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265 – Francesca viene a sapere la verità sulla ex moglie del suo fidanzato

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 “La prima volta che vidi le tette della mia moglie Antonella avevo appena dodici anni. Lei si stava spogliando per coricarsi e, com’era solito, levava il reggiseno dopo aver indossato la giacca del pigiama e si guardava allo specchio, É stato in quel momento che il reggiseno è caduto e per la prima volta ho visto le grosse tette belle e morbide”

Alberto è in vena di confidenze e racconta della sua ex moglie alla fidanzata Francesca che più di una volta gli ha chiesto della donna ma lui ha sempre evitato accampando delle scuse.
Da quel matrimonio non erano nati figli e lei era più grande di età di lui.
Ciò che nessuno della famiglia, né i genitori né le sorelle di lui avevano mai detto niente di quella donna. Era come se lei non fosse mai esistita o fosse morta ma soprattutto fosse persona da non ricordare.
Francesca era distesa sul letto al suo fianco indossando un quasi inesistente perizoma ed un leggero reggiseno che le dava una carica erotica pazzesca ma Alberto sembrava per ora non avvertire la voglia della sua donna che a sua volta non voleva interrompere il racconto che aveva sempre desiderato ascoltare.

“Lei dormiva accanto a me ed io, quella sera, cominciai a masturbarmi pensando a ciò che avevo appena visto. Così continuai nei giorni seguenti.
Una sera decisi di rischiare spogliandomi sotto le coperte dopo che lei si era addormentata. Ero molto eccitato ed una volta nudo ho scostato lentamente le coperte e mi sono fatto una sega violenta, inizialmente stando disteso e poi in piedi sul letto guardando Antonella nella penombra passava tra le stecche della tapparella.
In piedi sul letto e stringendomi il cazzo con la mano destra mi sono segato fino a venire. Qualche goccia dello è caduta sul viso. Non potendo asciugarla, per evitare che se ne accorgesse, mi sono avvicinato lentamente a lei e, vedendo che era profondamente addormentata, con la punta della lingua le ho leccato il viso assaggiando per la prima volta il mio sperma”

Francesca era molto attenta la racconto e si sentiva quasi parte di esso. Le è venuto da dire “… e lei non si è svegliata?”

“No, non mi ha mai detto di essersi accorta di niente.
Un altro giorno Antonella era molto stanca ed andò a dormire presto cadendo in un sonno profondo. In quella occasione la desideravo come mai prima. Il cazzo era diventato duro pensando a ciò che mi avevo voglia di fare.
Appena coricato ho fatto ciò che avevo fatto nelle notti precedenti: mi sono levato tutto restando nudo ed ho iniziato a menarmi il cazzo facendolo diventare umido e pronto a sborrare; l’avevo dritto e duro come sempre. Le sensazioni che provavo era bellissime e la voglia di venirle addosso era forte ed allora ho deciso di rischiare.
Ho sollevato le lenzuola che coprivano il corpo di Antonella. Lei era nel sonno più profondo e ne ho approfittato per sbottonarle il pigiama per vedere ancora una volta le sue belle tette.
Con la mano sinistra toccavo i suoi capezzoli e con la destra mi masturbavo.
Con estrema lentezza, sperando che non si svegliasse, le tolsi gli slip ed il corpo di Antonella mi apparve in tutta la sua bellezza con la sua figa pelosa.
Mi è venuto spontaneo cominciare a leccare i suoi capezzoli e scendendo sono arrivato alla figa spaventatissimo e teso non volendo che lei si accorgesse di ciò che stavo facendo.
Con la mano ho accostato il mio cazzo per metterlo nella sua bocca ma, proprio in quel momento, si è risvegliata leggermente. Ciò mi ha reso di pietra. Pensavo che mi avesse scoperto. Lentamente, appena mi sono reso conto che lei aveva ripreso sonno, le ho rimesso lo slip tra le gambe e con attenzione mi sono coricato coprendomi con le lenzuola.
L’eccitazione non mi faceva dormire ed ero convinto che quella era la prima volta in cui avevo avuto un minimo di rapporto sessuale con Antonella.
Invece un giorno è successo ciò che non mi sarei mai aspettato.
Io ero uscito e lei era rimasta sola in casa. Sono però sono tornato prima del previsto e l’ho trovata in bagno davanti allo specchio. Era completamente nuda se non per un leggero asciugano che copriva il suo bel sedere.
Mi ha visto ma non ne è rimasta sorpresa. Di solito ci si copre o si chiude la porta, invece lei non ha fatto niente di ciò, anzi mi ha chiesto se fosse bella e se mi piacevano le sue tette e, all’improvviso, si è messa a ridere indicando il mio cazzo duro e dritto che avevo sotto i pantaloni essendo al massimo dell’eccitazione.
Non ce la facevo più a resistere. Mi piaceva molto ed allora ha tentato di assalirla e mi sono buttato su di lei appoggiandole il mio cazzo tra i glutei cercando di appoggiare la cappella sul buco posteriore mentre con le mani le toccavo le sue tette bagnate e insaponate.
Finalmente anche lei si è rilassata ed abbiamo iniziato a godere insieme. Le lavavo le grosse e morbide tette e lei muovendo il suo culo incoraggiava la mia eccitazione facendo sì che il cazzo sprofondasse sempre più tra le sue parti intime. Le ho levato l’asciugamano e dopo averla piegata a pecorina, cosa che lei ha gradito, abbiamo fatto ciò che avevo sognato da molto tempo durante le notti con nel suo letto.
Ovviamente mi sono levato i pantaloni e lo slip molto rapidamente ed il mio cazzo è finito nel suo culo con tutta la mia forza. Lei ha gridato di non farlo ma intanto gemeva di desiderio e tentava di stringere lo sfintere. In effetti la cappella era solo appoggiata.
All’improvviso si è voltata, con le mani ha preso il mio cazzo e con la lingua lo ha leccato leccandomi anche le palle trattenendole con le labbra.
Era esperta nel farlo ma non mi chiedevo dove avesse imparato.
Con il cazzo toccavo la sua gola e il mio piacere era enorme e mi sentivo preso da una forza incredibile.
Poi mi disse di metterci insieme nella vasca piena di acqua calda e lì iniziammo sul serio a fare sesso.
Ho così potuto vedere bene la sua figa e non mi restava che scoparla.
Nel momento in cui stavo venendo lei mi ha chiesto di aspettare prima di sborrare dicendomi che voleva assaporare il buon sapore dello sperma sulla sua faccia e sulle tette. Allora mi sollevato ed un violento getto di sperma è uscito andando giusto sulla bocca ed in parte sulle sue tette. Mentre lei assaporava la sborra con la lingua, allungandola per prenderne anche le parti più lontane, io leccavo le sue tette raccogliendo lo sperma e mettendoglielo in bocca approfittandone per incrociare la sua lingua.
Agivo d’istinto ma sembrava che fossi già esperto.
Non mi ero reso conto che l’esperta era lei. Tempo dopo eme ne resi conto e non mi sapevo dare una spiegazione.
Quella fu la prima volta ed in seguito ne avvenerò altre.
Così siamo andati avanti e non appena ebbi compiuto 19 anni mi ha chiesto di sposarla.
Era una decisione difficile e mi sono fidato di lei che era più grande di me ma era così bona che al solo pensiero di averla per me mi ha fatto acconsentire.
Non ti dico in famiglia che reazione!
Erano tutti impazziti e mi sconsigliavano al matrimonio; inizialmente lo escludevano a priori, poi mi suggerivano di andare a convivere con lei. Per loro Antonella era troppo grande di età per me.
Nonostante tutto mi sono sposato civilmente ed ho proseguito gli studi fino alla laurea ed il successivo esame da procuratore diventando subito dopo avvocato”

