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Miciomiaooo ed io: 2 – La Storia Continua (La Mamma è sempre la Mamma!)
Tra la storia suggerita da me ed il racconto trasposto da “miciomiaooo”, è molto bello il ricordo che ho di mia madre, quante volte le ho lavato i capelli e rubato quegli splendidi momenti, toccando, di rapina i suoi seni ed i capezzoli, oltremodo eccitati e lei non me lo ha mai fatto notare, si vede che quei momenti affettuosi, nei suoi confronti, piacevano anche a lei.
Era estate, il caldo era opprimente e lei voleva farsi lavare i capelli sudati, ogni due giorni. Queste mie manovre goduriose, nei suoi confronti, cominciavano a piacere anche a lei. Così mi spinsi a provarci con più tocchi. Mentre aspettavo che lo shampoo, facesse effetto, penetrando nella cute capelluta; non più di rapina, iniziai a massaggiarle i graziosi seni, prima accarezzandoli e dopo presi a stringere i capezzoli, tra i pollici e gli indici.
In risposta e senza parlare lei, con la mano destra, iniziò a cercare di toccarmi, sfiorando il mio intimo, abbandonai, con una mano, un suo capezzolo, per abbassarmi la cerniera, il mio lui, malandrino, già aveva esposto la sua cappella turgida. Seguirono poche sue parole: “Vedo che già siete pronti, tu e lui?” Io in risposta a lei: “Mamma sei bellissima, sapessi da quanto tempo avevo voglia di te, ora vista la tua condiscendenza e dato che il babbo è via già da un mese, per lavoro, vorrei sollazzarti, un po’, per non farti sentire la sua mancanza e sto, finalmente, osando toccarti più a fondo!” Iniziai a carezzarle la schiena nuda, la percorrevo dalla nuca all’asciugamano che le copriva i fianchi e gli accattivanti glutei, con qualche passaggio ai suoi fianchi ed ai suoi seni, sempre più eccitati.
“Mamma -le chiesi- cosa ne dici se ti spoglio completamente, in modo da vederti, nella tua interezza nuda? Basterebbe che ti togliessi, solo l’asciugamano che ricopre il tuo florido corpo!” Lei rispose: “Ricordati di non andare oltre, altrimenti, compiremmo un incesto!” Io in risposta: “Incesto o non incesto, è da troppo tempo che ho voglia di fare sesso con te, da quando vi ho spiato, tu e il babbo, mentre scopavate in allegria!” – “Brutto mascalzone, ah è così, ci hai spiato e cosa avresti visto?” Ed io: “Tutto, avevo avvertito delle voci concitate, appena scostato la porta, la stanza era illuminata, buon per me, tu eri a cavallo al babbo, mi davi la schiena e che culo, da infarto, infilzato dal grosso e lungo cazzo del babbo e tu gli saltavi sopra, ti scapigliavi i capelli, come una pazza ed urlavi sommessamente, probabilmente, per non farti sentire da me, io, nel frattempo, avevo tirato fuori dal pigiama, quello che ora stai stringendo con la destra e me lo stavo menando di gusto, avevo davanti ai miei occhi il tuo arrapante culo, trafitto dal mio genitore godurioso, poi ti sei sollevata un po’, hai sfilato dal tuo culetto il priapeo cazzo del babbo e lo hai infilato, cambiando la tana, dal culo alla tua figona ed hai ripreso a saltarci sopra, non contenta, ti sei girata, dando le spalle al babbo, tenendo come perno, il cazzone ed hai ripreso a saltarci sopra, a questo punto il babbo, ti ha chiesto: “rimettitelo nel culo, che lo voglio vedere mentre ti sfondo!” Gli hai, subito obbedito, fermandoti e cambiando ancora una volta il bersaglio, infilandotelo nello sfintere ed io, poverino a guardarvi godere come pazzi, menandomelo, fino a quando ho goduto, con la destra a menarmi e la sinistra, stretta in bocca per non farmi sentire da voi.
“Ma adesso, dolce e cara mamma, torniamo a noi!” Con la mia sinistra, le ho tolto l’asciugamani, scoprendole le floride chiappe e le ho chiesto di non muoversi, qualunque cosa facessi, perché, nel raccontare, l’episodio della loro scopata, mi ero eccitato, oltremodo.
