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Amor Vincit Omnia

Questa &egrave una vicenda che &egrave capitata qualche anno fa…

Quell’anno ero appena stato mollato dalla mia fidanzata storica Giulia di cui ero ancora innamorato alla follia, così la mia amica Carla mi invitò a passare le vacanze estive nella loro casa al mare: ‘Saremo Io e Luca, Franco e Lucia, tu poi verrà mia sorella minore con una sua amica’
Probabilmente c’era Giulia (molto amica di Carla) dietro a quell’invito!


Con Carla ci conosciamo da anni; Luca (il fidanzato di Carla), Franco e Lucia (gli eterni innamorati) li conoscevo bene, erano nella nostra compagnia; mentre Francesca (la sorella minore di Carla, 3 anni in meno) l’avevo vista solo in qualche occasione. Non era brutta ma non bellissima (si valorizzava poco) non molto alta, sempre coi capelli corti, con i jeans e le scarpe da ginnastica, mai truccata (anche nelle occasioni importanti); taciturna e sulle sue.

La vera sorpresa fu Laura (l’amica) quando arrivai all’appuntamento per la partenza (lei prima, Io secondo, gli altri sempre in ritardo) quasi mi prese un colpo: alta uno sproposito, bionda con i cappelli lisci fino a metà schiena, occhi di un azzurro intenso, col viso da classica bellezza nordica; vestita con una mini ultra inguinale, un top aderente su una quinta marmorea e un paio di sandali tacco 12 che la slanciavano ancor di più. Avrebbe fatto impallidire qualsiasi top model!

Mi trattò con una certa freddezza; ma ci sorvolai su anche perch&egrave inchinandosi a prendere una cosa nella valigia mi mostrò con noncuranza che non portava il perizoma! (pensai che sarebbe stata un gran scopata)

Quando arrivarono gli altri si precipitò verso Francesca e baciandola sulla bocca come ogni uomo avrebbe desiderato disse: ‘Ti aspettavo con ansia amore mio!’.

Carla, guardando la mia faccia allibita, mi si avvicinò dicendomi: ‘Ho dimenticato di dirti che Laura &egrave la fidanzata di mia sorella; Francesca &egrave lesbica, però bisogna che i miei non lo vengano a sapere, mi raccomando!’


Fin dai primi giorni Laura mi stava facendo impazzire, ero continuamente eccitato e a stento contenevo le erezioni quando insieme agli altri:
Per casa girava sempre nuda o con un babydoll completamente trasparente, senza intimo mostrando il suo ciuffo biondo perfettamente rasato a forma di cuore e con degli zoccoli tacco 12 in plexiglas da ballerina di lap dance. A una domanda di Lucia sulla comodità rispose: ‘…me le fece provare una con con cui uscivo che lavora nei nightclub, ti assicuro che sono più comode di qualsiasi infradito o ciabatta. Da allora in casa non uso altro! Per uscire, in effetti, sono un po’ volgari; però, per una ragazza, le infradito sono squallide. Se vuoi te le faccio provare’. Ma Lucia, seccata perch&egrave usava sempre le infradito, declinò l’offerta.
Le scarpe più basse che indossava erano le zeppe tacco 10 con cui veniva in spiaggia. Queste unite al suoi topless e micro tanga (unico caso in cui indossava mutande) ed a Francesca che metteva solo boxer o slip (come se fosse un uomo, senza reggiseno) facevano sì che attorno al nostro ombrellone ci fosse una nuvola di maschi a sbavare. Finì che anche Carla e Lucia considerarono il pezzo sopra un optional; per cui potete immaginare passare i pomeriggi in spiaggia con quattro ragazze in fila in topless e con Laura perennemente con la mano nei boxer di Francesca.

Quando Laura usciva erano microgonne e magliette aderenti e un po trasparenti, reggiseni a balconcino aperti sui capezzoli; ed alla sera vestitini corti ed aderenti e tacco 15 con, nonostante il caldo, anche calze autoreggenti a rete con la balza che le sbucava ogni volta che si sedeva. In un’occasione commentò ‘Non so come faccia una ragazza a dire di essere elegante se indossa un vestito senza le calze…’

Poi le continue effusioni, palpeggiamenti e masturbazioni in pubblico con Francesca (che a differenza di una etero quando lo fa un uomo, apprezzava molto e ricambiava) e le loro continue e spudorate battute sessuali. Tra l’altro, in compagnia di Laura, Francesca era anche un’altra persona: solare, allegra e giocosa; ed il suo stile da ‘maschio trasandato’ assumeva tutt’altro significato.