Francesca ascoltando quel racconto si ha messo una mano sotto lo slippino e si toccava ed allo stesso tempo, da consumata troietta, baciava Alberto sul petto, sui capezzoli nel ventre, nell’addome ed anche sullo slip dove sotto il cazzo era già bello duro e turgido, pronto a scoparla.

“L’inizio della rottura del nostro rapporto è avvenuto quando le dissi che dovevo andare a Roma senza dirle a che ora avessi il treno.
Il fatto è che decisamente era l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare a Roma. Fino ad allora i nostri rapporti erano stati quelli che normalmente derivano dal trovarsi insieme tutti i giorni nella stessa casa.
In treno di lei ricordavo benissimo tutto ciò che avevamo fatto insieme; gli attimi passati a spiare il suo profilo durante lo studio, o il piacere che provavo quando guardavo da vicino la sua massa di riccioli castani, il suo profumo. Ricordavo anche i pensieri che mi ispirava nei lunghi pomeriggi, quando la mia mente sfrenata faceva fantasie proibite e provavo ad immaginare le sue forme generose prive degli abiti. In quei momenti avevo eccitazioni intense che placavo in solitudine sostituendo con l’immaginazione il suo corpo e la sua bocca alla mia mano.
Ma tutto ciò improvvisamente finì quando ho visto la mia donna fra la folla della stazione di Roma Termini, scesa dal mio stesso treno. La raggiunsi, e dopo la sorpresa iniziale anche lei sembrò contenta di vedermi. Una volta tanto le frasi di circostanza che si usano in questi casi “Che bella sorpresa!“
Antonella non sembrava lei, era quasi cambiata, a parte il tailleur al posto dei jeans, che sacrificava un po’ le sue forme, le dava un tocco di classe che la rendeva ancora più affascinante.
“In quel momento non mi ha saputo dare una spiegazione né al fatto che fosse lì, né del fatto che fosse così elegante ma, stupido anche io, non le ho fatto nessuna domanda circa la sua presenza in quel momento. A ripensarci dopo ho visto in lei un po’ di disagio ben mascherato.
Quel giorno la mia partecipazione distrattamente agli incontri di lavoro era molto distratta. Per meglio dire, ci partecipò solo il mio corpo, mentre col pensiero ero già alla sera, quando speravo di rivedere mia moglie.
Cercavo di concentrarmi su quello che facevo ma niente da fare.
Alla sera ero eccitato come un liceale al primo appuntamento ma lei non si è presentata. Dove fosse lo ignoravo. In una telefonata dopo mezz’ora mi ha detto che non poteva essere con me e che era già rientrata a casa avendo finito il suo lavoretto”

Francesca chiede cosa lui avesse pensato circa il ‘lavoretto’.
“Devi sapere, amore mio, che fino a due anni prima pensavo fossi il solo uomo con cui avesse fatto l’amore. Lei da ragazza aveva avuto numerosi flirts ma non era mai stata penetrata da un uomo prima di me.
Certo, si era lasciata masturbare, dando piacere ai suoi partner con le mani e con la bocca e offrendo anche, a 18 anni il suo fondoschiena ad un giovane di cui si era innamorata perché non voleva sacrificare la sua verginità volendo arrivare intatta al giorno delle nozze”

“Come mai Antonella ha ceduto?” ha detto Francesca interrompendo la sua seduzione per un attimo.

“Antonella mi ha detto che quel ragazzo faceva talmente tanta pressione che alla fine aveva accettato di farsi inculare. Naturalmente il ragazzo aveva usato a sazietà quel buchino stretto mentre la masturbava a lungo e, a volte, più volte al giorno!
Antonella aveva sempre nostalgia del piacere che aveva provato con quel ragazzo.
Allora le ho proposto di concederle una certa libertà sessuale, pensando che il nostro legame fosse forte, in modo che i nuovi amanti avrebbero potuto darle conferma che fosse ancora piacente e suscitassero in lei quei desideri che pensava di non poter più avere.
All’inizio, sorpresa e un po’ preoccupata della mia compiacenza, aveva rifiutato l’idea ma mi rendevo conto, giorno dopo giorno, che spesso era pensierosa e che a questo proposito mi lanciava allusioni ironiche. Il turbamento che leggevo nei suoi occhi contraddiceva i suoi propositi.
Infine una sera mi ha annunciato di averci riflettuto sopra ed ha accettato la mia proposta.
Dopo una lunga discussione su quello che avrebbe fatto per mettere in pratica la mia proposta, abbiamo passato una meravigliosa notte d’amore”

“Allora te l’hai scopata per bene! L’idea che la scopassero altri ti ha eccitato, vero?” ha chiesto Francesca.

