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Eravamo all’università, io e mio fratello e abitavamo, da soli, in un piccolo appartamento. Non avevamo un bel rapporto, lui era sempre scontroso, un carattere un pò chiuso e io, molte volte, non reagivo alle cose per non litigare. Quando lui non c’era sfogavo un pò la mia indole gay, a volte anche travestendomi con due cosette che avevo comprato di nascosto e che tenevo sotto il materasso. Lo facevo quando lui era a lezione o, più liberamente, quando lui rimaneva al paese e non veniva proprio a stare lì per seguire le lezioni. Mindivertivo a osservarmi allo specchio, da travestito e qualche volta giocavo con qualche ortaggio che mi dava un pò di piacere. Un giorno, dopo che mi aveva fatto arrabbiare per l’ennesima volta, senza che reagissi, decisi che gli dovevo fare qualcosa per farlo un pò cambiare nei miei confronti. Questo intento e le mie voglie da gay represse mi fecero venire un’idea: avrei tentato di sedurlo. Certo, sarebbe stato molto difficile e arduo, era mio fratello e non sapevo nemmeno se avesse certe inclinazioni. Ma ero abbastanza risoluto da tentare. Iniziai con scenette, per così dire, blande e che sembrassero casuali, tipo fare la doccia con la porta aperta o vestirmi davanti a lui e fargli notare sempre il mio bel culo depilato. Lui sembrava quasi impassibile, almeno non notai atteggiamenti diversi. Mi ricordai di avere una canottiera che mi stava molto lunga e che non mettevo quasi mai ma, siccome volevo stare in un certo modo davanti a lui, la indossai: mi guardai allo specchio, sembrava tipo una vestina e mi stava aderente quanto bastava per far vedere le forme del mio culo. Mangiammo insieme, io che indossavo quella canottiera, senza niente sotto, lui lavò i piatti e mi trovò già sul divanetto a due piazze a guardare la tv. Avevo le gambe conserte ma sembravo avere la gonna, per come mi stava quella canottiera. C’era solo la luce della tv nella stanza e le gambe sembravano molto più belle in quel chiaroscuro. Si sedette accanto a me “ma che ti metti la gonna, adesso?” mi domandò. Me lo chiese con il suo solito tono scontroso che sembrava non dare alcuna speranza “no, è che ho lavato il pigiama e non ne ho altri in cambio. Non disse più niente e continuammo a guardare la tv. Io ne approfittai per mettermi dapprima di fianco sul divano, con le gambe poggiate sul divano e rivolte verso di lui, poi cambiai posizione e le accavallai, come fanno le donne. Me le guardavo, sembravano sexy, almeno per me. Lui era impassibile. Finì con un nulla di fatto. La sera successiva, dopo mangiato, ci sedemmo di nuovo sul divano, a guardare la tv; avevo il pigiama e, se devo dire tutta la verità, stavo per rassegnarmi a non insistere: o non gli piacevo o lo frenava il fatto di essere fratelli oppure non aveva certe inclinazioni. Dopo un pò si voltò verso di me e “stasera niente gonnellina?” domandò. La domanda mi colse di sorpresa, il cuore mi batteva improvvisamente forte “no” balbettai “ho lavato il pigiama e l’ho messo. Colsi la palla al balzo e attaccai “perchè, ti è rimasta impressa la cosa?”. Stranamente fece una battuta “avevi belle cosce” mi disse. Avvertì una vampata di calore sulle gote ma cercai di restare calmo. “Grazie del complimento” gli dissi. Finì così e non successe niente per vari giorni. La settimana successiva pensai di ripetere la scena della canottiera. Stavolta era lui già seduto sul divano; mi osservò quando entrai nella stanza “pigiama lavato” dissi io, come se dovessi giustificarmi. Accavallai le gambe, mettendole bene in vista. “Così, al buio, sembri avere le gambe di una donna” mi disse “si, mi sembrano belle. Prova un pò a toccarle” “come, a toccarle?” “giusto perchè le ho depilate, per farti vedere come sono lisce” “come, depilate” “si, mi dava fastidio avere un pelo qua e uno là, non ho molti peli e allora via, li ho tolti” lui me le guardava “tocca un pò” insistetti. Lui allungò la mano e iniziò a toccare la parte vicinonal ginocchio “lì stai toccando l’osso” glindissi ” tocca sulla coscia, sembrano più lisce lì”. Fece scivolare la mano e mi carezzò la coscia. “Allora?” chiesi “allora, cosa?” “Ti piace toccarla, a me si” “a te si cosa, che ti piace?” “Si, mi piace come la tocchi, puoi continuare?” Non disse niente, continuò a carezzare la gamba. Dopo un pò accavallai l’altra gamba “e adesso toccami quest’altra” gli dissi. Iniziò a carezzare anche la gamba destra e lo fece per qualche minuto. Innpratica eravamo incollati, per poco non ero sopra di lui “ti piace, fammi vedere se ha provocato effetti collaterali” gli dissi sorridendo e allungai la mano sul suo pigiama, nella zona del suo cazzo “cosa fai?” chiese, sorpreso. Feci in tempo a toccare, aveva una erezione “siii” sussurrai “ti piaceeee” e continuai a toccare, sfiorando i pantaloncini del pigiama. “Che fai, smettila” mi esortò, mentre anche lui continuava a carezzare la mia gamba. “Fammi vedere” gli dissi “cosa?” Non gli risposi e tentai di abbassargli i pantaloncini. Spuntò il suo cazzo, eretto. Ci guardammo un attimo e iniziai a toccargli il cazzo. Lui disse “no, smettila” ma li fece mentre chiudeva gli occhi e appoggiava la testa sul divano. Io continuai a toccarglielo, sempre con più convinzione. Dopo poco lui venne, copiosamente. Senza aggiungere altro, andammo a dormire. Il pomeriggio seguente eravamo tutti e due a casa, ognuno a studiare per conto proprio. Dopo qualche ora sentì la tv accesa. Pensai di andare nella camera da letto, spostai il materasso e indossai quella sottoveste che avevo nascosto. Ero molto emozionato, diedi uno sguardo veloce allo specchio e mi avviai verso la saletta della tv, con le gambe che mi tremavano. Entrai e lui si voltò, molto sorpreso di vedermi vestito in quel modo. Mi sedette accanto a lui e dopo un pò allungai la mano sopra i suoi pantaloni, iniziando a massaggiare la zona del suo cazzo. Non disse niente e allora mi misi a cavalcioni sopra di lui e inziai a baciarlo sul collo e poi, visto che non si opponeva, sulle labbra. Iniziò anche lui a toccarmi, prima le gambe e poi il culo. Gli slacciai i pantaloni e iniziai a leccargli il cazzo, poi lo misi in bocca, lo osservai mentre lo facevo, sembrava piacergli e molto. Dopo poco tempo mi inginocchiai sul divano e lui si posizionò dietro e iniziò a penetrarmi. Come mi piaceva e penso pure a lui, perchè lo sentivo ansimare. Mi venne dentro, continuando a muoversi. Lo fecimo quasi tutti i giorni, nei giorni successivi ed anche oggi lo facciamo, con molta complicità.

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