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09 – Come fui iniziato al sesso da mia madre e mia sorella (Parte 1)

By 25 Settembre 2023No Comments

Mi chiamo Stefano e la storia che ho deciso di raccontare riguarda le mie prime esperienze sessuali. Sono il fratello gemello di Lavinia. Nostra madre rimase incinta a diciotto anni e, invece di abortire, decise di tenerci con se. Sicuramente fu una scelta coraggiosa per quei tempi e non possiamo che ringraziarla per averci messo al mondo. Mio padre è notaio, figlio e nipote di notai. Siamo il frutto di una notte di sesso avuta con mia madre a Lavinio, località vicino a Anzio. Fummo concepiti durante una festa in cui l’alcool fu il protagonista assoluto e dove mia madre, in un colpo solo, perse la verginità e rimase incinta. All’epoca la gravidanza non fu presa bene né da parte della famiglia di lui, né da parte del nonno materno che non riusciva a sopportare che la sua adorata figlia avesse fatto sesso prima del matrimonio. Mia madre proveniva da una famiglia borghese ma non agiata. Il nonno era maestro elementare e mia nonna professoressa di matematica. La famiglia di mio padre se la passava decisamente meglio dal punto di vista economico. Il nonno dirigeva uno studio notarile tra i più famosi della capitale e aveva sposato una nobildonna proprietaria terriera che avrebbe potuto vivere di rendita fino alla fine dei suoi giorni.
Una cosa però avevano in comune le due famiglie: il senso dell’onore. Si sposarono durante l’ultimo anno del liceo e per i primi tempi le famiglie si fecero carico del sostentamento dei figli e di noi nipoti. Mamma è una donna bellissima, tutt’ora mia sorella soffre tremendamente il confronto con lei. E’ una dea, di una bellezza eterea. Come lavoro fa la restauratrice di opere d’arte. Lavoro che fa per passione perché con i soldi di mio padre, anche lui notaio, potrebbe vivere serenamente senza lavorare. E’ alta un metro e settantasette, ha due gambe che non finiscono più, dei lunghi capelli biondi e due profondi occhi azzurri nei quali io e mia sorella ci specchiavamo quando ci accarezzava prima di darci il bacio della buona notte. Quando ci accompagna a scuola, tutti si girano ad ammirarla. Fu eletta, ai suoi tempi, Miss Liceo per tre anni di fila. Rinunciò, per amore nostro, alla carriera di fotomodella. Mia sorella Lavinia è la fotocopia di mamma; anche lei è bellissima, ha un culo a mandolino, due tette da adolescente che stanno su da sole, capelli biondi e occhi azzurri. Ha fatto innamorare la maggior parte dei nostri compagni di scuola, eppure, quando esce insieme alla mamma, tutti guardano lei; Francesca, nostra madre.
Non pensate a mia madre come a una persona altezzosa e piena di se. Lei è dolcissima, non l’ho mai vista arrabbiata. Si è sempre preoccupata della nostra educazione e della nostra salute. Ci è sempre stata vicino e non ha mai fatto vita mondana. L’estate la passiamo nella villa dei nonni paterni a San Felice Circeo e d’inverno trascorriamo le vacanze natalizie al Terminillo, sempre a casa dei nonni. Io e mia sorella siamo sempre stati molto uniti, forse perché gemelli abbiamo sempre fatto tutto insieme. Mamma fino alla quinta elementare ci faceva il bagno insieme, ci portava dal dottore insieme, abbiamo fatto tutte le vaccinazioni insieme e, al contrario delle norme che vogliono i gemelli in classi diverse siamo sempre andati a scuola nella stessa classe fin dalla scuola materna. Lavinia è parte integrante di me. Quando eravamo nella vasca da bagno io la prendevo in giro per quella fessura che aveva fra le gambe e lei andava a toccare il mio pisello. Nostra madre rideva vedendoci giocare con i nostri sessi ma non ci ha mai rimproverato. Scherzando diceva:
– Ragazzi lasciate stare la patatina e il pisello che non sono fatti per giocare!
