In casa il fumo era assolutamente bandito e io non avevo mai trasgredito alle regole della mia zia.
Il freddo della sera mi solleticava dolcemente le palle sotto alla vestaglia e ammetto che era una sensazione piacevole che mi aumentò l’erezione.
A un certo punto, in automatico, il cazzo mi schizzò fuori dalla vestaglia durissimo ed eretto sul petto come una bandiera…
Visto che Olga riposava e non c’era altra figa a disposizione conclusi che la cosa più pratica era farmi una sega mentre con la’altra mano mi finivo la sigaretta…
Non sono uno che conclude presto quando scopa e di certo con le seghe non vado più in fretta quindi dopo venti minuti ero ancora lì, sul balcone, a farmi la mia pippa….
Ero a buon punto quando sentii delle voci… Il balcone di zia dava su un piccolo vicolo dove non passava mai nessuno quindi la cosa mi lasciò stupito.
Nascosi l’erezione meglio che potevo sotto la vestaglia e aspettai. Erano tre sfigatone sulla quarantina che, da come intesi, erano andate a messa. Quella che teneva banco di chiara provenienza meridionale visto l’accento, era una nanetta bruttina in jeans egiubbotto. Capelli neri arricciati aartificialmente, faccia mascolina…. Il volume della sua voce era il triplo delle altre e la sua sapienza pareva infinita…. Le altre due, che parlavano poco e annuivano molto erano di qualche paese del nord europa. Una mora bruttarella col nasone prominenete, l’altra bionda, un po’ più giovane e un po’ più carina.
Non mi avevano nemmeno visto e, chissà perchè decisero di fermarsi proprio lì sotto al balcone dove la meridionale, che poi intuii chiamarsi Carmela, si accese una sigaretta.
Io, intanto ero ancora in tiro e capii che, se volevo finire, dovevo tornare dentro a finire il massaggio… Fra l’latro ero praticaamnete al culmine e penso che due o tre carezze e avrei svuotato tutto.
Fu a quel punto, forse per il movimneto, che Carmela si accorse di me… ‘Signora Olga? Sta lei sul balcone signora?’…
Era una impicciona tremneda.
‘No mia zia è dentro che guarda la tv…. Ha bisogno?’.
‘A ma guarda. Ma te sei il nipote della Olga vero? A si, me lo aveva detto che aveva un nipote si….’.
Io cercavo di essere gentile senza apparire maleducato ma avevo davvero di meglio da fare…
La donna come un fiume in piena stava già sciorinando alle altre due pettegolezzi su di me carpiti qua e la dalla zia…. Dove abitavo, cosa facevo per vivere ecc… Una pettegola cagacazzo da competizione.
Fu a quel punto che a bassa voce la rumena bruna (che si chiamava Milla) disse a mezza voce ‘si vede suo cazzo….’.
Tutte e tre impercettibilmente concentrarono lo sguardo. Stava facendo buio ma la luce era ancora buona per notare che la trave era di nuovo uscita fuori e mi pulsava sul petto….
A quel punto visto che se la erano cercata e stavano ancora lì a guardare passai all’azione. Come quando ero ragazzino con un balzo scavalcai la ringhiera e con un salto di meno di due metri atterrai sul tetto del garage della casa e da li, con un altro balzo in strada proprio di fronte a loro…
La vestaglia si era completamnete slegata e sembrava più che altro un mantello. L’uccello era protagonistaa. Le tre sgranavano gli occhi….
Io porsi la mano a Carmela ‘tanto piacere’.
Lei la strinse quasi tremando. Anche la bruna straniera allungò la mano ‘io Milla, lei mia figlia Kora’.
‘Piacere….. Volete venire dentro al caldo? Vi offro qualcosa….’.
‘Noi….. Oi guarda che noi siamo donne sposate…. -scattò Carmela- vabbè io sono sposata lei è vedova e lei fidanzata…. Comunque siamo donne serie sai’.
‘Ottimo- sorrisi- volete entrare?’.
‘Ma guarda questo che cosa dice! Guarda vengo dentro giusto a dirle a tua nonna cosa hai fatto’.