“Ebbene sì! Era scatenata e non ho dubitavo neppure per un attimo che all’origine di questa eccitazione ci fossero le prospettive che si andavano aprendo e che la facevano fantasticare.
Stravolto dalle fatiche sessuali di quella notte mi sono addormentato ma diverse volte, durante la notte, mi sono accorto che lei continuava a sditalinarsi senza cercare di nascondere i suoi movimenti e i suoi gemiti.
Decisamente aveva bisogno di numerose e intense relazioni sessuali e ciò mi eccitava da morire.
Il giorno dopo siamo andati a fare una passeggiata in città. Cercavo di farla camminare davanti a me in modo che avessi l’occasione di camminare un po’ dietro a lei per godermi l’immagine che offriva di sé.
Il suo vestito aderente, molto attillato, sottolineava le sue forme e si vedeva chiaramente che non portava il reggiseno e me lo confermavano i capezzoli che sporgevano dal tessuto elastico molto evidentemente. Calzava degli stivali alti di colore intonato al vestito che accentuavano la perversità del suo abbigliamento e permettevano di apprezzare la forma delle sue cosce affusolate e del suo sedere dato che l’indumento era super corto.
Parecchi uomini, incrociandola, le sorridevano e sapevo che lei li guardava negli occhi restituendo il sorriso mostrando i suoi bei denti bianchi.
Ricordo che un uomo è tornato sui suoi passi e l’ha abbordata. Avrà avuto una cinquantina d’anni ed era un bell’uomo. Lei si è fermata ad ascoltarlo ed io ho fatto finta di guardare da un’altra parte come se non fossi con lei.
Ho capito dai gesti che lei lo avrebbe seguito ed infatti così fu. A me non è restato che pedinarli in una strada adiacente a quella in cui eravamo, sono entrati in un caffè e poco dopo sono entrato anch’io andando a sedermi ad un tavolo vicino.
L’uomo parlava molto e sentivo distintamente le loro voci. Ovviamente evitavo di guardarli ad eccezione di qualche furtivo sguardo che mi ha permesso di vedere che l’uomo aveva posato una mano su una coscia di mia moglie e che lei lo fissava intensamente, sorridendogli.
Antonella non ha volto lo sguardo verso di me proprio come se io non esistessi, eppure ero lì a due metri da lei.
Lo sconosciuto sembrava aver capito immediatamente che quella bella donna provocante non chiedeva altro che di essere scopata così le ha proposto di andare da lui per ‘dialogare’ più tranquillamente bevendo qualcosa.
Antonella ha subito accettato ricambiando il tocco della mano posando a sua volta una mano sulla gamba di lui.
L’uomo non abitava lontano da lì e li ho seguiti col cuore in gola.
La teneva stretta con il braccio sulle spalle di lei facendo sì che la mano arrivasse sul fianco sotto l’ascella tanto da poter accarezzare lentamente la mammella destra.
Quando li ho visti sparire nell’atrio del palazzo dove lui la portava io sono rientrato a casa ad aspettare il ritorno di colei che consideravo la mia fedele moglie.
Antonella è rientrata sei ore dopo, con occhi lucidi di eccitazione e profondamente cerchiati. Poi ha raccontato che appena entrati in casa l’uomo l’aveva baciata a lungo, palpandole le tette e che una delle sue mani le aveva massaggiato la figa attraverso la piccola mutandina che offriva una ben fragile difesa alle avance fatte. Sicuramente quel maschio non ha aspettato molto prima di infilarle parecchie dita nella sua intimità aperta e inondata e sicuramente lei si è levata in men che si dica i vestiti per meglio offrirsi alle carezze dell’uomo. Immagino che abbia tirato fuori il grosso cazzo per accarezzarlo con le sue mani delicate vista la voglia che aveva.
Mi ha raccontato che lui, sempre continuando a masturbarla, l’ha portata in camera in letto e qui non ha voluto che lei si levasse gli stivali; ciò ha eccitato moltissimo Antonella”

“Lei ti ha raccontato tutto questo?” ha chiesto Francesca toccando il suo fidanzato e dando al cazzo dei bacetti per consolarlo dell’erezione prepotente che aveva.

“Sì, me lo ha raccontato e ti dirò anche che lei si è stesa sul letto e si ha aperta le cosce mentre l’uomo si spogliava guardandola intensamente con sguardo vorace, affamato di sesso. Poi lui si è sdraiato sopra di lei e si sono abbracciati appassionatamente.
Antonella eccitata dai baci e dalle carezze ha afferrato il sesso del suo amante momentaneo e se lo è infilato nella sua figa bagnata.
Lei è stata scopata a lungo mentre gemeva senza ritegno e quando lo sperma si è sparso nella sua intimità ha conosciuto un estremo piacere urlando e dicendo oscenità che non mi ha riferito perché non le ricordava.
Si ricordava però che lui l’ha presa ancora, a più riprese, scatenando in lei ogni volta orgasmi devastanti. Tra un amplesso e l’altro l’uomo le ha chiesto di succhiargli il cazzo per farglielo drizzare. Antonella lo ha fatto con grande piacere e si è piazzata carponi su di lui con il culo girato verso il viso del suo amante, dischiudendo leggermente le ginocchia per offrirgli così una bella vista ravvicinata dei suoi buchetti.
Mentre lei gli succhiava golosamente il cazzo e questo diventava sempre più duro tra le sue labbra, Antonella sentiva le dita del suo amante sfiorarle alternativamente la vagina e il culo per dilatare sia la figa sia l’ano.
Raggiunta una buona dilatazione dell’ano l’uomo ha fatto mettere mia moglie davanti allo specchio di un armadio e l’ha chiavata a lungo e intensamente”

“Ma non mi dire!” ha esclamato Francesca nel sentire il racconto dell’ultima azione.

