Leggi qui tutti i racconti erotici di: Jack29

Il mondo di oggi propone migliaia di alternative ai lavori tradizionali, si sono creati nuovi percorsi per raggiungere l’indipendenza economica e forse qualcosa di più. Si tratta proprio del caso di Francesca, che aveva deciso di dare una svolta alla propria vita sfruttando la sua immagine come modella. Era fidanzata con Antonio da quasi 6 anni, lui era sempre stato di mentalità aperta e aveva sempre supportato la propria ragazza ad ogni passo.
Si fece strada dai piccoli concorsi di paese fino ad arrivare a posare per marchi internazionali e presenziare a fiere importanti. Quel lavoro le consentiva di viaggiare, godersi la gioventù e permettersi sfizi a cui molti dei suoi coetanei non avevano accesso.
Francesca è di una bellezza disarmante, una ragazza sulla trentina, alta 1,76m, fisico snello, seno minuto ma sodo e un sedere così tondo da sembrare disegnato col compasso. Il punto forte, però, è il viso: labbra carnose, capelli castani, colorito olivastro abbinato ad occhi chiari, una combinazione più unica che rara.
Passati un paio d’anni in cui calcò un sacco di palchi di sfilate in giro per il mondo, decise che era il momento di trovare una sistemazione più stabile e iniziare a costruire una vita insieme ad Antonio, una famiglia.
Francesca è sempre stata una tipa sveglia, di quelle con tanto occhio e soprattutto tanta intraprendenza. Vide così, nei siti di contenuti a pagamento per adulti, l’opportunità per continuare a sfruttare la sua estetica e lavorare comodamente da casa.
Non si era mai prestata a scatti troppo osé, e non voleva neanche farlo, ma ogni tanto bisogna venire a patti con la vita. Antonio non fu entusiasta di questa iniziativa, ma amandola perdutamente e credendo in lei più di chiunque altro, se lo fece andar bene.
Il lavoro era impegnativo ma divertente, ogni giorno si scattava qualche foto provocante, rispondeva alle chat, si spremeva le meningi per essere sempre più originale possibile. L’idea di essere il capo di se stessa la rendeva incredibilmente orgogliosa. Riusciva addirittura a creare interesse negli spettatori nonostante non mostrasse apertamente le sue nudità, cosa rara per quel tipo di siti. Gli iscritti al suo profilo crebbero velocemente e in un paio di mesi si costruì un’entrata dignitosa che ancora non le permetteva di concedersi lussi, ma neanche la lasciava morire di fame. Il tenore di vita a cui era abituata con la carriera precedente era ancora molto lontano, il non cedere a contenuti pornografici le stava costando particolarmente in termini di profitto e visibilità. Intorno a se vedeva colleghe molto meno attraenti farsi strada in cima alle classifiche, aiutate dal prestarsi a qualsiasi tipo di video richiesto.
L’idea di imitarle la tormentò per un po’, ma discutendone con Antonio capirono che non sarebbe stata la strada giusta: lei non se la sentiva di esporsi così tanto e lui, oltre a un pizzico di gelosia, temeva che i video più audaci uscissero dal sito e finissero in mani sconvenienti, o forse ancor peggio, che venissero visti da amici o parenti.
L’idea fu cestinata e per un annetto buono Francesca continuò a lavorare sodo per mantenere e incrementare il suo business. Non era mai veramente decollato, nonostante anche Antonio di tanto in tanto le desse una mano, sia a livello tecnico che emotivo. La pudicità non stava premiando, era abituata a viaggiare il mondo, non guardare neanche i prezzi nei ristoranti prima di ordinare, adesso a malapena poteva andare a cena fuori. La ragazza era di un fascino fuori dal comune, ma la concorrenza era agguerrita e disposta a tutto, se solo avesse osato un po’ di più era convinta che le avrebbe surclassate tutte in un batter di ciglia.
I giorni passavano, la frustrazione saliva e anche il rapporto con il suo ragazzo andava scalfendosi lentamente, la questione era sempre la solita: si era convinta a fare il passo in più, lui invece no. La tensione in casa era palpabile, non si trovava mai un punto d’incontro.
Una mattina, però, successe qualcosa che cambiò per sempre le loro vite. Antonio, che si era offerto di leggere i messaggi privati al posto suo, ne aveva trovato uno abbastanza interessante. Non era la prima volta che lo faceva, era necessario filtrare lo spam e non farle perdere le chat importanti.
Raggiunse la ragazza in cucina, che stava facendo colazione appena sveglia.
“Amore guarda, questo tipo ti offre 100.000€ per una notte con te!” esclamò ridendo a crepapelle, sicuro che fosse un fake.