Io e Lavinia abbiamo due grandi camere tutte per noi che hanno in comune la stanza da bagno. Chiamare bagno l’ambiente che mette in comunicazione le nostre camere è un eufemismo. Potrebbe essere un monolocale per quanto è grande. All’interno trova posto un tapis-roulant, un angolo palestra attrezzato, una piccola sauna in legno oltre alla grande vasca idromassaggio, una mega cabina doccia, e due water ciascuno chiuso da una porta a vetri. Io e mia sorella passiamo più tempo li che in camera nostra.
La storia della nostra sessualità incominciò quando mia sorella, tutta trafelata, si gettò sul mio letto piangendo,…
– Stefano,… aiutami sto perdendo sangue in basso, non so che sta succedendo,… ti prego fa qualcosa.
Preso alla sprovvista guardai i pantaloni del suo pigiama: erano macchiati in mezzo alle gambe. Ci recammo in bagno dove, una volta sfilati, vidi le sue mutandine bianche macchiate di sangue. Rimasi paralizzato non sapendo che fare. Ricordandomi quello che avevo visto fare in un film di guerra, presi un asciugamano dal bidet e le dissi di spingerlo in mezzo alle gambe.
– Fai qualcosa – diceva Lavinia!
– Lavi, – risposi – l’unica cosa che posso fare è quella di andare a chiamare mamma. Tu rimani qui che torno subito!
Corsi immediatamente nello studio di mamma e, in preda al panico, le dissi:
– Mamma Lavinia sta male, presto corri sta sanguinando!
Mia madre saltò dalla sedia e corse immediatamente al piano di sopra a vedere cosa era successo, non trovandola in camera entrò nel bagno e la vide piangente sulla panca della palestra mentre teneva in mezzo alle gambe l’asciugamano che si era sporcato di sangue. Realizzò immediatamente cosa era successo e, mentre io abbracciavo mia sorella, lei scoppiò in una fragorosa risata che ci lasciò interdetti. Lavinia con le lacrime agli occhi per la prima volta si rivolse a mia madre con cattiveria:
– Cosa c’è da ridere io sto malissimo e tu ridi?
– Scusami, figlia mia, dovevo avvertirti ma non mi sono accorta che stavi crescendo così velocemente! Non preoccuparti del sangue è una cosa normalissima! Sei diventata donna! Questo sangue segna l’inizio di un nuovo ciclo della tua vita. Non piangere, anzi dobbiamo festeggiare! Adesso ci penso io. Tu Stefano puoi anche lasciarci sole, oppure se preferisci puoi rimanere, così spiego anche a te alcune cosette.
Tolse le mutande a Lavinia, le lavò la passerina con il sapone intimo pulendola dal sangue che l’aveva sporcata. Poi andò in camera sua tornando con una confezione di assorbenti e dopo averla asciugata per bene le mise un assorbente. Con calma ci spiegò cosa era successo e che da quel momento una volta al mese le sarebbe capitato nuovamente. Le consigliò di tenere sempre nello zaino un paio di assorbenti per sicurezza e di non preoccuparsi. A Lavinia tornò il sorriso e anche io mi sentii più sollevato. Mamma chiamò al telefono Alfredo, un suo caro amico chirurgo che era anche specializzato in ginecologia e prese un appuntamento per una visita.
Il giorno dopo ci recammo tutti e tre nello studio. Lavinia chiese al dottore se potevo assistere alla visitato . Ne lui ne la mamma ebbero da ridire. L’infermiera la fece spogliare completamente lasciandole solo i calzini e un camiciotto che copriva ben poco. Il dottore annotò peso e altezza, misurò la pressione, auscultò il torace e poi la fece sdraiare su una speciale sedia. Le palpò i seni comprimendoli sul torace facendola lamentare. Io ero al suo fianco, le tenevo la mano che mi stringeva quando il dottore le torceva i capezzoli.