‘Che poi è mia zia…’.
‘Si, si va bhe è uguale. Venite ragazze…’ ordinò.
Le due rumene erano un po’ titubanti e alla fine la bionda si scostò allontanandosi in fretta ‘mia figlia vergogna’ disse Milla.
Restarono loro due a fissarsi mentre aprivo la porta ed entravo.
‘O va bene voglio proprio vedere che dice tua nonna che stai così sul bacone’.
‘Vieni pure accomodati. E’ in salotto ma fai piano che dorme’.
Carmela mise la testa dentro e sbirciò il salotto, vide Olga nuda a gambe spalancate, non ci mise molto a capire cosa avevamo fatto ed esclamò un sonoro ‘minchiaaaaaaa!’.
Uscì quatta, quatta dal salotto mentre noi ancora nell’ingresso non eravamo certo stati ad aspettare.. Approfittando che Milla aveva la gonna e i collant, le avevo già messo una mano sulla coscia e la palpavo voglioso…
Lei strizzò i suoi piccoli occhietti neri e senza esitare mi afferrò il cazzo.
‘Ma cosa fai gli tiri una sega? Ma sei pazza? Ma qui siete tutti malati di sesso….’.
‘E tu no Carmela -risposi senza scompormi ne smettere di palapare Milla sempre più verso l’inguine- se ti da fastidio vai pure. La porta è lì….’.
E tanto per farle capire che con Milla facevo sul serio le ficcai secco la mano in mezzo alle gambe.
‘Pazzi! Una casa di depravati’.
Intanto il collant era scivolato fino alle caviglie e subito dopo seguito davve mutande liberando una bella fica matura e cespugliosa.
‘Ummm andiamo in camera tesoro’ dissi mentre la aiutavao a togliere le scarpe e liberarsi di tutto il resto….
‘Carmela forse meglio che tu va’ disse la rumena.
‘Ma tu sei pazza. Cosa fai? Vai a scopare?’.
Io mi voltai secco mettendole proprio il cazzo davanti alla faccia ‘Carmela cerca di capire. O te ne vai o resti e ne ho anche per te….’.
‘Io sono donna sposata come ti permetti?’.
‘E l’hai già preso un cazzo così?’.
‘Maleducato come ti permetti… Mica è solo il cazzo grosso che conta sai….’.
‘Bhe però aiuta…. Allora che fai? Assaggi o esci’.
‘Carmela tu forse meglio che va….’ riprese Milla ansiosa di avere tutta la mia trave per lei.
La donna si voltò verso di lei a fissarla con lo sguardo infuocato ‘A troia rumena vuoi che vado via per farti infilare sto cazzo nel buco. A puttana che sei…. Lo dirò a tua figlia! Lo dirò a tutto il paese A che troie che siete voi rumene e io che ti sono amica…. Anzi sai cosa ti dico maledetta che adesso me lo prendo io così impari…. Tu vuoi scopare vero porco… E’ questo che vuoi. Mi desideri vero l’ho capito subito…’.
Dirle che per me era solo un cesso con un buco caldo buona solo per svuotare le palle non era il caso così non dissi nulla e le accarezzai il viso sorridendo.
Le arrivai ai capelli, cespugliosi e grassi di lacca che faceva quasi schifo toccarli ma li strinsi nella mano e divenni padrone della sua testa.
In un attimo, senza fare resistenza, aprì la bocca e ingoiò il mio cazzo.
Spompinava che era un piacere e mentre ci dava la aiytai prima a slacciarsi i jeans e poi a togliere le penose mutande di cotone blu che indossava.
Una fica irsuta di pelo fece la sua apparizione. Sembrava avesse degli slip di pelo.
La giacca, la maglia, la t-shirt e il reggiseno volarono via poco dopo e alla fine restò solo un reggiseno blu da bancarella che, calato, liberò due piccole tette (neanche una seconda) appena percettibili con grossi capezzoli scuri.
Come ho detto non era una bellezza. Carnagione olivastra, piccola, magra da contarle le ossa, piatta e pelosa all’estremo sia fra le gambe che sotto le ascelle e anche sul viso aveva un accenno di barba.
