Questo racconto ci è stato inviato da un nostro lettore chiedendoci di pubblicarlo sul nostro account.
A detta dell’autore i fatti descritti sono realmente accaduti, chiaramente con altri nomi e luoghi; noi non possiamo garantire sulla veridicità dei fatti, ci siamo soltanto limitati a fare qualche correzione per renderlo più scorrevole.
Buona lettura
Mi chiamo Giuliano, ma tutti mi hanno sempre chiamato Giù.
All’epoca avevo appena finito gli esami di maturità all’ITIS ed ero un ragazzo come tanti: capelli scuri, sul metro e settanta, fisico normale, niente di eccezionale, dunque, ma con una cosa che solo io conoscevo; già allora avevo sviluppato un membro lungo diciotto centimetri e largo in proporzione.
Nonostante questo, la mia vita sessuale si era sempre limitata a qualche pomiciata con le compagne di scuola ed amiche; tastatine di tette, carezze alle fighette, sopra le mutandine, qualche sega occasionale, ma niente di più.
Quell’anno mio padre aveva preso in affitto per i mesi di luglio ed agosto un appartamentino in una nota località balneare della Liguria e finiti gli esami io e mia madre Teresa eravamo partiti per le vacanze da soli, in attesa dell’arrivo di mio padre, ai primi di agosto, quando il suo ufficio avrebbe chiuso per le ferie.
Arrivati nella località, dopo aver sistemato le cose nell’appartamento, scendemmo subito in spiaggia.
Purtroppo essendo la prima volta che ci recavamo nel posto, io non conoscevo nessuno e quindi nei primi giorni non potevo far altro che oziare sotto l’ombrellone con mamma.
Dopo un paio di giorni lei fece conoscenza con la nostra vicina di ombrellone, Manuela, anch’ella sola ed in cerca di qualcuno con cui parlare e passare il tempo.
Manuela era alta, lunghi capelli castani, grandi tette, vita stretta, fianchi ampi e rotondi e gambe lunghe.
Certamente non era più giovanissima, sui quarant’anni, ma quel corpo suscitò subito in me i più folli desideri erotici.
Lei, d’altronde, non lesinava a metterlo ben in mostra con tutta una serie di bikini molto ridotti.
Tra i tanti due mi eccitavano più degli altri: uno rosso, con due triangolini che a malapena coprivano i suoi capezzoli e, forse, un terzo del suo seno esuberante, con uno slip ridotto, quasi un tanga, che aveva la tendenza, dietro, ad infilarsi tra le sue natiche burrose ed un altro nero, di un tessuto elasticizzato così sottile, che quando faceva il bagno s’incollava al suo corpo come una seconda pelle, mettendone ben in mostra tutti i particolari, compreso lo spacco del suo sesso.
Insomma era una strafiga!!!
Le due s’intesero subito benissimo e cominciarono a ciarlare e a raccontarsi le loro cose e problemi.
Io, annoiato a morte, stavo ad ascoltarle sdraiato al sole.
Venni così a sapere che Manuela era divorziata da due anni, aveva un compagno che, però, era sempre super impegnato nel lavoro, che l’appartamento dove abitava al mare era dell’ex marito, il quale le consentiva di utilizzarlo nel mese di luglio, prima che lui venisse per le ferie con la sua nuova compagna, insomma era costretta a passare le vacanze da sola.
Finalmente cominciavano ad arrivare ragazzi e ragazze della mia età con cui fare amicizia, anche se la cosa non era molto semplice; quasi tutti si conoscevano già dagli altri anni ed io ero il “nuovo”.
Mia madre e Manuela continuavano la loro, ormai divenuta, amicizia e le giornate passavano così.
Un giorno che mamma si era alzata con il mal di testa andai in spiaggia da solo e da solo mi ritrovai in compagnia di Manuela.
Ci sdraiammo a prendere il sole e Manuela, guardandomi negli occhi, mi chiese se, per favore, potevo spalmarle un po’ di olio abbronzante.