– Francesca hai una figlia meravigliosa, – diceva rivolgendosi a mia madre – non poteva essere altrimenti! Dovete sapere, cari ragazzi, che vostra madre, quando andavamo a scuola ha fatto perdere la testa a tutti noi maschietti! Era la più bella del liceo! Per tre volte ha vinto il titolo di reginetta della scuola. Poi vostro padre se l’è presa tutta per se e noi siamo rimasti a bocca asciutta!
– Non esagerare Alfredo! Il liceo era pieno di belle ragazze e tu stavi sempre a corrergli dietro!
– Si ma tu sei sempre stata la numero uno! E a quanto pare questa bellissima ragazzina è destinata a ripercorrere le tue orme! Ora veniamo a noi Lavinia vediamo di fare la tua prima visita ginecologica.
Le gambe di mia sorella furono sollevate e poste sui cosciali. Aveva le cosce completamente divaricate. Poi abbassò la parte anteriore del letto facendola rimanere con la passera sul bordo del lettino. Mentre la mamma e il dottore continuavano a parlottare Lavinia mi strinse la mano perché incominciava ad avere paura.
Il dottore con fare professionale infilò un paio di guanti e incominciò l’ispezione.
– Vedi ragazza mia, come ti avrà sicuramente spiegato la mamma, devi sempre curare l’igiene della tua passerina. Ogni volta che vai al bagno devi lavarla con cura e con un sapone delicato facendo attenzione a non sporcarla con residui fecali. Lavati sempre dal davanti al dietro. E cerca sempre di tenerla asciutta. Se fai attività sportiva appena ti è possibile lavati e cambia le mutandine perché il sudore e l’umido favoriscono la formazione dei batteri. Poi quando sarai un po’ più grande queste cose ti verranno spontanee ma abituati a una corretta igiene fin da adesso. In particolare quando sei nel periodo mestruale sostituisci frequentemente l’assorbente e stai ancora più attenta all’igiene. Il dottore con la luce frontale montata sulla testa stava seduto su una seggiola e aveva la testa a trenta centimetri dalla vagina di Lavinia. Con le dita divaricò le piccole labbra e poi con delicatezza retrasse il cappuccio clitorideo mettendo in evidenza il piccolo bottoncino roseo. Come lo sfiorò Lavinia ebbe un sussulto vibrando come un diapason.
– Questo qui, signorina è un organo delicatissimo e,… – tacque guardando mamma -.
– Alfredo, parla pure liberamente, i miei figli sono abituati a conoscere le cose per come sono. Non siamo nell’ottocento dove certe discorsi non si potevano fare e le donne vivevano la sessualità come qualcosa di sporco e peccaminoso.
– Bene sono contento, se tutte le mamme fossero come te, mi risparmierei un sacco di complicazioni. Allora Lavinia questa minuscola protuberanza si chiama clitoride e la sua stimolazione provoca il piacere nella donna e stimola alcune ghiandole presenti all’interno della vagina a secernere un liquido lubrificante che favorisce l’atto sessuale. Adesso rilassati e stai tranquilla. Il dottore si cosparse le dita di gel e cominciò a massaggiarle il clitoride. Lei, stimolata in quel modo, si contorse come un anguilla, sospirando e respirando velocemente. Dopo circa un minuto di questa stimolazione il dottore divaricando le piccole labbra fece vedere alla mamma che le ghiandole di Bartolini funzionavano alla perfezione. Lavinia si riprese un attimo dalla sua prima masturbazione e il dottore aiutandosi con due dita disse a mia madre.
– La ragazzina ha un imene sepimentato, pertanto dovrò procedere da dietro.
– Il dottore sei tu – rispose mamma.