A succhiare però era bravaissima tanto che ‘oooooooooooooo’ e le venni in faccia inondandola di sborra.
‘Ecco hai visto come facciamo godere noi donne calde del sud non voi ghiaccioli rumene’.
Milla ancora col vestito addosso ma nuda dalla vita in giù ci fissava.
‘Tu sei soddisfatto? Hai goduto?’ mi aggredì Carmela.
Io le mostrai un cazzo duro come acciaio che colava sperma ma che stava ancora dritto ‘ti paio soddisfatto?’.
Milla mi si strusciò addosso ‘io ti soddisfa adesso… Tu porta me a letto’.
‘Ma che vuoi soddisfare che sei un ghiacciolo…voi donne del nord non siete calde neanche se vi mettete. Vero? -disse a me- vero che siamo le migliori’.
‘Bhe che ne dite di andare sopra e di scoprirlo’ proposi….

E così eccoci nella mia camera da letto di quando ero ragazzo a scopare come dannati. Prima Carmela che urlava come una pazza ad ogni colpo che le davo in figa e quando veniva colava come se piscaisse, poi Milla che dopo una ripassata in figa mi offrì il culo senza farsi tanti problemi, poi di nuovo Carmela che per reggere il confronto mi diede il culo anche lei anche se tirò giù tutte le bestemmie che conosceva mentre le allargavo l’ano di qualche centimetro… Poi di nuovo Milla, poi Carmela, poi Milla…. Sembrava che le due lottassero per avere il mio cazzo il più possibile…
Sborrai tre volte per due ore di chiavata e alla fine le lasciai nude sdraiate sul letto una accanto all’altra coperte di sperma e andai a pisciare.
Sorpresa delle soprese in corridoio c’era Olga. ‘Ti annoiavi caro?’.
‘Non volevo svegliarti, passavano qui fuori e….’.
‘Hai fatto bene caro…. Anzi grazie dello spettacolo. Specie Cramela. Mi è sempre stata antipatica e vederla mentre le aprivi il culo è stato impagabile’.
‘Lo so zia. Lo so che apprezzi queste cose’ e le palpai il culo ‘Tu comunque sei la migliore lo sai vero’ e la baciai in bocca.
‘Più tardi ti toccherà dimostrarlo ancora. Adesso vai di sotto che ti ho preparato qualcosa da mangiare’ poi, di botto, entrò nella camera sorprendendo le due donne nude ‘Allora che fate care vi fermate a cena con noi?’.
‘Olga!!!! Io…. Io’ balbettava Carmela cercando di ritrovaare i suoi vestiti.
‘Volevo offrirvi un po’ di affettato della casa ma vedo che il salame ve lo ha già dato in abbondanza mio nipote…. Ho della polenta se vi va’.
‘No no noi…. Noi dobbiamo andare subito’ balbettava Carmela che si era infilataa i jeans ma aveva ancora le mutande in mano.
‘Si, si noi va che noi tardi’ replicò la rumena cercando di sorridere.
Un attimo dopo, mezze vestite e mezze no uscivano dalla porta.
Olga si fece una grassa risata ‘mi sa che quelle due befane per un po faranno il giro più lungo per andare in chiesa’.
‘Bhe se tornassero hai sempre i tuoi straphon zia’ commentai io.
‘E non ho problemi ad usarli’ concluse lei e ci facemmo una grassa risata mentre mi si sedeva in braccio strusciando il suo corpo nudo e caldo sul mio…. Prese la forchetta, la infilò nella polenta e me la portò allaa bocca ‘dai ti imbocco come quando eri piccolo….
‘Si però da piccolo ero io che stavo in braccio a te e….di certo non avevo l’uccello che ti scivolava dentro.
Olga per tutta risposta scosse un po’ il culo e mosse le gambe per trovare la posizione migliore. Guidato dalla forza di gravità il cazzo le scivolò nella figa umida e dilatata…. E buon appetito!