Io avevo la singola (anche se molto piccola), le 2 coppiette le matrimoniali, alle ragazze toccò il divano letto del soggiorno. Una notte avevo sete e non sentendo rumore passai pian piano per andare nell’angolo cucina. Mi resi conto che erano impegnate in un intenso ma silenzioso 69; Laura (che era sopra) alzò lo sguardo. Io dissi ‘scusate’. Allora lei alzò il busto spingendo ancor di più la sua figa nella bocca della fidanzata: ‘No, scusa tu se abbiamo fatto troppo rumore; se vuoi rimanere a goderti lo spettacolo e masturbarti guardandoci, accomodati…
‘ la cosa mi eccita!’
Ero tentato, un porno lesbo live gratis; ma per decenza e rispetto della mia amica Carla rifiutai, in fondo una era sua sorella ed Io ero ospite a casa sua!


Del resto Carla qualche giorno prima mi disse: ‘Scusa per l’atteggiamento delle ragazze, e cerca di sopportarlo. Vedi come &egrave felice mia sorella? A casa con i miei, non potendo essere se stessa, &egrave sempre giù di morale. Sì lo so, a volte Laura passa un po’ il limite, ma la ama molto e preferisco pensare al bene che le fa; poi del resto &egrave colpa mia…’

‘Cosa vuol dire colpa tua?’ chiesi

‘Un giorno, quando eravamo piccole, mi sorprese a masturbarmi. Incuriosita le insegnai a masturbarsi, poi da cosa nasce cosa e cominciammo a farlo reciprocamente. Un giorno, ispirata un porno, volle provare a leccarmela; le piacque tantissimo. Sai &egrave molto brava, magari lo fosse Luca così… Da allora la cosa andò avanti per anni tutti i giorni, fino a quando non si mise assieme a Laura; l’unica che l’ha resa veramente felice. All’epoca ero giovane, stupida ed egoista, se le avessi fatto assaggiare un uomo al posto di godermi le sue leccate, adesso non sarebbe lesbica…’

‘Non farti delle colpe che non hai,’ ribadii Io ‘ &egrave la sua natura! Anche se le piacesse il cazzo, a cuore non si comanda. Pensa che anche a Giulia, che non &egrave lesbica, piace leccare la passera; non sai quante volte abbiamo rimorchiato delle ragazze in disco a cui lei si dedicava intanto che la scopavo’

‘Lo so perfettamente, cosa credi…

‘ piuttosto mi ha detto che tu che tu non te la cavi male, se non fosse stata così gelosa avrei voluto provarti…’ Sapevo (da Giulia) che Carla era un po porca, ma non pensavo così tanto; stupito esclamai: ‘Anche tu e Giulia?’

‘ E’ sì, bello mio; per me &egrave stata la prima e andiamo avanti ancora oggi. Non ricordi che te la presentai Io! Comunque non pensare male sono solo lei e mia sorella, altrimenti solo maschi! Con mia sorella &egrave cominciata con naturalezza perch&egrave avevo già fatto esperienza con Giulia’


Una notte mi svegliai di colpo perch&egrave sentii qualcosa che mi saliva per le gambe, accesi la luce e vidi Laura (completamente nuda come al solito) con il mio cazzo duro in bocca intenta nel farmi un pompino. D’istinto dissi: ‘cazzo fai?’ Allora lei si fermò e disse: ‘Un’erezione maschile &egrave come un bel mazzo di rose rosse, non lo si può lasciar appassire senza che una ragazza lo abbia ricevuto in regalo!

Poi si ributtò sul mio cazzo, facendomi il più bel pompino della mia vita. Poche pompate e sentivo il piacere montare sempre di più; il cazzo mi era diventato più grosso del solito, poi cominciai ad ansimare come se fosse una scopata che durava ore. Lo sentivo stavo venendo, il più bel orgasmo della mia vita; dovetti mettermi una mano sulla bocca per non gemere e svegliare gli altri. Laura che si rese conto che stavo per venire, non si staccò, anzi strinse le labbra ancora di più e fece un effetto risucchio. In quel momento sentii il mio cazzo schizzare come non aveva mai fatto (era una quasi una settimana di eccitazione continua senza sfogo), sentivo lo sperma uscire a frotte con colpi continui della prostata; ancora e ancora. E lei imperterrita a fare l’effetto risucchio, anche se potevo vedere le sue guance che si riempivano del mio nettare. Quando ebbi finito cominciò a sollevare la testa, sempre tenendo le labbra ben serrate; arrivata al glande aprì un po’ la bocca e fece un magistrale gioco di lingua. Facendola roteare attorno alla mia cappella la ripulì completamente; non andò sprecata neanche una goccia.

A questo punto alzò la testa, e la vidi degustare la bevanda come un sommelier farebbe con un vino pregiato. E alla fine deglutì esclamando: ‘Molto buono ed abbondante, i miei complimenti!’