Il ginecologo allora si alzò in piedi e cosparse l’ano di Lavinia con del gel cercando di farlo entrare anche nel retto spingendolo con il dito e provocando degli urletti da parte di mia sorella. Poi mentre con la mano sinistra palpava il basso ventre disse a mia sorella di fare un bel respiro e di spingere come se andasse di corpo. Lavinia fece un bel respiro, trattenne l’aria e appena incominciò a spingere il dottore approfittò per inserirle nel retto il suo enorme dito.
-AAIIAAAAAAA!… Mi fa male! Urlo Lavinia mettendosi a piangere!
Mamma cercava di consolarla mentre l’infermiera le bloccava le gambe con delle cinghie di velcro per non farla muovere. Sembrava che fosse stata punta da una vespa. Strillava a più non posso.
– Smettila di strillare – disse mamma – chissà cosa penseranno i pazienti in sala d’attesa!
– Coraggio Lavinia – disse il dottore – abbiamo quasi finito -.
Intanto aveva estratto e reinserito il dito nel retto facendola piangere di nuovo. Dopo aver eseguito questa operazione per altre cinque o sei volte il dottore sentenziò che anche l’utero era normale e che la ragazza era sana come un pesce. L’infermiera pulì per bene tutto il perineo di Lavinia e le cosparse l’ano con una pomata aiutandola a rivestirsi. Ero rimasto scioccato dal dolore che aveva sentito mia sorella e in fin dei conti mi ritenevo fortunato di avere il pisello e non la passera. Se solo avessi saputo cosa mi aspettava…
– Francesca – disse il dottore – ma Stefano non vogliamo visitarlo?
– Alfredo non vorrei farti perdere tempo, ma il dottore sei tu,…
– Forza ragazzino, vai dietro il paravento e spogliati che facciamo in un attimo.
Tornai anche io vestito con il solo camicione. Anche a me furono presi altezza, peso, pressione sanguigna, palpazione della tiroide e dell’addome e per finire il dottore volle prendere visione anche del pisello.
– Però è ben dotato il ragazzino, molto più grande di tanti adulti…
Mia madre sorrideva compiaciuta e il dottore, scherzando continuò:
– Vedo che lo hai fornito di un attrezzo notevole, ci farà sfigurare quando completerà lo sviluppo! Mia madre e l’infermiera scoppiarono a ridere mentre io guardavo perplesso mia sorella che aveva preso il mio posto tenendomi per mano. Il dottore mi fece distendere per bene sul lettino e cominciò a ispezionare il pisello. Tirò indietro la pelle del prepuzio ma la manovra provocò dolore facendomi sobbalzare.
– Ahi ahi ahi! – fece il dottore – A chi devo tirare le orecchie a te Francesca o a quello scellerato di tuo marito che si è guardato bene dallo scappucciarlo?
– Scusa Alfredo,… il fatto è che li vediamo sempre come dei bambini invece crescono e te li ritrovi di colpo adolescenti. La colpa è mia avrei dovuto pensarci prima.
– Adesso rimediamo ma aiutami a tenergli ferme le gambe.
Ero in preda al panico l’infermiera mi teneva per le spalle mentre mia madre mi bloccava le gambe. Il dottore aiutandosi con una sorta di ferretto mi tirava indietro la pelle del pisello facendo uscire la punta rosa e provocandomi un dolore assurdo. Iniziai a piangere e a strillare:
– AHI! Fermi,… fermi,… mi fa maleeee!
Il dottore non si lasciò impietosire finché la cappella non venne fuori del tutto. La pelle che la ricopriva era piena di un materiale biancastro che il dottore ripulì con una garza provocandomi ulteriore dolore.
-Ecco fatto – disse – adesso può respirare!
Poi la ricoprì con la pelle e di nuovo la scappucciò. Con un piccolo bisturi incise un pezzo di pelle che la teneva ancorata alla cappella. Il dolore fu atroce. Mentre piangevo come un vitello il dottore mi fece la prima di una lunga serie di seghe che avrebbero accompagnato la mia vita.