“Antonella ha allungato il braccio tra le gambe ed è arrivata, arcuandosi un po’, a toccare i coglioni di quell’uomo constatando che aveva grossi coglioni vellutati che sbattevano con un rumore sordo contro le chiappe della mia donna che, col viso sulle lenzuola, mugolava di piacere.
Lei era talmente troia che si è spogliata senza ritegno ma si era tenuta gli stivali. Sul suo corpo potevo vedere le tracce biancastre e lucide della sborra ed ha avuto la sfrontatezza di dirmi che al suo amante, che le domandava il perché non si pulisse, ha risposto che voleva tenere sulla pelle il suo odore. Cosa che l’uomo aveva trovato eccitante e lusinghiera.
Io non so cosa le è successo ma ho notato che nei giorni seguenti, mentre io andavo a lavorare, mia moglie passeggiava sempre vestita nello stesso modo da attrarre l’attenzione delle persone.
Il suo comportamento non è cambiato quando siamo rientrati a casa, anzi il numero di uomini era passato anche a due ed una volta a tre.
Insomma era diventata una troia vera!
Io sopportavo ma ciò che mi ha fatto rompere con lei è stato quando un giorno mi ha raccontato che per la prima volta si era fatta mia madre.
A quel punto non ho più sopportato ed allora le ho detto di andare via oppure che io me ne sarei andato.
Alla fine ho preferito andare via io e sono così tornato a casa da mia madre ignara che io sapessi che faceva sesso con sua nuora.
Ecco ora sai tutto, tesoro mio. ”

Francesca nel sentire che la futura suocera era stata coinvolta è balzata sul letto guardando Alberto in viso “Cosaa?!! Ma che dici?”
Lei era meravigliata ma era tutta finzione. Sapeva molto bene quali fossero i gusti sessuali di Rossana, madre di Alberto. Lei li aveva provati così come quelli delle sorelle e del rapporto tra madre e figlie.
Francesca sapeva che Rossana usciva di casa per trovare qualcuno o qualcuna al centro estetico che aveva aperto. In realtà erano amanti almeno uno per la mattina e uno per il pomeriggio.

Francesca mentre Alberto le raccontava la storia della sua ex moglie si era denudata togliendosi reggiseno e perizoma per potersi toccare meglio ed essere più facilmente scopabile da Alberto che, eccitato dal racconto, ha chiesto a Francesca di mettersi nella stessa posizione davanti allo specchio dell’armadio perché volevo scoparle il culo per poter rivivere quello che la sua ex aveva fatto col suo amante.
Francesca non ha avuto nessuna difficoltà a farsi incularle. Per lei non era certo la prima volta ed ogni volta era un piacere anche se la sua passione era farsi leccare da donne e farsi vedere nel fare sesso.
Per farlo Francesca ha preso del gel lubrificante apposito dal cassetto del comodino ed ha offerto il sedere al suo fidanzato che lo ha lavorato prima con un dito poi con due ed infine con tre prima di affondare il suo sesso nell’intestino della sua Francesca.
L’azione energica del suo uomo aveva aperto una strada maestra nella quale il cazzo è scivolato dentro con il piacere di entrambe e la scopata è continuata fino al loro orgasmo quasi simultaneo e non è bastata una scopata ma ha voluto proseguire.
Francesca non protestato quando il suo uomo ha voluto prenderla ancora alla pecorina ma mettendole il cazzo nella figa da dietro. La ragazza era molto eccitata e si sentiva una donna da monta. Il racconto l’ha eccitata molto e si immedesimava in Antonella, ex del suo fidanzato.
Molto eccitata da questa situazione perversa lei ha preso a dire parole che in un ambito diverso sarebbero state oscenità “Il tuo cazzo mi piace! Ti prego, continua a chiavarmi! Mi piace da morire! Ho voglia di sentirti sborrare dentro. Dai fallo, ti prego!”
Alberto la chiavava sempre più intensamente, trattandola come una puttana e lei rispondeva “Sì! Sì, sono una puttana, sono la tua troia! Mi piace che mi scopi davanti! Guardami! Mi piace e mi eccita essere guardata mentre ho il cazzo dentro! Mi fai godere tanto. Hai un cazzo grosso! Farò tutto quello che vorrai!”
 Poi ha urlato tutto il suo piacere, lasciandosi cadere stravolta e lui dopo pochissimo tempo con un fiotto di sperma le ha inondato il viso e i capelli.
Quando ha riaperto gli occhi, il suo uomo stava fumando una sigaretta guardandola ironicamente.
Francesca aveva provato un piacere tale che hanno deciso di rifarlo appena Alberto si fosse rimesso in forze. Lei è stata così delicata che Alberto non sapevo se fosse una situazione reale oppure se stesse vivendo nel racconto appena fatto, aveva l’immaginazione completamente fuori controllo.
Il suo cazzo però diceva che era tutto vero ed avvertì qualche segno di vita tra le gambe.
Allora ha emesso un sommesso respiro e mi sistemato sul letto ormai ridotto ad un campo di battaglia amoroso cercando di sistemarsi più comodamente.
Francesca avvertendo il suo movimento le sfiorò delicatamente il sesso avvertendo una crescente tensione “Wow! Ma allora ti piaccio davvero!”
Alberto prontamente non le ha consentito di continuare. Il profumo della pelle della sua donna le ha fatto perdere la testa.
Le ha afferrato la nuca ed accostato le labbra alle sue.
Lei per nulla sorpresa ha assecondato con entusiasmo l’iniziativa e le loro lingue si sono incrociate freneticamente esplorando le rispettive bocche mentre la respirazione si faceva affannosa.
La mano della ragazza esplorava l’addome del suo fidanzato scendendo sempre più in basso finché non si è impadronita di quel bel cazzo tornato in vita.
Francesca ha cominciato nuovamente a toccare dapprima delicatamente, poi con sempre maggiore decisione, il turgore che si era ormai formato esprimendo con mugolii di approvazione il suo apprezzamento. Ad un tratto lei ha preso una delle mani di Alberto e se l’ha portata al seno facendogli constatare che ciò che toccava era al tempo stesso morbido e sodo ed il capezzolo duro ed eretto.
Alberto lo ha stretto delicatamente fra il medio e l’anulare mentre lei aveva ripreso imperterrita a giocare con le parti basse del suo maschio.
Ormai l’asta era completamente in tiro e lui sarebbe venuto dopo poco anche in bocca di lei.
Al termine, calmati gli animi e soddisfatta la voglia di accoppiarsi Francesca gli ha chiesto se avesse più rivisto la sua ex moglie.
“No, non l’ho più vista ma so da alcuni clienti che fa la escort pur non essendo più tanto giovane ma mi dicono che ha un fisico notevole avendo fatto più di un intervento estetico dai chirurghi.
 “La prima volta che vidi le tette della mia moglie Antonella avevo appena dodici anni. Lei si stava spogliando per coricarsi e, com’era solito, levava il reggiseno dopo aver indossato la giacca del pigiama e si guardava allo specchio, É stato in quel momento che il reggiseno è caduto e per la prima volta ho visto le grosse tette belle e morbide”