“Ma dai Antonio, sai quanti ce ne sono di questi che vogliono truffare solo per farsi una scopata? Non ti sei ancora abituato?” lo apostrofò lei, un po’ nervosa per l’andamento del profilo in quei giorni.
“Dammi qua”, continuò la ragazza: “adesso lo segnalo e lo blocco.”
Aprì il pannello di controllo, cercando l’opzione, ma rimase perplessa. Vicino all’immagine del profilo si poteva notare una sorta di piccolo badge, color oro, non lo aveva mai visto tra i suoi followers. Significava che l’utente aveva speso più di 10mila euro tra mance, contenuti acquistati e regali all’interno della piattaforma. Osservando l’immagine pareva anche un bell’uomo, sulla quarantina, capelli brizzolati e un sorriso smagliante. Se aveva speso così tanto solo per vedere qualcosa attraverso uno schermo, quanto avrebbe potuto pagare per gustarsi dal vivo quell’incanto di Francesca?
In effetti, l’unico lato positivo della sua strategia, era il fatto che tutto quel mistero sulle sue grazie aumentasse il desiderio degli spettatori. Il proibito, l’inarrivabile, il vedo non vedo, sono sempre stati un potente motore della libido umana. Spesso aveva richieste specifiche, anche solo multimediali, ma mai offerte degne da poter accettare. Questa proposta non solo era degna, ma faceva girare la testa dalla quantità di zeri che possedeva.
Spiegando ciò al fidanzato, si zittirono in in attimo di riflessione.
Antonio interruppe il silenzio: “Non possiamo sapere se sia veramente disposto, non abbiamo garanzie”.
Lei: “ah, perché se fosse vero saresti pronto a vendermi? Fino a cinque minuti fa non volevi neanche che facessi una foto in topless!”
“È vero, ma quella cifra, nella nostra situazione, ci darebbe una grossa mano. E poi dai, non sarà mai vera questa proposta”.
Francesca, quasi come una sfida, si interrogò se il suo corpo potesse veramente valere così tanto per un’avventura di una notte.
Si girò verso il fidanzato: “Indaghiamo, otteniamo la certezza e poi ne varrà la pena discuterne”.
In realtà non esisteva nessun modo per avere delle prove tangibili, tutto quanto poteva essere falsificato, soprattutto online.
“L’unico modo è rispondere e chiedere di incontrarci in un luogo pubblico, con me presente” propose lui.
“Non è il massimo, ma sicuramente dal vivo capiremo qualcosa in più. Se lo incontriamo insieme in un bar, mi sento sicura, vediamo”.
Risposero un po’ spaventati ma curiosi, l’uomo attraverso la chat appariva educato, gentile e spiritoso. Propose di raggiungerli a Milano, nella loro città, il weekend successivo, per poter chiarire i loro dubbi ed eventualmente organizzare.
“Ci sto dai, mi sembra credibile” disse Francesca, quasi a cercare conferma dal fidanzato, che era sulla stessa linea di pensiero.
Si confrontarono ancora qualche minuto, analizzarono approfonditamente pro e contro e infine accettarono.
Il fatto che fosse un incontro puramente conoscitivo, in un luogo affollato, aveva disteso i loro nervi e gli aveva dato una buona iniezione di fiducia e coraggio.
La settimana volò via rapidamente, la loro testa aveva un solo pensiero fisso, l’ansia faceva da padrona.
Arrivata la fatidica domenica pomeriggio,
Francesca e Antonio si vestirono eleganti e si recarono in un bar poco lontano da casa loro. Puntualissimo, arrivò il pretendente, scendendo da un taxi. Puntò dritto verso di loro, che gli avevano dato indicazioni per riconoscerli.
“Piacere, Andrea” disse con una voce ferma e profonda, rivolgendosi ad Antonio.
Subito dopo si voltò verso Francesca: “Incantato”.
Vestiva con un completo blu, camicia bianca, scarpe in pelle e Rolex. Aveva anche un buon profumo, sicuramente di quelli introvabili, d’élite.
Rotto il ghiaccio, dopo qualche convenevole, li invitò a cambiare luogo e si avviarono verso il centro città.
Li condusse in un bar storico, di quelli dallo sfarzo eccessivo che ti presentano conti da capogiro. Andrea sembrava conoscere bene l’ambiente, ordinò da bere.
Il cameriere arrivò con una bottiglia di vino pregiato, che per quella cifra poteva tranquillamente essere oro. Seguirono tartine, stuzzichini di qualsiasi genere, intanto i tre iniziarono a conoscersi meglio ed entrare in confidenza. L’uomo sembrava non avere alcun tipo di problema economico, anzi.
