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Nell’azienda in cui lavoro abbiamo un addetto all’archiviazione dei documenti, il signor Lucio, un signore in pensione, sulla settantina, lontano parente del titolare, che se ne sta in uno stanzone enorme pieno di scaffali e scatole di documenti. Il suo lavoro consiste nell’archiviare ogni documento prodotto dall’azienda passandolo in uno scanner per averne una copia in pdf e poi riponendolo in una scatola sugli scaffali divisi per mese e anno. Inevitabilmente ogni volta che uno di noi va in archivio per una pratica è costretto a scambiare qualche parola con lui e invariabilmente il discorso cade sulle donne e sulle sue avventure sessuali al limite dell’incredibile. Nella sua vita fare sesso è stata l’occupazione principale e, a suo dire, ha avuto centinaia di donne di ogni età, spesso anche più donne nella stessa giornata. La più grossa l’ha sparata ultimamente quando ci ha raccontato che una volta di mattina si è fatto due prostitute, il pomeriggio è stato con l’amante e la sera a casa con la moglie. Tra di noi impiegati è diventata quasi una barzelletta e quando qualcuno racconta qualcosa di poco credibile lo prendiamo in giro chiamandolo signor Lucio. Visto che però siamo anche abbastanza affiatati tra di noi e pronti allo scherzo abbiamo deciso di giocarne uno al signor Lucio. Abbiamo approfittato del fatto che nella settimana di ferragosto siamo rimasti solo in sei in azienda, senza direttore e titolare, per organizzare un brutto tiro al nostro archivista. Uno di noi che si occupa della manutenzione degli apparati elettronici dell’azienda ha installato una webcam in archivio proprio alle spalle della sua scrivania e poi abbiamo contattato una escort chiedendole di venire una mattina in azienda per un regalo ad un amico. Volevamo vedere la sua reazione con una ragazza pronta a starci, eravamo sicuri che avrebbe dovuto accontentarsi, data l’età, di sbavarle dietro. La ragazza si è presentata in azienda di mattina verso le dieci ed io le ho fatto indossare il camice della donna delle pulizie spiegandole cosa avrebbe dovuto fare. L’ho accompagnata nell’archivio e ho detto al signor Lucio che la ragazza era l’addetta alle pulizie che sostituiva quella solita che era in ferie e che si sarebbe trattenuta un’oretta nella stanza per mettere a posto e pulire. L’ho lasciata lì e sono corso nella stanza dei miei colleghi che già erano davanti al pc pronti a farsi quattro risate alle spalle dell’ignaro vecchietto. La ragazza quindi a cominciato a far finta di pulire gironzolando nei pressi della scrivania del signor Lucio. Sotto il camice aveva indossato solo la biancheria intima, perizoma e reggiseno a balconcino, e calze autoreggenti. Aveva poi abbottonato solo qualche bottone in modo che si potesse sbirciare facilmente all’interno. Ed infatti il nostro amico non le toglieva gli occhi di dosso. Lo vedevamo seguire ogni minimo movimento della ragazza e addirittura sporgersi per vedere meglio quando lei è salita su una scala per pulire più in alto. Noi intanto sghignazzavamo dandoci gomitate di complicità al pensiero della tortura che stavamo infliggendo allo sfortunato archivista. Ad un certo punto la ragazza ha iniziato a spolverare sulla scrivania del signor Lucio sporgendosi in avanti con la scollatura del camice ben aperta. Poi si è spostata dall’altra parte facendogli scostare la sedia e mettendosi tra lui e la scrivania con il sedere all’altezza del suo viso. Si è chinata in avanti mettendoglielo sotto il naso. A quel punto il signor Lucio non ha resistito più, le ha infilato le mani sotto il camice afferrandole le natiche dicendo ”Ma tu sei proprio zoccola!” Noi quasi cadevamo dalle sedie per il troppo ridere. Ma improvvisamente le risate si sono arrestate in gola. Il signor Lucio ha fatto sedere la ragazza al suo posto, si è sbottonato i pantaloni ed ha estratto un cazzo di notevolissime dimensioni, ritto e duro, e glielo ha messo in bocca. La ragazza ha cominciato a succhiarglielo mentre lui le apriva il camice cominciando ad impastare con le mani le grosse tette. Dopo un po’ l’ha fatta alzare di nuovo e sedutosi alla sedia l’ha fatta mettere a cavalcioni sul suo cazzo lucido. Le ha sfilato il camice completamente e le ha ordinato di cavalcare sul suo cazzo affondando la testa tra le sue tette. La ragazza non se lo è fatto ripetere due volte e ha cominciato una danza forsennata sul cazzo del Signor Lucio, alla fine della quale è venuta urlando. Si e sfilata il cazzo dalla vagina e inginocchiatasi ha cominciato a succhiarglielo di nuovo facendo scorrere la lingua per tutta la sua lunghezza mentre con la mano destra lo menava su e giù. Finalmente il signor Lucio le è venuto in bocca e lei ha bevuto tutto. Si è rialzata e stava per rimettersi in ordine quando lui la ha fermata dicendole “dove vai?”, l’ha fatta sedere sulla scrivania, le ha aperto le cosce e ha cominciato a leccarle la fica, la ragazza mugolava di piacere mentre lui teneva la testa incollata alla sua fica. Dopo un po’ il signor Lucio ha alzato la testa mettendosi ritto in piedi, il suo cazzo era di nuovo eretto! Ha fatto girare la ragazza sulla scrivania e glielo ha messo nel culo. Ha iniziato a pompare come un indemoniato facendo entrare e uscire il suo enorme cazzo. E’ stato lì a lungo finché è venuto riempiendole lo sfintere di sperma. Finalmente ha lasciata libera la ragazza e porgendole il camice le ha detto “Adesso puoi andare, ma dici a quegli stronzi dei tuoi amici che se vengono qui mi inculo pure loro!”

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