Dopo una lunga pausa in cui ci guardammo negli occhi, quando smisi di ansimare disse: ‘Però non montarti la testa, Io sono lesbica e l’idea che il tuo o un qualsiasi altro cazzo penetri il mio bocciolo inviolato mi fa semplicemente ribrezzo…’

Pensai che una figa così ancora vergine e che lo resterà per il resto delle sua vita &egrave uno spreco maggiore di un mazzo di rose e mi partì spontanea la battuta: ‘Adesso ho capito perch&egrave dici sempre che le mutande ti danno fastidio: &egrave alla tua passera danno fastidio perch&egrave vuole suggerirti di infilarle un cazzo dentro!’

Ghignò e riprese: ‘… Vedi per me il pompino non &egrave un atto sessuale, &egrave che sono estremamente golosa di sperma; per me &egrave come una bottiglia di Cristal o un barattolo di Nutella. Solo che non lo puoi comprare al supermercato, lo devi bere alla fonte…’

Si ferma a fissare il sguardo attonito, poi riprende a parlare: ‘Poi devi spare che Io i ragazzi li giudico dal sapore, e non ho mai sbagliato! Sappi che ho molta esperienza; ogni tanto per arrotondare e per piacere mi esibisco nei night; e nel priv&egrave, anche per soddisfare la mia ingordigia, un pompino non lo lesino a nessuno…’

‘Ecco perch&egrave sei così brava’ la interrompo Io.

‘… Grazie, ma me la cavo meglio a leccare!’ ribadisce lei, poi ‘Sai tu sei uno dei migliori che abbia mai assaggiato; Giulia &egrave stata veramente un stupida a mollarti!’

‘Conosci Giulia?’

‘Sì, anche intimamente e lei altrettanto. &egrave una dell..’

E qui la interrompo sbottando: ‘CAZZO! Ma c’&egrave una ragazza in questa casa che non sia stata scopata dalla mia fidanzata?’

‘EX! Comunque NO! Lucia, che non conosco bene, so che &egrave anche lei sua amica e Giulia prima o poi le amiche se le ripassa tutte!’

‘Anche Francesca?’ chiedo

‘Per il mio amore ho organizzato Io una cosa a tre, ma ho intenzione di farlo prima della fine della vacanza anche con te. Sarebbe un peccato che il mio tesoro non assaggiasse un nettare così buono! Comunque in questi giorni quando ti diventa duro o se hai voglia di masturbarti fammi un cenno; una bevanda così buona non va sprecata.’


Così la vacanza continuò con Laura che mi faceva pompini tutto il giorno, le bastava vedere un cenno erezione che mi si fiondava addosso, sempre senza farsi notare dagli altri ad eccezione di Francesca che le reggeva il gioco. Tra l’altro aveva cominciato a vestirsi ed atteggiarsi in maniera ancora più sexy, per quanto fosse possibile, e cercando di farmelo venir duro. Non perdeva occasione di mostrarmi la sua passera. Un pomeriggio uscimmo a fare un giro in centro, notai subito che si era messa le autoreggenti (cosa che normalmente faceva solo la sera) color carne; però questa volta la balza faceva capolino sempre dalla mini, e quando si sedeva usciva tutta scoprendo anche un lembo di pelle non coperto dalle calze. Mi si avvicinò e mi sussurrò ‘Giulia mi ha detto quanto ti eccitano le autoreggenti, vediamo se oggi pomeriggio riesco a farmi più negozi o più bevute’ Comincio così un tour de force fra vari negozi, tutti di alto livello; oltre al resto quando vedeva qualcosa che mi eccitava lo comprava. Naturalmente si provava i vestiti lanciando aperte le porte dei camerini se mi veniva duro mi toccava entrare con lei per la sua bevuta. Visto le cifre che spendeva le commesse non protestavano più di tanto, e qualcuna cercò di partecipare. Ad un certo punto ci separammo: le 2 coppiette si diressero per loro conto ed Io rimasi con le 2 lesbiche. Mi portarono in un negozio di La Perla; li Laura si fece portare un sacco di roba: reggiseni, perizomi, culottes, reggicalze, autoreggenti e babydoll. Improvvisò una sfilata, ma col fisico che aveva sembrava tagliata per fare la modella di lingerie; questa volta ad un certo punto fece un cenno e Francesca, che era stata seduta di fianco a me con la mano nei pantaloni tutto il tempo, si alzo andò nel camerino si spoglio e si coricò per terra a faccia in su. Laura si tolse gli slip, di uno splendido completo in tulle azzurro con fiorellini rosa ricamati con autoreggenti bianche con la balza a tono che stava provando, rimanendo con gli altri pezzi; poi si mise a 69 con la fidanzata tirando la tenda del camerino. Pensavo di dover rimanere lì come un ebete quando mi si avvicinò una commessa dicendomi ‘La signora ci ha detto che deve fare un regalo, se non le dispiace seguirmi una nostra commessa le farebbe vedere qualche proposta’ risposi ‘va bene’ e la seguii verso gli altri camerini e mi fece accomodare. Da uno di essi uscì un’altra commessa con indosso solo un completo intimo nero: reggiseno trasparente, perizoma in pizzo ricamato, reggicalze coordinato e calze con la riga posteriore e la balza in pizzo alta senza silicone (apposta per il reggicalze).

