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IL PARCHEGGIO DEL CENTRO COMMERCIALE (PARTE SECONDA)

SECONDA PARTE

Venne il mercoledì, ma questi due giorni li ho vissuti col patema d’animo, come aveva fatto a sapere certe cose, chi aveva messo certe voci in giro su di me? Tutte queste domande mi affliggevano la testa non capivo non sapevo cosa pensare e tante cose mi passavano per la mente, ora che sono separata gli uomini qua della zona sembrano leoni nei miei confronti, una volta a malapena mi dicevano buongiorno e buonasera signora Lamanna e ora invece, battutine allusioni, sorrisi, borbottamenti seguiti da sorrisi, e cosi, con questi pensieri, arrivò l’ora fatidica, un estraneo che mi dava ordini, un uomo mai visto, il campanello suonò, ero vestita come lui voleva, con un vestitino corto un po dorato e sandali col tacco ai piedi, i bambini dormivano davanti la televisione, per fortuna il campanello non li ha svegliati, entra e gli faccio segno di non fare rumore, lui entra e mi dice quanto ero bella, poi gli chiedo se vuole il caffè e lui risponde che vuole il mio culo.andiamo in camera da letto, entra io mi chiudo la porta alle spalle a chiave, come mi giro me lo trovo addosso, mu bacia, mi morde un orecchio mi infila la lingua in bocca e la sua mano intanto tra le mie cosce a cercare le mutande.

Le trova, le scansa, entra dento con due dita, in bocca ho la sua lingua inizio ad ansimare mantre lui cerca di spingere tutto dentro quelle dita nella mia fica, mentre col pollice mi preme sul clitoride, io mi piego sulle gambe ansimando più forte ma a lui non importa, io sono bagnata un lago, lui non potendo entrare più di tanto con le dita, perché da come le infilava sembrava volesse farmele arrivare nella pancia, indica un terzo dito, e spinge dentro mentre col pollice di tanto in tanto premeva sul clitoride, mi si piegavano le ginocchia sentivo proprio colare dentro di me tutto, lui non mi dava tregua, con quella lingua in bocca, poi mi da tregua con la lingua, ma solo per girarmi di colpo come fa un affamato davanti a un piato di pasta senza darmi tregua, mi fa voltare, mi fa poggiare al comò della camera da letto  e mi abbassa le mutande che mi scivolano ai piedi, io ero eccitata lo ammetto, speravo non si svegliassero i bambini, poi un colpo, uno schiaffo sulla fica nuda e la sua voce:

…ti piace lordona?

E un altro schiaffo sulla fica seguito da un mio sussulto e di nuovo lui;

…ti piace ah? Sei una vacca…

In quella posizione esposta in quel modo davanti a un uomo che non conoscevo, bagnatissima, e davanti. Quelle domande non faccio in tempo a rispondere che da quella posizione, mi infila tre dita nella fica e inizia a masturbarmi velocemente sotto le sue continue e frequenti domande:

…ti piace ehhh ? Ehhh? Dillo puttana dillo cosa sei dillo tutta Guidonia lo sa dillo dai…

In quel momento mi parte uno schizzo dalla fica che neanche quando faccio la pipi, in contemporanea alla mia squirtata urlo 

…una puttanaaaa sono una puttanaaaa…

…brava…in ginocchio, togliti ste scarpe dei cinesi e mettiti in ginocchio pezzente, e levati sto vestito di merda

Mi sfilò il vestitino mentre mii diceva queste cose, si tolse le scarpe pure lui e i pantaloni, togliendo fuori un cazzo che ora che stava in piedi sembrava più lungo di quando era in macchina seduto e poi:

…le palle mi devi leccare muoviti…

Presi a leccarti le palle tenendo il cazzo in mano, ma lui non ha voluto, voleva che il cazzo mi sbattesse sulla fronte e sulla guancia mentre gli leccavo le palle, io sentivo un calore nel ventre, ero bagnata, eccitata anche se sapevo che non siano cose belle quelle che stavo facendo, ero una mamma di due bambini, e stavo leccando le palle a un estraneo.

Quando mi venne a mancare la saliva lui si chinò s di me, mi disse apri la bocca, e uno sputo in bocca, e lui:

…continua troia…

Quando le palle erano belle lucide e insalivate e io avevo l’interno coscia bagnato dalle mie colate, mi prese dai capelli e io mi alzai, mi mise a pecora sul letto e senza preavviso me lo mise nella fica senza preservativo e senza curarsi del fatto se prendevo la pillola o no, lui sbatteva sentivo le palle sbattere al mio corpo e provocare quel rumore osceno, ogni tanto mi arrivava uno schiaffone sul culo, poi mi prese dai capelli e accelerando il ritmo mi disse:

…ti piace maiala? Sei una lordona lo sai?

…si lo so e ansimavo e mi bagnavo, poi lo tolse dalla fica e lo spinse sul mio sedere senza sputi senza casellina, spinse e tranne un po di attrito iniziale scivolò tutto dentro, tutto fino alle palle e fino al mio intestino:

…ahhh che galleria aperta che hai avevano ragione mmmm…che cosa sei tu? Mmm dillo un po ripetilo

…una troia sono una troia…

…lo vuoi fare un altro figlio? Eh troia?

E uno schiaffo mi raggiunse sulla natica

…no non lo voglio fare ne ho già due

…e io invece ti voglio ingravidare come si fa con le cagne in calore,

 lo tolse dal culo e mi diede qualche altra botta nella fica prima di riempirmi di sperma la fica e l’utero, io:

….noooo dentro no ti prego

…ti ho detto che ti voglio impanzare puttana, hai visto che buco del culo ti ho fatto?

In quel momento mente io ero a pecora sul letto, e lui dentro di me che aveva appena sbarrato ancora era nella mia fica, a quel punto notai una cosa che non avevo notato in tutto il rapporto, lo specchio dell’armadio che da dritto sul letto, mi vidi nello specchio, io giovane mamma di 35 anni con uno sconosciuto dietro di me e io a pecora, e lui che non perse l’occasione di prendermi dai capelli  ancora col cazzo dentro di me, e mi disseguardando lo specchio:

…guarda, guarda che faccia da puttana che hai, la signora del cazzo sei, una latrina guardati bene in faccia troiona, tolse il cazzo fuori e me lo mise davanti la bocca dicendo di ripulirglielo, e di guardarmi allo specchio mentre lo facevo, poi, mentre si rivestiva, mi disse:

…mi hanno detto bene su di te chi mi ha detto che sei una gran puttana ahahah, ci vediamo in giro signora.

P.s. per qualsiasi commenti di qualsiasi tipo roblam2019@libero.it

1 commento

  1. non ha ragione che sei una cagna, ti comporti come una lurida zozzola per il piacere di tutti

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