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La mantide religiosa

Poteva forse passare inosservata?
Poteva apparire una donna del genere ‘insignificante’?
Gli uomini spesso si voltavano a guardarla’ non era solo bellezza la sua ma fascino e carisma.
I seni prosperosi, le labbra turgide, carnose e quello sguardo fuori dal comune’ occhi di tigre.
Occhi di giada.
Si siede al tavolo e sposta sulle spalle i lunghi capelli scuri.
‘Mi aspettavi da molto?’ sorride all’uomo, gli mostra i suoi denti bianchissimi.
‘No, no! Affatto” le risponde.
Lui?
La sua preda più ambita, quella di cui era in cerca da un po’ di tempo: porco dentro e fuori’ glielo si legge nello sguardo, ha quell’espressione che a lei fa impazzire.
E’ un bell’uomo, sulla quarantina, capelli brizzolati, occhi neri, il che non guasta.
La spoglia con gli occhi’ è facile farlo’ indossa un vestito rosso lucido, aderentissimo, che non lascia spazio alcuno all’immaginazione.
E dai pensieri alle parole il salto è breve’ neanche arrivati nel parcheggio le mani dell’uomo si fanno sempre più intromissive, scivolano a forza sotto il vestito, cercano la carne calda della donna.
‘A casa tua’?’ dice lei.
Lui la guarda compiacente ‘Si’ a casa mia”.
Varcano la porta’ lei sfila il cappotto e lo getta a terra’ poi sfila le scarpe e il vestito fino a giungere sul divano.
Vi si siede a gambe aperte e scansa lo slip infilandoci le dita’ il suo miele inizia a colare.
L’uomo è ipnotizzato dalla visione di lei’ in se sente un uragano di emozioni travolgente e un istinto animalesco risvegliarsi.
Le lecca la figa avidamente, si impregna il viso di quel profumo femminile mentre sotto la sua voglia sta esplodendo.
E lei?
Se ne accorge, si’ allunga una mano verso la patta dei pantaloni e tasta la sua eccitazione’ sente un cazzo grosso, duro’ le foto che lui le aveva inviato non mentivano’ è soddisfatta di essersi fidata.
Ne vale la pena davvero.
Gli sbottona i pantaloni e glieli cala’ scopre un cazzo coperto, rosso, bellissimo’ le vien voglia di mangiarlo’ di nutrirsi di lui.
Stasera lui sarà la sua cena, la sua succulenta cena.
Lo scopre con le labbra e lo lecca affamata, passa la lingua lungo l’asta fin sulla punta, poi lo immerge di nuovo nella sua bocca e inizia a mordere il glande, a succhiare forte’ lui si sente prosciugare’ sente l’energia risucchiata dalla calda bocca della donna.
‘Cosa mi fai?’ le chiede’ gli sembra di impazzire.
‘Dai’ fatti mangiare” lo spinge sul divano, gli sale addosso e inizia a cavalcarlo.
Ha lo sguardo indomito di una valchiria, si impala su di lui e inizia la sua corsa forsennata.
Si alza piano e si fa cadere in un solo colpo sul suo ventre.
L’uomo la tiene per i fianchi e sente le natiche della donna sbattere contro di lui una, due, tre volte’ fino a che smette di contare.
I colpi di lei si fanno sempre più forti e veloci, sale e scende su di lui con una frenesia incredibile e una energia che lo lasciano allibito.
Lui gode in modo impressionante, sente il mondo svanire e la terra crollare sotto i suoi piedi, sente i brividi di un orgasmo potentissimo mentre lei geme, urla la sua eccitazione, il suo godimento, la sua pienezza di lui.
E nel godimento’ la tragedia’ la disfatta’ la vita che lo abbandona.
Sente la figa della donna stringergli il pene, stritolarlo, sente il risucchio nel corpo di lei, l’energia che svanisce, il suo corpo che si perde’ si accascia’ mentre il cazzo si fa duro come roccia.
E lei?
Ne gode, si’ godimento folle’ sesso come vita’ sesso come morte.
Morte per lui.
Vita per lei.
Se ne sta cibando, se ne alimenta avida, con cupidigia, lo asciuga di ogni energia.
Lui viene in un getto bollente, l’ultimo soffio di vita esalato poi’ inizia a svuotarsi le intestina dal sesso ancora eretto.
Lei si alza da lui, ha il viso arrossato, il colore vivo dei suoi occhi’ un luccichio nuovo, nuova linfa che scorre in lei.
Lo ha mangiato
E’ stato di suo gradimento.
Si pulisce, si riveste e se ne va.
Avanti il prossimo.

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