La prima mi chiese ‘le piace?’ risposi ‘Sì, direi che &egrave perfetto’

Laura aveva colpito ancora: quel completo lo conoscevo bene, ne avevo regalato un identico a Giulia a Natale!

‘Bene…’ proseguì la commessa ‘… vado a preparale un pacchetto con la taglia giusta. Per il pagamento non si preoccupi, la signora ha il conto aperto da noi e ha detto che poi vi aggiusterete. Intanto che aspetta la nostra commessa le farà vedere qualche novità estiva’ E fu così che attesi che le 2 finissero di slinguazzarsi gustandomi un modella che sfilava in intimo per me. All’uscita ritirai il pacchetto, non avevo idea di cosa farne, non avevo una ragazza a cui regalarlo; poi la commessa non aveva detto che taglia aveva impacchettato. Laura non proferì parola, Io non chiesi.


Quella sera ci preparammo tutti e 7 per uscire per la cena, Francesca si agghindò meglio del solito: camicetta di seta bianca (sotto si poteva intravvedere il reggiseno azzurro del pomeriggio), pantaloni di gessato un po larghi e un paio di decolt&egrave col tacco basso indossate con le calze del completino. Infatti quando si sedette a cena notai anche che i pantaloni erano segnati all’altezza delle cosce dal pizzo delle autoreggenti. A cena cominciammo a discutere del dopo, poi saltò su Laura dicendo ‘andiamo in un nightclub che conosco!’

Lucia ribadì: ‘No dai &egrave squallido!’

Laura guardando me ‘Se lo fa un uomo da solo sono d’accordo con te; ma in coppia &egrave molto divertente. Non &egrave vero?’

Io aggiunsi: ‘Certo! Io e Giulia lo abbiamo fatto diverse volte, e ci siamo sempre divertiti come dei matti!’

E Franco, che evidentemente voleva un po più di pepe nella sua relazione: ‘Dai tesoro, piantala di fare la rompiscatole come al solito!’


Entrammo nel locale verso l’una (lo conoscevo, c’ero già stato sia da solo che con Giulia) anticipati di qualche passo da Laura; stranamente non ci diedero la tesserina per le consumazioni. Scelse il divanetto migliore per godersi lo spettacolo, ci sedemmo ed a un suo gesto arrivarono una bottiglia di Cristal e 3 ragazze: una si sedette a farmi compagnia (ero l’unico solo) le altre 2 sul tavolino davanti a noi a fare la lap dance.

Luca esclamò: ‘Sei matta? Sai cosa costa una bottiglia così?’

Ma Laura: ‘Fregatene, stasera siete miei ospiti, bevande e ragazze’


Allora non lo sapevo e neanche gli altri, ma Laura era la figlia di un ricco industriale. Suo padre le passava una ‘paghetta’ da manager di multinazionale ed una carta illimitata per lo shopping! Era spendacciona però non era stupida, anzi era un’ottima imprenditrice: aveva investito i soldi che le dava il padre in ciò che sapeva fare; ed all’epoca il suo ‘arrotondare nei night’ significava possederne e gestirne ben 3, fra cui quello in cui eravamo, con ottimi guadagni!


Ad un certo punto Laura sparì, dopo qualche minuto riapparì sul palco. Li cominciò il suo spettacolo, il pubblico era in delirio, era veramente brava; il miglior spettacolo della serata. Quando fu completamente spogliata cominciò a girare per il pubblico per scegliere (come consuetudine) qualcuno da portare sul palco. Si diresse verso il nostro tavolo, prima si struscio un po’ davanti alle 2 coppiette; poi tocco a me: arrivò quasi a piantarmi la sua figa sulla bocca. Tirai fuori la lingua e le diedi una leccata (cosa che non mi aveva mai permesso di fare), Francesca mi diede un pugno sullo stomaco dicendo ‘Quella &egrave roba mia!’ Laura si alzo di scatto e prese Francesca per una mano e la trascinò sul palco. Iniziò a spogliarla: camicia e reggiseno; poi una succhiata ai capezzoli. Francesca si sedette per terra e Laura le alzo le gambe e le sfilò i pantaloni.

Carla esclamò applaudendo: ‘Cazzo, mi sorella con delle autoreggenti. Non pensavo che ne avrebbe mai indossate!’

