Leggi qui tutti i racconti erotici di: amantesardo

L’avevo finalmente invitata a cena, dopo insistenti ed intriganti giochi e provocanti situazioni avevamo finalmente deciso di incontrarci.
Era tutti ancora da cucinare, il vino bianco era in frigo, gli ingredienti fremevano quanto me di rendersi utili alla causa.
Dopo il classico quarto d’ora accademico di ritardo suonò il citofono’era lei!!!
Gonna in pelle nera sopra il ginocchio, con calze autoreggenti in leggera evidenza, camicia scura sbottonata con una scollatissima maglietta sotto,un trucco accentuato ma sensualissimo e i capelli raccolti in due codette che davano alla mia sexy compagnia un aria giovanile (a dispetto dei suoi 38 anni) e sbarazzina, ma che facevano crescere il desiderio di averla.
Appena entrata mi stampò un bacio sulle labbra di quelli che tolgono il fiato’era un ottimo aperitivo!
Tutto era organizzato nei minimi particolari, con due sprizz freschi ci rilassammo e ci preparammo ad un inteso e caldo pomeriggio’
Durante l’aperitivo approfondimmo la conoscenza delle nostre lingue che si intrecciavano bagnatissime, mentre le nostre mani cercavano di esplorare da sopra i vestiti le linee dei nostri corpi.
Quando le mie labbra si spostarono sul suo collo e dietro le orecchie la reazione fu immediata, come una scarica elettrica. Un gemito fortissimo sembrò quasi liberarla dagli ultimi freni rimasti ed cercò con avidità di togliermi i pantaloni. Io nel frattempo gli sfilai la camicetta sbottonandola lentamente mentre continuavo a baciarla. Nell’agitazione del momento la gonna era completamente risalita lasciando scoperte le sue gambe profumatissime coperte dalle sole autoreggenti che invitavano quasi ad una più accurata esplorazione’Ma il mio sguardo fu totalmente rapito dal suo seno, fonte di desiderio, e così gli sfilai la maglietta mentre lei con un movimento all’unisono mi sfilò i pantaloni.
La terza misura che si sporgeva dal reggiseno in pizzo bianco a balconcino mi metteva in ansia e tanta fu l’adrenalina in circolo che mi sembrò di impazzire.
Non so come ma eravamo già in posizione 69 godendo come ricci e dai miei boxer si notava inequivocabilmente il mio gradimento per come si stesse mettendo la serata’
Lei aveva il posto in prima fila sul gonfiore dei boxer e me li tolse in un nanosecondo. Quasi sorpresa fece un sorrisino malizioso per esaltare il mio godimento e non perse tempo ad assaggiare il frutto del piacere.
Io feci altrettanto accarezzando quei capezzoli turgidi, piccoli e dritti puntati verso di me che si ingrossavano quasi fino a scoppiare.
Li assaggiai lentamente facendo scorrere la punta della lingua sull’aureola lentamente, lei ingorda più che mai stava lavorando la mia punta con fare sopraffino, io volli restituirle il piacere affondando la mia bocca sulle sue tette titillando le punte dei capezzoli con la lingua’
Versai l’aperitivo sul suo seno, poi le riempii di spumante l’ombelico e lo bevvi tutto poi feci altrettanto in mezzo alle sue gambe’dove la sua michetta pulsava grondante. Versai più volte lo spumante sul suo clitoride’lei mugolando e venne a ripetizione sotto i miei colpi di lingua che le avevano esplorato anche l’altro buchetto accessibile a pochissimi.. ed io godevo.
La sua fellatio era da film porno’.una straordinaria esperienza’dopo quasi mezz’ora di 69 venni copiosamente nella sua faccia’lei non aspettava altro, aveva sete di me, come io di lei.
Dopo questo primo round ci spostammo in cucina per preparare il pranzo.
Avevo preparato farfalline alla vodka e caviale’
Durante la preparazione chiacchierammo e ogni tanto interrompemmo la preparazione con baci, palamenti, leccatine. Io le scostavo la scollatura e leccarle i capezzoli mettendoci sopra un pò di caviale per insaporirli mentre lei me lo tirava fuori e me lo prendeva in bocca, con la bocca piena di vodka!
Beh’ci ritrovammo sul tavolo di cucina con le sue gambe aperte ed io che con un gambo di sedano in mano lo intingevo nelle sue grandi e piccole labbra fradice e grondanti e poi lo mangiavamo insieme(un morso a testa, che buon sapore che aveva quel sedano’) mischiato con un po di maionese che spalmai anche nel suo buchetto dove affondai il mio uccello alla maionese. Dopo fu il mio turno, mi misi nudo sul tavolo e Silvia prese dei pomodori li spremette sul mio bacino e poi leccò tutto scendendo sino al mio uccello svettante e sugoso che sapeva di pomodoro, dei suoi umori e di maionese, lo divorò con una voracità famelica, quasi posseduta dall’istinto della dea della lusssuria. Poi la stesi ancora sul tavolo e misi le sue gambe sulle mie spalle e la montavo in attesa che l’acqua della pasta andasse in ebollizione, insomma partecipavamo a riscaldare l’ambiente.
Poi la misi a pecora per qualche minuto e le nostre urla di goduria erano sempre più intercalate da frasi porche. La vodka aveva tirato fuori tutta la maialaggine che c’era in noi.
La pasta era pronta’dovemmo interrompere, ma dopo averla condita ci spostammo a letto per la terza parte del pomeriggio di sesso.
Il letto era un tavolo imbandito, con i piatti di pasta alla vodka e caviale (quelli rimasti dalla nostra performance), il vino bianco il pane, la maionese il sedano, pere, mele e banane’
Adoro abbinare il cibo ed il sesso’danno una scarica di adrenalina micidiale!!
La pasta la mangiammo in pochi secondi, per riprendere vigore ed accompagnare il vino bianco fresco e frizzante che faceva da cornice al nostro pomeriggio di sesso selvaggio e alcool.
Le nostre lingue con la pasta in bocca si incrociarono più volte durante il pasto, mangiammo l’uno dalla bocca dell’altra, sporcandoci tutti di pasta, caviale, vino verdura e maionese’
Il letto sembrava il ring della lotta nel fango, ma era fantasticamente erotico scivolare sul letto e fare l’amore unti, sudati, brilli e vogliosi di sperimentare questa nuova tappa della nostra perversione sessuale.
Le posizioni che provammo non le ricordo neanche tutte, mi ricordo che quando cercai di nuovo il suo bel culetto le infilai due dita dentro dopo averle intinte con la maionese, dopo ci misi il mio uccello che scivolava benissimo dentro, lei mugolava a più non posso, io che urlavo e con del sedano nel mentre la sgrillettavo a velocità folle. Le sue urla si fecero più intense e roche fino a che non mi venne in mano, lo raccolsi nella mia mano e lo bevvi tutto, come da una fonte.
Ci baciammo ancora e dopo un altro 69, e poi a smorzacandela e poi’e poi’ e poi’ una pomeriggio memorabile.
Dopo 6 ore di sesso sfrenato ci stendemmo stanchi e sudati sul letto unto e fradicio di noi e dei nostri umori proseguimmo a baciarci e leccarci, fu un pomeriggio che si prolungò fino alla cena, dove avevo in serbo pietanze nuove e situazioni alternative’
Ma questo ve lo racconterò nel proseguo di questo racconto.
Cucinare non &egrave mai stato così piacevole’

amantesardo@yahoo.it

Autore Pubblicato il: 15 Aprile 2006Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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