“Di cosa ti occupi?”, domandò Francesca, scoppiando dalla curiosità.
“Sono il proprietario di una grossa azienda in ambito tessile, ma preferisco non rivelare troppi dettagli sul mio lavoro” rispose lui.
“Veniamo al dunque, cosa ti porta a fare una proposta del genere?” irruppe il fidanzato.
“Vedete, nella mia situazione è facile trovare avventure, ma sono sempre banali e non è ciò che voglio. Cerco una donna come te, Francesca, impossibile da raggiungere, elegante, sensuale e da scoprire. Voglio il massimo.”
La coppia trasalì per la schiettezza della risposta. Non si era fatto sconvolgere, aveva accolto la domanda e fornito una spiegazione con decisione e calma.
Questo atteggiamento risoluto, in qualche modo, eccitava la ragazza. Inoltre, Andrea era fisicamente dotato, aveva un viso dalla mascella ben delineata ed emanava carisma da ogni poro.
Scambiarono chiacchiere e aneddoti per tutto il pomeriggio, sembrò molto convincente. Intorno alle 19 i tre si alzarono, l’uomo saldò il conto e si offrì di riaccompagnarli a casa pagandogli un taxi.
“Domani sera gradirei un responso, altrimenti l’offerta salta”, aggiunse con tono schietto ma gentile.
I ragazzi tornarono al loro appartamento per confrontarsi, intanto prepararono la cena.
“Allora, come ti sembra?” chiese Francesca in modo timido.
“Sicuramente i soldi li ha, e poi mi sembra onesto, una persona genuina”, concluse Antonio mentre apparecchiava.
“Quindi che facciamo? Non è prostituzione? Come ne risentirà il nostro rapporto?”.
“Quei soldi sono tanti, veramente tanti. Potremmo finire di pagare il mutuo, o comprarci una bella macchina, oppure andare in vacanza dove vogliamo. Pensa a quanti comfort avremmo accesso, avrei una lista infinita! Se ci pensi è solo sesso, se siamo consenzienti non è tradimento, non succederà nulla tra noi, vedrai”.
“Saresti disposto a farlo? Siamo sicuri?”
“Sicuri”, la rassicurò con fare amorevole.
Ci dormirono sopra, o almeno per modo di dire, in quanto entrambi passarono ore a rimuginare nel buio della camera da letto.
L’indomani, accertandosi a vicenda di non aver cambiato idea, contattarono Andrea per confermare.
Seguì una chiamata in cui lui spiegò come muovere quella cifra senza destare sospetti, c’erano di mezzo banche e commercialisti ma era tutto chiaro. Si accordarono per il venerdì successivo, stesso posto, stesso orario.
Quasi per magia, il giovedì arrivarono i soldi, erano tangibili. Francesca e Marco non ci volevano credere, era tutto vero. Una montagna di soldi, pronti per essere spesi, pronti a migliorare la loro vita e aiutarli in un futuro sereno.
Finalmente, o forse purtroppo, era giunto il giorno. Bello il denaro, ma non era gratis. Come si suol dire, prima il dovere e poi il piacere, mancava ancora la notte di fuoco tra la ragazza e il suo benefattore, prima di godersi quel patrimonio.
Francesca si vestì con un abito nero elegante che le risaltava il seno, gambe nude e tacchi a spillo. Si concesse un leggero trucco agli occhi, per valorizzarli, e degli orecchini di perla ai lobi, ad ornare i suoi lineamenti.
Uscirono dal portone, la macchina li stava già aspettando sotto casa, una Mercedes nuova di zecca con finestrini oscurati. Arrivarono in un Hotel extra lusso, subito accerchiati da assistenti pronti ad esaudire ogni minima richiesta. Poche volte avevano visto così tanta eleganza, qualità e cordialità, sembrava di essere arrivati in paradiso.
La coppia comunicò il numero della stanza, salirono in ascensore e bussarono alla 405.
Aprì Andrea, li fece accomodare in quella che scoprirono essere la miglior suite della struttura. Le luci erano soffuse da delle candele, c’era dello champagne, della frutta, la temperatura era fresca e perfetta.
“Prego, entrate” li accolse l’uomo.
Continuò: “Antonio tu puoi sederti laggiù, serviti pure con qualsiasi cosa desideri dal frigobar”.
Il fidanzato diede un bacio sulla fronte della sua ragazza e si poggiò sulla poltrona sprofondando in quella che gli sembrò una nuvola, comoda come un caldo giaciglio.