Ebbi l’impressione che fosse un chiaro invito, perciò mi alzai e andai verso di lei.
Era sdraiata a pancia sotto con la testa adagiata sugli avambracci.
Versai un po’ di olio sulla sua schiena ed iniziai a spalmarlo con le mani.
Il contatto con la calda pelle di Manuela mi eccitò terribilmente, tanto da dover nascondere in qualche modo la mia erezione.
Quando finii di spalmare l’olio sulla schiena e stavo per rialzarmi, Manuela mi disse:
“E le gambe? Visto che hai le mani già sporche spalmamene un po’ anche lì, che io dietro non ci riesco mai bene”.
Mi riabbassai e misi un po’ di olio sulle gambe. Iniziai a spalmarlo, notai che Manuela le aveva allargate, forse, più del necessario ed indossando quel bikini rosso, il dietro dello slip era infilato all’interno del solco che divide le natiche, in modo da scoprirle del tutto e lasciando intravedere le sue parti intime.
-“Per favore, Giù, metti l’olio dappertutto, fino in cima, non lasciare parti di pelle senza olio, altrimenti mi brucio”.
Non sapevo cosa fare, il sesso dentro il costume era di marmo e sembrava volesse scoppiare.
Cominciai a spalmare l’olio sulle gambe ed ogni volta che mi avvicinavo alle chiappe guadagnavo un po’ di terreno, ma avevo paura a spingermi troppo oltre.
Notai che Manuela, quando le mie mani strusciavano sulle natiche, muoveva il bacino a destra e sinistra, in modo tale da far infilare il costume sempre di più nel solco.
–“Credo che possa bastare” – dissi alzandomi – “Vado a fare il bagno”.
Il cazzo faceva fatica a restare nel costume, perciò corsi verso il mare e mi tuffai cercando ristoro nella frescura dell’acqua.
Una mattina Manuela giunse sulla spiaggia molto tardi.
-“Come mai così tardi?” – chiese mia madre sorridendo – “hai fatto baldoria stanotte?”
-“Non me ne parlare, una tragedia.” – rispose con voce angosciata Manuela – “Ieri sera ho acceso la lavastoviglie e stamani, quando mi sono alzata, ho trovato un lago in cucina. Ho dovuto asciugare tutto ed in più mi sono accorta che anche aprendo il rubinetto del lavello goccia acqua di sotto”.
-“Certo è un bel problema.” – disse mamma – “Hai chiamato un idraulico?”
-“Sì, ho cercato ovunque, ma sono, o già in ferie, oppure sono talmente impegnati che prima di quattro, cinque giorni non possono venire”.
-“Perché non vai a vedere tu cos’è successo?” – fece mia madre guardandomi – “Sai Giù è un bravo “fai da te” e spesso ha risolto parecchi problemini a casa”.
-“Davvero verresti ad aiutarmi?” – mi chiese Manuela guardandomi con ansia.
-“Beh posso sempre venire a dare un’occhiata” – dissi guardando indispettito mia madre – “Ma non so se posso fare qualcosa”.
-“Va bene, sempre meglio che niente. Quando puoi venire?”
-“Anche oggi dopo pranzo”.
-“Benissimo, allora ti aspetto”.
Nonostante che quando fummo a casa, mi arrabbiai con mia madre per avermi coinvolto in quella situazione senza chiedermelo, dentro di me ero contento di poter essere da solo con quella bellezza di Manuela.
Dopo mangiato presi la mia piccola borsa degli attrezzi, che porto sempre con me per ogni evenienza e mi recai a casa di Manuela.
-“Buongiorno signora Manuela” – la salutai quando aprì la porta.
-“Oh, ciao Giù, vieni entra”.
-“E non chiamarmi signora Manuela, mi fai sentire vecchia.” – disse prendendomi per mano e conducendomi verso la cucina – “Dammi del tu e chiamami Manù, come tutti”.
