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Matteo e Lorenzo erano amici fino dall’infanzia.
Avevano condiviso le prime esperienze sessuali, a volte con la stessa ragazza, stesso bar, stessa compagnia.
Finite le scuole, dopo aver cercato lavoro per oltre un anno, all’età di ventuno anni avevano creato una piccola ditta artigianale di intervento rapido nelle abitazioni per tinteggiature, tappezzerie, e lavori di idraulica. Sono lavori ben retribuiti e molto ricercati soprattutto in città.
Le ragazze per loro erano solo un passatempo. Le incontravano il venerdì ed il sabato in discoteca o al piano bar.
Poiché erano dei bei ragazzi a loro le femmine non mancavano e quindi scopate a tutto spiano e sotto la prossima.
Questo finché negli affetti di Matteo non si fece strada Federica. Era molto bella: viso angelico, capelli chiari lunghissimi, tette piene, glutei piccoli e  alti che a vederli sembravano di marmo. La sua taglia era la 40. All’apparenza aveva un fisico da modella e le movenze erano da ragazza di alta classe.
Matteo fu preso da questa ragazza e nonostante il parere contrario di Lorenzo, decise di sposarla dopo pochi mesi. Matteo ne era innamorato perdutamente..
Lorenzo, che apprezzava quanto l’amico le ragazze, non aveva una compagna e anche lui era rimasto stregato dalla ragazza.
Rimaneva però sempre dubbioso sul fatto che Federica avesse scelto Matteo come marito e non un altro uomo; persone belle ce di classe come lei hanno mille possibilità di agganciare maschi ben migliori di noi che la potavano mantenere e farle fare una vita da mantenuta molto meglio di Matteo.
A causa delle frequentazioni anche Lorenzo entrò in confidenza con Federica e un giorno si svegliò pensando a lei e di volerla scopare.
Non si mise scrupoli nel pensare con cupidigia alla ragazza del suo amico.
Durante i preparativi per il matrimonio, nonostante fosse spesso a contatto di Federica, non ebbe occasione di realizzare il suo proposito, ma quando ormai non sperava di riuscirvi ebbe un colpo di fortuna.
Quindici giorni prima di sposarsi “Senti Lorenzo”  disse Matteo “Domani io vado a terminare la tappezzeria che stavo installando così ci pagano. Se tu prosegui per conto mio le tinteggiature nella casa dove andrò ad abitare mi fai un grande favore. Ormai Federica ha stabilito le tinte “
“Per me va bene” rispose Lorenzo scherzosamente “spero che non ci siano poi critiche al lavoro fatto”
“se ce ne saranno non sarà da parte mia. Forse le farà Federica. Sai come sono le donne!2
“Non ti preoccupare. Federica non dirà niente. Sarò perfetto”
La mattina seguente Lorenzo era sul trabatello intento a tinteggiare un soffitto quando sentì suonare il campanello della porta.
“Vengo!” urlò.
“Chi cazzo sarà che rompe le palle! Proprio ora che sono qui su!” disse tra se, scendendo dal trabatello.
Aprì la porta e rimase a bocca aperta.
Era Federica. Più bella che mai con tubino in Lycra bianco aderente che evidenziava le tette ed i fianchi, scarpe a zeppa alta. Viso angelico, capelli raccolti a coda, orecchini pendenti molto vistosi alle orecchie. Il trucco la valorizzava moltissimo. Era veramente una gran figa.
“Ciao Lorenzo”  lo salutò Federica “Sono venuta a vedere come procedono i lavori”
“Ciao Federica. I lavori vanno a gonfie vele, però se cerchi Matteo no c’è. E’ andato a finire un altro lavoro”
“Non importa” disse Federica entrando ”Dò uno sguardo e poi me ne vado”
Lorenzo la seguì con lo sguardo mentre lei guardava gli ambienti.
“Certo che sei una gran figa. Hai un culo che è una provocazione ed anche le tette devono essere la fine del mondo, da quello che vedo dalla scollatura della camicetta” pensò.
Federica entrò nella camera dove stava lavorando al soffitto e osservò il trabatello.