Il giorno dopo venne il momento di andare a fare gli auguria mia zia Mary. Da quando era andata in pensione e aveva lasciato la baita in gestione a due ragazze fidatissime si era ritirata in un piccolo appartamneto di tre stanze più bagno in una palazzina di recente costruzione che raggiunsi comodamnete a piedi facendo una bella passeggiata in quel piccolo paesino che avevo sempre amato.
Quando mi vide mi saltò subito al collo baciandomi le labbra e stringendomi a se. La cosa in se non aveva nulla di sessuale se non fosse stato che sotto alla camicetta la zia aveva le sue grosse tettone coi capezzoli grandi e duri di cui subito percepii la presenza.
Mi fece accomodare in cucina mentre io la fissavo notando con piacere che non aveva perso il vizio di indossare gonne davvero corte che lasciavano scoperta buona parte della coscia enfatizzando le sue gambe lunghe e perfette. Zia Mary, bionda (anche se ormai tinta) era molto alta e dal fisico magro e asciutto e forse per questo pur non avendo delle tette immense come nonna la sua bella sesta pareva comunque abbondantissima in contrasto col tronco molto longilineo.
Il culo era stretto a mandolino e, come tutta la famiglia, indossava sempre le calze di nylon anche se sapevo che, da sempre, prediligeva i collant.
‘Accomodati che ti faccio un caffè’ disse.
‘O si lo sai che adoro il tuo caffè’.
Lei mi fissò. Io la fissai. Sorridemmo entrambi maliziosamente. Nessuno dei due aveva mai scordato che la nostra prima scopata era avvenuta proprio così. Lei chinata sui fornelli a fare il caffè e io dietro che le sollevavo la gonna baciandola sul collo.
Lei non aveva detto di no. La gonna era calata fino ai piedi lasciandola solo in collant color carne velatissimi. L’assenza di mutande era stata quel tocco di classe che eccita i più bassi istinti. Avevo strappato il nylon in pochi secondi mentre le palpavo le tettone e poi glielo avevo infilato….nel culo.
Si era stata una scopata davvero anomala. Zia Mary mi aveva dato il culo senza problemi e avevo subito sentito che non era vergine. Così era venuto fuori che da giovane quando aveva ancora in animo di sposarsi si era ben guardata dal farsi sverginare la fica preferendo conservarla per il futuro marito ma aveva invece dato in abbondanza il culo come meglio le pareva.
Così era stato che l’avevo poi convinta, a 66 anni a farsi finalmente sverginare.
E così era stato.

Adesso erano passati anni e con zia Mary di scopate ne avevamo fatte a valanghe, anche cose a tre con la nonna (che le due lesbicassero spesso e volentieri non era più un segreto), pompini, spagnole…
Così a differenza dell’altra volta fu lei stessa a far che togliersi la gonna mostrandomi il culo levigato e nudo sotto al collant e subito dopo a togliere pure la camicetta facendo saltar fuori le due bombe.
Io, senza problemi mi ero già calato i pantaloni e la guardavo a cazzo dritto.
Mary fece comunque il caffè e io mi misi comodo sulla sedia della cucina. Lei verò il tutto in due tazzine, mise lo zucchero e si avvicinò. Me ne porse una, mise l’altra sul tavolo e con un gesto rapidissimo si strappò il collant ad altezza inguine mentte io non mi perdevo un gesto.
Sentendosi pronta mi salì in grembo allargando le gambe, se lo fece entrare dentro nella vulva e mi scivolò addosso.
‘O quanto mi è mncato questo bel pisello’.
‘Anche a me è mancata la tua figa calda zia…. ummmm sei un vulcano….’.
‘Meno male che quella vacca di tua nonna non ti ha svuotato tutto’.
‘Sono insvuotabile lo sai….’.
‘Oggi ti fermi da me vero….’.
‘O si zia ci facciamo una di quelle maratone come una volta…’.
‘ottimoooooooooooo’ rantolò lei.
‘Già venuta?’.
‘Si la prima si….. Ummm ‘.
‘Mi fai bere?’.
‘A porco….’. La zia Mary aveva un partricolare gusto quando veniva che non avevo trovato molto spesso in giro. Forse perchè era diabetica o forse era solo un caso ma il succo dei suoi orgasmi sapeva quasi di miele.
