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L’ Estate – Capitolo 16 – L’ estate se ne va

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Zia non sospettò assolutamente nulla. Le ragazze,nei giorni successivi, ebbero nei confronti di Zio Franco il più neutrale dei comportamenti possibili. La sera successiva Sara e Claudia parlarono brevemente di quello che era accaduto, Claudia ebbe paura che la cosa potesse in qualche modo saltar fuori ma Sara la rassicurò, le disse che nessuno avrebbe mai saputo nulla perché nessuno ne avrebbe tratto un giovamento. Era un segreto che avrebbero tenuto nascosto e le cose sarebbe andate avanti come se nulla fosse successo.
Vi era però un leggero imbarazzo quando tutti e tre si trovavano nella stessa stanza, e questo capitava in particolare a cena e quando zio Franco rientrava dal lavoro.
Era ovviamente una situazione palesemente diversa da quella che avevano vissuto col gestore del bar: non avrebbero più rivisto quell’uomo mentre con zio Franco condividevano la casa e molte delle attività giornaliere.
Da un certo punto di vista era una fortuna che di lì a poco sarebbero tornate a Torino. Sarebbe potuto succedere altro e in Sara continuavano a combattere due stati d’animo ben differenti: da una parte pensava che si fossero spinte troppo in là, soprattutto per il fatto che zio non era uno sconosciuto ma un parente, seppur alla lontana, di Claudia, dall’altro lato qualcosa invece la spingeva quasi ad osare di più, quel rapporto orale clandestino l’aveva eccitata tremendamente, succhiare il cazzo di Franco assieme all’amica era stata un’esperienza bellissima,eccitante e,soprattutto, trasgressiva. Era quello, la trasgressione, che l’attirava maggiormente. Far godere gli uomini solo per il gusto di farlo eccitava anche lei, e il sapere che stava commettendo qualcosa che la morale comune stigmatizzava rendeva il tutto ancora più intrigante. Quell’estate le aveva spalancato delle porte che non pensava neanche di poter aprire.
Anche Zio Franco viveva una situazione particolare. Non considerava quello come un vero e proprio tradimento, ma solo come un’opportunità che non poteva non essere colta. Eppure qualche senso di colpa cominciò ad attanagliarlo. Cercò di evitare quanto più possibile le ragazze,cercando sempre una scusa per non farsi trovare assieme a loro. Ma ogni volta che le vedeva il pensiero andava a quella notte, le rivedeva strusciarsi sulle sue cosce, passarsi il suo cazzo come due brave amichette. Rivedeva i loro sguardi eccitati mentre si faceva una sega e le riempiva le tette di sborra.
Ovviamente non sospettava minimamente che le due giovani si erano già date da fare in paese….pensava che la loro fosse stata una trasgressione isolata e lui il solo fortunato beneficiario.
Se solo avesse avuto più tempo… fu quello l’unico rimpianto di Franco. La sola idea di scoparle entrambe,sbatterne una mentre l’altra guardava…gli faceva venire le vertigini.