“Eri li sopra quando ho suonato?” domandò lei.
“Si. Stavo tinteggiando il soffitto”
Federica annuì con il capo, rimase un attimo pensierosa, e riportò lo sguardo sul trabatello.
“Come fai a salire senza scala?” domandò ancora,
Lorenzo le indicò le sbarre orizzontali sui fianchi del ponte mobile.
“Salgo da li”
“Posso salirci anch`io? “ disse lei fissandolo in volto.
“E` pericoloso e poi con quella gonna non ce la farai”
Federica sembrò riflettere un attimo poi senza dire una parola sollevo il bordo inferiore del vestitino  e l’arrotolò in vita.
Apparve un minuscolo tanga ricopriva a stento il taglio della figa e due gambe lunghe e tornite, velate da calze autoreggenti.
“Così dovrei farcela” disse lei, avvicinandosi al trabatello.
L’invito era palese e Lorenzo capì che quella era l’occasione che attendeva.
“Aspetta che ti aiuto” disse portandosi alle spalle della ragazza mentre lei appoggiava un piede sulla prima sbarra più bassa.
L’occasione era arrivata. Lorenzo portò le mani sulle natiche di Federica e strinse le dita intorno ai suoi fianchi. Non la sollevò e lei lo lasciò fare senza reagire.
La consistenza era notevole.
La consistenza era dovuta ad una continua applicazione di esercizi ginnici in palestra dove Federica andava quasi tutti i giorni.
Le mani di Lorenzo iniziarono ad accarezzarle i fianchi lascivamente.
Federica, che stava per forzare la gamba per sollevarsi sulla prima asta del trabatello, riportò il piede sul pavimento e divaricando un po’ le gambe. Era un evidente segno di accondiscendenza e piacere ad essere toccata.
Lorenzo si sporse un po’ per osservare i mutamenti dell’espressione della ragazza che si lasciava manipolare con piacere. Abbassò gli occhi e vide nella parte bassa del ventre piatto di Federica il tanga che copriva la figa.
Tenendo una mano su un fianco della ragazza per rassicurarla e far si che lei capisse che non voleva lasciarla, con un dito scostò il cavallo del tanga e poi altre due dita frugarono tra le gambe.
Le dita si fecero strada mentre gli occhi dei due ragazzi si incrociavano.
Lei era in trance e lui era contento di averla tra le sue mani
Le dita di Lorenzo si fecero strada nella figa trovandola molto bagnata.
“No. Quella no – bisbigliò lei guardando lui negli occhi carichi di libidine “La figa è di Matteo”.
Mentre parlava con le mani si tolse il tubino.
“Dammelo nel culo!. Li mi piace tanto”
Lorenzo, che per un attimo aveva temuto di fare una pessima figura e di essere accusato di violenza, alla richiesta di Federica si eccitò ed il suo cazzo divenne duro come un palo.
“Siii! Te lo darò nel culo e ti farò godere e godrai come non lo hai mai fatto”
Federica si inginocchiò sul pavimento preparandosi alla inculata.
Lei lo voleva. Era in calore dal risveglio mattutino ma il suo amore non era con lei e le era rimasta la voglia nonostante si sia sgrillettata furiosamente.
Lorenzo le abbassò il tanga fino alle ginocchia, poi prese a leccare con grande piacere il buco tra le natiche tenute separate dalle mani. Il profumo di femmina lo arrapava tantissimo. Si menava il cazzo per tenerlo duro e grosso in modo che lei nel riceverlo lo sentisse più maschio che mai.
“Ora, Lorenzo!. Ora!” sospirò vogliosa “Fai piano però, per me non è la prima volta ma ora non abbiamo lubrificante e a pelle nuda mi duole un po’”
“Non è la prima volta?” domandò Lorenzo
“Si. L’ho fatto altre volte ma non con Matteo. Quando lo darò a Matteo, la prima notte di nozze, non voglio urlare di dolore. Il tuo cazzo è tra i più grandi che ho preso e se ora me lo sfondi tu, tutto sono sicura che poi più facile”.