Alberto è in vena di confidenze e racconta della sua ex moglie alla fidanzata Francesca che più di una volta gli ha chiesto della donna ma lui ha sempre evitato accampando delle scuse.
Da quel matrimonio non erano nati figli e lei era più grande di età di lui.
Ciò che nessuno della famiglia, né i genitori né le sorelle di lui avevano mai detto niente di quella donna. Era come se lei non fosse mai esistita o fosse morta ma soprattutto fosse persona da non ricordare.
Francesca era distesa sul letto al suo fianco indossando un quasi inesistente perizoma ed un leggero reggiseno che le dava una carica erotica pazzesca ma Alberto sembrava per ora non avvertire la voglia della sua donna che a sua volta non voleva interrompere il racconto che aveva sempre desiderato ascoltare.

“Lei dormiva accanto a me ed io, quella sera, cominciai a masturbarmi pensando a ciò che avevo appena visto. Così continuai nei giorni seguenti.
Una sera decisi di rischiare spogliandomi sotto le coperte dopo che lei si era addormentata. Ero molto eccitato ed una volta nudo ho scostato lentamente le coperte e mi sono fatto una sega violenta, inizialmente stando disteso e poi in piedi sul letto guardando Antonella nella penombra passava tra le stecche della tapparella.
In piedi sul letto e stringendomi il cazzo con la mano destra mi sono segato fino a venire. Qualche goccia dello è caduta sul viso. Non potendo asciugarla, per evitare che se ne accorgesse, mi sono avvicinato lentamente a lei e, vedendo che era profondamente addormentata, con la punta della lingua le ho leccato il viso assaggiando per la prima volta il mio sperma”

Francesca era molto attenta la racconto e si sentiva quasi parte di esso. Le è venuto da dire “… e lei non si è svegliata?”

“No, non mi ha mai detto di essersi accorta di niente.
Un altro giorno Antonella era molto stanca ed andò a dormire presto cadendo in un sonno profondo. In quella occasione la desideravo come mai prima. Il cazzo era diventato duro pensando a ciò che mi avevo voglia di fare.
Appena coricato ho fatto ciò che avevo fatto nelle notti precedenti: mi sono levato tutto restando nudo ed ho iniziato a menarmi il cazzo facendolo diventare umido e pronto a sborrare; l’avevo dritto e duro come sempre. Le sensazioni che provavo era bellissime e la voglia di venirle addosso era forte ed allora ho deciso di rischiare.
Ho sollevato le lenzuola che coprivano il corpo di Antonella. Lei era nel sonno più profondo e ne ho approfittato per sbottonarle il pigiama per vedere ancora una volta le sue belle tette.
Con la mano sinistra toccavo i suoi capezzoli e con la destra mi masturbavo.
Con estrema lentezza, sperando che non si svegliasse, le tolsi gli slip ed il corpo di Antonella mi apparve in tutta la sua bellezza con la sua figa pelosa.
Mi è venuto spontaneo cominciare a leccare i suoi capezzoli e scendendo sono arrivato alla figa spaventatissimo e teso non volendo che lei si accorgesse di ciò che stavo facendo.
Con la mano ho accostato il mio cazzo per metterlo nella sua bocca ma, proprio in quel momento, si è risvegliata leggermente. Ciò mi ha reso di pietra. Pensavo che mi avesse scoperto. Lentamente, appena mi sono reso conto che lei aveva ripreso sonno, le ho rimesso lo slip tra le gambe e con attenzione mi sono coricato coprendomi con le lenzuola.
L’eccitazione non mi faceva dormire ed ero convinto che quella era la prima volta in cui avevo avuto un minimo di rapporto sessuale con Antonella.
Invece un giorno è successo ciò che non mi sarei mai aspettato.
Io ero uscito e lei era rimasta sola in casa. Sono però sono tornato prima del previsto e l’ho trovata in bagno davanti allo specchio. Era completamente nuda se non per un leggero asciugano che copriva il suo bel sedere.
Mi ha visto ma non ne è rimasta sorpresa. Di solito ci si copre o si chiude la porta, invece lei non ha fatto niente di ciò, anzi mi ha chiesto se fosse bella e se mi piacevano le sue tette e, all’improvviso, si è messa a ridere indicando il mio cazzo duro e dritto che avevo sotto i pantaloni essendo al massimo dell’eccitazione.
Non ce la facevo più a resistere. Mi piaceva molto ed allora ha tentato di assalirla e mi sono buttato su di lei appoggiandole il mio cazzo tra i glutei cercando di appoggiare la cappella sul buco posteriore mentre con le mani le toccavo le sue tette bagnate e insaponate.
Finalmente anche lei si è rilassata ed abbiamo iniziato a godere insieme. Le lavavo le grosse e morbide tette e lei muovendo il suo culo incoraggiava la mia eccitazione facendo sì che il cazzo sprofondasse sempre più tra le sue parti intime. Le ho levato l’asciugamano e dopo averla piegata a pecorina, cosa che lei ha gradito, abbiamo fatto ciò che avevo sognato da molto tempo durante le notti con nel suo letto.
Ovviamente mi sono levato i pantaloni e lo slip molto rapidamente ed il mio cazzo è finito nel suo culo con tutta la mia forza. Lei ha gridato di non farlo ma intanto gemeva di desiderio e tentava di stringere lo sfintere. In effetti la cappella era solo appoggiata.
All’improvviso si è voltata, con le mani ha preso il mio cazzo e con la lingua lo ha leccato leccandomi anche le palle trattenendole con le labbra.
Era esperta nel farlo ma non mi chiedevo dove avesse imparato.
Con il cazzo toccavo la sua gola e il mio piacere era enorme e mi sentivo preso da una forza incredibile.
Poi mi disse di metterci insieme nella vasca piena di acqua calda e lì iniziammo sul serio a fare sesso.
Ho così potuto vedere bene la sua figa e non mi restava che scoparla.
Nel momento in cui stavo venendo lei mi ha chiesto di aspettare prima di sborrare dicendomi che voleva assaporare il buon sapore dello sperma sulla sua faccia e sulle tette. Allora mi sollevato ed un violento getto di sperma è uscito andando giusto sulla bocca ed in parte sulle sue tette. Mentre lei assaporava la sborra con la lingua, allungandola per prenderne anche le parti più lontane, io leccavo le sue tette raccogliendo lo sperma e mettendoglielo in bocca approfittandone per incrociare la sua lingua.
Agivo d’istinto ma sembrava che fossi già esperto.
Non mi ero reso conto che l’esperta era lei. Tempo dopo eme ne resi conto e non mi sapevo dare una spiegazione.
Quella fu la prima volta ed in seguito ne avvenerò altre.
Così siamo andati avanti e non appena ebbi compiuto 19 anni mi ha chiesto di sposarla.
Era una decisione difficile e mi sono fidato di lei che era più grande di me ma era così bona che al solo pensiero di averla per me mi ha fatto acconsentire.
Non ti dico in famiglia che reazione!
Erano tutti impazziti e mi sconsigliavano al matrimonio; inizialmente lo escludevano a priori, poi mi suggerivano di andare a convivere con lei. Per loro Antonella era troppo grande di età per me.
Nonostante tutto mi sono sposato civilmente ed ho proseguito gli studi fino alla laurea ed il successivo esame da procuratore diventando subito dopo avvocato”