Mentre ci dirigevamo verso la cucina quasi mi eccitai solo seguendola e guardando il suo outfit.
Indossava un vestitino nero molto scollato che metteva bene in mostra il solco tra i seni e buona parte di essi, la gonna larga, a pieghe, arrivava a mezza coscia e quando camminava ondeggiava sotto la curva delle natiche in un movimento eccitante.
Ai piedi, laccati di rosso, portava dei sandali neri a stringhe, con tanto di zeppa e tacco, forse, da dodici.
Una vera meraviglia di MILF!!!
-“Ho già liberato il mobile sotto il lavello, così potrai lavorare tranquillamente”.
Mi sdraiai ed infilai la testa nel mobile.
-“Manù dovresti aprire l’acqua, così posso vedere dov’è la perdita” – le dissi.
-“Daccordo”.
Per aprire il rubinetto, invece di mettersi di lato, mise i piedi ai lati del mio corpo divaricando le gambe.
La visione che si presentò ai miei occhi era da infarto!!!
Potevo vedere le sue gambe fino all’attaccatura delle cosce con l’inguine, coperto da un’ombra scura.
L’effetto su di me fu immediato.
Rimasi incantato a guardare quello spettacolo col cazzo che s’irrigidì all’istante, costretto all’interno dei jeans, diventando così duro da farmi male.
-“Allora, hai visto da dove perde? Posso chiudere?”
La sua voce mi riscosse dal mio stato inerte.
-“S… Sì, puoi chiudere.” – balbettai – “Ho visto, è il sifone”.
Uscii da sotto il lavello e preso un pappagallo dalla mia borsa mi rinfilai sotto cercando di riparare il guasto.
-“Credo che ora sia a posto.” – dissi dopo un po’ – “Prova a riaprire l’acqua così vediamo se perde ancora”.
-“Ok”.
Per aprire l’acqua riprese la stessa posizione di prima, offrendomi, nuovamente la visione delle sue meravigliose cosce divaricate.
-“Allora, perde?”
-“No… No… è a posto, guarda”.
Lei si accovacciò di fianco a me per guardare dentro il mobile.
In quella posizione la gonna le risalì in alto sulle cosce che, per mantenere la posizione, teneva leggermente aperte, dandomi, questa volta la vista completa del suo inguine, dove potei notare che l’ombra scura era in realtà uno slippino nero di pizzo, semitrasparente, che copriva a malapena le labbra della figa.
-“È vero, bravo!!! – esclamò contenta – “Sei stato proprio bravo. Come posso ricompensarti?”
Mentre diceva questa frase sentii la sua mano accarezzarmi la gamba.
Lentamente la carezza salì verso l’alto fino a raggiungere il bozzo dei jeans.
-“Uuaaoo fare le riparazioni ti fa quest’effetto?” – disse sorridendo maliziosa.
Prendendo il coraggio a due mani le risposi: “No. Sono le tue gambe a farmi eccitare”.
-“Davvero?” – fece continuando ad accarezzarmi – “Sono lusingata!!! Una vecchietta come me riesce ancora ad eccitare un giovanotto come te!!!”
-“E così ti piacciono le mie gambe. Le vuoi vedere meglio?” – continuò.
Si rialzò riprendendo la posizione a gambe divaricate sopra di me e sollevandosi la gonna.
-“Guarda meglio e vedrai che oltre alle gambe c’è qualche altra cosa” – disse indicandomi il suo inguine con lo slip tirato che s’infilava tra le grandi labbra.
-“Che te ne pare? Ti piace quello che vedi?” – chiese sorridendo sorniona.
Non risposi, la gola secca dall’emozione m’impediva di parlare.
-“Vuoi vedere anche il resto” – fece girandosi e mostrandomi le natiche separate dal sottile slippino nero.
-“Allora ti piace anche il resto?” – chiese sollevando le natiche con le mani per mostrarmele meglio.