– Francesca adesso ti prescrivo questa crema antibiotica. Dovrai mettergliela mattina e sera allenando la pelle del prepuzio. Non lasciarti intimidire e “massaggialo” per qualche minuto. E tu ragazzino stammi bene a sentire ogni volta che farai pipì devi tirare indietro la pelle del prepuzio, fare uscire la cappella e urinare. Al termine della minzione ti pulisci e ricopri la cappella con il suo cappuccio. Hai capito bene?
– No! Non lo farò mai mi fa male!
-Non ti preoccupare Alfredo a casa ci parlo io.
Prima di andare a letto mamma entrò in camera mia con il tubetto di pomata in mano, un attimo dopo Lavinia spalancando la porta del bagno venne a posizionarsi accanto a me.
– Coraggio signorino dobbiamo mettere la pomata e far prendere aria alla testolina del tuo pisello.
– No!… Non voglio!… Mi fa male quando la fai uscire!
– Ma guarda un po’ che mi tocca sentire – disse mia madre – fra qualche mese sarò io a dirti di smettere di farlo!
Mi abbassò il pigiama e le mutande e per la prima volta guardò il mio pisello con un aria che non avevo mai visto.
– Il dottore ha ragione sei fortunato a avere un pisello così grosso! Quando sarà sviluppato completamente sarà la gioia e il tormento di chissà quante ragazze!
In quel momento non diedi peso alle sue parole, mi stavo concentrando su quello che stava per farmi. Con fare deciso e mano ferma impugnò il pisello con la mano sinistra e lentamente lo scappucciò. Sarà stata la delicatezza con cui lo fece oppure il fatto che di lei non avevo paura ma lo scappucciamento avvenne senza troppo dolore. Mi dette più fastidio il contatto della garza sulla superficie del glande. Una volta ripulita per bene unse il glande con la pomata e incominciò a farmi quella che in seguito seppi chiamarsi sega.
– Non essere teso – diceva – rilassati e pensa a qualcosa di piacevole! Tu Lavinia accarezzagli la testa. Ovviamente il mio pisello per la paura rimaneva in posizione di riposo e mia madre con le dita massaggiava delicatamente il prepuzio. Continuavo a dirle di smettere e lei sorridendo rispondeva:
– Sono convinto che rimpiangerai queste parole.
Al termine della sega mia madre pulì quel poco di pomata che era finita sulla superficie del pisello e sulle palle e poi, con un gesto affettuoso dette un bacio sul pisello dicendo:
– Per oggi abbiamo finito! Rimettiamo l’uccello nel nido.
Così dicendo mi rimise mutande e pantaloni dandomi un bacio e poi vedendo Lavinia a quattro zampe sul letto con il sedere all’insù le dette uno sculaccione dicendole:
– Signorina tu sei sempre con il sedere alzato! Lo sai che le ragazze ben educate evitano queste posizioni? Poi stringendola a se la baciò toccandole il seno che stava sviluppandosi a vista d’occhio dicendo:
– Stai tranquilla che anche tu con le tette e il culetto che ti ritrovi farai perdere la testa chissà a quanti ragazzi. Ora però andatevene a letto. Buonanotte!
Lavinia entrando nel mio letto, come era solita fare, mi chiese se mi faceva male quando mamma mi massaggiava il pisello e io le risposi che dopo il dolore che avevo sentito con il dottore avevo paura. Era una sensazione strana.
– Stefano, devo confessarti una cosa – disse abbracciandomi da dietro la schiena – Quando il dottore mi ha toccato la passera dopo un po’ ho sentito un calore che ha incominciato a pervadere tutto il mio corpo, mi sentivo vibrare tutta e ho avuto la sensazione di fare la pipi. Una sensazione piacevole che ho riprovato toccandomi in mezzo alle gambe,… Non è che ti andrebbe di toccarmi?
– Che dici mai Lavinia, sono tuo fratello!
