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Eravamo seduti sul divano, a guardare la tv; mia mamma “volevo parlare un pò con te” “di cosa?” “Ti vedo un pò chiuso, ultimamente, sorridi di meno, parli di meno, cosa c’è?” “Niente, mamma, tutto normale” “problemi d’amore?” Sorrisi “no, nessun problema d’amore” “non ce l’hai una ragazza?” Feci cenno di no con la testa “ecco perchè ti chiudi sempre più spesso in bagno” quella insinuazione mi lasciò perplesso. Lei attaccò ancora “lo sai che non fa bene fare quelle cosettine” “mamma, che dici, quali cose?” “Lo sai benissimo, trovati una ragazza, altrimenti passerai le tue giornate in bagno. Quando hai baciato l’ultima volta una ragazza?” Mi venne in mente l’ultimo bacio, ad una certa Teresa ma non mi ricordavo quando e questo era sintomatico del tempo trascorso “non mi ricordo più” le risposi. “Quindi non sai più se ti piace baciare?” “Si che mi piace, anche se è da tanto che non lo faccio”. Si alzò e se ne andò in cucina con un “mi raccomando”; la questione, per il momento, finì lì. Dopo qualche giorno dovevo uscire per andare in città, per iscrivermi al secondo anno di università, stavo per uscire e prendere l’auto. La salutai con un ciao ma lei mi chiamò “beh, così si saluta?”. Aveva ragione, in genere le davo un bacio sulla guancia, per salutarla; tornai indietro e glielo diedi. Mi chiamò di nuovo “dammi un bacio sulle labbra” mi disse. Io fui sorpreso da quella richiesta “su, sulle labbra?” “Si, non dobbiamo baciarci come marito e moglie, un bacio veloce, così ti ricordi come sono le labbra di una donna” concluse. Io tentennai ancora e lei “cos’è, ti fa schifo baciare tua mamma?” “No, no” balbettai “allora pensa come se io fossi una tua fidanzatina e mi dovessi darmi un bacetto fugace. Dai, forza che non è niente e poi devi andare, sbrigati” mi avvicinai, timidamente e ci baciammo, uno schiocco veloce di labbra e basta “naturalmente rimarrà un nostro segreto, quando sarà possibile bacerai così la tua fidanzatina, va bene?” Annuì e uscì. Nei giorni successivi non ci furono altre occasioni, fino a quando non ci trovammo, da soli, al piano di sopra, nella sua camera da letto, mio padre e mio fratello erano in giro. “Ehi, la tua fidanzatina non la saluti da tanto” insinuò “vieni qua, che siamo soli e voglio sbaciucchiarti” “mamma, dai!” “Cos’è, dopo tanti giorni non senti la necessità di dare un bacetto alla tua fidanzatina?” domandò mentre si avvicinava. Senza ulteriore preavviso mi baciò sulle labbra, velocemente “ecco, hai visto? Se vuoo te ne do un altro, anzi uno per ogni giorno che non ci siamo baciati” e iniziò a darmi dei baci ripetuti e brevi, fino all’ultimo.che mi diede che fu abbastanza lungo: rimanemmo incollati con le labbra per almeno dieci secondi: avvertivo la morbidezza delle sue labbra,mia mamma che mi baciava sulle labbra era una cosa eccitante. Ci fu un’altra pausa nei giorni successivi, ci baciammo fugacemente solo una volta, fino a quando non andammo in campagna a raccogliere qualcosa. Ci sorprese un forte acquazzone e ci rifugiammo nella nostra casetta. Mentre attendevamo che la pioggia diminuisse per metterci in auto, eravamo tutti e due incollati alla finestra a fissare la pioggia; ci guardammo e lei mi baciò ” hai visto che tempo? Abbracciami, fa un pò freddo. La abbracciai e ci trovammo di fronte “allora, ti piacciono i bacini della tua fidanzatina?” “Si, certo, mamma” lei sorrise ” allora, che aspetti a trovartene una vera?” ” beh, vediamo” le risposi mentre eravamo ancora abbracciati. Mi baciò di nuovo e poi ancora ma sempre quei baci brevi e schioccanti, poi me ne diede tre ravvicinati tra loro e io, eccitato come ero.allungai la mia mano sul suo seno, sulla camicetta, per essere più precisi. Lei rimase sorpresa “no, che fai? No, no, no” ripetè “il nostro è solo un gioco, sono tua mamma”. Tolsi la mano e le chiesi scusa “forse è meglio che questa cosa finisca qua” concluse lei ” andiamo a casa, adesso”. E la questione sembrò finire lì veramente; non successe altro per almeno dieci giorni. Un pomeriggio eravamo.da soli a casa, io e lei. Mi chiamò. Era seduta sul divano, di fronte al caminetto acceso “siediti” mi disse ” non so perchè lo faccio nè perchè il cervello mi dice così o forse lo so, insomma, non lo so”. Non riuscivo a capire cosa stesse dicendo. Lei sorrise ma sembrava pensare a qualcosa ” se vuoi puoi baciarmi ancora” disse e io la.interruppi, quasi ” mamma, non ti…” fu lei a interrompermi ” ” fammi finire: dicevo, se vuoi mi puoi baciare ancora, in fondo era bello e noi abbiamo avuto sempre un rapporto bello. E poi a me mancano molto le coccole” la.osservavo, mentre parlava “mamma, non è necessario, se lo fai per me” “no, lo faccio anche per me, ti ripeto, amo le coccole, non è che ne riceva tante da chi sai tu…le tua coccole poi mi piacciono, sei molto dolce e poi” sospese e tirò un bel sospiro “e poi, se vuoi, puoi anche toccarmi un pò ma solo superficialmente” io rimasi