Non mi diede il tempo di rispondere, allungò una mano dietro e, tirandomi per la nuca, mi spinse il viso tra quelle morbide rotondità.
L’afferrai per le cosce ed infilai la faccia tra le sue natiche, aspirandone l’odore inebriante di femmina.
-“Ooohhh… Come sei focoso. Aspetta facciamo qualcosa di meglio”.
Portò le mani ai fianchi, prese l’elastico dello slip e lo fece scivolare in basso lungo le cosce, lasciando a nudo il culo.
Estasiato dalla visione di quelle carni abbronzate, sulle quali spiccava un ridottissimo segno più chiaro del costume, appoggiai le mani titubanti su quelle meravigliose rotondità.
Eccitato al massimo, con il cazzo che mi scoppiava mi rituffai in quel paradiso e questa volta la mia lingua trovò le labbra tumide e bagnate della sua figa, mentre il mio naso si scontrava col suo buchino posteriore.
Mentre leccavo con ardore il miele che colava dalla vagina, aspiravo a pieni polmoni l’odore eccitante del forellino; un odore che non avevo mai sentito ma che mi eccitava al massimo.
-“Ooohhh… Bravooo… Continua cosììì… Mi stai facendo godereee…” – urlò Manù scuotendo il culo.
Incitato ed eccitato dalle sue grida mi applicai con più foga nella mia opera di leccaggio, spingendo al contempo la punta del naso contro l’ano come a volerlo penetrare.
-“Sììì… Sììì… Oraaaa… Vengooo…” – continuò ad urlare, muovendo le natiche, mentre un rivoletto di umori mi scendeva sulla lingua.
Quando i suoi movimenti diminuirono a malincuore mi staccai da quell’antro caldo, con la lingua dolorante.
Spostando la testa la vidi appoggiata con i gomiti sul ripiano della cucina e, senza che me ne fossi accorto, aveva abbassato la parte superiore del vestito scoprendo le sue voluminose tette.
-“Oh Giù, mi hai fatto morire, era tanto che non godevo così” – mormorò guardandomi con occhi ancora velati dal piacere.
Poi fece scendere il resto del vestito a terra rimanendo nuda a parte i sandali; s’inginocchiò davanti a me e mi baciò mordendomi dolcemente le labbra e mettendomi la lingua in bocca.
-“Hai il mio sapore sulle labbra. Mi piace” – disse mormorando sulle mie labbra – “Sei stato bravissimo, ora, però, pensiamo a te”.
Le sue mani scivolarono sul mio petto verso il basso e raggiunsero la cintura dei jeans, che cominciò a slacciare.
-“Alzati” – mi disse mentre abbassava la zip dei pantaloni.
Obbedii e lei agganciò i jeans e li fece scendere lungo le gambe portandosi dietro anche i boxer.
Il mio membro finalmente libero svettò fiero verso l’alto, davanti al suo viso.
-“Uuaaoo per essere un ragazzo sei già ben fornito!!!” – esclamò stupita.
Lo avvolse con la sua mano calda e dopo averlo scappellato lo avvicinò alle labbra e ne fece sparire la punta in bocca.
Iniziò un sapiente pompino infilandoselo, a volte, fino in gola, mentre con una mano mi teneva il cazzo e con l’altra mi massaggiava le palle.
Intanto io ero riuscito, con grandi contorcimenti per non perdere il contatto con le sue labbra, a liberarmi dei vestiti e rimanere nudo.
Inutile dire che, considerato il livello d’eccitazione che già avevo raggiunto prima, dopo trenta secondi di quel trattamento, ero sull’orlo di venire.
Manù, da quella consumata troia qual’era, se ne accorse, si tolse l’uccello dalla bocca e lo appoggiò nel solco tra i seni e prese a massaggiarlo con le sue morbide colline.
Fu il tocco finale, inarcai la schiena, appoggiai le mani al lavello e cominciai a venire innaffiandole il petto e la gola con lunghi getti di sperma.