Mi sono inginocchiato, avendo il suo culetto, davanti alla mia bocca e subito ho preso a leccarle l’inguine, iniziando, dal clitoride già bello ed arzillo, salendo alle labbra succose della sua fica per poi salire ancora sul suo cratere, pieno di ragadi, provocato dagli sfondamenti del caro genitore. A questo punto, la mamma, colta dalla sorpresa, ha esclamato: “Facendo così, mi hai presa per la gola, come posso dirti d’interrompere quello che stai facendo, una leccata splendida, neanche tuo padre mi lecca così. Chi ti ha insegnato a leccare così bene, una donna, nel suo intimo!” Io: “Devo proprio dirtelo, se lo vuoi, ma deve restare un segreto tra te e me, nessun altro deve esserne a conoscenza, perché quella persona è viva e vegeta e tu non puoi rimproverarla, perché è stata la mia insegnante sessuale”.
E mamma: “Su dimmelo, che ti faccio un bel regalo!” Io: ”No, anzi, non te lo dico, nonostante il regalo che mi vorresti fare per fartelo dire, perché, ho un programmino per noi tre, la conoscerai, a tempo dovuto!”
Io: “Cara mamma, è proprio il caso di dire: passiamo al sodo, non ti muovere, resta così piegata sulla vasca, che ti faccio assaggiare il mio tubero, lecca queste mie due dita, con le quali umidificherò, la tua natura, per poi penetrarti dolcemente, brava così, bagnale per bene, ecco te le infilo nella fica e mi cospargo il pene del tuo umido ed ora eccomi pronto per l’incesto, che , forse non volevi, ma ormai ci siamo ti piacerà, di sicuro, come piaceva alla zia, oh scusa ho sbagliato, mi sono tradito da solo!” E mamma: “Quale delle tre, sai bene che ho tre sorelle!” Io: “Adesso vuoi sapere troppo, pensiamo a noi, a goderci, finalmente questa tanto sospirata scopata, mamma e figlio!”
Eccomi in azione, appoggio il mio pene al suo godurioso buco e spingo, dolcemente, non le voglio provocare dolore con la mia stazza, lei non lo ha visto, lo ha solo accarezzato, tramite la stoffa del mio pantalone, ma sta sentendo allargarsi il suo buchetto e mi chiede: “Ma lo sento, è più grosso di quello di tuo padre, non farmi male, usa la crema alla vaselina!” Ed io: “Non ti preoccupare faccio piano, ma lo devi sentire com’è grosso, stai calma, inizio a spingerlo, ecco la cappella è già entrata, un’altra spinta ed inizia a farsi largo, nella tua bella vagina, piano piano, progredisco arrivando all’utero, ecco sono tutto dentro, i miei testicoli, stanno accarezzando le tue floride chiappe ed inizio a pompare, sempre piano, dimmi quando non senti più dolore, che aumento la velocità di penetrazione, mamma io ti amo e ti voglio far godere, senza farti soffrire!” Lei comincia a spingere, facendosi penetrare, tutta, fino in fondo ed inizia a parlami: “Caro figlio, sono la mamma più felice del mondo, ora che ti ho conosciuto più “profondamente” Prima mi toccavi i seni di rapina, durante lo shampoo, ora mi stai facendo sentire quanto mi vuoi bene, penetrandomi con accuratezza e senza farmi soffrire. Da oggi in poi, il mio letto ci ospiterà entrambi, sarò tutta tua e quando dico tutta, intendo, tutti i miei organi goderecci, saranno a tua completa disposizione, così sostituirai, in toto, il tuo babbo, che è sempre lontano per lavoro, meglio tu, mio figlio, che un estraneo. Nonostante lui è spesso lontano, non l’ho mai tradito, solo masturbazioni giornaliere ed anche oggi, non è un tradimento, perché ci stiamo confessando un amore sfegatato e reciproco, l’un per l’altra. Ma ora, bando alle chiacchiere, inizia a sbattermi, più forte, dimostrami, tutto l’amore che mi vuoi!”
“Mamma carissima, ti posso chiamare per nome, è più intimo, il tuo è bello e breve, Eva era la prima donna, venuta al mondo, da una costola di Adamo e tu lo sarai per me, la mia donna, colei che mi ha messo al mondo e che mi sta facendo rinascere, accettando la mia corte e facendomi rientrare da dove sono uscito, diversi anni fa, grazie Eva!”

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Autore Pubblicato il: 22 Settembre 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Erotici, Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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