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L’ Estate – Capitolo 3 – Nuove scoperte

La mattina successiva trascorse in totale relax e,appena dopo pranzo, Sara disse a mamma che non aveva alcuna voglia di venire a Grosseto. Aveva cominciato a prendere seriamente il sole e non aveva intenzione di perdere un pomeriggio intero di tintarella.
”Va bene, se vuoi puoi rimanere qui. Tanto non staremo via molto,saremo di ritorno verso le 18,le 19 al massimo”
”Va bene. Grazie mamma” e ne approfittò per schioccarle un grosso bacione sulla guancia.
”Stai attenta in spiaggia, e,se fai il bagno, non allontanarti troppo” le raccomandò papà,come sempre apprensivo quando si trattava di Sara.
”Contaci papà. Sarò attentissima! “ promise Sara.
I suoi,con Christian, partirono subito dopo pranzo e Sara si accertò di quanti soldi disponesse. Non molti, rimuginò tra sé , ma se avesse trovato qualcosa che le piaceva davvero lo avrebbe comprato coi suoi risparmi,senza chiedere nulla a papà. Le piaceva spendere oculatamente i soldi che teneva da parte,voleva sempre mostrarsi molto responsabile e seria senza pesare troppo sui suoi.
Si preparò per l’appuntamento con Roberto, e indossò un perizomino azzurro con un reggiseno dello stesso colore, una canottierina stretta nera , infradito e un paio di pantaloncini da mare.
Chiuse la tenda e si avviò al bar.
Roberto l’attendeva al bancone mentre sorseggiava una birra.
”Oh buongiorno signorina Sara” la salutò allegramente Roberto, guardandole la scollatura e le gambe.
”Buongiorno” salutò Sara.
”La mia piazzola è poco distante. Sono solo pochi passi”.
Si avviarono dalla parte opposta in cui lei era accampata coi suoi e dopo pochi minuti di camminata,durante i quali parlarono del più e del meno, entrarono nella prima parte della pineta, dove molte tende erano piantate l’una vicina alle altre.
”Siamo un po’ stretti qui” disse Roberto “ Ma si sta benissimo. La pineta crea un incredibile riparo dalla calura”
La piazzola di Roberto era orentata dalla parte opposta rispetto alle altre e proprio di fronte vi era un fitto muro di pini. Difficilmente qualcuno avrebbe potuto vedere chi entrava nella tenda, il posto era molto riservato e al riparo da sguardi indiscreti.
”Vieni vieni ,fa come se fossi a casa tua” le disse gentilmente Roberto.
Sara entrò nella tenda, quasi più grande della loro e sicuramente più moderna. Sembrava un vero e proprio appartamento. All’interno non c’era nessuno,il silenzio era totale , si sentivano solo in lontananza le cicale,con il loro conciliante frinire.
Captando ciò che potesse pensare Sara, Roberto non perse tempo:”Mia moglie ha pensato bene di fare un giro a Orbetello. Sai, è fissata con lo shopping e deve assolutamente vedere tutti i negozi di qualsiasi posto in cui vada! “ esclamò ridendo Roberto.
Sara sorrise educatamente ma l’assenza della moglie le mise addosso una strana agitazione. Poi si sedette su una piccola sedia.
”Allora, i tuoi sono andati in gita a Grosseto?” si interessò subito Roberto.
”Si” rispose Sara “ sono partiti mezz’ora fa”.
”Bene bene, è una città che in realtà non ha nulla di veramente particolare ma un giro lo si fa sempre volentieri” le confidò Roberto.
Sara annuì, impaziente di vedere i vestiti.