Lei non mi mollò un istante continuando a masturbarmi fino a quando non uscì più niente, me lo ripulì leccandolo e succhiandolo fino all’ultima goccia, poi si sollevò e mi baciò facendomi sentire il sapore del mio sperma.
Mentre mi baciava mi carezzava il petto, l’addome, scendendo fino all’inguine.
-“Ehi, ma tu sei ancora duro!!! Non ti è bastato?” – chiese sorridendo.
Non risposi ma mi fiondai a baciarle il seno, striato di sperma, prendendo tra le labbra il capezzolo.
-“Oohh quanta foga!!! Hai ancora voglia?”
-“Con te non smetterei mai” – le dissi leccandole il collo.
-“Hai mai fatto sesso con una donna?” – mi chiese.
-“N… No…” – risposi imbarazzato.
-“Adesso cerca di calmarti. T’insegno io come si fa”.
Si sdraiò sul tavolo aprendo le gambe.
-“Vieni, preparami, leccami un po’, come hai fatto prima”.
M’inginocchiai davanti alle sue gambe spalancate e mi gettai su quelle labbra rosee e già umide.
il profumo dei suoi umori intimi mi penetrò nelle narici e salì al cervello come una sniffata di coca e cominciai a leccare come un forsennato.
-“Calmati.” – mi disse mettendomi una mano in testa – “Prendi il tuo tempo e dai a me il mio”.
-“Vedi quel bottoncino che spunta tra le labbra?” – continuò aprendo le sue labbra intime con due dita – “Leccalo e succhialo con delicatezza”.
Seguendo ciò che mi aveva detto, presi tra le labbra quel ditino turgido e lo accarezzai con la lingua, succhiandolo al contempo.
-“Oohh… Bravo… Cosììì… Continua cosììì…”
Mentre leccavo e succhiavo il clitoride (imparai dopo che si chiamava così), sentivo i suoi umori, che scendevano sempre più copiosi a bagnarmi il mento.
-“Dai ora… Vieni… Vienimi dentro…” – mi disse prendendomi la testa e sollevandola.
Mi misi tra le sue gambe, lei ne sollevo una e la mise sulla mia spalla, tenendo il membro con una mano l’appoggiai alla vulva e spinsi.
Entrai nel suo ventre, fino in fondo, con una sola spinta, come un coltello caldo entra nel burro.
-“Oohh sììì… Cosììì… Come sei durooo…” – rantolò.
Iniziai a muovermi avanti ed indietro in modo scomposto, spinto dal desiderio di possederla.
-“Fai con calma. Ti guido io” – disse mettendomi le mani sui fianchi e dandomi il giusto ritmo.
Mi tirava a se affinché il membro entrasse a fondo nel suo ventre e, poi, mi spingeva indietro lasciando solo la punta dentro e ancora dentro.
Sentivo le pareti calde della vagina che si adattavano alla mia asta e mi massaggiavano come un guanto di velluto.
Era una sensazione incredibile!!! Del tutto nuova per me!!!
-“Vai ora, fai da solo, ma fai piano, sei bello grosso, non farmi male, dammi solo piacere” – mi disse lasciandomi i fianchi e carezzandomi il viso.
Continuai a scoparla lentamente, sentivo il piacere montare in me, ma grazie alla precedente venuta, riuscivo a trattenermi.
-“Oh sììì… Cosììì… Che bravo che seiii… Come ti sentooo… Mi fai godere ancoraaa…”
Le sue gambe cominciarono a tremare, le spalancò a forbice, rovesciò la testa all’indietro ed iniziò a gridare.
-“Sììì… Sììì… Oraaa… Sto venendooo… Godooo…”
Non avevo mai visto una donna godere, mi fermai, piantato a fondo in lei, a godermi il suo orgasmo.
Quando lentamente si calmò riabbassando le gambe, ripresi a muovermi con l’intenzione di godere anch’io, ma mi fermò poggiandomi una mano sul petto e facendomi uscire da lei.