Francesca ascoltando quel racconto si ha messo una mano sotto lo slippino e si toccava ed allo stesso tempo, da consumata troietta, baciava Alberto sul petto, sui capezzoli nel ventre, nell’addome ed anche sullo slip dove sotto il cazzo era già bello duro e turgido, pronto a scoparla.

“L’inizio della rottura del nostro rapporto è avvenuto quando le dissi che dovevo andare a Roma senza dirle a che ora avessi il treno.
Il fatto è che decisamente era l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare a Roma. Fino ad allora i nostri rapporti erano stati quelli che normalmente derivano dal trovarsi insieme tutti i giorni nella stessa casa.
In treno di lei ricordavo benissimo tutto ciò che avevamo fatto insieme; gli attimi passati a spiare il suo profilo durante lo studio, o il piacere che provavo quando guardavo da vicino la sua massa di riccioli castani, il suo profumo. Ricordavo anche i pensieri che mi ispirava nei lunghi pomeriggi, quando la mia mente sfrenata faceva fantasie proibite e provavo ad immaginare le sue forme generose prive degli abiti. In quei momenti avevo eccitazioni intense che placavo in solitudine sostituendo con l’immaginazione il suo corpo e la sua bocca alla mia mano.
Ma tutto ciò improvvisamente finì quando ho visto la mia donna fra la folla della stazione di Roma Termini, scesa dal mio stesso treno. La raggiunsi, e dopo la sorpresa iniziale anche lei sembrò contenta di vedermi. Una volta tanto le frasi di circostanza che si usano in questi casi “Che bella sorpresa!“
Antonella non sembrava lei, era quasi cambiata, a parte il tailleur al posto dei jeans, che sacrificava un po’ le sue forme, le dava un tocco di classe che la rendeva ancora più affascinante.
“In quel momento non mi ha saputo dare una spiegazione né al fatto che fosse lì, né del fatto che fosse così elegante ma, stupido anche io, non le ho fatto nessuna domanda circa la sua presenza in quel momento. A ripensarci dopo ho visto in lei un po’ di disagio ben mascherato.
Quel giorno la mia partecipazione distrattamente agli incontri di lavoro era molto distratta. Per meglio dire, ci partecipò solo il mio corpo, mentre col pensiero ero già alla sera, quando speravo di rivedere mia moglie.
Cercavo di concentrarmi su quello che facevo ma niente da fare.
Alla sera ero eccitato come un liceale al primo appuntamento ma lei non si è presentata. Dove fosse lo ignoravo. In una telefonata dopo mezz’ora mi ha detto che non poteva essere con me e che era già rientrata a casa avendo finito il suo lavoretto”

Francesca chiede cosa lui avesse pensato circa il ‘lavoretto’.
“Devi sapere, amore mio, che fino a due anni prima pensavo fossi il solo uomo con cui avesse fatto l’amore. Lei da ragazza aveva avuto numerosi flirts ma non era mai stata penetrata da un uomo prima di me.
Certo, si era lasciata masturbare, dando piacere ai suoi partner con le mani e con la bocca e offrendo anche, a 18 anni il suo fondoschiena ad un giovane di cui si era innamorata perché non voleva sacrificare la sua verginità volendo arrivare intatta al giorno delle nozze”

“Come mai Antonella ha ceduto?” ha detto Francesca interrompendo la sua seduzione per un attimo.

“Antonella mi ha detto che quel ragazzo faceva talmente tanta pressione che alla fine aveva accettato di farsi inculare. Naturalmente il ragazzo aveva usato a sazietà quel buchino stretto mentre la masturbava a lungo e, a volte, più volte al giorno!
Antonella aveva sempre nostalgia del piacere che aveva provato con quel ragazzo.
Allora le ho proposto di concederle una certa libertà sessuale, pensando che il nostro legame fosse forte, in modo che i nuovi amanti avrebbero potuto darle conferma che fosse ancora piacente e suscitassero in lei quei desideri che pensava di non poter più avere.
All’inizio, sorpresa e un po’ preoccupata della mia compiacenza, aveva rifiutato l’idea ma mi rendevo conto, giorno dopo giorno, che spesso era pensierosa e che a questo proposito mi lanciava allusioni ironiche. Il turbamento che leggevo nei suoi occhi contraddiceva i suoi propositi.
Infine una sera mi ha annunciato di averci riflettuto sopra ed ha accettato la mia proposta.
Dopo una lunga discussione su quello che avrebbe fatto per mettere in pratica la mia proposta, abbiamo passato una meravigliosa notte d’amore”

“Allora te l’hai scopata per bene! L’idea che la scopassero altri ti ha eccitato, vero?” ha chiesto Francesca.