”Allora” esordì Roberto, che indossava dei morbidi ma aderentissimi pantaloni di lino e una camicia a maniche corte “come ti dicevo ho qui un piccolo campionario di vestiti. Ho pochi capi, una taglia per tipo. A cosa eri interessata particolarmente?” le chiese in tono professionale.
”Veramente non so di preciso” disse Sara.
”Qualcosa per la scuola immagino” chiese l’uomo.
”Bè si anche. Però mi servirebbe anche qualcosa per fine estate,quando tornerò a Torino” le rispose Sara.
”Ok, ho capito il genere. Vediamo…potrei farti vedere qualche leggings, che vanno bene per qualsiasi occasione,dei pantaloncini da città,comodi ma anche eleganti, delle gonnelline, che magari possono funzionare meglio per la sera e camicette e canottierine. Che dici? Può bastare come inizio?”
”Si, è proprio quello che stavo cercando” disse Sara entusiasta.
Roberto iniziò ad armeggiare con un capiente bauletto e ne tirò fuori diversi capi di abbigliamento.
”Allora, proviamo qualche leggings?”.
” Va bene “ rispose Sara e ne scelse due tipi da quelli che le propose Roberto. “Proverei questi qui”.
”Certamente, quelli che vuoi” sorrise Roberto. “Puoi andare a provarli di là” le disse,indicando un piccolo angolo della tenda nascosto da un separè.
”Va bene, grazie mille” disse Sara avviandosi coi suoi vestiti.
Roberto si accomodò su una sedia aspettando che Sara si cambiasse.
Dopo qualche secondo ,non sentendola trafficare, le disse:” Tutto ok? Come vanno?”
”Credo bene” rispose Sara, che dopo un attimo di titubanza fece notare l’assenza di uno specchio.
”Accidenti” disse trasalendo Roberto “ Hai ragione! Non abbiamo specchi qui!”
”Purtroppo così non riesco a valutare bene ” rispose Sara, che intanto aveva indossato il primo paio di leggings.
”Se ti va posso darti un parere io. E’ il mio lavoro, ho acquisito una certa esperienza”disse affabilmente Roberto.
Sara rimase un attimo interdetta ma pensò che in fondo avesse ragione, se non sapeva lui come stava un capo di abbigliamento chi lo doveva sapere? Così uscì timidamente dall’angolino riparato e si mise davanti a Roberto.
”Vediamo..” disse Roberto “ Mi sembra ti stiano bene” disse Roberto.
”Mi sembrano un po’ stretti, tirano leggermente” gli disse Sara, che trovava quel tipo di leggings bellissimi e già era delusa del fatto che non le calzassero alla perfezione.
” Non mi pare” disse l’uomo “ Girati un po’ che vediamo come stanno di spalle”.
Sara si girò,Roberto sembrava davvero professionale e competente. Spesso nei negozi le commesse erano frettolose e sgarbate, lui invece sembrava molto attento.
Le fissò prima il culetto,poi le disse di girarsi, e rimase a contemplare lo splendido triangolino della fighetta, messo in risalto dai leggings ,e allargò impercettibilmente le gambe. Sentì subito qualcosa risvegliarsi sotto i pantaloni , quel sederino ne era la prima causa e cominciò a fare fatica a tenere le gambe attaccate l’una all’altra.
”Oddio, ti stanno benissimo” le disse Roberto “mi sembra la misura perfetta”.
”Dice?” chiese Sara dubbiosa, cerando di guardarsi il sedere con la coda dell’occhio.
Roberto osservò le rotonde chiappette di Sara, che i leggings fasciavano perfettamente. Intravide la linea del perizoma, che in fondo si allargava a contenere la fighetta leggermente pronunciata di Sara.
”Si ,sono perfetti” disse Roberto, che sentiva il cazzo stringergli nei pantaloni.