Venne così il pomeriggio della partenza senza altri eventi di rilievo. Il treno era fissato per metà pomeriggio e,dopo pranzo, zia decise che le avrebbero accompagnate loro in macchina.
Le due ragazze si misero dunque a preparare i bagagli mentre zia terminava di pulire la cucina.
”Ragazze, mezz’oretta/ 40 minuti ed usciamo. Ce la fate a preparare tutto?” si preoccupò zia.
“Si zia,certamente, saliamo subito a finire le ultime cose” le rispose Claudia. Ed entrambe salirono nella loro camera.
Zio Franco, intanto, deluso dall’imminente partenza delle due giovani, si diresse verso il bagno al pian terreno avvertendo la moglie che avrebbe fatto una velocissima doccia.
Sara, attardatasi sulle scale, sentì tutto. Sapeva dunque che lo zio sarebbe stato in bagno per almeno una ventina di minuti.
In camera Sara fece tutto alla massima velocità tanto che Claudia, guardandola, le disse:” Ma che hai? Sembri una che sta per perdere un aereo!”.
”Voglio preparare tutto e poi rilassarmi un attimo” le rispose Sara, con tono neutro.
”Ok” rispose Claudia “Io però devo ancora terminare”.
Sara chiuse la sua valigia, guardò nei cassetti per capire se avesse dimenticato qualcosa e poi disse a Claudia:” Bè, io ho finito. Qui ti sono d’intralcio, ti aspetto giù!”
”Va bene, 10 minuti e scendo anche io”.
Claudia non sospettava minimamente cosa avesse in mente l’amica, ma Sara si era già messa in testa una certa idea, e non voleva assolutamente insospettire l’amica.
Afferrò la valigia e si diresse verso le scale, le scese, appoggiò la valigia nell’ingresso e poi, cautamente, si affacciò sulla cucina. Vide zia ancora intenta a sparecchiare e riassettare tutto, tutta concentrata in quell’attività.
Assicuratasi che zia sarebbe stata in cucina per un po’ di tempo, Sara prese coraggio e si avviò verso il bagno. Qualcosa a cui non sapeva resistere la trascinava in quella situazione. Si fermò di fronte alla porta, il cuore che le batteva forte, e, attraverso la porta finestra, intravide una sagoma,il corpo dello zio, in piedi davanti al lavandino. Fece un forte respiro e,facendo finta di nulla, aprì di scatto la porta. Zio,nel sentire la porta aprirsi , si girò immediatamente verso l’entrata. Sara,come una grande attrice, simulò un moto di sorpresa, mettendosi la mano di fronte alla bocca aperta.
Zio era in piedi di fronte alla specchio, nudo eccetto un paio di slip stretti.
Sara lo guardò e si scusò,prontissima:”Scusami, stavo preparando la valigia e mi sono accorta di aver dimenticato il beauty lì sul lavandino. Vado via” gli disse Sara un po’ impacciata. Era la prima volta che osava una cosa del genere. Zio Franco,ripresosi dalla sorpresa, la guardò senza coprirsi.
”Non ti preoccupare…è forse questo?”indicando il beauty sulla mensolina di fianco al lavandino.
”Si,è proprio quello” rispose Sara, rimanendo immobile.
”Vieni pure a prenderlo, non c’è problema” le disse Franco.
Sara accostò la porta dietro di lei e si avvicinò timidamente, Franco la guardava venire verso di lui.
A pochi passo dallo zio Sara lo guardò prima in faccia e poi i suoi occhi caddero sugli slip, sempre gonfi e pieni. Voleva a tutti i costi che Franco pensasse che la sua visita fosse del tutto casuale, quando invece Sara non vedeva l’ora di poter stare da sola con lui e con il suo uccello ancora una volta.
Sara prese il beauty in mano e gli disse:” Grazie mille per l’ospitalità”
”Di nulla Sara. E poi mi sembra vi siate sdebitate bene l’altra notte” osò dire Franco, attendendo la reazione della ragazza, la quale arrossì un poco e abbozzò un sorriso impacciato, mentre lo sguardo le cadde ancora sugli slip di Franco. Non riusciva a non guardarli.
Zio Franco se ne accorse. Guardò l’ora sull’orologio a muro e,sebbene conscio del rischio della situazione, buttò lì un’audace frase a Sara, stupendosi che fosse proprio lui a fare quel genere di domanda.
”Magari hai voglia di sdebitarti ancora un pochino” le disse, guardandola negli occhi.
Sara assunse la sua studiata posa da innocente ragazzina, e fece un leggero cenno di assenso con la testa.
Franco non se lo fece ripetere due volte, dall’esperienza della famosa notte non aspettava altro che quello. Prese la manina di Sara e se la pose sul pacco. La ragazza cominciò a massaggiare lentamente ,sentendo il cazzo dello zio crescere a dismisura sotto la sua mano. Sentì l’asta diventare sempre più grossa e stringere contro gli slip. Anche lei, dalla notte scorsa, non vedeva l’ora di poter giocare ancora con quell’uccello. Ma la situazione era rischiosa e il tempo a disposizione pochissimo. Perciò Franco si abbassò gli slip guardando Sara, il cui sguardo era magnetizzato dal pacco dello zio. Sara lo vide grosso e duro, in completa erezione, appoggiato quasi sul bordo del basso lavandino.
Lo impugnò con la sua mano e iniziò a segare,eccitatissima. Zio Franco le guardava il viso dolce, impegnato in quell’eccitante operazione e non fece nulla, rimase immobile mentre Sara continuava a segare. Le mise una mano sul culetto mentre Sara gli scappellava il cazzo, prima con movimenti lenti, poi sempre più veloci.
Ogni tanto Sara scendeva con la mano sulle palle dello zio, palpeggiandole brevemente, e poi tornava sopra, a segare. Sentiva la mano piena quando afferrava il cazzo dello zio. Zio gemeva pianissimo, aveva paura che sua moglie potesse chiamarlo da un momento all’altro eppure avrebbe corso anche il più grande rischio del mondo pur di farsi fare un’altra sega da una fighetta come quella.
Sara era eccitatissima dalla trasgressione della situazione, zia nell’altra stanza che non sospettava nulla e Claudia, anch’essa ignara, di sopra a preparare la valigia mentre lei era tutta presa a sdebitarsi con lo zietto per l’ospitalità.
Ma più il tempo passava più il rischio aumentava, non avevano tempo per altro così Sara pose quasi in posizione orizzontale sul lavandino il cazzo di zio Franco e iniziò a segare sempre più veloce, guardandolo negli occhi.
”Brava piccola, continua così che manca poco” le disse Franco accarezzandole la testa. Sara annuì e cominciò a segare ancora più velocemente.
”Così, si, brava, fammi sborrare” le disse zio quasi in estasi. Sara sentì poi un sussulto e vide il cazzo di Franco iniziare a sborrare. Diminuì l’intensità della mano mentre altri schizzi di sborra ricaddero violenti nel lavandino, sul miscelatore dell’acqua, alcuni vennero inghiottiti dal lavandino,altri si arrestarono a metà della corsa, sulla superficie del lavandino. Sara eccitatissima osservò lo sperma denso e caldo dello zio imbrattare il lavandino e continuò a segare lentamente, osservando le ultime gocce che dalla cappella scivolavano sulla ceramica. Poche cose la eccitavano come vedere quei copiosi getti di sborra esplodere grazie al suo intervento, si sentiva contemporaneamente sottomessa al volere dell’uomo e padrona della situazione. Era lei che decideva quando,era lui che decideva come.
Sara si ritrasse osservando ancora gli schizzi di sperma che imbrattavano il lavandino mentre Zio Franco, ormai con le palle svuotate, si ritirò su gli slip.
Passò le mani nei capelli della giovane e la ringraziò:”Grazie piccola, ora ti sei sdebitata per tutto” le disse sorridendole.
Sara gli sorrise, afferrò il suo beauty e usci di corsa dal bagno, sedendosi sul divano davanti alla tv come se nulla fosse.
Zio Franco la vide uscire dal bagno, quel culetto conturbante che si muoveva di fronte a lui, le tettine che sobbalzavano, e poi si rivestì proprio nel momento in cui sua moglie chiamava tutti a raccolta per andare.
”Io sono già qui” disse Sara mentre Claudia scendeva col suo valigione dalle scale.
”Bene,possiamo andare. Franco ci sei?” urlò la moglie al marito.
Franco arrivò, ancora lievemente rosso in volto e, dopo aver scambiato uno sguardo d’intesa con Sara, disse:” Pronto! Possiamo andare”.