“Lo sai che sei un’adorabile troia? Per te faccio questo ed altro pensando che Matteo se ne avvantaggerà. Sappi te lo posso tenere aperto tutti i giorni per allenarlo anche dopo le nozze se mi insalivi il cazzo ti farò meno male”
“fai la stessa cosa anche al mio buchetto, ti prego! Dopo ti farò un pompino. Ora inculami ne ho tanta voglia”
A Lorenzo non restò che indirizzare con dolcezza e delicatezza il cazzo sullo sfintere e aprirlo senza forzare. Sapeva che così avrebbe scopato altre volte in seguito
Afferrò le mammelle sode di federica e diede la prima leggerissima spinta.
Il cazzò forzò lo sfintere e penetrò un poco.
“Ahh!!! Che male! Che male! Basta Lorenzo! Basta! Mi fai troppo male!”
Lorenzo si ritrasse leggermente senza lasciare la presa.
“Eh, no!! Ora mi hai caricato e devi farmi scaricare” disse Lorenzo sprofondando ancora un pochino dentro la ragazza
Lei si rassegnò e sculettò leggermente
Con un’altra spinta lui entrò quasi tutto in lei affondando quasi del tutto nel buco che sembrava strizzargli il cazzo.
”Basta. Basta!!! Mi spaccherai in due! Mi rompi!! Esci! … esci e ti farò un pompino… Mi farò scopare nella figa”
Lorenzo non dette retta alle richieste e con un’altra spinta i suoi testicoli si trovarono a contatto delle grandi labbra della figa.
“Per pietà, basta! Mi duole tanto! Esci! Tiralo fuori!. Non resisto più. Ti farò tutti i pompini che vorrai, e mi potrai chiavare sempre… te lo giuro… sempre!”
“Lo prometti?” domandò Lorenzo muovendosi leggermente facendola urlare ancora.
“se non rispetterai il patto che tu stessa mi hai proposto dirò a Matteo che ti ho scopato e per confermare che l’ho fatto gli dirò che sulla natica destra hai due nei allineati con in mezzo un piccolo angioma rosso. E’ chiaro che se non manterrai la promessa dirò a Matteo che li ho visti e lui vorrà delle spiegazioni”
“Lo prometto!. Lo prometto!”
Lorenzo le strizzò le mammelle e si ritirò, a malincuore dal culo di Federica che gli serrava il cazzo e lo teneva ben rigido e comodo dentro.
Federica continuò a lamentarsi per ili dolore finché lui non fu fuori del tutto.
Lei si voltò e aprì le gambe esponendo ed offrendo la figa alla penetrazione
Quando il pene le affondò repentinamente nella figa, Federica ebbe un sussulto.
Iniziò a scoparla con foga accarezzandole i fianchi e lei ebbe un orgasmo violento.
“Ti piace, vero? Dillo che ti piace!”
“Si. Si, mi piace. Ancora… scopami ancora”
Lorenzo la scopava violentemente a causa della voglia che era aumentata di molto e voleva scaricarsi dentro di lei.
Federica venne ancora ma anche Lorenzo era ormai sul punto di sborrare.
Estrasse il cazzo dalla figa, afferrò la ragazza, la fece girare e poi inginocchiare con la bocca all’altezza del suo cazzo.
Le affondò il cazzo in gola “Succhia e bevi tutta la mia sborra, troietta!”
A Federica non rimase che ubbidire, ed alcuni istanti dopo il primo schizzo le arrivò in gola.
Al sentirsi usata così e alle parole di Lorenzo Federica ebbe un orgasmo fantasmagorico gridando il suo piacere. Lui le riempì il viso e la bocca con spruzzi di sborra bianca  densa.
Federica deglutì a fatica la sborra sborra che le si rovesciò in bocca e solo poche gocce le uscirono delle labbra.
“Brava! Ma puoi migliorare. Hai tutto il tempo che vuoi per imparare e per farlo devi esercitarti. Quando ci rivediamo? La prossima volta con il lubrificante voglio provare ad incularti di nuovo e venirti dentro. Se una delle prossime volte mi farai scopare nella figa ti metto incinta così avrai sempre un mio ricordo”

Autore Pubblicato il: 7 Febbraio 2016Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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