tramortito, quasi, da quella affermazione, mi sentivo le guance andare a fuoco, non capivo se quelle sue parole le avevo appena sentite o le avevo solo sognate. Lei se ne accorse “hai sentito, o no?” ” si, ma” “ma niente, vuoi baciarmi o no? Lo abbiamo già fatto e il resto te lo consento superficialmente, bada, perchè ho visto che hai l’istinto a farlo quando mi baci, no ti voglio frenare del tutto”. Seguì qualche lungo attimo di silenzio “deciditi prima che arrivino tuo padre e tuo fratello, se mi vuoi baciare adesso, altrimenti chissà quando se ne parlerà”. Mi avvicinai lentamente, ero un misto di eccitazione e timidezza. Appoggiai le mie labbra alle sue e poi feci marcia indietro “guarda che mi puoi baciare con calma, se mintocchi un pò, che fai, togli la mano ogni secondo?”. Ci baciammo di nuovo, le labbra si sfioravano morbidamente; dopo qualche secondo lei attaccò “toccami, addormentato” allungai la mano sulla sua camicia e toccai il seno, per meglio dire la camicia che copriva il seno. Poi lei afferrò l’altra mano e se la poggiò sulla gonna, sopra la coscia. Poi si alzò la gonna, quasi fino alle mutande ” le gambe le puoi toccare” mi disse. Iniziai a sfiorargliele e a palparle: erano lisce e sode, grosse ma non troppo, molto sensuali. Azzardai un tocco al fianco, sempre direttamente e poi, visto che non diceva niente, iniziai anche a palpare il culo; sentivo nella mano un bel culone ed ero eccitato. Smise un attimo di baciarmi, mi fissò e poi continuò a baciarmi, sempre e solo con le labbra, senza lingua. Dopo un pò disse “ehi, c’è anche qualcosa davanti, se ti va, ma solo sopra le mutandine, non toccare direttamente” io annuì e infilai la mano tra le sue cosce. Mano a mano che mi avv8cinavo alla sua…patata avvertivo un bel calore; iniziai a carezzarla da sopra le mutande, lei emise un sospiro e poi un altro “adesso basta, smettiamola” disse, alzandosi e aggiustando la gonna e poi la camicetta. Il giorno dopo la sorpresi a lavare i piatti, eravamo da soli e ne approfittai; mi piazzai dietro di lei e, dopo averle alzato la gonna, iniziai a toccarla, prima sul culo, poi feci scivolare la mano sul fianco e quindi sulla parte davanti. Con l’altra le toccavo il seno; tentai un blitz dentro le mutande, feci in tempo a infilarle un dito dentro la figa morbidissima e calda ma lei protestò “no, togli subito la mano, togli subito la mano” aveva un tono imperativo, levai immediatamente la mano, le diedi un bacio e me ne andai. Per qualche giorno riuscimmo solo a scambiare qualche bacio, fino a quando non capitò che mio padre decise di partire qualche giorno per andare a trovare un parente, mentre mio fratello era in città, all’università. Io, siccome non avevo obblighi di seguire le lezioni, rimasi a casa. Fino alla sera tardi ci fecero compagnia altri parenti poi, quando se ne andarono, ci preparammo per andare a dormire. Lei era in bagno, sentivo l’acqua della doccia; io infilai il pigiama e mi coricai nel mio lettino. Ad un certo punto lei entrò nella mia stanza, mi prese un colpo: era completamente nuda, davanti a me. “Se qualcuno vue dormire con me…” disse e si voltò per andarsene. Anche quella scena mi fece venire dei dubbi se mai fosse stata reale o frutto delle mie fantasie. Mi alzai e, incerto, mi avviai verso la sua stanza. Lei era in piedi, sempre nuda, solo dei sandali con un tacco non molto alto. Mi avvicinai e iniziammo a baciarci, con veemenza. Allungai le mani sul suo culo, iniziai a leccargli i capezzoli del suo seno che pensavo bello e che avevo scoperto meraviglioso, spettacolare, direi. Poi infilai la mano e le toccai la figa che pensavo più pelosa ma che era pure quella, bellissima. Nuda aveva un pò di pancia ma non stonava con quel seno prosperoso, quelle gambe sode e liscie e, lo vidi quando si girò.per andare sul letto, un culone con una forma bellissima. Mi spogliai pure io e mi buttai sul letto, iniziai a leccarle la figa, mi perdevo tra le sue gambe e quel calore eccitante. Si girò iniziò a leccarmi pure lei, mise in bocca il mio cazzo, ansimavamo tutti e due. Dopo qualche minuto mi posizionai sopra di lei e la penetrai. Ero eccitatissimo, poche volte avevo avvertito il mio attrezzo così turgido; era sicuramente il fatto di farlo proprio con lei ed anche il fatto che fosse così sensuale. Le leccavo il seno, la tenevo per i fianchi mentre le penetravo e lei emetteva continui gemiti. Quella notte lo facemmo tre volte, non dormimmo quasi per niente, tanto era l’eccitazione: alla pecorina era spettacolare, fissavo quel bel culone e quelle natiche che sbattevano sui miei fianchi, quando la penetravo. Poi si posizionò sopra di me e, allora fu veramente uno spettacolo vederla muoversi sopra di me, con il seno che ballava e io che la tenevo per i fianchi o per quel bellissimo fondoschiena che aveva. La mattina, quando ci alzammo, non commentammo, nessuno dei due forse non ne avevamo nemmeno la forza.

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