In stazione zia quasi pianse per la commozione, fece promettere a Claudia che sarebbe tornata a trovarli preso e abbracciò con calore Sara.
Poi le due ragazze abbracciarono lo zio scambiandosi sguardi complici e promisero che sarebbero tornate presto.
Zio,ancora scosso da quanto Sara gli aveva regalato poco prima, fu molto silenzioso. Pensò che quelle due gli sarebbero mancate molto.
Salirono sul treno e,dal finestrino, lanciarono gli ultimi saluti agli zii mentre il treno lentamente lasciava la stazione.

Era stata per entrambe una vacanza densa di avvenimenti e di esperienze nuove e conturbanti. Sara,pensierosa, riflettè sul fatto che avvenimenti come quelli del campeggio si erano ripetuti di nuovo. Nonostante dopo il campeggio si fosse ripromessa che quelle sarebbero rimaste esperienze limitate a quella vacanza, si rese conto che invece ci era ricascata subito, come se fossero cose di cui non poteva più fare a meno.
Che avrebbero pensato i suoi se lo avessero scoperto? Come l’avrebbero giudicata?

Guardò Claudia, persa anch’essa in chissà quali pensieri e sentì quasi una punta di dolore nel pensare che in fondo era stata lei a portarla su quella che sembrava essere una cattiva strada. Aveva contribuito a farle scoprire piaceri finora sconosciuti,e fantasie così trasgressive, forse facendole smarrire quell’innocenza, quell’ingenuità che tanto aveva ammirato nell’amica e che l’avevano sempre contraddistinta.
Affidavano così i loro segreti e i loro pensieri alla montagna, sicure che sarebbero stati al sicuro, e tornarono in città,pronte però per un autunno che si presenterà,come vedremo, ancora più denso di nuove eccitanti scoperte.

Questo racconto è opera di fantasia. Tutti i personaggi,gli episodi e le battute di dialogo sono da intendersi come del tutto immaginari. Niente di ciò che è narrato è da alludere a persone,cose o situazioni reali.
Per commenti o consigli scrivere a : psychedelicat1@yahoo.it

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