Dalla sedia si alzò, sedette sul tavolo e spalancò le gambe perchè potessi metterci la testa dentro. Presi a leccarla ed era già un lago appena la lingua le accarezzò il clitoride…. ‘Ummm se fai così vengo di nuovo…. ummmm’.
‘E’ quello che spero’ dissi e mi misi a leccarle la fica come un assetato succhiando avido il suo grilletto come se fosse una prugna.
Alla fine mi venne in bocca due volte di fila e io ingoiai tutto…. Come ho detto era puro miele….
Senza farla cambiare posizione mi alzai in piedi. Posi l’inguine sul suo pelo rado e glielo ficcai dentro un’altra volta.
Con le mani le afferrai saldo le tettone morbide strizzandole con rabbiae intanto presi a muovere l’inguine…. ‘O si adesso ti riepio la fica zia…..Siiii’.
‘O si…. eccolo….. ummmm che uccello ummmm…. è sempre più grosso siiii’.
‘Si dai…. troiaaaaaaaaaaaaaa’ e la riempii di brutto.

Ci spostammo in camera da letto e Mary si mise a pecorina per essere inculata meglio. Io subito le montai dietro, lo ficcai nel suo buco bello dilatato e presi a fotterla. ‘Ecco così bravo….’ spesso Mary mi aveva confessato che ormai aveva il culo così aperto che quasi non sentiva più nulla ma il mio era così grosso e lungo che riusciva ancora a farla godere.
‘O come mi piace farti il culo Mary’ dicevo mentre attaccato ai suoi fianchi la montavo come un cane in calore.
‘Non smettere, non smettere…. Spingiiiii George….’.
A quel punto presi il sacchetto che avevo portato con me e mi preparai facendo piano piano ‘A proposito zia questo è il mio regalo di natale’ e con un gesto secco glielo misi in mezzo alle gambe e spinsi dentro la sua fica prima che potesse capiure.
‘Urkaaaaaaaa!’ ululò rendendosi conto che ora aveva il mio cazzo nel culo e la sua replica di lattice nella figa.
‘O così si gode il doppio siiiii’.
Non le diedi tregua per tre ore continuammo a scopare in ogni modo aiuytati anche dal fallo di lattice che la zia si ritrovava in bocca o in culo o in figa a seconda della posizione. All’inizio lo muovevo io con la mano ma appena presa confidenza era lei da sola a tapparsi i buchi liberi menttre io non le davo tregua deciso a riempire di sborra ogni suo orifizio.
Anche lei, in estasi, continuava ad avere un orgasmo dopo l’altro.

Facemmo una piccola pausa per il pranzo e zia Mary mi preparò gli spaghetti ‘perchè i carboidrati ti danno energia’ disse.
Io, sempre eccitato non resitetti e le presi di nuovo il culo mentre scolava la pasta nel lavandino.
Mangiammo nudi col mio pisello che gocciolava sperma e la sua fica e il suo culo che continuavano a colare.
Zia mi disse di non farmi problemi che oggi potevamo schizzare dove veniva tanto domani avrebbe fatto pulire tutto dalla badante.
‘A hai la badante?’.
‘Si una stronzetta filippina pelandrona come non mai. Domani vedrai che la faccio lavorare io…’.
‘Bhe tra qui e in camera di lavoro gliene abbiamo lasciato parecchio direi’.
‘Peggio per lei. Con quello che la pago dovrebbe pulire lo sperma con la lingua’.
‘Da quello che mi dici mi pare ti stia un po antipatica’.
‘Diciamo che all’inizio mi aveva fatto intendere certe cose che poi non si sono avverate…’ sospirò Mary.
‘Parliamo di sesso vero?’.
‘Ma certo che parliamo di sesso. Ti pare che pago una bdante per togliere un po’ di polvere e basta. E’ chiaro che ho bisogno di aiuto per altro’.
‘E lei non ci stà?’.