“Ebbene sì! Era scatenata e non ho dubitavo neppure per un attimo che all’origine di questa eccitazione ci fossero le prospettive che si andavano aprendo e che la facevano fantasticare.
Stravolto dalle fatiche sessuali di quella notte mi sono addormentato ma diverse volte, durante la notte, mi sono accorto che lei continuava a sditalinarsi senza cercare di nascondere i suoi movimenti e i suoi gemiti.
Decisamente aveva bisogno di numerose e intense relazioni sessuali e ciò mi eccitava da morire.
Il giorno dopo siamo andati a fare una passeggiata in città. Cercavo di farla camminare davanti a me in modo che avessi l’occasione di camminare un po’ dietro a lei per godermi l’immagine che offriva di sé.
Il suo vestito aderente, molto attillato, sottolineava le sue forme e si vedeva chiaramente che non portava il reggiseno e me lo confermavano i capezzoli che sporgevano dal tessuto elastico molto evidentemente. Calzava degli stivali alti di colore intonato al vestito che accentuavano la perversità del suo abbigliamento e permettevano di apprezzare la forma delle sue cosce affusolate e del suo sedere dato che l’indumento era super corto.
Parecchi uomini, incrociandola, le sorridevano e sapevo che lei li guardava negli occhi restituendo il sorriso mostrando i suoi bei denti bianchi.
Ricordo che un uomo è tornato sui suoi passi e l’ha abbordata. Avrà avuto una cinquantina d’anni ed era un bell’uomo. Lei si è fermata ad ascoltarlo ed io ho fatto finta di guardare da un’altra parte come se non fossi con lei.
Ho capito dai gesti che lei lo avrebbe seguito ed infatti così fu. A me non è restato che pedinarli in una strada adiacente a quella in cui eravamo, sono entrati in un caffè e poco dopo sono entrato anch’io andando a sedermi ad un tavolo vicino.
L’uomo parlava molto e sentivo distintamente le loro voci. Ovviamente evitavo di guardarli ad eccezione di qualche furtivo sguardo che mi ha permesso di vedere che l’uomo aveva posato una mano su una coscia di mia moglie e che lei lo fissava intensamente, sorridendogli.
Antonella non ha volto lo sguardo verso di me proprio come se io non esistessi, eppure ero lì a due metri da lei.
Lo sconosciuto sembrava aver capito immediatamente che quella bella donna provocante non chiedeva altro che di essere scopata così le ha proposto di andare da lui per ‘dialogare’ più tranquillamente bevendo qualcosa.
Antonella ha subito accettato ricambiando il tocco della mano posando a sua volta una mano sulla gamba di lui.
L’uomo non abitava lontano da lì e li ho seguiti col cuore in gola.
La teneva stretta con il braccio sulle spalle di lei facendo sì che la mano arrivasse sul fianco sotto l’ascella tanto da poter accarezzare lentamente la mammella destra.
Quando li ho visti sparire nell’atrio del palazzo dove lui la portava io sono rientrato a casa ad aspettare il ritorno di colei che consideravo la mia fedele moglie.
Antonella è rientrata sei ore dopo, con occhi lucidi di eccitazione e profondamente cerchiati. Poi ha raccontato che appena entrati in casa l’uomo l’aveva baciata a lungo, palpandole le tette e che una delle sue mani le aveva massaggiato la figa attraverso la piccola mutandina che offriva una ben fragile difesa alle avance fatte. Sicuramente quel maschio non ha aspettato molto prima di infilarle parecchie dita nella sua intimità aperta e inondata e sicuramente lei si è levata in men che si dica i vestiti per meglio offrirsi alle carezze dell’uomo. Immagino che abbia tirato fuori il grosso cazzo per accarezzarlo con le sue mani delicate vista la voglia che aveva.
Mi ha raccontato che lui, sempre continuando a masturbarla, l’ha portata in camera in letto e qui non ha voluto che lei si levasse gli stivali; ciò ha eccitato moltissimo Antonella”

“Lei ti ha raccontato tutto questo?” ha chiesto Francesca toccando il suo fidanzato e dando al cazzo dei bacetti per consolarlo dell’erezione prepotente che aveva.

“Sì, me lo ha raccontato e ti dirò anche che lei si è stesa sul letto e si ha aperta le cosce mentre l’uomo si spogliava guardandola intensamente con sguardo vorace, affamato di sesso. Poi lui si è sdraiato sopra di lei e si sono abbracciati appassionatamente.
Antonella eccitata dai baci e dalle carezze ha afferrato il sesso del suo amante momentaneo e se lo è infilato nella sua figa bagnata.
Lei è stata scopata a lungo mentre gemeva senza ritegno e quando lo sperma si è sparso nella sua intimità ha conosciuto un estremo piacere urlando e dicendo oscenità che non mi ha riferito perché non le ricordava.
Si ricordava però che lui l’ha presa ancora, a più riprese, scatenando in lei ogni volta orgasmi devastanti. Tra un amplesso e l’altro l’uomo le ha chiesto di succhiargli il cazzo per farglielo drizzare. Antonella lo ha fatto con grande piacere e si è piazzata carponi su di lui con il culo girato verso il viso del suo amante, dischiudendo leggermente le ginocchia per offrirgli così una bella vista ravvicinata dei suoi buchetti.
Mentre lei gli succhiava golosamente il cazzo e questo diventava sempre più duro tra le sue labbra, Antonella sentiva le dita del suo amante sfiorarle alternativamente la vagina e il culo per dilatare sia la figa sia l’ano.
Raggiunta una buona dilatazione dell’ano l’uomo ha fatto mettere mia moglie davanti allo specchio di un armadio e l’ha chiavata a lungo e intensamente”

“Ma non mi dire!” ha esclamato Francesca nel sentire il racconto dell’ultima azione.