“Li mettiamo da parte,visto che questi ti vanno a meraviglia”.
Roberto , che dalla sua aveva grande esperienza, si rese subito conto che la ragazza mostrava quell’ingenuità tipica della sua età ma nel contempo vi era in lei un lato profondamente curioso. Mancava ancora poco per conquistare definitivamente la sua fiducia e Roberto decise dunque di continuare con la massima cautela possibile, un solo errore,una richiesta troppo esplicita avrebbero potuto insospettirla e rovinare ogni cosa.
”Adesso scegli pure tu quello che ti va di provare” le disse sorridendo Roberto.

Sara cominciò a rovistare nel bauletto delle meraviglie ed,come un coniglio da un cilindro, ne estrasse una meravigliosa gonnellina blu, di quelle che arrivano appena sopra metà coscia, leggermente aperte e svolazzanti. Le adorava e a casa ne aveva una simile ma ormai era quasi logora e cominciava starle davvero stretta sui fianchi, che crescendo le si erano accentuati.
”Questa è bellissima” disse rivolta a Roberto con un dolcissimo sorriso stampato sul volto.

“Bè,cosa aspetti a provartela?” la invitò Roberto.
Sara sorrise ancora e,svelta come una gattina, si precipitò dietro al separè per provare la gonnellina.
Sfilò i leggings, e indossò il nuovo capo.
”E’ davvero meravigliosa” la sentì gridare Roberto, tutta entusiasta.
Roberto,ripensando ai deliziosi leggings di poco prima e approfittando del fatto che Sara non poteva vederlo, prese a massaggiarsi lentamente il pacco. Il cazzo gli stava per esplodere,cominciava quasi a dolergli da tanto era duro, quel corpicino perfetto e quasi immacolato gli faceva venire dei giramenti di testa.
Tolse la mano appena in tempo, Sara uscì improvvisamente dal separè con indosso la gonnellina, che le lasciava scoperte le cosce toniche e vellutate.
L’uomo la guardò e le disse che le stava da Dio, sembrava essere stata creata apposta per lei. Sara non stava più nella pelle, continuava a guardarsi e si rammaricò di non avere uno specchio a disposizione.
”Guarda che dovrebbe esserci il top combinato assieme a quella gonnellina” le disse Roberto.”E’ lì, da qualche parte”.
Sara rovistò ancora nel baule e trovo il capo che le consigliava Roberto. Tornò nel separè, si tolse la magliettina e infilo il top. Quando uscì a Roberto venne quasi un colpo. Finora si era concentraro soprattutto sul culetto della ragazza, ma ora si accorse che anche il suo seno era meritorio. Contenuto a stento dal top, Roberto potè osservare le perfette rotondità delle tette, generose ma senza essere troppo vistose. Si legavano armoniosamente col resto del corpicino un po’ minuto che faceva dunque da sfondo perfetto per quel bel paio di tette.
Sara, su invito di Roberto, si girò due – tre volte su sé stessa. La visione del profilo del seno ebbe un effetto dirompente su Roberto, il suo cazzo era al massimo dell’erezione e , se la cosa si fosse protratta, sarebbe stato obbligato a slacciarsi i pantaloni. Quel corpo che stava ormai sbocciando, il visino dolce e delicato,quella labbra carnose e tremendamente sexy rappresentavano, per Roberto, un bocconcino che non si sarebbe fatto scappare per nulla al mondo.
Decise che era il momento di osare un po’ di più, era necessario per capire se con quella ragazza vi erano margini per giungere ad un livello successivo. Sapeva bene che ogni gesto, ogni parola doveva essere calibrata perfettamente, ed osservare le reazioni che essi generavano era il segreto per giungere all’obiettivo. Mise in conto anche la possibilità che tutto naufragasse ma questi erano i rischi del “mestiere” e sapeva che chi non rischia rimarrà sempre a bocca asciutta.
”Ma che scemo, lo specchio ce l’ho! Mia moglie se ne porta sempre uno appresso” esclamò Roberto battendosi una mano sulla fronte. E si precipitò velocissimo nell’altra “ala” della tenda, tornando con un importante specchio. Era uno specchio doppio,che si apriva come ad anta , tipico dei negozi di abbigliamento seppure nel formato mignon.