‘Bho all’inizio ho cominciato dicendole che volevo che mi facesse i massaggi. Mi mettevo nuda sul letto a pancia sotto e lei mi massaggiava la schiena bene bene, poi le dicevo scendi con la mano, scendi, scendi…. ‘.
‘e alla fine ti faceva un grilletto’.
‘Si ovvio tesoro. Non bene come te naturalmenete e soprattutto quando mi sono voltata e gliela ho messa dritta in faccia invitandola a leccare ha detto no’.
‘Non ti ha leccato la figa? Ooooo pessima idea’.
‘Infatti. Così ci siamo fermate li. Ogni volta viene. Mi fa il massaggio, mi fa un grilletto con due dita e poi stop e non ci mette neanche passione capisci… Molto svogliata…. Ormai non ho neanche più voglia di farglielo fare e la metto solo a pulire’.
‘Magari non le piacciono le donne’.
‘Può darsi’ ammise.
‘Bhe potrei fermamrmi fin che non arriva e verifiacrlo di persona’.
‘A porco ma non ti basto io….’.
‘No zia non mi basta mai….’ e spingendola lunga sdraiata sul tavolo le salii sopra e scopammo ancora una volta.

Quando fuori iniziava ad imbrunire andai a farmi una doccia ‘Zia ridammi i vestiti che nonna starà in pensiero’ dissi.
Ma lei aveva altri piani. Mi si parò di fronte ancora nuda ma con un nuovo paio di collant, stavolta neri, ancora intonsi.
‘Senti ti faccio una proposta. Stanotte resti qui con me e strappiamo anche questi collant così domani mattina quando arriva Pen sei già qui e te la faccio conoscere’.
‘Pen la badante?’.
‘Mi pareva aver capito che vuoi fartela… Domani mattina quando arriva gli sventoli davanti il tuo salame e vediamo cosa succede’.
‘Zia a dirtela tutta a me le orientali piccole e piatte non è che piacciano tanto’.
‘E’ lo so a te piace che ci sia carne vero’ rise accarezzandosi le tettone.
‘Si mi conosci bene. D’altra parte lo sai che l’idea di sfondare un’altra figa per me è irresistibile quindi… Poi considerando che quel collant nero che hai messo già me lo ha fatto tornare duro’.
‘Quindi resti?’ chiese raggiante.
‘Bisognerà avvertire nonna’.
‘Tranquillo chiamo io quel troione e le dico di arrangiarsi col dito’ e si mise a ridere.
In effetti subito dopo lo fece.
‘Ciao Olga cara’.
‘Ciao Mary. George è ancora li?’.
‘Si cara. Lo senti questo rumore? -e per farglielo sentire meglio avvicinò la cornetta- è il suo uccello che va su e giù nel mio culo e ho deciso che questa notte resta li quindi arrangiati col dito che stanotte è mio’.
‘A porca egoista che sei’ borbottò Olga.
‘e tu vacca mai sazia’.
‘Puttanona spero che ti faccia venire la diarrea’ disse Olga ma stava chiaramente scherzando.
‘Dai vacca che ci sentiamo domani vedrai che non lo consumo’.
‘Va bene troia. Stasera mi arrangio da sola. Divertiti che ci sentiamo domani’ e riattaccò…
‘E adesso siamo soli soletti’
‘Si zia’ dissi e col cazzo nel suo culo continuavo a pompare senza sosta e senza alcuna voglia di smettere.
Dopo una notte di fuoco sto ancora ronfando nel letto di zia Mary quando la sento entrare con in mano il vassoio della colazione.
E’ in vestaglia e sotto si vede che non indossa nulla. Mi viene d’istinto allungare una mano e tastarle la patata pelosa, lei apre meglio le gambe, le mie dita scivolano nel suo intimo, un dito inizia a sollazzarla…
Intanto, col pollice le massaggio il punto g che non ho faticato a trovare… Pochi minuti e con un gemito comincia a colare fuori liquidi seminali come se piovesse.
Ovviamente adesso le porgo il cazzo duro lei senza esitare apre la bocca e inizia a spompinarmi a tutta forza.
E’ in quel momento che mi accorgo che non siamo soli…
Sulla porta c’è la cara zia Olga che, ovviamente, non è qui per bersi un caffè.