Francesca guardava in basso, per la timidezza, così l’amante le accarezzò il viso e la invitò a bere un bicchiere di champagne. Chiacchierarono come nulla fosse, ignorando Antonio, brindando e ridendo per sciogliere l’imbarazzo. Ci sapeva fare, la stava seducendo con maestria, facendola cadere pian piano ai suoi piedi come fosse una ragazzina al liceo.
Terminati i calici, si sporse verso Francesca baciandola. Lei lo trovava attraente, sensuale, così maschio. L’unico motivo per cui era triste era il tradire il suo amato, niente di più.
Si lasciò andare a quella lingua così sciolta, le sue labbra carnose si intrecciarono col partner mentre lui la accarezzava. Fu un bacio bollente che durò diversi minuti, durante i quali le loro mani andarono a scoprire il corpo l’uno dell’altra insistentemente. Caddero sul letto, lui la posizionò supina e si fece strada tra lo spacco del vestito, ripiegandolo in sù. Rimase piacevolmente sorpreso quando non trovò le mutandine, era stata un’idea di Antonio, lo volevano considerare come un piccolo regalo extra per il lauto compenso ricevuto. L’eccitazione salì a mille, tuffò la lingua in mezzo alle gambe della ragazza inumidendola. Iniziò dall’interno coscia, proseguendo sempre più all’interno fino a giocare col clitoride. Francesca, ancora con qualche pensiero in testa, era rigida, ma bastarono pochi secondi di quell’abile lavoretto per trascinarla nel vortice della passione. Anche lei andò su di giri, si alzò puntando dritto alla patta di Andrea. Tirò giù la zip e liberò quello che scoprì essere un membro di notevoli dimensioni, sia in lunghezza che larghezza. Lo prese tra le mani masturbandolo con cautela, come a prenderne le misure. Entrata in confidenza, iniziò a leccarlo, finché il movimento non si trasformò in un generoso pompino in cui il cazzo spariva in gola per poi riapparire pieno di saliva, sù e giù.
Antonio intanto si toccava da fuori il pantalone, eccitato dalla visione. Un uomo ricco e potente, grazie a suoi soldi, poteva prendere la sua ragazza e farne ciò che voleva.
Era il momento, Andrea prese un profilattico dal comodino, lo srotolò sul suo membro e girò la ragazza a novanta gradi. La scopò tenendola saldamente per i fianchi, ad ogni spinta lei ansimava, godeva della situazione, si vedeva come una escort di alto, anzi altissimo rango, e questa cosa la faceva sentire porca, usata, totalmente sottomessa.
Poco dopo tornò supina, a gambe divaricate, e il suo amante si strinse su di lei, baciandole il collo e affondando sempre più dentro la sua figa. Come un vero gentiluomo, per finire, la fece mettere sopra, in modo da darle la possibilità di venire più facilmente. Non se lo fece ripetere due volte, si strofinò fino a quando non scoppiò in un grande orgasmo, stringendo le gambe e urlando di piacere.
Quasi istintivamente, stremata, gli sfilò il preservativo e si accucciò di fronte al suo membro che sembrava scoppiare. Riprese a succhiarlo avidamente, finché anche Andrea non ebbe il suo momento. Schizzi su schizzi piovvero sul volto stupendo di Francesca imbrattandole guance e labbra, colando su collo e petto. Completamente sommersa dal seme del suo amante, venne nuovamente spinta verso quel cazzo appena svuotato, per ripulirlo di ogni goccia rimasta.
L’uomo si ricompose, aiutò la donna ad alzarsi e le mostrò il bagno.
Francesca andò a lavarsi, si aggiustò il trucco ormai sbavato e tornò nella camera con un sorriso malizioso, consapevole di aver soddisfatto alla grande quello che a tutti gli effetti poteva essere considerato un suo cliente.
Antonio la prese per mano, si avvicinarono all’uscita.
“Grazie” disse il ricco uomo.
Continuò: “Sarei disposto a replicare, un giorno, ma vorrò qualcosa in più, ovviamente ad un prezzo maggiore”.
La coppia non fiatò, fecero un cenno con la testa, come a comunicare di aver inteso il tipo di proposta, e si avviarono verso la macchina che li riportò a casa.
Adesso Francesca e Antonio avevano una bella cifra da parte, ma quel ricordo era indelebile dentro di loro, un mix di godimento, trasgressione e umiliazione. La ragazza era passata dal vendere semplici foto, al vendere il suo prezioso corpo e lasciare che un uomo d’affari ne facesse ciò che voleva, e forse non era neanche finita.

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Autore Pubblicato il: 24 Gennaio 2023Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici, Voyeur0 Commenti

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