Andò a posizionarlo nella zona del separè e le disse “ecco, è tutto tuo! Ora puoi specchiarti quanto vuoi”.
Sara sorrise e lo ringraziò, tornò nell’angolino a lei dedicato, si pose di fronte allo specchio e cominciò a valutare come le stessero la gonnellina e il top.
Da freddo calcolatore Roberto aveva previsto ogni cosa. Mise lo specchio in modo tale che Sara avesse l’impressione che lui non potesse sapere che lei riusciva a vederlo.
Così,dopo essersi seduto, lasciò che Sara facesse da sola. Passarono solo pochi attimi e Sara si accorse che da un lato dello specchio riusciva a scorgere Roberto. Mentre provava gli abiti, passando dalla gonnellina ai leggings, buttava ogni tanto lo sguardo verso l’ uomo , il quale sapeva perfettamente che Sara, di natura curiosa, avrebbe certamente dato un occhiata a lui, tra uno scambio di vestiti e l’altro.
Roberto si mise in posizione strategica, seduto con le gambe aperte,in modo che il pacco si vedesse particolarmente bene. Si guardò il cavallo, il rigonfiamento dei pantaloni era sempre più evidente e quei pantaloni, stretti ma morbidi, lo evidenziavano in maniera clamorosa.
Sara gettò un primo sguardo verso Roberto, e si accorse che lui non la vedeva, lo specchio era piuttosto basso, l’unica cosa che poteva vederle erano le gambe e il sedere. Di lui poteva vedere solo parte delle gambe, fino al busto.
”Tutto ok?” interruppe il silenzio Roberto.
”Si grazie” disse Sara gettando uno sguardo verso l’immagine di Roberto riflessa nello specchio. Con grande stupore osservò il cavallo dei pantaloni di Roberto notando un rigonfiamento. Imbarazzatissima distolse subito lo sguardo, convinta di essersi sbagliata. Ma passarono solo pochi secondi e la curiosità di Sara ebbe la meglio. Cercò di nuovo con gli occhi Roberto e vide di nuovo le sue gambe aperte, e un grande gonfiore proprio all’altezza del cavallo dei pantaloni. Diventò rossa, l’imbarazzo era sempre più evidente ma rispondeva alle domande sui vestiti che le faceva Roberto con la maggior naturalezza possibile.
Roberto si rese subito conto che Sara aveva notato quello che lui le voleva far notare. Ne era sicuro dal suo tono di voce, improvvisamente fattosi più timoroso e incerto. Continuò l’esperimento. Decise che quella sarebbe stata la prova del nove, avrebbe capito se Sara era una ragazza inconsciamente desiderosa di emozioni nuove e diverse.
Mentre le faceva altre domande Roberto allungò la mano e se la portò sul cavallo. Lentamente cominciò a massaggiarsi il cazzo ,che sotto i pantaloni era diventato di marmo.
Il fatto che le faceva domande di natura generale sui vestiti avrebbe fatto credere a Sara che lui era assolutamente convinto che lei non potesse vederlo.
Sara aveva rallentato le operazioni di prova vestiti, il cuore le batteva all’impazzata, era per lei una situazione completamente nuova, ed era allo stesso tempo intimorita ma curiosa. In fondo era convinta che lui non sapesse che lei poteva vederlo e questo la rassicurò. Così buttò un’altra occhiata nello specchio e vide la mano di Roberto che lentamente si massaggiava il cavallo.

Si mise la mano di fronte alla bocca e fermò sul nascere un grido di sorpresa. Rimase ferma in quella posizione, ad osservare la mano di Roberto che continuava nel massaggio. Si scoprì più curiosa di quanto credeva e non riusciva a distogliere lo sguardo da quella scena. Stranamente non provava quasi nessun timore, non aveva mai avuto la percezione che corresse un qualsiasi pericolo. Per un breve attimo immaginò come potesse essere sotto e subito si vergognò di quel pensiero, che le era venuto però in modo naturale e istintivo, e arrossì violentemente.
Improvvisamente percepì una strana sensazione di umidità, scese con la manina e la infilò negli slip. Capì di essere bagnata,come poche altre volte le era capitato di essere. Era la prima vera situazione trasgressiva che viveva e il suo corpo reagì in una maniera per lei del tutto inaspettata.
”Ma che mi succede?” si disse.