Olga è già mezza nuda, solo un body nero con le tettone già al vento e calze a rete da mignotta… La fica è bella al vento e la si vedrebbe tutta se non fosse che ha un cazzo di gomma nero di almeno 25 centimetri agganciato in vita…
‘Zia sei già qui’ dico sorridendo mentre Mary a pecora continua a lavorare sul mio pisello. ‘Se aspettavo che venivate voi poteva venir notte… Lo so che questa troia non ti molla più’.
‘Bhe siete sorelle…’ annuisco accarezzando i capelli a Mary e facendo pressione sulla sua nuca perchè inghiotta tutto fino ai coglioni.
Zia Olga, senza esitare monta sul letto, si mette alle spalle della sorella che è già a pecorina, si sputa sulle dita e dopo una rapida passata al fallo di lattice parte in quarta… Colpo secco ed è già tutta dentro al culo di Mary che sussulta appena. In un attimo è li a montarla come una forsennata e ad ogni colpo le tettone di entrambe ballonzolano ritmicamente ed eccitanti facendomelo diventare davvero di marmo.
Così inizio a pompare anche io avanti e indietro trasformando la bocca di Mary in una fica sostitutiva.
Olga è scatenata. Pompa con la forza di un toro come se volesse sfondare Mary. Lei, a sua volta, mi succhia il cazzo con tutto il fiato che ha…. ‘Ummm non resisto più…..’ e schizzo.
Sento la sborra calda che mi fuoriesce liberandomi i coglioni, sento il calore della sua lingua che mi fa il solletico alla cappella, vedo la sborra uscirle di bocca mentre lei cerca di tenere la bocca chiusa per inghiottire tutto.
Alla fine deve cedere, apre la bocca e una cascata di sborra mista a saliva le cola giù sul collo e sul seno mentre Olga, instancabile, è sempre dietro di lei a pompare peggio di un maschio.
Mi scosto, mi alzo e arrivo ad accarezzare il culo ad entrambe. La bocca, intanto, la piazzo su un capezzolo duro della tettona sisnistra di Olga godendomi il piacere di sentirla sbattere in faccia.
Delizioso!!!
‘Ummm dai che partiamo col trenino troie’ dichiaro e mi piazzo dietro al culone di zia Olga. Una allargata veloce con due dita unte e subito vado di sodomia…
SPROK!
Ora siamo uno nel culo dell’altra ed è bellissimo. Afferro zia Olga per i grossi fianchi e inizio a spingere come se volessi farglielo uscire dalla bocca.
Zia Mary sente il peso della doppia scopata nel culo e sulla schiena e quasi ulula quando all’unisono spingiamo e muoviamo i nostri attrezzi avanti e indietro… Ma pare non basti ancora. Con un gesto veloce afferra il cazzo di lattice che le ho regalato per natale e se lo porta alla bocca.
Lo lecca un po’ come se facesse un pompino, lo bene di saliva e subito dopo se lo ficca secco nella figa.
Tutto dentro fino in fondo. ‘Aaaaaaaaaaaaaaaaa…. Siiiiiiiiiiiiiii!’.
A sta vacca non basta mai.
Lo nota anche sua sorella Olga che sempre pompando come una pazza urla ‘dai vacca dai che dopo in fica te ne metto due’ e la schiaffeggia sonoramente sulle chiappe. Ad ogni schiaffone Mary geme e ulula
Io intanto faccio lo stesso a lei schiaffeggiando a tutta forza le grasse chiappone fin che non diventano rosso fuoco. Ma anche zia Olga non pare sentire alcun dolore, anzi… Più gliene do e più geme di piacere.
Dopo un po’, sono al culmine. Mi alzo quasi in piedi sulle gambe e con tutte le forze che ho inizio a muoverlo su e giù nel suo culo ‘Ooooooo…. Siiiiiiii. Si Olga siiiiiiiii’ e la riempio…
Una lavanda anale di sborra che non ha eguali.