Sentii chiaramente un avventore dietro ‘Come sua sorella?’ Nel locale, a parte noi, erano tutti convinti che che facesse parte dello spettacolo; anche perch&egrave Francesca era brava quasi quanto Laura. Il fatto &egrave che non era uno spettacolo, ma due ragazze che si amavano d’avvero! Comunque erano distese sul palco a fare il loro 69, e questa volta con oltre un centinaio di spettatori.

Visto che mi era diventato duro (di nuovo), la ragazza che mi teneva compagnia disse ‘andiamo a fare il priv&egrave’. Ci incamminammo per il corridoio, passammo davanti alla cassa senza fermarci, proseguimmo senza entrare in nessuno stanzino; in fondo al corridoio c’era una porta chiusa a chiave. La ragazza si filò la chiave dagli slip ed apri la porta, entrammo e la richiuse girando un nottolino. Era una vera e propria stanza da letto, con una luce soffusa e delle candele accese. Mi disse ‘Stasera con me puoi fare tutto ciò che vuoi, in questa stanza non ci sono limiti’

Scopammo per un paio d’ore: pompino, leccata, 69, spagnola, figa e venuta finale nel culo; era chiaramente una professionista, poco spontanea, ma stetti al gioco.

Mi fece uscire per un altra porta e mi ritrovai in un giardinetto che non faceva parte del locale; sul dondolo

a coccolarsi cerano le 2 ragazze. Subito Laura ‘Certo che avevi proprio bisogno di una bella scopata! Dai andiamo, che gli altri sono a dormire già da un po”

Io ‘Si sono divertiti per lo meno?’

mi rispose Francesca ‘Sicuramente sì, ma non lo ammetteranno mai’


Un paio di giorni dopo le 2 coppiette decisero che quella sera volevano starsene un po da sole. Laura mi disse subito ‘Tu non andartene in giro; stasera stai a casa con noi!’

‘Però cucino Io’ risposi

Al pomeriggio andai a fare la spesa, poi feci una doccia e mi preparai per la cena. Quando gli altri 4 se ne furono andati Laura e Francesca cominciarono a preparare la tavola; si presentarono in soggiorno completamente nude, solo le scarpe: i soliti zoccoletti da lap per Laura e ciabattine per Francesca.

Laura disse ‘In casa con noi si sta solo nudi, se vuoi rimanere dovrai spogliarti. Fin che cucini puoi tenere il grembiule.’ Lo feci feci senza farmi pregare.

Quando fu pronto ci ritrovammo seduti a tavola, sempre completamente nudi, parlando del più e del meno.

Poi però l’argomento andò sulla mia relazione con Giulia e alle nostre attitudini sessuali.

Finimmo di mangiare, si alzarono e si diressero verso il bagno.

Laura ‘La accompagno in bagno poi vengo a darti una mano a sparecchiare’
In bagno ci andavano sempre in coppia, &egrave un abitudine comune delle ragazze che non capirò mai.

e Francesca ‘Ti dispiace se mi cambio in camera tua visto che qua &egrave impegnato’ In effetti per mangiare in soggiorno (che non era grossissimo) dovemmo chiudere il letto delle ragazze. Laura tornò dopo oltre 10 minuti (sempre nuda), Io avevo già sparecchiato e stavo lavando i piatti. Lei si mise a riaprire il letto.

Dopo qualche minuto entrò Francesca, quasi non la riconobbi: era perfettamente truccata, coi capelli lunghi (una parrucca), indossava il completo intimo che avevo ritirato nel negozio come regalo e un paio di sandali neri tacco 20 con 7 cm di plateau. Era uno schianto, quasi quanto Laura; con quelle scarpe aveva un fisico slanciato ed era alta quasi quanto me.

‘Sei stupenda, che figa che sei diventata!’

‘Vedo che ti piaccio…’ dice indicando il mio cazzo ‘ però, mi raccomando, bisogna che tu non dica a mia sorella che mi ha visto così. Cercherebbe di obbligarmi a truccarmi e indossare intimo simile tutti i giorni.’

Ero completamente nudo ed il mio accenno di erezione non era passato inosservato.

Laura mi si avvicina, penso voglia farmi il solito pompino, ed invece mi sussurra in un orecchio: ‘Quando &egrave agghindata così puoi fare con lei tutto ciò che vuoi, compreso scopartela nella figa! Il completino che indossa lo conosci, comportati come l’ultima volta che lo hai avuto fra le mani.’ poi ad alta voce ‘Io vado a cambiarmi, voi divertitevi un po’ da soli’

Il riferimento ad una mia avventura con Giulia era più che spudorato, mi diressi verso Francesca cominciai ad abbracciarla mettendole le mani sul culo fra il filo del tanga e i laccetti del reggicalze; prima che la compagna lasciasse la stanza (volevo vedere se era gelosa) la baciai sulla bocca con la lingua. Laura non fece una piega e Francesca ricambiò avvinghiando la sua lingua alla mia.