Le salì intensa la voglia di toccarsi, una sensazione che la scombussolò totalmente, una cosa a cui non era assolutamente preparata.

Quasi spaventata da quella reazione si fermò immediatamente e disse a Roberto.” Io avrei finito, dovrei andare”.
Roberto si fermò, si ricompose sulla sedia e ,dopo essersi alzato, le domandò se c’era qualcosa che non andava.

“No, no” disse Sara infilandosi i pantaloncini e la canottierina “E’ solo che è tardi”.
”Ma dobbiamo ancora decidere quali capi ti vuoi portare via” disse astutamente Roberto.
”Io…ci vorrei pensare un po’ con calma prima” e nel dirlo uscì dal separè,rossa in volto e piuttosto agitata.
Roberto si alzò in piedi e la guardò,capì subito che Sara aveva visto tutto e la cosa non l’aveva certamente lasciata indifferente. Aspettò allora quel gesto che gli avrebbe dato la conferma che l’esperimento fosse riuscito in pieno. E il gesto arrivò subito ,non dovette attendere neanche un minuto.

Aspettando il momento in cui Roberto non potesse accorgersene, la giovane gettò uno sguardo sul suo cavallo, quasi come a cercare ancora la vista di quell’attraente gonfiore. Fu uno sguardo veloce,fugace, ma per Roberto rappresentò la prova che cercava.
Era sicuro ora che questa timida ragazza era alla ricerca di emozioni forti e particolari. Solo che fino a quel momento non ne era assolutamente cosciente.
”Io..devo andare, grazie di tutto” gli disse Sara e mentre Roberto le stava per rispondere sgattaiolò veloce dalla tenda per tornare alla sua piazzola.
Roberto, rimasto solo, sorrise. L’esperimento era andato a buon fine e pensò che nei prossimi giorni lui e Bruno ne avrebbero viste delle belle. Aveva intravisto nello sguardo di Sara quella voglia nascosta che cercava solo qualcuno che la facesse esplodere.

Intanto Sara era tornata in tenda in fretta e furia ed i suoi arrivarono di lì a poco.
”Allora” le chiese papà “ come ha passato la giornata la mia micetta?”
Sara non sapeva che rispondere, alla fine in spiaggia non ci era neanche andata.
”Bene papi” improvvisò “ ma sono stata poco in spiaggia, faceva troppo caldo”.
Mentre mamma preparava la cena, Sara ripensò alla situazione della tenda, e si sorprese a pensare ancora a quello che aveva visto , alla sua tanto improvvisa quanto sorprendente reazione e a quanto fosse stata imprudente a cacciarsi in una situazione del genere. Ma, rassicurata dalla certezza che Roberto non si fosse accorto di nulla, cominciò a riflettere su quale era l’effetto che il suo corpo faceva agli uomini e, tra un misto di vergogna e piacere, pensò che quello accadeva magari anche a quelli che le fissavano il culetto sul bus o al bar. Ripensò ora con più consapevolezza anche agli sguardi dei padri delle sue amiche, quando si trovava a casa di qualcuna di loro per studiare, o ai complimenti e agli sguardi che riceveva dagli altri genitori in occasione delle partite di pallavolo. Scacciò questi pensieri, le era difficile riuscire a capire cosa le stesse succedendo, metabolizzare quanto aveva appena realizzato non era certo una cosa che poteva fare nell’arco di pochi minuti e,con questi affannosi pensieri nella testa, si sedette a tavola a mangiare coi suoi.

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