Quando lo sfilo dal suo culo cola sborra per più di un minuto……

Passiamo alla vera doppia penetrazione classica. Io sotto con Mary che mi si siede sul cazzo e Olga sempre dietro nel suo culo.
Sembra proprio che la zia abbia una predilezione per inculare le donne. E’ chiaro dal suo sguardo che gode da impazzire.
Chiaviamo Mary in questo modo ed è bellissimo sentire, mentre il cazzo le va su e giù nell’utero il piacevole solletico dell’altro cazzo (finto) che le va su e giù nel culo…. Un solletico particolare ma davvero piacevole.

Instancabili passiamo quindi a fare lo stesso servizio a zia Olga che si impala sul mio cazzo sbattendomi le tettone in faccia e al contempo offre il culone alla sorella.
Mary, velocemente si è messa in vita il cazzo di lattice e senza troppi problemi si appresta a incularla.
Olga, che non aspetta altro, rizza in aria il grasso deretano e glielo offre pronto per essere aperto…
Ne segue, a breve, un’altra sborrata….

Passiamo quindi a sperimentare quanti cazzi passino in fica a Mary. Messa di fianco con una gamba sollevata in aria le infilo il mio e subito dopo Olga le mette il dildo nel culo… ‘Ti piace troia dillo che ti piace’ la stuzzica.
‘O si, dai si ancora…. Si spaccatemi tutta’ annuisce pazza di piacere Mary.
A quel punto ecco spuntare il secondo fallo di lattice fatto sulle sembianze del mio cazzo. Olga se lo succhia bene bene badando di coprirlo di saliva come non mai e poi comincia a stuzzicare la fica a Mary passandole la punta proprio vicino al mio cazzo.
Pare assurdo ma dopo poco la punta di quel cazzo chiede permesso al mio uccello vero e piano piano inizia a penetrare….
‘Male puttana?’ chiede Olga.
‘Noooooooo….. Spingi bastarda spingi che ti piace!’ sussurra Olga quasi senza fiato.
Mary perde un po di sangue ma non molla.
Olga maneggia i due cazzi di lattice nel culo e nella figa senza darle tregua.
Io mi godo la scena e intanto sento la fica di Mary diventare sempre più stretta come se la stessi sverginando di nuovo…
‘E dopo lo dovete fare anche a me capito’.
‘A te ne metto due anche nel culo zia’ dico arrapato senza smettere di scopare Mary….

E’ passato un sacco di tempo e le due troie sono al culmine. Sdraiate sul letto una accanto all’altra hanno le fiche di un rosso vivo come non mai…
Sul letto parecchie chiazze di sangue, sborra un po’ ovunque.
Se questo non è esagerare non so cosa lo sia. Alla fine, fedele alla parola anche Olga ne ha voluti due in fica insieme e si è pure prestata a farsene infilare due in culo finti da Olga mentre cavalcava il mio vero.
Solo quando ho detto se voleva prenderne due per buco ha esitato rinunciando a una cosa che forse sarebbe eccessiva anche per una mucca…
‘Direi che vi ho dato abbastanza cazzo per qualche mese’.
‘O si caro…. Si si io per oggi basta’ dice Mary cercando malamente di alzarsi dal letto…
‘Pure io per oggi stop’ dice Olga e le parte uno scorreggione pesante e potente che rimbomba nella stanza.
‘Scusate’.
‘Vai tranquilla zia vuol dire che hai il colon più che pulito’.
‘Colonscopia a base di cazzo’ ride anche Mary.

Il giorno dopo è il 20 dicembre e riparto di buon perchè ho ancora altre parenti da salutare.
La zia nonostante tutto quello che è successo ieri mattina è ancora riuscita a farmi scopare cinque o sei volte anche se ha precisato ‘piano piano e senza esagerare’.
In effetti bisogna avere pazienza ha una certa età e non può più permettersi di scopare dieci ore al giorno come faceva da giovane.
Sono sulla porta, la voglia di restare è tanta…. Ci baciamo sulla bocca, con la lingua, il suo alito sa di sborra e non me ne stupisco… ‘Buon Natale zia’.
‘Buon Natale pisellone mio’.

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