Poi le tolsi il reggiseno e passai a succhiarle i capezzoli; la mia mano andò sulla sua figa, era già fradicia quasi colante. Appena l’altra fu uscita mi disse ‘Basta preliminari, ho voglia di scopare!’ Mi spinse con una certa violenza a sedermi su una seggiola, si sedette sulle mie ginocchia col viso rivolto a me; si scostò il tanga senza toglierselo e si impalò sul mio cazzo, Io ripresi a succhiarle le tette. Si era avventata così velocemente che non misi nemmeno il preservativo.

Cominciò a pompare come una forsennata, era come una etero in astinenza da mesi; ed ansimando disse ‘Mi sento tutta riempita, che bello! Non sai che voglia di cazzo avevo…’ Continuò a pompare sempre più veloce e passò dall’ansimare al gemere; Io intanto continuavo a succhiarle i capezzoli e con le mani le accarezzavo un po’ il culo un po’ le cosce all’altezza del pizzo delle calze. Vidi il suo viso che cominciava a trasalire ed urlò ‘Vengo, Vengooo!’ Visto che nei rapporti con Laura era sempre molto silenziosa, dubitai quasi che fosse lesbica. Poi ‘Non ti fermare, vienimi dentro! Voglio sentire la tua sborra che mi riempie…’ Così feci, qualche istante dopo venni anch’Io irrorandola ben bene; lei continuò a pompare per un po’ poi si fermò. Rimanemmo abbracciati sulla seggiola; col mio cazzo, ormai semiduro, dentro la sua figa e i nostri umori congiunti che colavano sulle mie palle, riprendemmo a baciarci con la lingua.

‘Ma che bello spettacolo…’ Sentii Laura da dietro con tono disprezzante ‘… però &egrave possibile che la mia cagnetta non abbia ancora imparato a bere con la bocca. Dai stupida alzati che adesso ci penso Io ad insegnarti come si beve’ Francesca si alzò di scatto; era la prima volta che sentivo Laura trattarla male, di solito con lei era di una dolcezza incredibile. Mi alzai anch’Io e mi voltai. Laura era in piedi davanti alla porta del corridoio. Indossava una guepiere di cuoio nera aperta sopra con le tette che sembrava le dovessero scoppiare fuori, un paio di calze color carne ma con la balza liscia nera da anni 50, un paio di stivaletti tacco 15 ed delle mutande in latex color carne da cui spuntava un enorme cazzo finto (sarà stato almeno 30 cm). In una mano aveva una boccetta di lubrificante e con l’altra si masturbava il cazzo finto, estremamente come avrebbe fatto un uomo.

‘Sdraiati sul letto, che mi servi come giocattolo per la mia cagnetta!’ rivolgendosi a me. Lo feci senza chiedere nulla, ero curioso di sapere cosa la sua mente aveva partorito questa volta.

‘Tu mettiti in posizione che ora che impari a fare i pompini!’ Francesca si sfilò il tanga poi si posiziono a 69 su di me. Io vedevo che ancora il mio sperma che le colava dalla sua fica, e lei guardava il mio cazzo che si era ammosciato. Vidi Laura che si avvicinò da dietro, quando fu sopra al mio viso prese Francesca per le natiche e con un colpo di violenza inaudita le pianto l’enorme fallo di gomma nel culo fino all’intestino. Francesca gridò di dolore.

Allora Laura: ‘Lo senti quanto fa male? Adesso comincerò a pomparti e smetterò solo quando lo avrai fatto venire e bevuto tutto il suo nettare. Sappi che ha appena avuto un orgasmo e non ti sarà facile procurargliene un altro in breve tempo. Ma non ti preoccupare questo cazzo non si affloscia mai, ti posso sfondare anche per tutta la notte!’

Lo tirò fuori completamente e lo rinfilò, era il segnale per cominciare. Dalla posizione in cui ero vidi chiaramente i rigagnoli di sangue mescolati al lubrificante. Il culo Francesca non era vergine, questo lo avevo già notato, e probabilmente si era anche goduto dei dildi così grossi; ma una penetrazione così violenta senza preparazione doveva averle procurato un dolore atroce. In più quell’enorme palo faceva avanti e indietro con colpi veloci e profondi, e la poveretta gemeva di dolore ad ogni colpo. Per consolarla decisi di leccarle la passera, insieme ai gemiti cominciarono i sospiri; e presto si tramutarono in gemiti di piacere. A fare i pompini era brava quanto Laura, però ogni tanto rallentava il ritmo appositamente; era chiaro che il doppio trattamento posteriore le stava piacendo e non voleva interromperlo. Andammo avanti per un bel pezzo, Francesca venne almeno due volte; ma solo dopo che venne Laura fece venire anche me. Seppi solo in seguito che quella ‘protesi’ (chiamata strapon) ha una protuberanza che ad ogni colpo stimola il clitoride; per cui la ragazza che lo indossa gode quanto chi subisce. Laura si fermò qualche istante con il fallo completamente dentro la fidanzata, e con le mani le accarezzava la schiena; poi lo estrasse con la medesima violenza con cui lo aveva infilato la prima volta, procurandole un ultimo spasmo di piacere.

