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Il mio riflesso nello specchio mi piaceva, infondo era così, mi piacevo e sapevo di piacere. Avevo uno dei miei vestiti da troia elegante, come piacevano a me. Seta leggera sulla pelle, profonda scollatura, per sottolineare il seno prosperoso, leggero sui fianchi generosi ma che aderiva al culo, segnando la sua forma, tondo e pronunciato perfetto da prendere a schiaffi durante la pecorina, massa di capelli ricci sciolti sulle spalle, rossetto rosso e via… ero pronta. Nessun appuntamento galante, mi piaceva essere sexy sempre, anche per una cena di quelle un po’ noiose, aziendale, con i miei genitori. Mio padre, Ettore, è un imprenditore che gestisce una bella azienda, in realtà non è mio padre, ma il marito di mia madre. Uomo eccezionale, mi ha accolto come una figlia. Mia madre, mi ha avuta a 20 anni, non so chi sia il mio vero padre e neanche mi è mancato più di tanto. A mia madre devo tutto, sicuramente le tette grandi e la sensualità, oltre a tutto l’amore che mi ha trasmesso. Mi ha insegnato ad essere libera. Lei lo è sempre stata, me la ricordo ancora ansimare nella stanza di fianco, nella nostra prima casa, il sesso è una cosa importante, ti riporta in vita. Neanche me li ricordo tutti i “compagni” di mia madre. Mi ricordo però sicuramente le urla dei suoi orgasmi. Non mi ha mai sconvolta, anzi. È stata un’ottima educazione sessuale. Ora però c’è Ettore e siamo una famiglia simil Mulino Bianco. Io ormai ho 30 anni ed Ettore sta facendo di tutto per trovarmi un lavoro ben pagato, come dice lui…vedremo.
Sto bevendo un calice di vino bianco, quando eccolo, non so chi sia, ma il suo sguardo mi spoglia, anzi, il suo sguardo mi scopa, mi vedo già a 90 sul bancone del bar, o inginocchiata a succhiarli il cazzo. “Massimo, ti presento mia figlia, Luana.” “Piacere”… “Luana lui è.. bla bla” non sento niente, ho solo gli occhi di Massimo che mi spogliano. Avrà 45 anni, un fisico tonico, occhi penetrati e secondo me è uno di quelli che ti sa scopare divinamente. Ho la figa già umida.
Quasi non ci rivolgiamo la parola, ma i suoi occhi mi seguono ovunque. Anche quando porta da bere alla moglie… ah e’ sposato. Gli uomini sposati mi eccitano. La serata finisce così, con io che torno a casa e mi sfondo la figa con uno dei miei fedeli vibratori pensando a Massimo. Il giorno dopo, Ettore mi comunica, che Massimo mi aspetta in ufficio da lui, potrei iniziare uno stage. Manco avevo capito che lavoro facesse. Organizza grandi eventi. Io so parlare 3 lingue. Potrei andare bene.
Arriva il giorno, mi preparo, da assistente un po’ puttana. Gonna a tubino, tacchi a spillo, camicetta bianca un po’ trasparente e scollata.
Massimo quasi non lo vedo. Tutto il giorno mi segue la sua assistente, Cecilia, non proprio il massimo della sensualità. È incita, capisco perché sono li, perdo un po’ di eccitazione, ma va beh, almeno ho trovato un lavoro.
Il lavoro non mi dispiace, mi ambiento bene. Massimo lo avrò visto di sfuggita 4/5 volte in un mese. “Buongiorno Luana, tutto bene, come sta andando? Qualsiasi cosa di cui hai bisogno, rivolgiti a me”. Questo il massimo della conversazione, ma sempre con lo stesso sguardo “ te lo vorrei far sentire fino allo stomaco”. Un giorno finalmente, mi comunica che dobbiamo partire per saint Tropez per un evento. Ci vediamo direttamente lì, lui va qualche giorno prima. Sono così eccitata al pensiero di fare qualche giorno lì da soli, che devo calmarmi masturbandomi furiosamente la sera prima almeno 3 volte. Arrivata però c’è anche la moglie… voglio morire, ma come?! Dopo una giornata di preparativi per l’evento, al quale abbiamo lavorato di fianco a fianco, ho quasi perso le speranze, vado in stanza per prepararmi per l’evento che avrà luogo di sera. Sono appena uscita dalla doccia, quando sento bussare, è Massimo, “posso entrare? C’è un aspetto importante che non abbiamo ancora trattato, fondamentale per l’evento”. Lo faccio entrare, mi chiudo l’accappatoio, lo guardo in attesa, lui mi guarda, mi sorride e mi slaccia l’accappatoio, ammira le mie tette e la mia figa, “quanto sei bona Luana, penso proprio che sarà bellissimo lavorare insieme”, non capisco più niente, mi inginocchio gli slaccio i pantaloni, esce un cazzo dritto.. sorrido e glielo prendo in bocca, senza mai togliere gli occhi dai suoi, succhio e Lecco dalla cappella alle palle, facendo roteare la lingua sulla cappella, massaggiandogli le palle. “Mmmm quanto sei brava Luana, sei proprio una grande troia bocchinara”, lui non lo sa ancora, ma adoro sentire queste parole, succhio sempre di più, non mi stacco, gli massaggio con un dito il buco del culo, scendo a prendergli le palle in bocca e gli Lecco il culo, non capisce più niente, mi blocca la testa e mi sborra su tutto il viso. “Ahhh Luana, sei mia, lo sai? Ho aspettato per capire quanto potessi essere mia, ma sei la mia Troia, l’ho capito al primo sguardo“Massimo, finalmente, si sono tua, la tua Troia, ma perché hai portato tua moglie?” Ride, “mi eccita sapere che è nella stanza accanto, pensa quando stanotte ti verrò a sfondare figa e culo, lei sarà accanto, sentirà una Troia che geme come una cagna”… “oh si Massimo…” “troietta in calore, stai serena, ci saranno tanti momenti che saremo io e te e sarai mia tutta” mentre me lo dice ha tre dita nella mia figa, umida, anzi bagnata come una lago…

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Autore Pubblicato il: 19 Agosto 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Erotici Etero0 Commenti

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