“Antonella ha allungato il braccio tra le gambe ed è arrivata, arcuandosi un po’, a toccare i coglioni di quell’uomo constatando che aveva grossi coglioni vellutati che sbattevano con un rumore sordo contro le chiappe della mia donna che, col viso sulle lenzuola, mugolava di piacere.
Lei era talmente troia che si è spogliata senza ritegno ma si era tenuta gli stivali. Sul suo corpo potevo vedere le tracce biancastre e lucide della sborra ed ha avuto la sfrontatezza di dirmi che al suo amante, che le domandava il perché non si pulisse, ha risposto che voleva tenere sulla pelle il suo odore. Cosa che l’uomo aveva trovato eccitante e lusinghiera.
Io non so cosa le è successo ma ho notato che nei giorni seguenti, mentre io andavo a lavorare, mia moglie passeggiava sempre vestita nello stesso modo da attrarre l’attenzione delle persone.
Il suo comportamento non è cambiato quando siamo rientrati a casa, anzi il numero di uomini era passato anche a due ed una volta a tre.
Insomma era diventata una troia vera!
Io sopportavo ma ciò che mi ha fatto rompere con lei è stato quando un giorno mi ha raccontato che per la prima volta si era fatta mia madre.
A quel punto non ho più sopportato ed allora le ho detto di andare via oppure che io me ne sarei andato.
Alla fine ho preferito andare via io e sono così tornato a casa da mia madre ignara che io sapessi che faceva sesso con sua nuora.
Ecco ora sai tutto, tesoro mio. ”

Francesca nel sentire che la futura suocera era stata coinvolta è balzata sul letto guardando Alberto in viso “Cosaa?!! Ma che dici?”
Lei era meravigliata ma era tutta finzione. Sapeva molto bene quali fossero i gusti sessuali di Rossana, madre di Alberto. Lei li aveva provati così come quelli delle sorelle e del rapporto tra madre e figlie.
Francesca sapeva che Rossana usciva di casa per trovare qualcuno o qualcuna al centro estetico che aveva aperto. In realtà erano amanti almeno uno per la mattina e uno per il pomeriggio.

Francesca mentre Alberto le raccontava la storia della sua ex moglie si era denudata togliendosi reggiseno e perizoma per potersi toccare meglio ed essere più facilmente scopabile da Alberto che, eccitato dal racconto, ha chiesto a Francesca di mettersi nella stessa posizione davanti allo specchio dell’armadio perché volevo scoparle il culo per poter rivivere quello che la sua ex aveva fatto col suo amante.
Francesca non ha avuto nessuna difficoltà a farsi incularle. Per lei non era certo la prima volta ed ogni volta era un piacere anche se la sua passione era farsi leccare da donne e farsi vedere nel fare sesso.
Per farlo Francesca ha preso del gel lubrificante apposito dal cassetto del comodino ed ha offerto il sedere al suo fidanzato che lo ha lavorato prima con un dito poi con due ed infine con tre prima di affondare il suo sesso nell’intestino della sua Francesca.
L’azione energica del suo uomo aveva aperto una strada maestra nella quale il cazzo è scivolato dentro con il piacere di entrambe e la scopata è continuata fino al loro orgasmo quasi simultaneo e non è bastata una scopata ma ha voluto proseguire.
Francesca non protestato quando il suo uomo ha voluto prenderla ancora alla pecorina ma mettendole il cazzo nella figa da dietro. La ragazza era molto eccitata e si sentiva una donna da monta. Il racconto l’ha eccitata molto e si immedesimava in Antonella, ex del suo fidanzato.
Molto eccitata da questa situazione perversa lei ha preso a dire parole che in un ambito diverso sarebbero state oscenità “Il tuo cazzo mi piace! Ti prego, continua a chiavarmi! Mi piace da morire! Ho voglia di sentirti sborrare dentro. Dai fallo, ti prego!”
Alberto la chiavava sempre più intensamente, trattandola come una puttana e lei rispondeva “Sì! Sì, sono una puttana, sono la tua troia! Mi piace che mi scopi davanti! Guardami! Mi piace e mi eccita essere guardata mentre ho il cazzo dentro! Mi fai godere tanto. Hai un cazzo grosso! Farò tutto quello che vorrai!”
 Poi ha urlato tutto il suo piacere, lasciandosi cadere stravolta e lui dopo pochissimo tempo con un fiotto di sperma le ha inondato il viso e i capelli.
Quando ha riaperto gli occhi, il suo uomo stava fumando una sigaretta guardandola ironicamente.
Francesca aveva provato un piacere tale che hanno deciso di rifarlo appena Alberto si fosse rimesso in forze. Lei è stata così delicata che Alberto non sapevo se fosse una situazione reale oppure se stesse vivendo nel racconto appena fatto, aveva l’immaginazione completamente fuori controllo.
Il suo cazzo però diceva che era tutto vero ed avvertì qualche segno di vita tra le gambe.
Allora ha emesso un sommesso respiro e mi sistemato sul letto ormai ridotto ad un campo di battaglia amoroso cercando di sistemarsi più comodamente.
Francesca avvertendo il suo movimento le sfiorò delicatamente il sesso avvertendo una crescente tensione “Wow! Ma allora ti piaccio davvero!”
Alberto prontamente non le ha consentito di continuare. Il profumo della pelle della sua donna le ha fatto perdere la testa.
Le ha afferrato la nuca ed accostato le labbra alle sue.
Lei per nulla sorpresa ha assecondato con entusiasmo l’iniziativa e le loro lingue si sono incrociate freneticamente esplorando le rispettive bocche mentre la respirazione si faceva affannosa.
La mano della ragazza esplorava l’addome del suo fidanzato scendendo sempre più in basso finché non si è impadronita di quel bel cazzo tornato in vita.
Francesca ha cominciato nuovamente a toccare dapprima delicatamente, poi con sempre maggiore decisione, il turgore che si era ormai formato esprimendo con mugolii di approvazione il suo apprezzamento. Ad un tratto lei ha preso una delle mani di Alberto e se l’ha portata al seno facendogli constatare che ciò che toccava era al tempo stesso morbido e sodo ed il capezzolo duro ed eretto.
Alberto lo ha stretto delicatamente fra il medio e l’anulare mentre lei aveva ripreso imperterrita a giocare con le parti basse del suo maschio.
Ormai l’asta era completamente in tiro e lui sarebbe venuto dopo poco anche in bocca di lei.
Al termine, calmati gli animi e soddisfatta la voglia di accoppiarsi Francesca gli ha chiesto se avesse più rivisto la sua ex moglie.
“No, non l’ho più vista ma so da alcuni clienti che fa la escort pur non essendo più tanto giovane ma mi dicono che ha un fisico notevole avendo fatto più di un intervento estetico dai chirurghi.

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