– Che sarà mai! Siamo stati nove mesi insieme nella pancia di nostra madre e da quando siamo nati che non fai altro che vedermi nuda! Poi se non faccio esperimenti con te con chi mai dovrei farli? Per esempio se mai ti capiterà di baciare una ragazza non è meglio se arrivi preparato essendoti esercitato con tua sorella? Non ti piaccio forse?
– Lavi tu sei bellissima e confesso che adesso che ti sta crescendo il seno mi è venuta voglia di toccarlo per sentire com’è fatto.
– Coraggio fratellino tocca pure, tanto sono nuda sotto il pigiama! Ho solo le mutande per via di quest’impiccio di assorbente.
Girandomi verso di lei incominciai a accarezzare il suo morbido seno da sopra il pigiama,…
-Woaoohhh! Che morbido che è!
– Non essere timido fratellino, puoi anche toccarlo da sotto,…
Misi entrambe le mani sotto il pigiama e facendola girare di schiena incominciai a stringere i seni. Pensavo di fare una cosa sporca ma in fin dei conti era lei che me lo chiedeva,…
– Piano Ste! Non stringere forte che mi fai male,…
– Scusa non l’ho fatto apposta.
– Fa niente ma continua e sfiorami delicatamente i capezzoli,… mmmhhh che meraviglia, sssiiiiii
– Lavinia sei sicura di quello che stiamo facendo,…
– Zitto e continua a strofinarmi i capezzoli, non sai che sensazione bellissima che sto provando, sto morendo dal caldo, ho bisogno di togliermi il pigiama, tu non senti caldo?
– Si sento caldo ma mi sta capitando un altra cosa,…
– Cosa?
– Il pisello si sta ingrossando e mi sta facendo male, fammelo spostare.
– Posso vederlo?
In un attimo si sfilò il pigiama restando con le tette al vento e dopo avermi abbassato pantaloni e mutande rimase a bocca aperta a guardare il pisello che nel frattempo era raddoppiato di volume e svettava con la testa di fuori tutta impomatata.
– Oddio Stefano ma che cos’hai in mezzo alle gambe! E’ diventato il doppio!
Senza chiedere il permesso lo prese in mano.
– E’ talmente grande che non riesco a tenerlo tutto in una mano.
Come lo strinse me lo fece diventare ancora più duro.
– Stefano ma è durissimo!
– Lavinia fermiamoci qui, sento tirare la pelle del cappuccio ma lei, con fare maldestro, spingendo in basso la pelle del prepuzio continuò l’opera iniziata dal dottore scappellandolo completamente.
– Ahi feci io! Mi hai fatto male.
– Scusa non volevo.
Poi preso dalla foga feci stendere Lavinia sul letto e improvvisamente la baciai sulla bocca. Lei mi guardò con i suoi grandi occhi blu e di colpo aprendo le labbra fece scivolare la lingua all’interno della bocca iniziando a giocare con la mia. Il cuore prese a battermi all’impazzata e fui pervaso da un calore che mi avvolgeva dalla punta dei piedi alla cima dei capelli. Mentre le palpavo il seno sentivo il pisello ingrossarsi ancora di più. Sentivo i battiti del suo cuore che, come il mio, premendo sull’acceleratore sembrava voler uscire dal petto. Lei afferrò con la mano il cazzo stringendolo fra le dita. Smisi di baciarla e iniziai a succhiarle i capezzoli. Come lo feci lei sospirò forte,…
– Sssiiiiii, Steee,… non puoi sapere cosa sto provando,… sei il fratello migliore del mondo!
– Non dire cazzate – dissi – sono l’unico fratello che hai!
Scoppiò a ridere e ci abbracciammo stretti stretti.
– Lavinia ricomponiamoci che se ci trova così mamma che le diciamo?
– Che stiamo facendo pratica per non risultare imbranati con i nostri futuri fidanzati!
Rimanemmo a parlare a lungo finché, come spesso accadeva, Lavinia si addormentò insieme a me.

Continua…

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