Come avemmo finito Francesca si tolse il completino intimo, le scarpe e la parrucca e ripose il tutto in fretta nella valigia; Laura si tolse le mutande di latex ed avendo la figa ancora piena del suo nettare si sedette con sulla mia faccia. Ricambiai i favori dell’intera vacanza leccandola avidamente, riportandola all’orgasmo e bevendo tutti i suoi succhi.

‘Complimenti, te la cavi meglio di Giulia a leccare!’ disse

‘Perch&egrave non hai mai provato il resto…’ ribadisco sarcastico

e lei ‘Ormai il tuo sapore lo conosco bene!’

E Francesca in sottofondo ‘Guarda che lei non sa cosa si perde, se una donna godesse solo ad essere leccata non venderebbero così tanti vibratori! Prima o poi la convincerò a usare i suoi bei buchetti’

Scoppiammo a ridere tutti e 3 e dopo aver ripulito ci infilammo assieme sotto la doccia, eravamo esausti e quando gli altri rientrarono ci trovarono già a letto.


Il mattino seguente mi si avvicinò Carla in un momento in cui non c’era nessun ‘altro, e con aria sorniona mi disse ‘Allora come &egrave stato scoparti mia sorella?’

Cercando di divincolarmi chiesi ‘Cosa?’

E lei indicando sua sorella ‘Non mentirmi, una ragazza in astinenza da tempo, dopo che ha preso un bel cazzo in figa ha un sorriso inconfondibile. Ieri sera eravate in 3, e non mi risulta che Laura abbia il cazzo!’

‘Se fossi in te non ci giurerei…’ (lei pensò al fatto di essere in 3, Io mi riferivo alla ‘protesi’) poi chiesi ‘…sei arrabbiata?’

‘No, sono gelosa. Se penso a tutte le volte che mi hai riaccompagnato a casa la sera, mi vien rabbia a pensare a quante scopate ho perso. Eppure, finché Giulia non mi ha raccontato delle vostre avventure, non ho mai pensato a te in quel senso; e dopo ero già insieme a Luca’

‘Anch’io non ho mai pensato a te in quel senso; ma non penso che in futuro ci mancherà l’occasione…’

‘Su, sai che tra qualche mese mi sposo! Comunque sono contenta per mia sorella, era tanto che sognavo che potesse provare cosa le può dare un uomo!’

‘Guarda che non era vergine!’

‘Ci credo, ha una collezione di vibratori impressionante! Si &egrave sempre masturbata penetrandosi.’

‘No, intendo che non era la prima volta con un uomo. Tra l’altro &egrave molto brava, se non sapessi che &egrave lesbica giurerei che se ne &egrave ripassati tanti!’

‘Tò, guarda la mia sorellina, che troietta! Chissà da chi avrà preso…’ e così dicendo mi fece un sorriso ammiccante. E raggiungemmo gli altri.

Quello fu il nostro ultimo giorno di vacanza…


Una ventina di giorni dopo, un pomeriggio mentre stavo facendo un giro in centro ed incontro Giulia. Erano ormai 4 mesi che non la vedevo, e la cosa mi mise un certo nervosismo visto come ci eravamo lasciati; ma lei fu stranamente amichevole e mi invitò a bere qualcosa. Rimanemmo a chiacchierare a lungo (senza mai parlare della vacanza), tanto che si fece tardi ed a un certo punto disse ‘Mi &egrave venuta fame, sali da me che ti cucino qualcosa.’ Volevo fare il prezioso, ma l’idea di cenare ancora una volta con la persona che amavo ebbe il sopravento; accettai senza indugiare.

Cenammo con quello che aveva in casa, anche un po’ frettolosamente; ebbi l’impressione che avesse degli altri impegni. Dopo cena, una cosa tira l’altra; ci ritrovammo in camera da letto. Cominciai a spogliarla, quando le tolsi i jeans ebbi la sorpresa: indossava le autoreggenti! Giulia metteva le calze solo se c’era un freddo polare, non le avrebbe mai indossate a metà settembre; aveva organizzato il tutto! Tra l’altro il completino che indossava assomigliava ad uno di quelli con cui aveva sfilato Laura nel negozio di intimo.

