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Lunga vita alla cugina Sofia!

Non sono sicuro se sia davvero la prima immagine di te che ricordo, ma deve essere comunque un’immagine di quand’ero bambino’
Portavi panelle appena comprate nella friggitoria sotto casa, dicevi che le avevi portate per mangiarle a pranzo. E sorridevi, di un sorriso semplice di matricola universitaria’

Tu portavi sempre qualcosa di buono, del resto. Mi hai iniziato tu ai piaceri della buona tavola, non ricordi? Quanto lambrusco abbiamo bevuto insieme, cugina Sofia? E quanti cantuccini abbiamo mangiato a fine pranzo?

Che strano! Solo ora me ne rendo conto. Il caso ha voluto che tu fossi sempre presente nei momenti più importanti della mia modesta carriera professionale: licenza media, maturità, laurea’ E mi dicevi che scrivevo bene, quando rileggevi divertita i miei temini alle elementari’

Quante risate ci siam fatte prendendo in giro gli altri parenti della famiglia, te le ricordi Sofia? E tutto il tempo che trascorrevi in bagno?

Ma il tuo amore più grande era per dolci, gelati e succhi di frutta! Ne consumavi in quantità industriali e ti piaceva scoprirne di sempre nuovi – e chi se ne frega poi della linea? Erano in fondo i tuoi piccoli peccati, gli unici peccati di una donna che ha amato nella vita solo suo padre e suo fratello’

Telefonavi sempre più spesso nelle ultime settimane, ma non parlavi più dei bei tempi, della tua politica sbiadita, delle partite di calcio che avevi seguito da ragazza, dei tuoi amati idoli Mazzola e Rivera. Altri pensieri avevi ormai nella testa’

Avevamo tutti ben altri pensieri nella testa, negli ultimi mesi, eppure io ti guardavo e continuavo a gridarti: ‘Lunga vita alla cugina Sofia!’ E tu mi sorridevi, con un sorriso ormai più maturo, ma che non ho mai visto minimamente rassegnato’

Cazzo, Sofia! Si può avere la faccia tosta di chiedere un gelato alla fragola e al pistacchio anche mentre la vita se ne fugge via veloce lungo l’asettico tubicino di una flebo?

Doveva accadere, purtroppo, ma non così maledettamente in fretta!
Mi resta il ricordo dei bei momenti, le nostre discussioni simil filosofiche, i tuoi consigli, la tua composta generosità, la tua testardaggine, le tue risate’
Mi manca il tuo affetto, Sofia. Tanto, ma proprio tanto!
Grazie d’avermi amato. Ciao’

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