-“Aspetta non venire, facciamo un altro gioco”.
-“Sdraiati sul tavolo” – mi disse scendendo dalla tavola.
Obbedii pur senza capire le sue intenzioni.
Quando fui disteso, risalì mettendosi capovolta a cavallo del mio viso.
Avevo la sua figa, umida dell’orgasmo precedente, a cinque centimetri dal volto, emanava un odore inebriante di femmina, non potei resistere e presi fra le labbra le sue intime.
Mentre mi dedicavo a succhiare quelle dolci labbra, sentii qualcosa di caldo avvolgermi il pene ed iniziare a fare su e giù; Manù me lo aveva preso in bocca e mi stava spompinando!!!
Il suo pompino non durò molto.
Si sollevò, allontanando la figa dalla mia bocca, avanzò fino a portarla all’altezza del cazzo, tenendosi in equilibrio sulle gambe si abbassò facendoselo entrare tutto fino in fondo.
-“Aahh che bellooo!!! Mi riempie tuttaaa!!!” – esclamò.
Facendo leva sulle gambe iniziò a scoparsi cavalcando il mio uccello.
Avevo la visuale del mio membro che entrava ed usciva dalla sua figa, lucido e bagnato dai suoi umori; una vista super eccitante!!!
Anche questa volta mi portò al limite del piacere e si arrestò, se lo tolse dal ventre, scese dal tavolo e si appoggiò, chinandosi con le gambe aperte, al piano della cucina.
-“Vieni, prendimi così, da dietro” – m’invitò guardandomi con gli occhi colmi di lussuria.
Scesi al volo dal tavolo e mi misi dietro di lei, tenendomi l’uccello rigido con una mano.
La vista del suo culo proteso e della figa che faceva capolino tra le cosce, mi mandarono in orbita.
Appoggiai il glande all’ingresso della figa e con una sola e potente spinta entrai in lei fino in fondo.
-“Aahh… Fai piano, così mi sfondi…” – si lamentò.
La presi per i fianchi ed iniziai a pomparla con veemenza, ben deciso, questa volta, a godere.
-“Oh mio Dio!!!” – esclamò – “Mi stai scopando come un toro!!! Non ti fermare, continuaaa… Mi piaceee…”
E chi voleva fermarsi, ora ero al culmine, ancora pochi affondi e sarei venuto.
-“Sììì… Eccomiii… Vengooo…” – gridai artigliandole i fianchi, mentre sentivo i fiotti di sperma uscire ed allagarle l’utero.
-“Oddiooo… Mi stai riempiendooo… Lo sentooo… Caldooo… Sììì vengo anch’iooo… Godooo…” – urlò iniziando a tremare.
L’orgasmo mi travolse potente, inarrestabile, continuai a venire, appoggiandomi alla sua schiena, sentendo gli ultimi getti uscire da me.
Restammo così, allacciati, per diverso tempo, poi lei si sollevò staccandosi da me.
-“Sei stato fantastico!!! Per essere la prima volta sei stato superbo, ho goduto come non mi capitava da tanto”.
Mentre mi parlava accarezzandomi il viso, guardò in basso; un rivolo di sperma le stava colando sulle cosce.
-“Caspita Giù, mi hai riempita!!! Fortuna che sono protetta, altrimenti avremmo fatto un bel bambino” – concluse ridendo.
Mi sentii riempire il petto d’orgoglio; avevo scopato una bellissima donna matura, probabilmente esperta e lei era soddisfatta e mi faceva i complimenti!!!
-“Ora rivestiti e vai. Grazie per la riparazione e… anche per il resto” – disse sorridendo – “Penso che avrò ancora bisogno della tua abilità nel fai da te” – concluse guardandomi sorniona.
Mi rivestii mentre lei era in bagno; quando uscì ero pronto ad andare.
-“Ciao, ci vediamo domani in spiaggia” – mi disse dandomi un bacio sulle labbra.
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.