Comunque a quella vista mi arrapai molto ed il mio cazzo semi moscio diventò di colpo una verga di carne. ‘Se l’effetto &egrave questo bisogna che le metta più spesso le autoreggenti!’ commentò stupita come se non lo sapesse.

Un po’ l’eccitazione un po’ la rabbia repressa delle ultime parole che c’eravamo detti quando ci lasciammo, comunque sbattei Giulia sul letto le spostai il perizoma e le piantai il cazzo nel culo di colpo.

Urlò ‘Ahi Cazzo! Mi hai fatto male! …’ Ma prima che potesse continuare stavo già pompando e lei cominciò ad ansimare di piacere. Non era la prima volta che facevamo sesso anale, ma di solito ci arrivavamo con una ‘adeguata preparazione’

Era prona sullo spigolo laterale con il pube e le gambe in fuori; Io ero in ginocchio ai piedi del letto in mezzo alle sue gambe, le tenevo bloccate le braccia e le davo colpi secchi con le anche. Vedevo le sue mani che si agitavano, sapevo perfettamente il perch&egrave: quando le facevo il culetto per venire era abituata anche a masturbarsi il clitoride. Questa volta volevo che avesse un orgasmo solo anale; così le impedii qualsiasi tentativo e intensificai i miei colpi. Bastarono pochi minuti e sentii il suo culetto vibrare attorno al mio cazzo. I suoi gemiti diventarono urla, pochi secondi e anch’Io venni riempendole il suo orifizio di sborra. Rimanei li su di lei con il mio cazzo dentro al suo culo per qualche minuto, baciandola sul collo e sulle guance. Poi cominciai a ritirarmi continuando a baciarla sulla schiena ad intervalli regolari, quando fui all’altezza del sedere con le mani le abbassai le mutandine dicendo ‘Non pensare che sia finita, abbiamo diversi mesi da recuperare’. E affondai la mia lingua nella sua figa gocciolante. Riprese ad ansimare come se il suo orgasmo non fosse ancora cessato; ma Io avevo altre intenzioni…


Giulia &egrave una folle collezionista di vibratori, ne ha centinaia e amici e parenti alle feste comandate e ai compleanni non le regalano altro. Ne ha di tutte le forme e dimensioni tenuti sugli scaffali come peluche, fra cui uno alto più di un metro (un mio regalo) che usa come fermaporta in camera sua; però come ogni collezionista non li usa mai e non li considera oggetti sessuali.


Senza che se accorgesse aprii un cassetto del suo comodino, tirai fuori un fallo di gomma enorme (il doppio di un cazzo) e glielo infilai nella figa. Con tutti gli umori che la colavano entrò senza troppa fatica, a differenza delle volte in cui ci avevo provato in questa occasione non si oppose all’uso di uno dei suoi cimeli. Cominciai a pompare da prima lentamente, poi sempre più velocemente. Iniziò a gemere sempre più forte finché non cominciò ad urlare ‘ Siii, Siii, vengooo…’

Nel frattempo anche il mio cazzo era tornato duro e pronto all’uso, ma mi resi conto che dilatata com’era avremmo fato fatica entrambi a provare piacere. Così mi stesi sul letto e le imposi di farmi un pompino (non mi ero pulito dopo il culetto). Lo fece senza protestare; non era brava come Laura ma vista l’eccitazione venni abbastanza velocemente. Con mio grande stupore ingoiò tutto, di solito si limitava a prenderlo in faccia ed assaggiarlo con la punta della lingua.


Quando ebbe finito ci baciammo e ci stendemmo abbracciati sul letto.

Lei disse ‘Questa volta mi hai proprio rotto il culetto! Però era tempo che non godevo così; evidentemente la vacanza con Laura, e tutti i giochetti che avete fatto, ti ha migliorato parecchio!’

Io ‘Hai parlato con Laura?’

‘ Sì. Mi ha raccontato di quanto vi siete divertiti assieme. E’ stata lei a convincermi a riallacciare i rapporti con te!’

‘Ti conosco troppo bene, testarda come sei dubito che sia riuscita a convincerti.’

‘In effetti &egrave stata una frase che ha detto…’

‘Che frase?’

‘Ha detto che vorrebbe scopare con te! La conosco da tanto di quel tempo che pensare che voglia rinunciare alla sua verginità mi sembra assurdo, con un uomo poi!!..’

e vedendo il mio sguardo dubbioso ‘Ma il fatto &egrave che l’idea mi fa sentire molto gelosa!’

‘Gelosa? Sei tu che mi hai mollato…’

‘Beh, adesso siamo qua…’ rispose nicchiando la mia domanda


Due giorni dopo eravamo di nuovo insieme; e in seguito trovammo l’occasione di sdebitarci con Laura organizzando una cosa a 4, ma questa &egrave un’altra storia…

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